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eutanasiaDI REDAZIONE

Il Vermont e’ diventato il terzo stato americano in cui si puo’ ricorrere al suicidio assistito. Il governatore democratico, Peter Shumlin, ha infatti firmato ieri il disegno di legge ”Morire con dignità”, approvato la settimana scorsa dalla Camera dello stato piu’ piccolo del nordest degli Usa che si unisce cosi’ all’Oregon e allo stato di Washington (nord-ovest) nel consentire la possibilità di scelta sul fine vita.

”Gli abitanti popolo del Vermont nella fase terminale della malattia possono ora decidere il proprio destino” ha spiegato il governatore in occasione della firma del disegno di legge . La legge consente ai malati terminali, con un aspettativa di vita inferiore ai sei mesi, di avvalersi di un supporto medico per morire, con una procedura che prevede un doppio parere medico e un periodo di 17 giorni di attesa prima di ottenere la prescrizione del farmaco utilizzato per l’eutanasia.

Il Vermont, stato progressista spesso apripista a misure e leggi innovative, e’ stato il primo nel 2009 a legalizzare il matrimonio per tutti, ormai accettato in 12 dei 50 stati americani. Il suicidio assistito in Oregon e nello stato di Washington e’ stato invece adottato con referendum mentre in altri stati, come ad esempio il Massachusetts, il Connecticut e il Maine, non e’ passato.

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Showing 6 comments
  • luca
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    L’eutanasia è barbarie allo stato puro. Altro che progresso

    • LucaF.
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      L’eutanasia, se è una libera scelta decisa consapevolmente e volontariamente dal singolo, va rispettata in quanto rientra nel principio di autodeterminazione dell’individuo sul proprio corpo.

    • lorenzo s.
      Rispondi

      Barbarie è l’eutanasia imposta, non quella scelta dall’individuo in seguito ad una decisione personale ragionevole e in assenza di pressioni.

      • luca
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        suicidarsi non è un atto di libertà

        • W la Libertà
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          È invece un atto di massima libertà.
          Gli individui posseggono i diritti naturali, tra i quali spicca il diritto alla vita.

          I diritti naturali sono inalienabili, a meno che non lo decida l’individuo stesso.

          Decidere di suicidarsi equivale a decidere volontariamente di rinunciare al diritto alla vita.

          Da questo punto di vista è simile a colui che in una società naturale in cui tutti godono dei diritti naturali decide volontariamente di rinunciare ad alcune sue libertà per aderire ad una comunità.

          Sono entrambi atti di piena libertà.

          La cosa barbara è quando la rinuncia ai diritti naturali avviene con la forza e la violenza, con la coercizione, e il suicidio diventa omicidio, l’adesione ad una comunità schiavitù, il dono di una parte della propria proprietà privata confisca e tassazione.

          Ma finchè la scelta è fatta per propria volontà, da un punto di vista libertario non è discutibile.

  • CARLO BUTTI
    Rispondi

    Purché non siano altri a farmi decidere se e quando la mia morte procurata è “EU” (buona). Quando si è gravemente ammalati anche la volontà si indebolisce, e i condizionamenti psicologici possono diventare molto efficaci. La morte di un malato cronico può senz’altro essere “EU” per i parenti, che così si liberano di un ingombro e di un onere finanziario…Per giudicare una legge come quella dell’Oregon bisogna vedere com’è congegnata.

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