In Anti & Politica, Economia

recessioneDI MATTEO CORSINI

“L’economia sta uscendo dalla fase di recessione e sta entrando in questa fase di ripresa che del resto tutti i previsori davano per scontato. C’è uno sforzo molto consistente di sostegno dell’economia che viene dalle misure che abbiamo preso negli ultimi 60 giorni e queste misure rendono possibile la ripresa piena dell’economia nel quarto trimestre di quest’anno e poi nell’anno prossimo”. (F. Saccomanni)

Al primo dato meno negativo del solito (quello relativo all’indice dei direttori acquisti del mese di giugno, che viene considerato un indicatore anticipatore sull’andamento dell’economia nei mesi a venire), il ministro Saccomanni ha voluto fare professione di ottimismo. Non c’è nulla di tecnico nelle sue parole, e personalmente credo che quando un tecnico si lascia andare a dichiarazioni tipiche di un piazzista politico qualsiasi, risulti ancor meno credibile degli originali, dei quali peraltro vi è offerta sovrabbondante.

Se l’economia si avvii a uscire dalla recessione staremo a vedere; non ho alcuna pretesa di prevedere il futuro, limitandomi a osservare che non mi pare vi siano le condizioni per una ripresa strutturale. In ogni caso, tutti i membri del governo in carica, in qualsiasi epoca, sono soliti intravedere per il futuro condizioni migliori di quelle presenti, e non di rado si tratta di pie illusioni.

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Che l’eventuale miglioramento della situazione economica italiana sarà favorito dai provvedimenti presi dal governo negli ultimi 60 giorni, però, mi sembra davvero poco credibile. Non so quali migliori prospettive si aprano per un imprenditore per il semplice effetto dei provvedimenti finora assunti da Letta e colleghi. Il governo ha enfatizzato molto queste misure, ma si tratta di capire come verranno attuate. Ben venga se le pecche più evidenti della riforma Fornero sul lavoro vengono corrette, ma ciò che caratterizza l’azione di governo dopo due mesi mi sembra l’arte del rinvio, accompagnata a una totale assenza di iniziative sul lato della riduzione della spesa pubblica.

I rinvii di tasse finanziati da anticipi su tasse future, poi, hanno molto l’aria di essere una sorta di gioco delle tre carte, più che il propellente per la ripresa economica. Ovviamente i fatti potrebbero smentirmi: ne sarei lieto, ma dubito che andrà così.

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Showing 5 comments
  • William
    Rispondi

    Non so in nord italia ma in Sardegna le aziende continuano a fallire o chiudere, ogni giorno ci sono più cartelli vendesi/affittasi dove anche fino a 3 mesi fa c’erano attività commerciali. Anche molti cinesi stanno chiudendo e se ne stanno andando.

    Mie previsioni PIL Italia

    2013 -2,0%
    2014 -3,0%

    • Albert Nextein
      Rispondi

      I dati che ci ammanniscono i vari istituti para-governativi, le varie associazioni opportuniste, banche e ministeri vari sono del tutto addomesticate.
      Veniamo lasciati ad arte in uno stato di ignoranza dei fatti reali.

      Sulla percentuale generale che indichi io sarei più pessimista.
      Ma non posso essere preciso.
      Io dico solo che tutti ci si sta impoverendo, ognuno a propria misura.
      Io, ad esempio vedo i risparmi assottigliarsi quasi del tutto.
      E per me un 2 o un 3% non hanno significato, visto che la mia personale situazione è molto più seria.
      Quindi io non posso far fiducia necessariamente di questi dati estrapolati su basi farlocche e impilati alla buona.
      Io vedo che la gente chiude baracca, licenzia, chiede riduzioni degli affitti, rateizza tutto il possibile, non paga i dipendenti, zoppica a pagare le tasse, sfonda i fidi bancari, non dorme la notte.

      Saccomanni può inventarsi quel che vuole.
      Io non credo ad una parola di quel che dice.
      Perché lui non sa come vivo io.

    • Stefano Nobile
      Rispondi

      Al Nord, come penso anche al Sud, c’è la fila per andarsene.
      Questi signori che ci governano possono essere disinformati, quanto Hitler circondato nel suo bunker di Berlino e convinto di poter ancora vincere.
      Ma io non credo. Basta uscire per la strada per rendersi conto di come tutto sia un evidente segno di un prossimo crack.
      Sono sempre più propenso a credere che stiano raccattando il più possibile per fare la bella vita alla Seychelles alla facciaccia nostra.
      Andiamo a Roma e montiamo una bella ghigliottina (anche finta va bene) tanto per chiarire?

  • SANDRO GIBELLINI
    Rispondi

    Ma ascoltate ancora quello che dicono questi politicanti inetti di dx di sx e di centro?
    Per Stefano Nobile: una ghigliottina come simbolo può andare bene ma, cari amici del movimento, proviamo ad abbozzare qualche progetto per fare rinascere questa nostra bella Italia diventata, purtroppo, così brutta.
    Internet, finchè ce la fanno usare, è un’ arma micidiale!
    A risentirci.

  • Sigismondo di Treviri
    Rispondi

    Al di là del fatto che questi signori dicano stupidaggini, credo che vada preso in considerazione che:
    punto primo: questi signori non hanno una intelligenza, né una cultura molto elevata. Sono semplicemente dei ragionieri in grado di spostare soldi, ma nulla di più. Provengono da partiti politici nei quali hanno imparato a fare la guerra al partito avversario e null’altro.
    punto secondo: nessuno di loro ha problemi economici ed il loro stipendio, di solito piuttosto cospicuo, non proviene né da attività imprenditoriali né da attività di lavoratori dipendenti sottopagati e ancora meno da pensioni di 400€ al mese, quindi non possono capire un mondo che gli è del tutto estraneo
    Punto terzo: nella situazione in cui si trova ogggi l’Italia, ma non solo l’Italia, ci sono soltanto due modi di agire per un ministro o chiunque regga il timone della barca. Il primo è quello di compiere delle scelte coraggiose e profondamente impopolari, rischiando il posto e forse anche qualcosa di piu. Il secondo è quello di fare finta che tutto va bene, continuando a turlupinare gli italici babbei, tanto i loro emolumenti nessuno li tocca. Diciamoci la verità. Quanti di noi al loro posto sceglierebbero la prima strada invece della seconda? Per cambiare le cose occorre eliminare questa gente ed il sistema di ‘clientes’ di cui si sono circondati.

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