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Assaliti con bastoni e forconi, con fendenti all’altezza dello stomaco che sarebbero potuti essere mortali, se i carabinieri non fossero stati protetti da caschi e giubbotti antiproiettile. Non si tratta, però, di scontri di qualche manifestazione sfociata in violenza, ma l’incredibile epilogo di una normale notifica di un atto penale agli interessati diventato una rissa, quasi battagli,a di tre ore, a Costa di Rovigo venerdì pomeriggio.

E l’esito è che tre persone, due uomini e una donna, sono ora agli arresti domiciliari in attesa del processo per direttissima con le accuse di violenza e resistenza a pubblico ufficiale, minacce e danneggiamenti aggravati, che si celebrerà il 24 giugno.

In quanto ai carabinieri, due hanno avuto una prognosi di venti giorni per lesioni e traumi riportati soprattutto alle mani, mentre altri cinque carabinieri se la caveranno ai due ai sette giorni, sempre per traumi a mani e braccia. Pure i due uomini hanno avuto una prognosi di cinque giorni per i traumi riportati nella colluttazione.

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I maggiori protagonisti dell’episodio sono i fratelli Gianni e Giuseppe Lerin, 54 anni il primo e 49 il secondo, agricoltori che risiedono in via Martiri della Resistenza, ma anche una loro coadiutrice, Marika Bonvento, 37 anni. Tutto inizia verso le 15.15 quando una Punto dei carabinieri della stazione di Costa si presenta all’indirizzo per notificare un decreto penale di condanna del tribunale per omesso pagamento di contributi previdenziali. Gianni Lerin, a quel che si apprende, esce di casa con un bastone e inizia a colpire l’auto, rompendo il parabrezza e ammaccando la carrozzeria, urla e si barrica in casa.

I militari dell’Arma chiamano rinforzi: arrivano l’Aliquota Radiomobile, i carabinieri di Fratta, anche il comandante della Compagnia di Rovigo maggiore Giorgio Istrali… una decina di persone in tutto. I carabinieri riescono a entrare per una perquisizione, ma i tre sono chiusi in una stanza. I militari fanno irruzione e qui si trovano davanti a vanghe e forconi spianati, con i tre che li colpiscono, incuranti di quel che di grave può accadere. Per fortuna i carabinieri sono protetti, come detto, ma i colpi volano e fanno male nelle parti scoperte. Alla fine i militari riescono a bloccare i fratelli Lerin e la donna e a portarli in caserma. Ieri mattina c’è stata l’udienza di convalida dell’arresto, con pm Fabrizio Suriano, la decisione dei domiciliari e la fissazione del processo.

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Showing 6 comments
  • Raoul Pavan
    Rispondi

    Ma perché i carabinieri si prestano per fare queste soperchierie?Non poteva
    Andarci un dipendente del tribunale?

  • Albert Nextein
    Rispondi

    Non mi pare che i Lerin scherzino.
    Hanno le palle.
    Mi piacciono.

    • Sigismondo di Treviri
      Rispondi

      Già. Ce ne fossero di italiani così! Ma forse il poblema è che non ci sono più italiani, ma italioti, che fa rima con idioti.

  • Marco Tizzi
    Rispondi

    Penso sia da aprire una colletta per pagare le spese processuali ai Lerin.

  • nicola
    Rispondi

    Si facesse tutti la situazione cambierebbe dal giorno alla notte.

  • William
    Rispondi

    La malavita ė senza freno e i Carabinieri li usano per notificare atti.

    Continuino così che alla guerra civile ci arriviamo.

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