In Libertarismo, Varie

GIARDINODI MICHELE LIATI

A cosa è simile il governo della moneta, chiese un discepolo? Il Maestro si alzò tra la folla e parlò:

“Un uomo aveva, davanti alla sua casa, un vasto Giardino; quel Giardino, secondo il ciclo naturale delle stagioni, certe volte era verde e rigoglioso, altre era arido e spoglio. Quell’uomo decise un giorno di rendere quel giardino verde e rigoglioso.. per sempre. Volendo imitare la natura, mandava su quel terreno abbondanti “piogge artificiali”, dato che aveva trovato il modo di creare acqua.. dal nulla. Ma il terreno non era tutto uguale, e il giardiniere non sapeva imitare la natura perfettamente, né sapeva quale parte del giardino richiedesse meno acqua e quale invece di più; anzi, delle volte, per rendere più rigoglioso qualche angolo del giardino che appariva “più povero” lo innaffiava abbondantemente, ma, un po’ per la pendenza del terreno, un po’ per la natura stessa del suolo, quell’acqua scorreva poi tutta nello stesso punto, nel giardino “più ricco”, creando talvolta un acquitrino. Non sapendo come risolvere il problema, l’uomo decise che avrebbe creato nel giardino un efficiente sistema di drenaggio, per togliere l’acqua in eccesso che si ostinava ad accumularsi in quelle zone “più ricche”; così, più acqua spargeva sul terreno per migliorare la vegetazione delle zone povere, più acqua doveva drenare dalle zone ricche. Ma questo sistema risultò un bel pasticcio, e molto spesso la vegetazione del bel giardino finiva per diventare secca oppure per marcire”

“Maestro, chiese un ragazzo, credo di comprendere cosa rappresenti il buon giardiniere e cosa il Giardino, ma gli uomini possono pensare, parlare e agire, mentre i vegetali invece no”.

“Hai ragione, ragazzo mio, e infatti, a dire il vero, era questo un giardino molto speciale: la vegetazione qui non era soltanto – è il caso di dire – Viva e Vegeta, ma si dava un gran daffare per eleggere il miglior giardiniere con regole democratiche, in modo che rispondesse ai loro più alti interessi. Il giardino povero, voleva sempre più acqua, a patto di drenarla dal giardino ricco; il giardino ricco avrebbe abolito ben volentieri qualsiasi tipo di drenaggio, a patto che il buon giardiniere continuasse ad “aprire le cateratte”, soprattutto nelle stagioni calde e aride”

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“E come andò a finire? chiese un altro”

“Non vi è dato conoscere la Fine dei Tempi, ma posso dirvi – fuor di metafora – cosa è ora degli uomini del Giardino”

“Dicci Maestro”..

“Che sono Vivi e Vegeti… e nient’altro”

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Mostrati 2 commenti
  • Stefano Nobile
    Rispondi

    Simpatica parabola, caro il mio “scarpinatore folle”.
    Solo ritengo che il finale sia eccessivamente ottimistico: vivi e vegeti, forse, ma in numero piuttosto ristretto rispetto all’inizio.
    In questa crisi temo che vedremo fame, carestia e violenze varie.

  • Fabio
    Rispondi

    sono e saranno vivi e vegeti nonostante ‘sto “giardiniere” e non grazie ad esso.

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