In Varie

MuroDI REDAZIONE

UNA NOTIZIA CHE DA’ L’IDEA DEL FUTURO RADIOSO CHE CI ASPETTA

cLICCA SULL'IMMAGINE E SCEGLI LA MAGLIETTA DEL MOVIMENTO LIBERTARIO PERFETTA PER TE

“Piu’ di nove italiani su dieci (91 per cento) si dicono favorevoli all’introduzione dei dazi alle importazioni per difendere le produzioni italiane e salvare i posti di lavoro. E’ quanto emerge dal sondaggio on line condotto sul sito www.coldiretti.it, divulgato in occasione della presentazione a Bruxelles del dossier su “I rischi dei cibi low cost”. Oltre un terzo degli italiani (34 per cento) – sottolinea la Coldiretti – e’ favorevole ai dazi per tutti i prodotti provenienti da fuori dell’Italia mentre il 29 per cento solo per le merci che provengono da paesi che non rispettano norme sul lavoro, sull’ambiente e sulla salute simili a quelle nazionali. Inoltre – continua la Coldiretti – il 15 per cento li chiede solo sui prodotti “spacciati” per Made in Italy, ma fatti all’estero e il 13 per cento per tutti i prodotti provenienti da Paesi extracomunitari. Se quella dei dazi e’ una proposta provocatoria e’ anche vero che esprime un “sentiment” diffuso nei confronti della difesa dell’identita’ territoriale delle produzioni e della necessita’ di investire sui valori distintivi del territorio”, ha affermato il presidente della Coldiretti Sergio Marini nel sottolineare che “nell’agroalimentare occorre intervenire subito per garantire la trasparenza delle informazioni con l’obbligo di indicare la provenienza in etichetta per dare la possibilita’ ai consumatori di fare scelte di acquisto consapevoli”. La crescente attenzione alla difesa del tessuto produttivo legato al territorio nazionale e’ confermata dal crescente numero di italiani che acquista prodotti locali anche per favorire l’economia e l’occupazione in un difficile momento di crisi”. (Fonte Agi)

Recommended Posts
Showing 20 comments
  • Marco Tizzi
    Rispondi

    Guardate bene la tastiera di fronte a voi, il vostro splendido smartphone nuovo, il vostro e-reader… riflettete che tra dazi (che tra l’altro ci sono e ci son sempre stati) e una bella “svalutazione competitiva” potreste non poterveli permettere più

    • Afredo
      Rispondi

      Con una bella svalutazione ci faremmo tutto a casa nostra e magari con il tempo, proprio perchè non avremmo più l’euro, saremmo poi noi ad essere competitivi ed esportare.
      Chiaramente se vuoi il prodotto griffato “made in usa” ma materialmente fatto in Cina, mi pare giusto che lo paghi due volte. uno per la presa in giro e due perchè non siamo di certo meno capaci dei cinesi.

      • Domenico
        Rispondi

        Mi raccomando però non ti azzardare nemmeno a togliere un euro dalle banche, lascia che tutto dei tuoi risparmi sia convertito in lire e poi svalutato, altrimenti rischi dell’ipocrita.

        • Alfredo
          Rispondi

          Ma come, un libertario che tiene i soldi in banca?
          Mai sentito parlare di cambio fisso? Non ti dice nulla quando la lira era pagabile al portatore? Mai sentito parlare che l’italia ha la terza riserva mondiale di oro? Oppure ti riferivi alla lira, quella successiva di carta straccia priva di controvalore, fatta della stesa carta straccia dell’euro?

          • Domenico

            certo inflazioniamo col cambio fisso, così attueremo la legge di gresham fino al punto che la gente inizierà a non sopportare più gli scambi commenrciali in moneta ufficiale.
            Studiati quel che succede a tenere arbutrarimente fisso il valore relativo tra due beni anche se il mercato va in altra direzione, poi vediamo se è così facile risolvere i porblemi per via centralista mettendo giusto qualche leggina.

      • Marco Tizzi
        Rispondi

        Sì sì, come no. Infatti è risaputo che in tutto il mondo si producono tutti i prodotti del mondo e della stessa qualità.
        Prova ad andare a cercare un po’ di vino locale in Norvegia…

  • Stefano Nobile
    Rispondi

    la gente non si rende conto che i dazi sono utili solo ai parassiti.
    Un mondo senza dazi permetterebbe il dimagrimento dei governi e una maggiore libertà e ricchezza della gente comune.
    Immagino che solo il 9% degli Italiani comperi merci d’origine cinese o simili.
    L’industria e il lavoro italiani si salvano solo abbassando le pretese dei parassiti, se proprio non si possono eliminare del tutto (sia le pretese che i parassiti); e con idee e merci valide e competitive. Se con questi macigni ai piedi siamo riusciti malgrado tutto a sopravvivere, senza il mare di tasse e la burocrazia demente che ci ritroviamo, credo che l’economia italiana volerebbe.

    • Afredo
      Rispondi

      Perchè esistono i dazi dalla Cina??
      Perchè credi ancora che l’Italia possa imporli??
      Tutto viene deciso a Bruxelles tu con il tuo stato puoi solo dedicarti all’ordinaria amministrazione e a fare i compiti a casa.

  • Liberalista
    Rispondi

    Guardiamo il lato positivo della vicenda: in una landa iperstatalista come l’Italia, in cui la comunicazione economica e politica è monopolizzata dalle idee socialiste ed interventiste, il 9% delle persone ha capito l’assurdità di quelle politiche.

    • leonardofaccoeditore
      Rispondi

      AHAHAHAH, quanto basta per finire male!

      • Afredo
        Rispondi

        Allora se va male per te significa che per noi è conveniente.
        Un po come lo spread se va bene lui significa che noi stiamo mettendo la cinghia nell’ultimo buco.

    • Marco Tizzi
      Rispondi

      AHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAH
      Splendida!

  • Liberalista
    Rispondi

    Questo è certo, Leo. Mi stupisco solamente (in positivo) del fatto che dopo il lavaggio del cervello a cui siamo sottoposti dalla culla alla tomba, sopravviva ancora un 9% di persone capaci di spirito critico e autonomia di pensiero.

    • Afredo
      Rispondi

      O più probabilmente non sa neanche di che cosa si stia parlando.

  • Albert Nextein
    Rispondi

    La concorrenza sleale va controllata e occorre difendersene.
    Da dovunque provenga.
    Quanto all’agricoltura , io direi che ogni sovvenzione, ogni favore, ogni trattamento particolare, vanno semplicemente aboliti.
    Produci qualcosa?
    Stai sul mercato? Bene.
    Non ce la fai? Chiudi.

    • Afredo
      Rispondi

      Infatti nessuno vuole toglierla dal mercato ma piuttosto il mercato preminente, quello che in primis deve essere tutelato è quello interno.

      • Domenico
        Rispondi

        Tutelare il mecato interno, ovvero le persone debbono iniziare a guadagnare per statuto e non per merito. Uno no ha clienti, che problema c’è, tassiamo Alfredo o magari svalutiamo i suoi risparmi per far creare un ricavo agli imprenditori che si buttano in un investimento poco remnerativo. Ci sto!

  • LNZ
    Rispondi

    Se si considera ingiustizia il vantaggio concorrenziale di uno stato rispetto ad un altro al punto di volerne chiudere il gap con un dazio, perchè non farlo anche tra una regione e l’altra? Se un’area agricola è più fertile e produce più di un’altra area montuosa che facciamo, i dazi sul raccolto in pianura per eliminare la concorrenza sleale?
    Se in uno stato c’è una tassazione al 75% e in un altro c’è una tassazione al 15%, è giusto che gli imprenditori si trasferiscano in quello più vantaggioso e li metta in concorrenza e magari che quello con troppe tasse esca dal mercato e MUOIA (finalmente).

    Bisogna scegliere: socialismo o libero mercato.

  • William
    Rispondi

    Ovviamente quel 91% degli italiani non si rende conto che la bilancia commerciale è composta anche da esportazioni e non solo importazioni e che una guerra dei dazi alla fine farebbe più male a noi che a loro.

    Nel 2012 l’Italia ha goduto di un avanzo commerciale escludendo energia di €74miliardi (anche includendo l’energia vi è stato un avanzo di €11 miliardi).

    Se proprio vogliamo far fallire l’Italia la maniera più rapida è proprio con l’imposizione di dazi.

    • Alfredo
      Rispondi

      Una guerra dei dazi, una volta totale e finale, inevitabilmente obbligherebbe a raggiunge accordi, gli accordi sono frutto di compromessi, i compromessi vengono solo accettati dalle parti se egualitari, quindi avremmo tutti da guadagnarci, le regole diventerebbero gli accordi e i mercati scomparirebbero lasciando spazio solamente alll’economia quella che serve per far funzionare e per portare benessere ad un paese.
      La finanza non risulterebbe più conveniente rispetto all’economia reale, enormi quantità di denaro si riverserebbe su di essa e la ricchezza per finanza si creerebbe non più dal debito ma piuttosto dagli investimenti. I rischi ti tali operazioni non ricadrebbero più sulla collettività ma sarebbero implici e direttamente proporzionale alla redditività dell’impresa stessa. Anche inquesto caso come dovrebbe essere.

Leave a Comment

Start typing and press Enter to search