In Varie

BOLLOLETTI PER VOI

Tartassati da imposte di ogni tipo, gli italiani si difendono come possono. Ma c’è poco da inventarsi. I soldi o ci sono o non ci sono, niente vie di mezzo. Anzi no, nonostante Equitalia, una via d’uscita resta: rimandare il pagamento. Tra le imposte più odiate dagli italiani, il bollo auto è probabilmente la prima delle imposte rimandabili per sopravvivere in tempi di crisi. Un fenomeno che non si può ancora quantificare esattamente ma che, secondo gli esperti dell’Automobil club, raggiunge oggi una percentuale di circa il 12/13 per cento degli automobilisti. Mentre solo tre-quattro anni fa si attestava al 7/8 per cento. E’ quasi raddoppiato. «Naturalmente la situazione varia da Regione a Regione – spiega Salvatore Moretto, il dirigente dell’ufficio servizi tributari dell’Aci – ma coincide temporalmente e si aggrava di pari passo con l’aggravarsi della crisi economica, non c’è dubbio».

EVASIONE STRUTTURALE

Chi si limita a rimandare il pagamento solitamente lo fa nella speranza di pagare comunque prima dell’arrivo dell’esattore o, peggio, delle sanzioni più gravi. E’ una categoria variegata: comprende chi rimanda di pochi giorni soltanto, magari in attesa del prossimo stipendio; quanto chi è costretto a rimandare di qualche mese, restando tuttavia nell’ambito del primo anno di ritardo. A preoccupare di più il fisco è invece l’altra categoria, quella degli evasori strutturali: quelli che non pagano mai, cioè circa il 15 per cento. Che lo facciano per scelta o per necessità, al fisco poco interessa. Secondo uno studio dell’Unrae, l’associazione che rappresenta le aziende automobilistiche estere operanti in Italia, nel 2010 l’evasione del bollo auto è stata di 1 miliardo. Incrociando i dati del parco auto circolante nel 2010 pari a 36.751 veicoli, secondo l’Unrae coloro che avrebbero dovuto pagare il bollo erano 34.650.000 (2,1 milioni gli esentati) e sarebbero dovuti entrare nelle casse dello Stato 6,6 miliardi di euro: invece il gettito è stato di ”soli” 5,6 miliardi, un miliardo in meno.

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TRATTO DA http://www.ilmessaggero.it

 

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Mostrati 8 commenti
  • the1fabio
    Rispondi

    ma il nanetto di arcore non aveva promesso che toglieva la tassa sul bollo delle autovetture e motocicli? ahahahahahahahahah

    • fabio
      Rispondi

      ma ancora c’è qualcuno che gli crede??
      main italia peggio di lui ci sono solo quelli che si fanno chiamare ‘destra’ e ‘sinistra’ .

  • Albert Nextein
    Rispondi

    Il bollo auto è una tassa patromoniale sul possesso di un autoveicolo.
    Essa viene determinata unilateralmente dal riscossore, stato regioni etc, sulla base dei cavalli e della cilindrata.

    Una volta, mi pare fino alla fine degli anni 60, il bollo era una tassa di circolazione, un importo minimo non so come determinato.

    Naturalmente ra molto meno ingiusto una volta, appunto , con la tassa di circolazione.
    Oggi questa tassa esiste ancora per i mezzi d’epoca.

    Oggi, chi possiede un veicolo a motore ,anche se non gira in strada, deve pagare la tassa del “bollo”.

    Anche solo per tenerla in garage non assicurata.

    Tutti si lamentano dell’Imu, altra patrimoniale pura sugli immobili, ma nessuno protesta per quest’altra pura e putrida patrimoniale.
    Anch’essa escogitata nell’ottica infame della redistribuzione dei redditi.
    Altro che per i servizi imposti-erogati dal sistema di potere.

  • pippo pg
    Rispondi

    Il bollo auto è diventato tassa di possesso dal 1982 grazie a Bettino Craxi….
    Mi è stato raccontato che fino al 1969 era addirittura possibile assicurare la patente di guida anzichè il veicolo per cuiuna persona pagava con la stessa polizza poteva utilizzare più vetture una alla volta,poi la legge lo ha proibito. In Italia oltre al bollo esiste anche il problema del pubblico registro automobilistico , un carrozzone inutile che fa le stessa cose che fa la motorizzazione civile ovvero tenere un registro dei veicoli e costringe ogni qualvolta si trasferisca la proprietà di un mezzo apagare la salato IPT.
    I mezzi di trasporto sono beni mobili non se ne può tassare il possesso. Per quale motivo chi acquista una vettura potente o meno dovrebbe pagare una tassa di proprietà su di un bene che per quanto mantenuto in buone condizioni è comunque soggetto a forte svalutazione mentre chi acquista un quadro d’autore o un mobile d’antiquariato che sono destinati a rivalutarsi nel tempo non paga nulla ?
    Un amico avvocato mi ha spiegato che in quanto immatricolato” vi è la presunzione assoluta che il mezzo circoli “. bene allora se per un anno io non voglio usare un veicolo e di conseguenza non voglio pagare il bollo basterà in teoria che proceda alla radiazione , riconsegni le targhe come in effetti si poteva fare fino al 2001 anno in cui è stata recepita una normativa europea in virtù della quale tra l’altro tutti i veicoli che non sono più immatricolati diventano “rifiuto speciale ” e come tali devono essere obbligatoriamente smaltiti presso centri di raccolta autorizzati ( gli sfasciacarrozze). quindi riassumendo :
    O paghi
    o la avendi ( e ci rimetti)
    o la demolisci ( come sopra)
    Sul nano sparaballe calerei un velo pietoso ( e di stoffa ne basta poca)

  • William
    Rispondi

    Il bello è che con la tecnologia attuale sarebbe un gioco creare un sistema di pagamento a consumo per cui chi usa le strade paga in base a quanto le usa.

    • pippo pg
      Rispondi

      Il pagamento a consumo per le strade esiste già ; si chiama “accise sui carburanti” e grava per circa il 75 % sul costo di questi . Per cio che concerne le assicurazioni io suggerirei di togliere l’obbligatorietà. per l’assicurazione ogni vettura potrebbe montare un trasponder simile a quello degli aerei , la scatola nera che proponeva Super Mario l’anno scorzo ma fatta in maniera meno farzesca.

  • William
    Rispondi

    @pippo pg hai solo parzialmente ragione che le accise sui carburanti sono un sorta di pagamento a consumo in quanto le accise ci sono anche per i combustibili per il riscaldamento e per le barche che non usufruiscono delle strade.

    • pippo pg
      Rispondi

      E’ vero, ma vista l’entità delle stesse ci sarebbe margine sia per abbassarle sia per eliminare il bollo. Le accise sui combustibili per il riscaldamento sono semplicemente immorali. E’ noto che vivere in case poco riscaldate provoca diverse patologie quindi lo stato curerà la gente che si è ammalata per colpa sua con grande soddisfazione di chi vede il pil come unico indicatore di benessere .

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