In Ambientalismo, Scienza e Tecnologia

MINISTROLETTI PER VOI

Come disse quello, per cadere in rovina il modo più veloce è coi cavalli, quello più piacevole con le donne, quello più sicuro con gli esperti. Alla larga da costoro. Con eccezione di quelli sul clima: non ci fossero bisognerebbe inventarli. Per il sollazzo generale.

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Tra questi, accanto ad una ristrettissima minoranza di stimati professionisti, immancabilmente geologi o fisici – come Uberto Crescenti, ex-Rettore dell’università di Chieti o Fabio Malaspina, fisico dell’atmosfera e colonnello dell’aeronautica – v’è una pletora di curiosi individui che indisturbati si millantano esperti in climatologia. E riscuotono pure credito. Ogni città ha il proprio esperto, come ogni villaggio ha il suo scemo. Nella mia, Modena, ce n’è uno che ha il diploma di scuola media ma viene chiamato professore, anche se in fatto di clima e di meteo non ne azzecca una. A Milano ce n’è un altro che dice di essere anch’egli professore, al Politecnico nientemeno, ma non si capisce chi gli abbia conferito il titolo: se cercate tra i dati del ministero dell’università la sua qualifica, non trovate neanche il suo nome, cioè all’università è un nessuno. Che però si diverte indisturbato in un suo demenziale blog a insultare un giorno Franco Prodi, luminare italiano di fisica dell’atmosfera, un altro giorno Richard Lindzen, dell’Accademia nazionale delle scienze americana, entrambi rei di mettere in cartesiano dubbio la favola del riscaldamento globale causato dall’uomo. A Firenze hanno Maracchi, che professore lo è veramente, ed è anche Accademico della Vite e del Vino. Che non è un titolo fuori posto, ché il professor Maracchi s’è laureato in Agraria. Come laureato in Agraria è il massimo esperto di clima di Fabio Fazio, quello di Raitre.

Per qualche misteriosa ragione, millantarsi ed essere accreditati esperti in scienza del clima – disciplina peraltro complicatissima di cui solo se sei fisico o geofisico riesci a venirne a capo – sembra essere un gioco da ragazzi. Come mai? È un mistero. Tutti costoro sono però accomunati dalla circostanza di dichiararsi asserviti al luogo comune che vuole le attività umane causa dei capricci del clima. Ove per attività umana s’intende le emissioni di CO2. La cosa fa molto piacere ai tanti che cercano di vendere attività a zero-emissioni – che è un poco come pretendere di vendere benzine che non bruciano o lozioni che fanno crescere i capelli. E sono proprio costoro che pompano i loro utili idioti e li chiamano professori. La cosa ha un lato tragico: hanno promesso per anni la green-economy e la creazione di milioni di posti di lavoro, ci hanno imposto di dar loro credito, ed eccoci qua, in piena recessione.

Per fortuna la cosa ha anche il suo lato esilarante, e ce ne compiacciamo. Ad esempio, come dimenticare i fessi col botto che nel dicembre 2009, a Copenhagen, imbacuccati come orsi polari e sommersi da metri di neve, protestavano contro il riscaldamento globale? O La Stampa che scriveva il 3 gennaio del 1981, in prima pagina, a firma di un perito elettrotecnico riciclatosi come esperto (e te pareva) meteorologo (e sul cui nome stendiamo il proverbiale velo): «Nel 2000 non vedremo più la neve». O il Corsera che non rinuncia a pubblicare gli strali contro il riscaldamento globale del politologo, riciclatosi (e te pareva) climatologo, Giovanni Sartori; che almeno ha avuto l’accortezza di stramaledire il caldo ogni ferragosto di ogni anno, cioè come facciamo tutti.

Per sconfessare gli esperti è troppo facile partire dal freddo di questi giorni con le relative grida sul «maggio più freddo della storia». Secondo il professor Giampiero Maracchi, «non ha avuto uguali per almeno due secoli». In realtà, bruschi ritorni di freddo nella metà di maggio sono ben noti alla tradizione popolare, che chiama di ghiaccio i santi Mamerto, Pancrazio, Servazio, Bonifacio di Tarso e Sofia. Addirittura era l’8 giugno del 1956 quando il Giro d’Italia si concluse sotto una fitta nevicata e la stampa titolò «uragano sulle Dolomiti». E lo stop al Giro per maltempo che tanto ha fatto parlare in questi giorni si è ripetuto già nel 1984 e nell’88. Prendeteli a ridere, questi esperti. E leggete, piuttosto, Da Okeanos a El Niño (Bruno Mondadori editore) di Renzo Mosetti, fisico di prim’ordine e Direttore del Dipartimento di Bio-oceanografia dell’Istituto nazionale di Oceanografia e Geofisica di Trieste. Scoprirete in modo fantastico come distinguere la scienza dal mito.

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di Franco Battaglia da http://www.ilgiornale.it/

ECCO L’ULTIMA SPARATA IN MERITO ALL’IMPRONTA ECOLOGICA UMANA

I runner fanno piu’ danni all’ambiente di quanto immaginano, semplicemente correndo con calzature sportive e di ultima generazione. Un nuovo paio di scarpe sintetiche da corsa genera, infatti, in media circa tredici chili di emissioni di anidride carbonica. Un’impronta ambientale ad alti livelli di carbonio, insolita per un prodotto che non utilizza energia elettrica e non richiede componenti sofisticati. La scoperta e’ di una nuova ricerca condotta da un team del Massachusetts Institute of Technology. La produzione delle calzature rappresenta una fetta importante delle emissioni generate dal settore dell’abbigliamento. Piu’ di venticinque miliardi di paia di scarpe sono prodotte ogni anno, la maggior parte nei paesi in via di sviluppo. Un solo paio di scarpe nuove pesa sull’ambiente come una lampadina da 100 watt accesa per una intera settimana. Piu’ dei due terzi (68 per cento) delle emissioni di gas ad effetto serra generate dalle scarpe testate dal Mit sono stati prodotti durante il processo di fabbricazione e non durante il reperimento del materiale o l’utilizzo dei consumatori. Lo studio e’ stato pubblicato sul Journal of Cleaner Production. (Fonte AGI)

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Showing 31 comments
  • Francesco
    Rispondi

    condivido… ma … la notizia che la russia ha abbandonato l’avamposto del polo nord per tornare a casa causa crepe gigantesche che si stanno aprendo sotto al ghiacciaio dove è posizionata la base???

    • federico
      Rispondi

      caro Francesco mentre il 97% della comunità scientifica internazionale è d’accordo sull’influenza dell’uomo sul clima e qui parlano della nevicata del 56 al giro d’Italia (tanto per capire il livello tipico ideologicopressapochista) ..in Lapponia si registrano 30 gradi.
      Il ghiacciaio della Groenlandia accelera proprio per questo fenomeno dell’acqua sciolta che si infila nel basamento provocando spostamenti di 40 metri al giorno.

      “Among abstracts expressing a position on AGW, 97.1% endorsed the consensus position that humans are causing global warming”

      http://iopscience.iop.org/1748-9326/8/2/024024/article

      L’autore dell’articolo se noti è Franco Battaglia del Giornale. Un laureato in chimica che ha pubblicato libri con presentazioni di 2 baldi giovani: Veronesi (quello degli inceneritori che non fanno male, pratica bandita negli States da qualche decennio) e il nostro Lord Silvio Berlusconi..

      leggi qui:
      “La Natura, non l’attività delI’uomo, governa il clima, che è anche il titolo del rapporto-NIPCC di cui Battaglia è coautore. Ha pubblicato, con presentazione di Umberto Veronesi, Elettrosmog: un’emergenza creata ad arte (Leonardo Facco e 21mo Secolo editori, 2002) e, con presentazione di Silvio Berlusconi. L’illusione dell’Energia dal Sole (21mo Secolo editore, 2007). E’ stato 1’ispiratore
      dell’Associazione Galileo 2001 per la liberta e dignità della scienza, di cui è cofondatore, ed è editorialista del Giornale.”

      Pensa ha pubblicato anche “nucleare si per favore” in collaborazione con Zichichi e Brunetta ti puoi immaginare.

      A qualche decennio dal miracolo nucleare su cui esplosero promesse come “energia a così basso costo che non serve neppure farla pagare” o auto navicella dai cartoni animati come i Jetson e case imbottite di domotica..siamo ancora con Francesi che occupano militarmente il Mali per il controllo dell’uranio.
      Giusto per evidenziare qui dentro la confusione sovrana e a mio avviso una dissociazione dalla realtà tipica di chi va verso gli 80 anni e oltre alla conoscenza non ha nemmeno più memoria..

      http://ugobardi.blogspot.it/search?q=mali+francia

      • Domenico
        Rispondi

        Federico non è vero che il 97% della comunità scientifica creda che la causa del riscaldamento globale sia antropica, semmai molti credono nel riscaldamento globale ovvero che ci sia un fenomeno generare di aumento di temperatura (al di là del freddo in europa degli ultimi giorni) ma che sia opera dell’uomo ormai questa idea sta abbandonando gli ambienti accademici, documentati.

        • Carlo
          Rispondi

          L’argomento generale dell’articolo è: non fidatevi dei ciarlatani automillantatisi esperti. E fin qui tutto bene. Mi sorge però un dubbio: che fare se ci sono più esperti (veri, questa volta) che hanno tesi discordanti? Ovvero, che fare se l’esperto Franco Battaglia dissente da altri esperti (ovvero persone con la stessa formazione e competenza scientifica). Io direi che la scelta più razionale (essendo io perfetto ignorante in materia) sarebbe quella di credere al consenso maggioritario, no? E, stando alle riviste più quotate come Nature o Science, il consenso maggioritario degli esperti in materia dice proprio il contrario di Battaglia. Quindi?

          • Mirco Romanato

            La scienza non è questione di maggioranza o minoranza, quindi la correttezza di una tesi non si valuta dalla maggioranza che ci crede.

            Se ci sono tesi discordanti, si cerca, con scetticismo, di vedere chi sbaglia o conta balle.

            Se si va a vedere, già i dati raccolti sulle temperature superficiali nel Nord America sono totalmente inaffidabili. Basta andare sul sito http://www.surfacestations.org/ e vedersi le foto del 90% delle stazioni di misura per vedere che non corrispondono agli standard minimi richiesti. Solo 1,2% delle stazioni e CNR1 e il 6,7% è CNR 2 (con un margine di errore delle misure minore di 1°C) il resto ha margini di errore superiori a 1°C, 2°C e addirittura 5°C.

            Dopo di che sarebbe interessante sapere come vengono “omogeneizzate” le temperature, solo che questi scienziati non hanno mai rivelato i criteri di omogeneizzazione e di correzione delle temperature misurate. Inoltre, hanno perso, in molti casi le temperature misurate e gli è rimasto solo il valore “corretto”. Questa non è scienza, neanche lontanamente. Perché, per essere scienza, deve essere ripetibile. E se non so come hanno fatto a fare i conti, perché non lo dicono, non c’è modo di ripetere i loro risultati per vedere se sono corretti o meno.

            Nel momento in cui un campo mi nasconde i dati di partenza ed i metodi usati per ottenere i risultati su cui si basano politiche dove girano miliardi di $, permettetemi di essere sospettoso.

            Quanti progetti di ricerca sono stati finanziati dai governi per verificare se i risultati dei catastrofisti sono corretti? Zero. Perché? Perché le politiche sostenute dai catastrofisti danno più potere allo stato (tasse, regolamentazioni, incentivi, etc.). Ma per fare scienza, bisogna prima di tutto cercare le prove contro, non quelle a favore.

  • Sigismondo di Treviri
    Rispondi

    Se il pianeta si sta riscaldando o meno, lo sapremo tra un secolo o forse più. Intanto si è scoperto che l’intero sistema solare ha aumentato la sua temperaura. E non certo a causa dell’effetto serra, a meno che qualcuno non dimostri che su Plutone si organizzano megamaratone con scarpe da ginnastica a suola sintetica.

  • William
    Rispondi

    Non c’è da preoccuparsi per le scarpe, “barefoot running” sta prendendo piede alla grande.

    Problema risolto!

    Ora bisogna risolvere il problema della flautolenza bovina.

  • Marco Tizzi
    Rispondi

    http://www.corriere.it/ambiente/13_giugno_01/zanzare-ogm-senza-olfatto_dfd870d0-ca89-11e2-ac00-d808e70c9e2d.shtml

    Se qualcuno lancia la battaglia contro le zanzare OGM giuro che inizio una battaglia a favore del cannibalismo.

  • federico
    Rispondi

    la serietà regna padrona già dal titolo, poi della foto non ne parliamo. L’unico commento interessante è quello di Francesco.

    http://www.climalteranti.it/2013/05/25/ma-quanto-e-bella-la-co2-prima-parte/#more-2803

    c’è comunque la possibilità riallacciandosi alle nevicate sulle Dolomiti del 56 di farsi la prima corsa sull’artico:

    http://www.arctic-race.com/

    http://petrolio.blogosfere.it/2013/05/clima-freddo-in-italia-e-corse-ciclistiche-nellartico.html

    http://skepticalscience.com/translation.php?lang=17

    Leonardo ho ascoltato i primi 10min del video dai Grillini..cheddupalle. Come si chiama il libro? Umberto Magno..hahahahah ma dai da non crederci.

  • federico
    Rispondi

    http://skepticalscience.com/translation.php?lang=17

    se a qualcuno fa piacere in relazione alla nevicata del 56 potete cimentarvi nella prima corsa sull’artico

    http://www.arctic-race.com/

  • liberty
    Rispondi

    Federico, 30.000 scienzati hanno sottoscritto la Petizione Oregon, in cui viene dimostrata la mancanza di consenso scientifico sul riscaldamento globale.

    http://www.petitionproject.org/

    3000 scienzati, di cui 74 hanno vinto il premio Nobel, hanno sottoscritto il “Heidelberg Appeal”, in cui viene avvisato delle irrationalitá sull riscaldamento globale.

    http://www.eike-klima-energie.eu/uploads/media/theheidelberg_Appeal.pdf

    • Carlo
      Rispondi

      Due considerazioni:
      1- “30000 scienziati” è una falsità, a meno di considerare scienziati persone con una laurea triennale (BS), una magistrale (MS) o un dottorato di ricerca (PhD). Tra l’altro in una qualsiasi disciplina. In questo caso io figurerei tra gli “scienziati”.
      2- L’Heidelberg Appeal (risalente al 1992) è talmente vago da poter essere utilizzato per provare qualsiasi cosa, cosa che di fatto è avvenuta (http://en.wikipedia.org/wiki/Heidelberg_Appeal). Guarda caso è firmato dalla maggioranza dei premi nobel che hanno firmato anche questo http://en.wikipedia.org/wiki/World_Scientists%27_Warning_to_Humanity

  • liberty
    Rispondi

    Se i metereologici non sanno dire con sicurezza che tempo deve fare fra 5 giorni, come fanno a dire che tempo fará in 50 anni?
    Non esiste nessuna prova (scientifica) sulla teoria del riscaldamento globale.
    E poi, io vivo in Germania, e se guardo che tempo c’e stato questo inverno (in Germania) … é l’incontrario che della la teoria sul riscaldamento globale. Ogni inverno sta diventando piú freddo (dal 2007/08 e in Germania).

    • Carlo
      Rispondi

      “Se i metereologici non sanno dire con sicurezza che tempo deve fare fra 5 giorni, come fanno a dire che tempo fará in 50 anni?”
      -> In realtà il più delle volte lo sanno dire. Una incertezza statistica non vuol dire falsità totale
      “E poi, io vivo in Germania, e se guardo che tempo c’e stato questo inverno (in Germania) … é l’incontrario che della la teoria sul riscaldamento globale.”
      -> Che, tra l’altro, è effettivamente quello che prevede il Riscaldamento Globale. A prescindere, basare la valutazione di una teoria generale su un caso particolare è irragionevole. Il fatto che una volta una persona gettandosi dal quarto piano sia sopravvissuta non mi fa smettere di credere nel fatto che a gettarsi dal quarto piano ci si ammazzi.
      “Non esiste nessuna prova (scientifica) sulla teoria del riscaldamento globale.”
      -> Cosa intendi con prova scientifica? L’accordo (quasi unanime) della comunità scientifica non basta? Qualsiasi cosa vada oltre ciò (magari più tecnico) sarebbe fuori dalla nostra portata cognitiva… a meno che tu non sia laureato in fisica dell’atmosfera o similari.

  • liberty
    Rispondi

    Se allora la comunitá scientifica si mette un giorno e dice: “uccidere non é immorale e violentare le donne e una cosa buona.” Poi questo nuovo regolamento é giusto?

    • Carlo
      Rispondi

      In realtà questo controesempio si basa su di una indebita commistione di fatti (dominio della scienza) e valori (dominio dell’etica). Dicesi legge di Hume http://it.wikipedia.org/wiki/Legge_di_Hume o più modernamente fallacia naturalistica.

  • liberty
    Rispondi

    Di tutto CO2 che viene prodotto dalla terra, l’uomo ne da 1,2%. Piú di 90% viene prodotto dalla natura.
    Come puó riscaldare 1,2% di CO2 in piú il mondo?

    • Carlo
      Rispondi

      Questa cosa perplime anche me. Ma, analogamente, avviene con la meccanica quantistica. Cioè, a me l’esperimento della doppia fenditura (così, per dire) mi lascia perplesso. Ma se gente più preparata dice che le cose stanno così o lo accetto oppure mi imparo un malloppazzo di matematica e provo a capirci qualcosa…

      • Alberto
        Rispondi

        Si ma attenzione che la matematica che regola la doppia fenditura si basa su un numero limitato di variabili, (larghezza e distanza delle fenditure, costante di planck e massa dell’elettrone) e c’è un riscontro diretto tra teoria matematica e risultato degli esperimenti. Per contro i modelli climatici necessitano per loro natura di un numero di variabili enorme, non è chiaro quanto siano affidabili, e non è possibile creare esperimenti di validazione. Non dico che non servono o che non sia utile studiarli, ma se devo decidere sul futuro dell’economia della mia nazione sulla base di quel tipo di dati ci andrei molto calmo perchè non so che cazzo sto facendo.

  • liberty
    Rispondi

    In Inghilterra si poteva coltivare l’uva e in North Carolina si poteva coltivare le aranci, perché faceva piú caldo. Prima della piccola era glaciale sulla Groenlandia faceva caldo. In inglese si dice “Greenland”: Green=Verde. Proprio perché era una Nazione verde.

    Il cambiamento climatico ci é stato sempre sulla terra e ci sará anche in futuro.

    • Carlo
      Rispondi

      Secondo questo ragionamento, dato che miliardi di anni fa l’atmosfera era composta di ammoniaca, ora possiamo ritornare a quella condizione.

  • liberty
    Rispondi

    Voglio dire che il cambiamento climatico é naturale.
    L’esempio con Groenlandia era nel 15./16. Secolo.
    Ci sono sempre Nazioni che ne approfittano del riscaldamento globale e altri no.

    • Carlo
      Rispondi

      Certo che è naturale. Ma è naturale anche il nostro impatto sull’ambiente. Solo che per il primo non ci possiamo fare niente mentre per il secondo sì.

      • liberty
        Rispondi

        Allora compari come é stato causato il primo e il secondo cambiamento climatico.

  • liberty
    Rispondi

    L’uomo espira CO2.
    Mi vuoi fare credere che espirare e male per l’ambiente?

    Proprietari di serre comprano CO2, perché e positivo per le piante: con piú CO2 le piante crescono piú velocemente, sono piú resistente e danno frutti piú velocemente e migliori.
    Quindi piú CO2 nell’atmosphera é piú positivo.

    • Carlo
      Rispondi

      Mi sembra che gli argomenti siano un po’ semplicistici. Ovvero, fare pipì fa male all’ambiente? Non ha senso porre una domanda così. Un po’ sulle piante, se diluita fa bene ma in quantità e concentrata fa male. Le cose sono un po’ più complesse…

      • liberty
        Rispondi

        Si certo, 1,2% in piú di CO2 nell’ambiente é troppo e con questa estrema quantitá in piú il mondo si rovina.
        Non é ridicolo questo raggionamento?

  • Antome
    Rispondi

    Solo lo 1,2% in più? Strano.
    cmq non è poco.
    Cmq ci sono altri motivi per cercare per quanto possibile di sostituire le energie inquinanti, speriamo nelle forme di fusione fredda, anche (se sono vere).

  • Liberalista
    Rispondi

    In realtà stanno ipotizzando incrementi della CO2 totale dello zero virgola zero qualcosa (0,0n). Proprio perchè solo l’1,2% è di origine antropica, non si può pensare ad un aumento superiore, a meno di non credere alle favole…
    Insomma, se l’uomo, per assurdo, smettesse di produrre energia, la CO2 totale si abbasserebbe dello 0,2-0,3%.
    Spero che sia chiaro almeno questo. Quando gli scienziati e i divulgatori scientifici ci spiegheranno come sia possibile che un tale – tuttora solo ipotetico e futuribile – incremento dell’anidride carbonica sulla Terra possa causare la catastrofe che spesso viene descritta come imminente, magari si potrebbe iniziare a discutere seriamente.

  • Carlo
    Rispondi

    Io vorrei solo evidenziare come la mia tesi non sia “il riscaldamento globale antropico è vero” bensì “dato che io non sono un fisico, sarebbe IRRAZIONALE non affidarmi al parere dei fisici e pensare di poter giudicare su una tesi così complessa”. Cioè: come non mi sognerei mai di andare al CERN a dire “ragà, va che sul bosone di Higgs state sbagliando tutto” (perchè non so risolvere nemmeno un’equazione di secondo grado), allo stesso modo non dovrei mettere bocca sulle tesi degli scienziati del riscaldamento globale. No?

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