In Anti & Politica, Economia

ghigliottinaDI MATTEO CORSINI

“La Bce non deve soprattutto farsi frenare dal rischio di azzardo morale, cioè dal timore che i governi non facciano abbastanza per la disciplina fiscale e per le riforme strutturali. In fondo è proprio questo il grande segnale che l’Italia ha dato a tutti gli altri Paesi: nonostante le enormi difficoltà, abbiamo rispettato gli impegni sul disavanzo pubblico. Non c’è stato azzardo morale: abbiamo pagato più tasse del necessario e stretto i denti”. (C. Bastasin)

Carlo Bastasin è tra i tanti che invocano politiche monetarie più “coraggiose” da parte della Bce. Sui giornali e sulle televisioni non c’è praticamente spazio per chi la pensi diversamente. La maggior parte degli italiani ai quali interessi qualcosa di economia si trova quindi a sentirsi ripetere giorno dopo giorno le stesse cose, finendo molto probabilmente per convincersi che non vi siano posizioni alternative. E quando qualche posizione alternativa trova spazio, solitamente è quella di uno che auspica il ritorno alla lira e alla monetizzazione del debito pubblico, come avveniva prima del divorzio tra Tesoro e Banca d’Italia del 1981.

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Ora, ovviamente ognuno è libero di credere quello che vuole e anche di diffondere le proprie idee, ma se nel fare ciò evita di distorcere le cose è meglio, a mio parere. Prendiamo la questione dell’azzardo morale. Chi parla di rischio di azzardo morale connesso alle politiche di acquisto di titoli di Stato da parte della Bce, ritiene (a mio parere avendo ragione) che i governi, se venisse meno la pressione del mercato, tenderebbero a rimandare il consolidamento dei conti pubblici e l’attuazione di riforme strutturali (servirebbe, in sintesi, una sostanziale cura dimagrante per lo Stato).

Bastasin sostiene che non vi sia rischio di azzardo morale, e cita a proposito il caso dell’Italia: “nonostante le enormi difficoltà, abbiamo rispettato gli impegni sul disavanzo pubblico. Non c’è stato azzardo morale: abbiamo pagato più tasse del necessario e stretto i denti.” Sul fatto che abbiamo pagato più tasse del necessario sono pienamente d’accordo, e credo che agire sulla riduzione della spesa pubblica sarebbe stato molto più efficace e anche più equo. Quanto all’azzardo morale, non c’è stato semplicemente perché la pressione del mercato non ha consentito che ci fosse.

Capisco che Bastasin guardi alla realtà italiana dagli Stati Uniti, ma la storia degli ultimi due anni dovrebbe essergli ben nota. Nell’agosto del 2011, con lo spread tra BTP e Bund in crescita, la Bce mandò una lettera al governo italiano chiedendo alcuni impegni in cambio dell’acquisto di titoli sul mercato secondario da parte della stessa Bce. Comunque la si pensi su quella vicenda (in molti sorvolano sul fatto che da allora e diverse volte in seguito la Bce ha sostenuto che sia meglio tagliare la spesa piuttosto che aumentare le tasse), non appena da Francoforte iniziarono a togliere pressione sui BTP, in Italia l’urgenza di sistemare i conti pubblici prese ad affievolirsi.

Con l’impennata dello spread a novembre, Berlusconi fu defenestrato e sostituito dal governo tecnico, il quale, in piena emergenza, non trovò di meglio da fare che tartassare i già tartassati italiani. Nel frattempo la Bce aveva annunciato le due operazioni LTRO triennali, le banche domestiche avevano (ri)preso a imbottirsi di BTP e lo spread si era ridimensionato.

Passata la fase emergenziale, il governò iniziò a impantanarsi sulla riforma del mercato del lavoro, sulle liberalizzazioni e sulla spending review. La prima irrigidì di fatto il già rigido mercato del lavoro italiano, trasformando i cosiddetti precari in altrettanti disoccupati. Le seconde non sono mai pervenute, mentre in tema di spending review si è tanto parlato e quasi per nulla agito.

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Lo spread tornò quindi ad aumentare, superando a luglio i 500 punti base, finché Draghi disse che la Bce avrebbe fatto “di tutto per salvare l’euro” e inventò le OMT, ossia un programma di acquisti di titoli di Stato condizionato alla richiesta di aiuto alla famosa (o famigerata) troika da parte dello Stato in difficoltà. Lo spread riprese a scendere, e la politica italiana tornò a essere paludosa.

Il resto è storia recente: elezioni inconcludenti, un governo neodemocristiano che non ha ancora fatto praticamente nulla (e probabilmente non è neppure un male, visto quello che succede quando fanno qualcosa), ma nessun senso reale di urgenza (tranne a chiacchiere), perché lo spread e i rendimenti sui titoli di Stato restano entro livelli di guardia. In compenso, data la quasi certa uscita dell’Italia dalla procedura di infrazione per deficit eccessivo, da settimane non si parla di altro se non di come aumentare la spesa (ovviamente sempre per investimenti produttivi, ci mancherebbe).

In definitiva, “il grande segnale che ha dato l’Italia” a me pare proprio l’opposto di quello che ha visto Bastasin: il consolidamento dei conti pubblici è stato perseguito (peraltro nel modo errato) solo quando la pressione sui BTP è aumentata, mentre ogni calo dello spread ha portato rilassamento dalle parti di Governo e Parlamento. Chi teme l’azzardo morale, quindi, mi pare proprio abbia ragione.

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Mostrati 16 commenti
  • Neselen
    Rispondi

    Ma adesso siamo diventati europeisti??
    Il salto qualità quale sarebbe? Passare da uno stato ad un’altro ancora più centralizzato e distante?

  • Gabriele
    Rispondi

    Non fare più il giornalista per favore! Trovati un vero lavoro o un Hobby serio in cui vieni apprezzato per quello che fai e dici. Non è più il tempo di raccontare queste cose.

    • leonardofaccoeditore
      Rispondi

      ASPETTA CHE PRENDIAMO APPUNTI E CI SPIEGHI COSA DOBBIAMO RACCONTARE, MAGARI SOTTO DETTATURA EH??? A VOI PIACE COSI’, VOI CHE “AMATE” LA LIBBBBBERTA’ SOLO VOSTRA

      • Afredo
        Rispondi

        Veramente “la libertà solo mia” è una prerogativa che ampliamente vi è stata riconosciuta come vostra. Basta solo ricordare la libertà di pochi a seminare piante OGM rispetto alla stragrande maggioranza che non ne vuol neanche sentir parlare, proprio perchè anzichè aggiungere altra porcheria vorrebbe che si cominciasse a parlare di eliminarne un po dalle nostre tavole.

  • Albert Nextein
    Rispondi

    Me ne frego dell’europa.
    Attendo il default italiano ed il flop europeo.
    La strada imboccata dalla classe di potere è quella giusta, ma la menano un po’ troppo per le lunghe.
    Vorrei si arrivasse al fondo più rapidamente.

  • firmato winston diaz
    Rispondi

    Diminuire la spesa automaticamente fa dimuire il pil, (pil=spesa pubblica+altre voci, contabilmente) il che fa automaticamente aumentare il rapporto debito-pil e dunque le tasse. Aumentare le tasse fa a sua volta calare il pil (parte privata), che automaticamente, lo stesso, fa aumentare il deficit e, di nuovo, le tasse.
    Siamo in trappola, l’unico modo di uscirne e’ segare le sbarre. (o tagliare il nodo)
    La grecia, che ha tagliato la spesa pubblica, ha perso il 25 per cento di pil e si e’ ritrovata col lo spread a 20.000 e il debito schizzato alle stelle, insieme, immancabilmente, alle tasse. (chi si indebita perche’ non puo’ stampare denaro poi e’ schiavo degli interessi, e giu’ tasse…)
    Non sto dicendo che non bisognerebbe tagliare le spese, voglio dire solo che in questa situazione non serve evidentemente a nulla, se non a vendicarsi, e’ sterile.
    Lo stesso vale per la burocrazia, mezza italia e’ burocratica, se la eliminassimo dimezzerebbe il pil, e ricadremmo nel suesposto circolo vizioso. Di nuovo, siamo in trappola.
    Niente di nuovo, e’ da quando esiste che l’uomo si costruisce le sbarre della sua prigione per poi distruggerle a cannonate e poi ricostruirle… non siamo solo noi in italia, lo fanno tutti in tutti i luoghi e in tutti i tempi, solo in modi diversi dal nostro.

    • meno stato per tutti
      Rispondi

      caro diaz,
      non esiste una cura indolore.
      e piu si va avanti in questo modo e piu al cura sarà dolorosa.
      il problema non è affatto la diminuzione di “pil”, ma la costruzione di qualcosa di sostenibile.
      stampare moneta per aumentare il “pil”, è un po come pulirsi il culo con la m…

      una drastica riduzione della spesa pubblica, a cominciare dai costi dei dipendenti, è solo l’inziio della cura. certo ci sarà un bel calo di pil, subitaneo, che però verrà ben presto ripristinato dalla crescita reale, e non quella fittizia fatta di coriandoli di carta.

      alla fine il famigerato PIL misura solo quante transazioni di denaro si fanno in una determinata area, e non misura affatto la vera produzione di ricchezza.

      ciauz

  • William
    Rispondi

    @fwd Per far aumentare il PIL basterebbe pagare i burocrati per rimanere a casa. I danni che hanno fatto e continuano a fare all’economia sono incalcolabili, l’attuale crisi è completamente dovuta al loro operato.

    Urge un immediata eliminazione degli adempimenti burocratici in tutti i settori e l’imbrigliamento dell’apparato giudiziario che ha troppa facilità ad accusare imprenditori di reati penali e a bloccare ogni iniziativa.

    Per quanto riguarda le tasse siamo nella parte discendente della curva Laffer per cui riduzioni di imposte porteranno ad un aumento degli introiti.

    Fatto questo l’economia ricomincerà a crescere e si potrà procedere al licenziamento dei parassiti e riduzione della spesa. Con un operato del genere aumenterebbe la fiducia per cui i beni dello stato acquisirebbero valore e potrebbero essere venduti meglio rispetto alla situazione attuale con tali introiti il debito si potrà dimezzare accelerando il circolo virtuoso.

    Comunque la mia preferenza rimane mandare a casa tutta la marmaglia di stato e ricominciare da capo possibilmente senza stato.

    • firmato winston diaz
      Rispondi

      “Per far aumentare il PIL basterebbe pagare i burocrati per rimanere a casa. I danni che hanno fatto e continuano a fare all’economia sono incalcolabili”

      completamente d’accordo
      pero’ i fatti economici tafazziani che ho descritto abborracciatamente sopra restano in vigore, l’unica strada praticabile sarebbe forse stata quella di lentamente correggere la rotta nel verso qui in questo luogo auspicato, senza “ammazzare” nessuno: purtroppo nell’ultimo cinquantennio e’ stato fatto sistematicamente il contrario, a volte in modo lento e impercettibile, a volte, come con il penultimo governo Monti o i vecchi governi Amato e Prodi, in modo oltre che contrario, traumatico. Ci ha messo molto del suo anche l’europa, che detto fra noi, dopo aver entusiasmato quasi tutti a suo tempo, e’ una tremenda delusione, culturale e politica molto prima che economica: com’era prevedibile, le bizzarrie burocratiche e politiche dei vari stati membri, invece di elidersi si sono sommate, e i risentimenti ribollono. La concorrenzialita’ fra gli Stati che la compongono, peraltro auspicata piu’ dai liberali che dai socialisti, fa il resto, e alla fine vincera’ imperialisticamente lo Stato piu’ forte, non il piu’ debole, e imporra’ la sua legge. E’ gia’ cosi’.
      Senza Stato erano i pellirosse americani: il primo che e’ arrivato li’ ha piantato la sua bandiera, ha dichiarato proprie quelle terre di nessuno secondo il proprio diritto, e se li e’ mangiati, quando si e’ accorto che esistevano, in un boccone. Funziona cosi’ anche oggi, unico freno e’ la concorrenza fra gli Stati forti, anche se, fra “civilizzati”, l’occupazione avviene in modo meno trasparente e, di solito, con la strategia ipocrita del “missionario” (quelli che alla fine vogliono anche essere ringraziati). Gli altri, gli “untermensch”, continuano a beccarsi le bombe e le fucilate e le leggi degli altri, un pretesto, magari con la tecnica migliore e sempre in auge del capro espiatorio, lo si trova o lo si crea in due minuti.

  • Liberalista
    Rispondi

    Scusa Winston, ma chi ha detto che senza Stato non ci sarebbe difesa? Semplicemente, ci sarebbe un esercito (o meglio, più eserciti) non in mano alla politica, ma a chi paga per difendere il territorio/i territori da ipotetici attacchi esterni. So che certamente la difesa è l’ultimo dei servizi pubblici a dover essere reso libero dalla politica, ma come sempre è accaduto e sempre accadrà, se lasci gli esseri umani liberi, troveranno una soluzione, senza necessità di avere governi, parlamenti, burocrazie, posti pubblici a vita e così via.

    • firmato winston diaz
      Rispondi

      @liberalista
      Guarda, il migliore esempio e’ la mafia.
      Dopo l’annessione forzata del sud all’italia e il massacro fiscale/politico/culturale essa e’ rimasta, per il sud, l’unica opzione possibile di resistenza, e tutto sommato possiamo quasi dire, dopo un secolo e mezzo, che e’ stata efficace (peraltro si accontentano di un prelievo fiscale quasi nullo, rispetto allo Stato Italiano). Qualcosa di simile si ha in Isvizzera, con l’esercito di popolo e il munizionamento da guerra custodito in casa dai maschi adulti. Certo gli svizzeri, dotati di maggiore spirito pratico, hanno istituzionalizzato e democratizzato la faccenda senza rincorrere impossibili perfezionismi come invece stiamo ancora cercando di fare noi. :)

  • virjilio
    Rispondi

    In tutte le epoche, secondo la storia, vedrete che le economie migliorano in efficienza e prosperità, per tutti o comunque per il maggior numero di cittadini, quando le rispettive società nazionali o territoriali imboccano la via di una maggiore libertà, non dico assoluta ma in maggior misura relativamente a quella precedente. Il rinascimento ci fu poiché s’erano allentati i vincoli feudali e il potere oppressivo ecclesiastico. In un regime strettamente medioevale Leonardo Da Vinci sarebbe stato in breve tempo ammazzato…e Colombo non avrebbe intrapreso il suo viaggio, sarebbe stato definito blasfemo il concetto d’una terra rotonda i cui estremi confini continentali si volgevano in tondo… Per non parlare dell’invenzioni innovative come la mongolfiera. Impulso economico viene anche dall’insieme delle libertà individuali unite a quelle scientifiche e tecnologiche e di conseguenza anche morali. Tutte le comunità che si spostano un poco verso una visuale che accoglie almeno un briciolo in più di libertà, libertà per chi produce, per chi consuma e anche per chi semplicemente cerca di appropriarsi, purché non in modo forzoso e brigantesco, dei beni prodotti. La libertà ha tante sfaccettature e ognuna dà un impulso vivido alle attività umane e le rende o piacevoli o almeno più sopportabili e quindi incentiva le capacità e le energie di individui singoli o associati. Mentre una qualsiasi, con qualsiasi scusa, rete di regole e norme e leggi forzose e spesso proprio contrarie alla stessa natura umana: fisica e psichica, non fa che indebolire l’individuo, la sua mente, la sua volontà. Lo chiude in un grigiore tedioso, senza prospettive future e che finisce per affossare l’insieme della comunità. La dinamica sociale non può che basarsi su quella individuale: non esistono popoli senza soggetti singoli, ciò che avvilisce ogni singolo deprime l’intera loro comunità, che di tali individui è composta. E’ semplice, basta osservare la pretesa dei vari governi occidentali (detti a sproposito “democratici”), e soprattutto italiani, di quest’ultimi 12-13 anni, di “normativizzare” ogni aspetto della vita pubblica e privata dei cittadini in nome della “sicurezza”, della “salute”, della giustizia in chiave morale e aldilà della sua effettiva utilità pratica, la regolamentazione per il piacere delle regole: “la legge prima e al di sopra di tutto”, “il controllo sociale e privato” come valore dominante e di riferimento, uguaglianza forzosa non solo fra maschi e femmine pur laddove oggettivamente per ragioni naturali ed evolutive uguaglianza di fatto non c’è, addirittura uguaglianza fra uomini e bestie, uguaglianza imposta per legge, stravolgendo così le normali prerogative e rapporti naturali (basta uno sguardo a un pò di pazzesche sentenze della Cassazione sui più svariati temi), e mettere tutta ‘sta smania di re-go-la-men-ta-zio-ne (di cui i nuovi codici stradali son stati i precursori indicativi e poi anche causa, vedi ad es. proibizionismo alcolico), in più mettici le fobie regolamentative ecologiste, come criminalizzazione di co2 e protocollo di Kyoto, o delle vetture per trasporto individuale e le green-economy di vario tipo, e quest’insopportabile raccolta differenziata che trasforma le abitazioni in mini discariche, anche igienicamente pericolose, metti tutte ste cose e altre a confronto con l’andamento economico di questi anni, a partire da quando simil fanatismi contro le normali e secolari attività umane hanno cominciato a prender piede e a diventare idee dominanti; fate st’operazione e vedrete: l’immiserimento generale, non solo economico ma anche artistico e civile e culturale è agganciato ad esso. I grandi problemi l’umanità gli ha superati quando sceglie la libertà personale e privata come valore principale da rispettare:
    ché comunque non ci fu mai libertà per i popoli senza rispetto per la libertà dei suoi singoli componenti. Libertà di contrattare, di costruire, di provare altre forme produttive o di servizio (vedi adesso OGM, o cannabis, o prostituzione o inceneritori o centrali nucleari) prima vietate o relegate alla semiclandestinità; libertà di stabilre rapporti personali basati su relazioni effettive e concordate fra i soggetti e non stabiliti sulle pretese sapienziali e illuminate di questa o quell’altra casta dominante che si autoelegge come la superiore a tutto il resto dei comuni mortali e su cui pretende di comandare, per correggerli e purificarli da peccati o comportamenti “primitivi”. “…Costruire l’uomo nuovo…” è stato sempre l’insolente aspirazione dei peggiori dispotismi alternatisi sul nostro martoriato pianeta. Il loro sogno: “l’uomo perfetto, la società perfetta”, ovviamente con ogni mezzo…e lo sterminio di chi non cede, di chi nonostante tutto difende, salvaguarda la sua indipendenza psichica e naturale ed etica. Qualcuno ha sentito, alle ultime elezioni, un qualche candidato pronunciare come proposta di programma un aumento della libertà personle dei cittadini?! No, ma probabilmente li avrete spesso uditi affermare che c’è bisogno di regole, tante regole (compreso il matrimonio gay che è appunto un’ulteriore forma di regolamentazione statale: magari pure in chiesa!), che non è più possibile continuare con tutta st’anarchia individuale. C’è bisogno di più Stato, di più polizia, di più controlli e che pure per buttare qualche lisca di pesce o osso di carne che ti sei mangiato o un fazzoletto sporco che ti ci sei pulito non so dove devi stare molto attento ed essere molto responsabile…così pure se devi pisciare, e mentre i cagnacci della rossa ex-ministro Brambilla posso cacare e pisciare ovunque per la città e anzi li portano a passeggio proprio per quello…infatti è un reato non portare a spasso i propri cani per farli cacare e pisciare allegramente, fra un bau bau e l’altro, tra marciapiedi e scarpe dei passanti, per gli esseri umani e cittadini (detti liberi) pur in caso d’urgenza pisciare nell’angolo più nascosto e remoto d’una strada è reato… se vuoi essere un onesto cittadino devi pisciarti addosso e senza nemmeno tanto darlo a vedere e se hai bisogno di scaricarti lo sperma per non far pericolosamente infiammare l’interno dei genitali non puoi cercare il servizio a pagamento di qualche gentile signora che passeggia (magari per portarla nella tua misera casa col tetto già incrinato dal peso delle tasse) pure quello è reato (e la multa, a volte pure con denuncia, oscilla dai 500 ai 1000 euro), perciò devi arrangiarti da solo da bravo e costumato cittadino represso…nell’eventuale cesso di casa tua a meno che Equitalia non te l’abbia già sequestrato; solo i cagnacci della dama Brambilla e i cagnacci degli altri “superiori”: i grandi fanno a gara a farsi fotografare colle loro bestie; solo i cagnacci possono sbattersi allegramente fra loro, cagnette e cagnoni, magari pure gay (alle bestie è permesso tutto) e se no sarebbe altro reato: maltrattamento di animaletto domestico. Mavaffank… Ma che ci si deve aspettà da un sistema culturale e organizzativo e intellettivo de ‘sto genere…In quale mondo si poteva persino arrivare a criminalizzare l’anidride carbonica e chi la causa…pur se ogni serio biogeologo e biofisico ti dirà che le ere più rigogliose di vita furono quelle in cui la co2 abbondava sicuramente più di ora…e gli storici e archeologi seri sanno che le epoche migliori per l’umanità furono proprio quelle meno fredde…e più miti, con lunghe e luminose estati. La civiltà sorse in Africa e nel suo vicino Oriente, mesopotamia ed Egitto…e le piramidi furono costruite nel deserto, non mi risulta che gli esquimesi abbiano edificato altrettanto in mezzo ai ghiacciai adorati dagli ecologisti…che si preoccupano tanto quando una loro scheggia si stacca e se ne va a galleggio sull’oceano. Oddio, oddio, salviamo le foche…! Dà l’otto per mille per i cuccioli d’orsi bianchi alla deriva sui lastroni di ghiaccio, povere creature: ricoveriamo in ospedali pubblici le povere bestiole polari troppo accalorate…prego date il vostro contributo…ci si spezza il cuore…hanno le faccine tanto tristi cò tutto ‘sto caldo…! Mavvaffan…

    • jimmy
      Rispondi

      Egregio Virjilio, credo che sia la prima volta che ti leggo, ma è stato uno spasso.
      Tante verità, anche amare e brucianti, ma mi sono fatto anche tante risate e di gusto.
      Ti prego, scrivi ancora e più spesso.
      P.S.: Non te la prendere per la social-schizofrenia che ormai impera a tutti i livelli, e per un Oronzo qualsiasi che risponde con il nulla che ha in zucca: gli italiani sono fatti così.

  • Oronzo
    Rispondi

    Certamente…infatti la Cina è la prima economia al mondo proprio grazie alla libertà concessa ai cinesi.
    E io sono Babbo Natale!!

  • Christian
    Rispondi

    Oronzo (mai nick fu più azzeccato)
    vedo che non hai capito quello che ha scritto virjilio proprio nelle prime righe che ti quoto “In tutte le epoche, secondo la storia, vedrete che le economie migliorano in efficienza e prosperità, per tutti o comunque per il maggior numero di cittadini, quando le rispettive società nazionali o territoriali imboccano la via di una maggiore libertà, non dico assoluta ma in maggior misura relativamente a quella precedente.”
    La Cina aveva un enorme potenziale che è stato liberato in minima parte con aperture proprio al libero mercato. In pratica la Cina è uscita dal sottosviluppo quanto ha deciso di essere un po’ meno socialista di quello che era. E’ come liberare una molla compressa, solo che ci sarebbe ancora molto da liberare, ed in fatti la carica, come si evince dai dati che giungono con la passare dei tempo, sta lentamente (forse neanche tanto lentamente) finendo.
    Per natale vorrei un televisore nuovo se possibile
    Distinti SAluti

    • Oronzo
      Rispondi

      Ah si?? Allora fai una cosa già che ti….liberi, obbligali a utilizzare l’euro poi vediamo se esportano ancora.
      Forse capirai che il socialismo proprio non centra nulla a parte l’allergia che hai per il rosso, questione di pelle ma nulla di più.

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