In Anti & Politica, Economia

servo e padroneDI MAURO GARGAGLIONE

E’ un fatto evidente (evidente a coloro che non non adorano lo Stato) che ogni nuova regolamentazione introdotta dal legislatore si porta dietro una fettina di tasse del contribuente e che, il combinato disposto tra leggina e la fetta di soldi pagati dai cittadini, serve a creare e mantenere nuovo impiego pubblico. Il Leviatano Statale si regge su questo, ‘è’ questo.

Se ci riflettiamo, nei decenni, la pressione fiscale è salita di pari passo con il numero di leggi, leggine e regolamenti e con l’espansione smisurata della burocrazia. Sono convinto che una buona fetta del gettito fiscale è semplicemente oggetto di furto perpetrato attraverso la concussione esercitata dai pubblici funzionari ma non sono affatto certo che questa sia la fetta più grossa. Le tasse servono perlopiù a comprare il consenso e a mantenere i parassiti pubblici.

A titolo di esempio posso portare la Francia. Ha un prelievo assimilabile al nostro ma lì rubano un po’ meno. La situazione dei loro conti è però assai vicina a quella italiana anche se le istituzioni economiche mondiali stanno facendo di tutto per tenere la polvere sotto il tappeto.

Se questa analisi è vera, pensare di poter diminuire la spesa pubblica partendo dal decidere dove e cosa tagliare, è assolutamente velleitario. Così come è assolutamente velleitario aspettarsi che una classe politica professionista faccia ‘poche’ leggi e chiare. Come abbiamo visto le due cose viaggiano di pari passo. L’equivalenza è quindi la seguente: tante leggi, tante tasse, tanta burocrazia, tanto pubblico impiego, tanti voti.

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Accapigliarsi sul fatto che si debba tagliare prima l’IMU invece che l’IRAP o l’IRPEF è cosa priva di senso. Non è un caso che tutte le ipotesi di riduzione o eliminazione di una tassa vengono accompagnate dall’indicazione di una ‘fonte di copertura’ (più o meno fantasiosa), perché qualunque politico sa perfettamente che se abbassa da una parte deve aumentare dall’altra.

Sappiamo che, grosso modo, lo stato incassa circa 800 miliardi l’anno. E’ completamente inutile qualunque ragionamento o aspettativa di riduzione della spesa pubblica a cui faccia seguito una riduzione del gettito dovuta a minori necessità di quattrini. Io, perlomeno, non ci credo più da tempo. L’incasso deve andare a 600, 500, anzi, 400 miliardi l’anno, solo allora il fabbisogno del Leviatano sarà obbligato a ridursi. Ma come si può fare?

In due modi. Smettendo di pagare le tasse oppure non avendo più soldi per pagarle. Il primo è uno sciopero fiscale, una rivoluzione. Il secondo modo è quanto sta già succedendo, diventare sempre più poveri.

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Mostrati 7 commenti
  • Borderline Keroro
    Rispondi

    Grandissimo articolo.
    Chiaro, breve, preciso.
    Alla Gargaglione.

  • Marco Tizzi
    Rispondi

    Terzo modo: fuggire con le attività produttive.

    • firmato diaz
      Rispondi

      Cosi’ quelli che restano non fanno piu’ la rivoluzione.
      Questo e’ il punto cui siamo arrivati in questa laida oscenita’ che e’ ridiventata l’europa:
      http://www.wallstreetitalia.com/article/1555993/crisi/grecia-in-galera-chi-non-paga-le-tasse-non-la-casta.aspx

    • Borderline Keroro
      Rispondi

      eccerto!

    • Mauro Gargaglione
      Rispondi

      Sottoscrivo caro Marco.
      E’ una possibilità che avrei dovuto menzionare. Anzi, per me che non sparo per le strade e non credo alle rivoluzioni, è l’unica seria possibilità. Se non ci riesco io mi adopero perchè lo facciano i miei figli. Via da questa cloaca morale e materiale.

  • Franco GRASSI
    Rispondi

    Pensate un attimo se avessimo trovato un articolo come questo su un giornale del 1972 quando fu fatta la riforma fiscale che semplificava il regime precedente……

    Sarebbe sembrato scritto da Orwell, ( il quale era scambiato per un banale e bizzarro scrittore di fantascienza, e non un vero e proprio guru quale lo percepiamo ora ) e invece ora e’ tutto tragicemente vero!!

    Bravo Gargaglione per la lineare semplicita’, che non e’ un diminutivo, ma un elogio!

  • Albert Nextein
    Rispondi

    Entrambe le strade le sto percorrendo.
    E appena potrò mi disferò di tutto il capitale e vivrò in italia in affitto, quale nulla tenente.
    La ciccia la porto via, e se riesco , la nascondo definitivamente.

    Questa mia ultima decisione potrà essere rivista allorché tutte le tasse saranno riorganizzate sulla base di quanto indicato nel programma di Forza Evasori.
    Con la specifica che l’imu non va eliminata soltanto sulla prima casa, ma da ogni bene immobile.
    Gargaglione fa una buona diagnosi.
    Chi organizza una protesta fiscale?
    Io sto già non pagando imu e irpef.

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