In Anti & Politica

ghigliottinaDI GIUSEPPE SANDRO MELA*

Dire che i nostri burocrati non si sono mai ammazzati di lavoro è concetto noto: ma pochi hanno presente fino a qual punto non stiano facendo un bel nulla, tanto lo stipendio arriva lo stesso. Poi ci sono gli extra.

Ce lo rammenta la Corte dei Conti, che sunteggia:

«In 12 anni emessi ruoli per 596,1 mld,

incassato solo l’11,6%»

Se la filiera produttiva avesse una resa così miserabile, l’Italia sarebbe fallita da un bel pezzo, anzi, non sarebbe mai nata.

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Vedete, quei figlietti non si curano nemmeno di procurarsi lo stipendio.

«Negli ultimi tre anni si e’ registrata una battuta d’arresto, che nel 2012 ha portato a riscuotere solo l’1,9% del carico netto dei ruoli iscritti nello stesso anno.»

 L’1.9%? Ma siamo matti? E noi dovremmo continuare a mantenerli?

«La riscossione, infatti, non ha mai superato la soglia del 3,1% dei ruoli emessi durante l’anno».

«crediti eterogenei per natura e fondatezza, non poche volte viziati da procedure accertative approssimative».

«Eterogenei per natura e fondatezza»? «viziati da procedure accertative approssimative»: ma non sono forse i burocrati i virtuosi delle procedure? E la Corte dei Conti ci viene a dire che lavorano in «modo approssimativo»?

Concludiamo e cerchiamo di essere pratici.

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Il novanta per cento dei ruoli emessi sono solo

un maldestro tentativo di truffa.

Una costosissima tentata estorsione.

 

 

Per avere una resa dell’11.6% tanto vale licenziare in tronco quella allegra combriccola: i loro stipendi ed uffici ci costano ben più di quanto producono.

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   ADNK. 2013-06-22. Fisco, Corte dei Conti: “In 12 anni emessi ruoli per 596,1 mld, incassato solo l’11,6%”.

L’attività di riscossione si è fermata a quota 69 miliardi circa. Crollo dal 2010 a causa della crisi, nel 2012 fermi all’1,9%.

Roma, 22 giu. (Adnkronos) – Negli ultimi 12 anni l’amministrazione è riuscita a incassare solo l’11,6% dei ruoli emessi. Su un totale di 596 miliardi di euro da recuperare l’attività di riscossione si è infatti fermata a quota 69 miliardi circa. Negli ultimi tre anni si e’ registrata una battuta d’arresto, che nel 2012 ha portato a riscuotere solo l’1,9% del carico netto dei ruoli iscritti nello stesso anno. I dati sono contenuti nel rapporto 2013 della Corte dei conti (fonte Equitalia), sul coordinamento della finanza pubblica.

Secondo le tabelle, elaborate dall’Adnkronos, nei primi 5 anni il carico netto dei ruoli da riscuotere e’ arrivato a 353,9 mld, ma solo il 4,9% e’ stato incassato. Il carico accumulato dal 2000 al 2005 non e’ stato smaltito negli anni seguenti, anzi e’ cresciuto arrivando a un terzo del pil. La riscossione, infatti, non ha mai superato la soglia del 3,1% dei ruoli emessi durante l’anno, mentre considerando il carico accumulato, il tetto degli incassi scende all’1,5%.

Considerando l’attivita’ svolta nel tempo, per cercare di recuperare le somme degli anni precedenti, emerge che dei 39,5 miliardi di ruoli emessi tra il 2000 e il 2005 solo il 20,7% e’ stato recuperato in 12 anni di attivita’. I numeri delle somme iscritte a ruolo dimostrano, inoltre, che c’e’ stata una crescita vertiginosa, negli ultimi anni: nel 2012 sono arrivate a quota 77 mld, cioe’ sono state quasi il doppio del totale 2000-2005.

Nel consuntivo 2012, osserva la magistratura contabile, l’andamento della riscossione ”segnala un preoccupante indebolimento. Il volume della riscossione a mezzo ruoli, fra il 2006 e il 2010, era cresciuto quasi del 77 per cento, nel 2011 ha registrato una flessione del 3%, che lo scorso anno e’ arrivata al 13%. I risultati concreti dell’attivita’ di riscossione, in sostanza, ”sono risultati cedenti rispetto alla crescente massa dei ruoli trasmessa dagli enti creditori”, osserva la Corte dei conti.

Le cause del mancato successo, sul fronte della riscossione, variano a seconda della natura dei crediti da riscuotere , e riflettono l’operare di diversi fattori. Le riscossioni comprendono vari fenomeni: forme di riscossione spontanea; iscrizioni a ruolo espressione non di vera evasione ma, piu’ semplicemente, di errori da parte dei contribuenti; crediti delle pubbliche amministrazioni in molti casi estranei all’obbligazione tributaria e, proprio per questo, esposti a forti criticita’.

I ruoli dell’amministrazione finanziaria centrale (Agenzie entrate e dogane), ricorda la magistratura contabile, ”storicamente hanno rappresentato circa il 50 per cento del totale, mentre la restante meta’ si distribuiva fra enti previdenziali ed enti locali”. Un equilibrio che, tuttavia, si spezza nel 2012, ”soprattutto a causa della forte caduta dei ruoli contributivi (-27 per cento) e di quelli riconducibili agli enti territoriali (-10 per cento); cio’ che spiega in larga parte la caduta del volume complessivo delle riscossioni”.Tra i fattori che sono all’origine dell’indebolimento dell’attivita’ di riscossione, ”un ruolo significativo l’ha certo avuto il peggioramento del quadro economico”, sottolinea la Corte dei conti. Mentre effetti non meno rilevanti sono stati prodotti dal susseguirsi di novita’ normative, che ”hanno finito per indebolire oggettivamente l’azione di riscossione coattiva dei tributi”. In particolare la magistratura contabile cita le disposizioni che hanno limitato l’iscrizione di ipoteca sugli immobili, le possibilita’ di espropriazione immobiliare e la pignorabilita’ di stipendi e salari.

Novita’ che, probabilmente, ”sottovalutano il fatto che la posizione creditoria dello Stato e’ ormai divenuta per molti versi deteriore rispetto alle possibilita’ di tutela che la legge riconosce al creditore privato munito di titolo esecutivo”. Il quadro operativo che ne e’ scaturito, si osserva nel rapporto, ”appare particolarmente complesso e delicato”. ”Non si puo’ non condividere la preoccupazione, tuttora attuale, di evitare ulteriori difficolta’ a coloro che si trovano a fronteggiare una crisi economica particolarmente grave”, osserva la Corte dei conti. Ma va tenuto anche presente che ”un efficiente sistema di riscossione coattiva dei crediti pubblici costituisce una imprescindibile necessita’ per il corretto funzionamento di un sistema fiscale incentrato sull’adempimento spontaneo”.

Le tensioni che tuttora caratterizzano l’azione della societa’ pubblica di riscossione, e che ”rischiano di trasformarla in un ente la cui missione sembra essere essenzialmente quella di concedere dilazioni di pagamento, mettono in luce i limiti di un disegno teorico” che ha portato alla nascita di Equitalia. Sotto un unico soggetto, infatti, sono confluiti ”crediti eterogenei per natura e fondatezza, non poche volte viziati da procedure accertative approssimative”. A tale proposito la Corte dei conti ricorda le ”numerosissime iscrizioni a ruolo, derivanti da violazioni al codice della strada effettuate in passato dagli enti locali”.

 

*Link alla fonte: http://www.rischiocalcolato.it/2013/06/maledetti-burocrati-corte-dei-conti-in-12-anni-emessi-ruoli-per-5961-mld-incassato-solo-l116.html

 

 

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Mostrati 5 commenti
  • firmato winston diaz
    Rispondi

    Beh insomma, lo sanno TUTTI che le sanzioni e le more hanno raggiunto livelli ben oltre l’estorsione mafiosa al solo scopo di edulcorare il bilancio dello Stato abbellendolo con montagne crediti totalmente inesigibili in quanto ben oltre il patrimonio totale e la capacita’ reddituale degli estorti anche vivessero cent’anni (ad esempio pratico un mio caro amico a fronte di 90.000E di debito con lo stato a causa di impossibilita’ a pagare per mancati ricavi si e’ trovato con 460.000 euro di sanzioni, neanche i nazisti di auschwitz arrivavano a tanto, si accontentavano del valore di una sola vita per ogni vittima!)

  • William
    Rispondi

    La corte dei conti come tutti i burocrati vivono in altro mondo, non gli passa per la testa che la maggior parte degli accertamenti, da cui derivano le messe al ruolo, siano spuri ed arbitrari e che il motivo per cui l’incasso è così basso è perchè comunque i contribuenti vincono il 57% dei ricorsi già in primo grado.

  • William
    Rispondi

    Risolviamo i problemi dell’Italia.

    Licenziamo 2,5 milioni di parassiti pubblici!!!!

  • firmato winston diaz
    Rispondi

    “Licenziamo 2,5 milioni di parassiti pubblici!!!!”

    Lo stato spende oltre 400 miliardi in stipendi e pensioni pubbliche: ogni 1 per cento di loro possibilissima diminuzione (che sarebbe la miseria di 10 euro LORDI su 1000) e’ l’importo dell’intera imu, ma chissa’ perche’ sottrarre soldi ai beneficati dell’apparato pubblico e’ impensabile, rapinare altri cittadini con sempre nuove imposte invece e’ virtuoso.

  • Liberty Defined
    Rispondi

    I dipendenti non verranno mai toccati perchè sono il serbatoio di voti e di consenso degli statalisti di sinistra e di destra. Se l’Italia arrivasse all’insolvenza allora qualcosa verrebbe fatto

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