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lingotto_oroDI FRANCESCO CARBONE

Le teorie ed opinioni sulle ragioni della caduta del prezzo dell’oro sono già moltissime. Nel biscotto dell’altro giorno ho detto la mia al riguardo: sono convinto che il tutto sia stato orchestrato ad arte per sopprimere come al solito un importantissimo segnale di prezzo. Guarda caso, come mostrato nei commenti, il prezzo dell’oro in yen è tornato proprio ai prezzi pre Abeconomics. Atteniamoci adesso invece ai fatti e cerchiamo di capire qualcosa in più solo basandoci su questi.

Da diverse settimana il Comex, la borsa derivati sulla quale si scambiano i futures sull’oro, sta subendo una anomala contrazione delle scorte di metallo disponibili per la consegna. Tra Cipro, le minacce di confisca sui depositi, i controlli di capitale, l’inflazione monetaria delle banche centrali, la domanda di metallo fisico è in crescita ovunque e ha avuto i suoi effetti anche sulle scorte della più grande borsa derivati del pianeta. Stranamente, però, nei mesi passati tale domanda non ha avuto alcun effetto sul prezzo, fino addirittura a questo forte movimento in direzione contraria a quanto ci si sarebbe potuti ragionevolmente aspettare. La caduta di prezzo di venerdì scorso è stata addirittura la più ampia, come movimento di prezzo giornaliero, dal 1983.

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Il metallo a disposizione presso il Comex era alla data del 9 aprile di appena 289 tonnellate. Le grosse banche, sempre alla data di martedì scorso, avevano invece una posizione aperta corta di 140mila contratti, ovvero quasi 400 tonnellate. Quindi potenzialmente a rischio di trovarsi senza bene da consegnare. Il Comex però scambiando contratti futures a termine, è un po’ come un grande mercato delle figurine, la richiesta di consegne è piuttosto rara (benché richieste ci siano state tali appunto da far contrarre le scorte del Comex negli ultimi mesi) e generalmente i contratti prima della scadenza vengono, come si dice, “rollati” a quella successiva.

Venerdì, il giorno del crollo, pare che all’apertura si siano venduti contratti per 100 tonnellate a cui sono seguiti poi altre 300. Totale altre 400 tonnellate di carta vendute. Venerdì conosceremo le posizioni nette delle grosse banche alla data proprio di ieri martedì (i dati vengono rilasciati ogni venerdì con riferimento al martedì precedente) e capiremo qualcosa in più su quanto successo. Le banche avranno approfittato di una vendita genuina (la cui domanda resta: da parte di chi?) per chiudere la propria esposizione o invece sono dietro la vendita e hanno aggiunto altre posizioni corte a quelle già in essere? E in questo secondo caso chi ha comprato tutte quelle tonnellate? E cosa vuole farci, chiederne forse la consegna o continuare a specularci sopra nel grande gioco dei derivati?

Al di là di questo un’altra considerazione: il prezzo dell’oro, come di qualunque altro bene viene determinato dallo scambio delle due coppie marginali, siccome quello preso a riferimento per tutto il mondo è quella determinato dal Comex vedremo quanto sostenibile sarà questo valore nel momento in cui il mercato del fisico lentamente si adeguerà anche altrove.

Quando un prezzo infatti viene fissato in maniera arbitraria al di sotto del prezzo di mercato si ha, come insegna l’economia, uno shortage, una carenza del bene stesso. Una lezione che i pianificatori centrali non hanno mai imparato, nonostante l’esperienza comunista. Ebbene, pare che un po’ ovunque, dall’India, agli USA, alla Svizzera e anche all’Italia le persone, anziché farsi spaventare dalla caduta, siano accorse per approfittare dei prezzi da saldo fissati sul Comex. Se quindi quel prezzo è un falso voluto da qualcuno, prepariamoci quanto prima a vedere gli scaffali vuoti, e quindi presto o tardi anche un movimento del tutto opposto e altrettanto violento a quello appena visto.

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In caso contrario, comincerei a preoccuparmi per le borse e i valori degli altri asset finanziari, visto che spesso metalli e materie prime anticipano l’andamento di altri mercati, ed uno shock di questo genere potrebbe indubbiamente essere foriero di tempeste in arrivo.

TRATTO DA http://www.usemlab.com/

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Mostrati 6 commenti
  • Gian Piero de Bellis
    Rispondi

    Il mercato speculativo (diverso dalla vendita e acquisto di beni e servizi per consumo) è proprio questo: far salire il prezzo di un bene facendone incetta o perché si ritiene possa salire di valore, poi vendere all’apice della curva (qui sta il fiuto dello speculatore) per realizzare plusvalenze, poi riacquistare a prezzo più basso e far ripartire il gioco. Non riesco proprio a capire che cosa non quadra.

    • Borderline Keroro
      Rispondi

      credo che , appunto, Francesco Carbone volesse dire di stare attenti che è solo e semplicemente una manovra di alcune mani forti. E di non cascare nella trappola.

  • Gian Piero de Bellis
    Rispondi

    Non credo proprio che nei mercati finanziari ci siano i pensionati a puntare su rialzi e su ribassi. Le banche e i fondi pensione guadagnano (o perdono) muovendo cifre più che considerevoli. Soros sbancò l’Inghilterra speculando sulla sterlina nel 1992. Ripeto: non riesco a capire che cosa non quadra.

  • pippo pg
    Rispondi

    Il “pensionato” vedendo il ribasso potrebbe decidere di vendere ora facendo il gioco di quei soggetti più forti e organizzati.
    Forze il senzo dell’articolo è quello di invitare i “dilettanti” che tentano di cimentarsi in questa attività a riflettere prima di farsi prendere dal “panico”.

  • leonardofaccoeditore
    Rispondi

    Manipolazione non è speculazione. Ma se non capisci ce ne facciamo una ragione

  • Robespierro
    Rispondi

    Salve a tutti. Vengo subito al sodo e tanto per non fare nomi: la FED e goldman sachs hanno manipolato con vari trucchetti il mercato, ma, questi signori, come ho già scritto, hanno solo dato una spallata al giallo metallo che se ne stava già sull’orlo del precipizio, insomma, ha fatto un triplo massimo da paura e da Ottobre è soltanto sceso, segno che l’oro era già kaputt, i delinquent… pardon, i signori di cui sopra, NON sono stupidi, (come la signora di JP Morgan;-) hanno attaccato come dei lupi famelici una preda già morente, altrimenti il mercato li avrebbe fatti a pezzi. Guardate il “rimbalzo” è il classico rimbalzo del gatto morto, non c’è nessuno che compra, non c’è fiducia ed il target del triplo massimo è 1250 usd (circa) lo vede qualunque trader.
    Dunque chi comprerebbe ora: nessuno, i piccoli investitori sono spaventati dalla volatilità, comunque già prima non compravano, i traders aspettano il completamento della figura. Ci vorranno dei mesi per far tornare la fiducia, io penso che l’anno prossimo potremmo vedere qualcosa di buono, c’è comunque una cosa d’aggiungere: che l’oro è quotato in usd, secondo me l’euro ha i mesi contati, potrebbe ancora andar su a 1.40 ma per fine anno lo vedo alla parità e poi alla dissoluzione, dunque l’oro potrebbe rivalutarsi in conseguenza al deprezzamento del rapporto eur/usd ma queste sono solo mie considerazioni da prendere con la formula “qui lo scrivo e qui lo nego”.
    Infine, se ora io avessi dell’oro non lo venderei, in momenti di panico non si vende, semmai si compra, si vende in piena euforia, quando leggi che ci “sarà un rialzo infinito” quando la fiducia è alle stelle, ecco il momento di vendere e vale per tutte le merci senza distinzione, dall’oro ai tulipani.

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