In Varie

TasseLETTI PER VOI

Caro Beppe, ecco come fare disinformazione, visti i tempi che corrono: terrorismo giornalistico. Appare su tutte le home page e in prima pagina dei giornali che “lo Stato deve incassare oltre 500 miliardi di tasse arretrate”. Ok, ma poi arrivano gli approfondimenti e i chiarimenti.

In sintesi: una parte di questi crediti non “incassati” sono società di comodo messe in piedi per frodare il fisco. Metterli nel calcolo è come dire “se mia nonna avesse le rotelle…”. Poi ci sono le società fallite: ovviamente se sono fallite è perché non possono pagare i creditori privilegiati, iva contributi e imposte sul reddito in primis. E chissà quante si sarebbero salvate, posti di lavoro compresi, se non avessimo la pressione fiscale su impresa e lavoratori più alta del mondo. Poi c’è il contenzioso: ieri il presidente di un importante commissione tributaria ha ammesso candidamente che “nel 50% dei casi, pari al 60% delle somme la commissione dà ragione al contribuente, nel restante molte delle somme vengono ridotte, fermo restando che i calcoli di multe, ammende, interessi di mora sono spesso sbagliati”.

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Poi ci sono le cartelle pazze: e sono molte. Gli unici che restano sono gli importi iscritti al ruolo che i contribuenti hanno richiesto di poter pagare in modo dilazionato. Ovviamente ci saranno sempre quelli, ma sono una piccola parte, sicuramente inferiore alle somme arretrate che lo Stato deve ai contribuenti e fornitori. Se il “Corriere” e altri giornali vogliono informazioni, sono a disposizione gratuitamente insieme al mio commercialista, che solo nell’ultimo caso è andato tre volte a chiedere chiarimenti perdendo tre mezze giornate per una cartella ICI del 2008, non dovuta. Anzi è emerso un credito che incasserò… forse tra cinque anni!!

FONTE: http://italians.corriere.it

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Showing 5 comments
  • firmato winston diaz
    Rispondi

    Non c’e’ nessun errore, forse non vi e’ chiaro che le iper-mega-sanzioni di equitalia (ad esempio di mia diretta conoscenza 100.000 euro dichiarati ma non pagati per impossibilita’ economica casusa crisi che diventano in breve tempo con le sanzioni 500.000) sono state un trucco contabile per far figurare ad attivo nel bilancio dello stato italiano da presentare all’europa crediti inesigibili moralmente ancora prima che economicamente, al prezzo di distruggere i propri cittadini spingendone molti al suicidio. Insomma il buco dei conti pubblici reale e’ di 500 miliardi di euro superiore a quello che sembra dai bilanci.
    Lo Stato Italiano non ha piu’ nessuna legittimita’ morale ne’ alcuna ragione di esistere, ad onta dei politici e forse ancora di piu’ dei burocrati tromboni che l’hanno trasformato in associazione a delinquere e ora non sanno piu’ da che parte guardare in cerca di aiuto e sostegno. Mi discpiace per loro, ma finira’ male, molto male.

  • Mario
    Rispondi

    Per l’associazione a delinquere non mi dispiace affatto. Purtroppo finirà malissimo anche per noi.

  • Sigismondo di Treviri
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    Si, finirà male, ma per noi non per loro. In Italia, i farabutti si salvano sempre.

  • firmato winston diaz
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    “In Italia, i farabutti si salvano sempre.”

    Questo non lo so.
    Di certo quando le cose vanno davvero male il popolo si incazza, non guarda piu’ in faccia nessuno, e fa giustizia sommaria non certo con quello strumento pietoso che fu la ghigliottina:
    http://it.wikipedia.org/wiki/Ghigliottina#La_proposta_del_dr._Guillotin
    Quindi se fossi in certe posizioni (che non sono piu’ propriamente quelle dell’evasore vessato dalla burocrazia, ma del vessatore, e a qualunque livello, anche impiegatizio del piu’ basso grado) comincerei a cercarmi un rifugio all’estero. Consiglio di evitare il sudamerica, che non e’ piu’ quello di “quando c’era lui”.
    Piu’ si carica la molla dell’esasperazione, peggio sara’.

    • Liberty Defined
      Rispondi

      Il guaio è che in questo paese si è creato un sistema nel quale quasi tutti vivono di stato, mangiano grazie allo stato e alle spalle del prossimo; il concetto di autosufficienza è sconosciuto. Come ci può ribellare in queste condizioni? Quando i prenditori sono in numero infinitamente maggiore rispetto ai produttori non c’è speranza. Chi ha la possibilità e le capacità è già all’estero o in procinto di partire

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