In Anti & Politica, Economia

IDEMDI MATTEO CORSINI

“Vista l’irrilevanza dei fatti, in Germania nessuno si sarebbe dimesso e non mi dimetto.” (J. Idem, 22 giugno 2013)

“Quando sono salita dal presidente Letta avevo già maturato la decisione di dimettermi ma ho comunque voluto condividere con lui l’attenta valutazione del quadro venutosi a creare ed esporgli la scarsa rilevanza di quanto imputatomi.” (J. Idem, 24 giugno 2013)

Una settimana fa, nell’arco di un paio di giorni, Josefa Idem ha cambiato idea, spontaneamente o “spintaneamente” poco importa, sulla sua permanenza al vertice del ministero delle Pari Opportunità. Ho sempre ritenuto inutile (anche) quel ministero, per cui, ancorché sia una magra consolazione, mi sembra positivo che per lo meno Letta non abbia nominato un sostituto della signora Idem.

A determinare le sue dimissioni, come è noto, una faccenda di tasse non pagate. I sostenitori del principio PadoaSchioppesco in base al quale “le tasse sono bellissime”, che solitamente sono anche i più accaniti forcaioli, avranno gioito, seppure con una punta di rammarico, dato che la signora Idem non è una berlusconiana qualsiasi, bensì una del PD.

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Dal canto suo, Enrico Letta ha dimostrato un’ipocrisia pari solo all’inconcludenza della sua azione di governo, avendo rinnovato attestati di stima all’ormai ex ministro, quasi a voler dare ad intendere che non sia stato lui a spingerla a dimettersi.

A me l’episodio non fa che fornire la conferma che le tasse non sono bellissime e che nessuno è contento di pagarle, al di là delle eventuali ipocrite dichiarazioni di senso contrario. E’ quindi del tutto umano che il cosiddetto contribuente cerchi di minimizzare il proprio carico fiscale.

Checché ne dicano i diretti interessati (con altrettanta ipocrisia, a mio parere), i commercialisti, soprattutto quelli esperti in questioni fiscali, sono pagati dai loro clienti non tanto per compilare correttamente il modello Unico, quanto per minimizzare le somme da pagare al fisco.

Da questo punto di vista, la stessa Idem avrebbe potuto evitare di sostenere che si sia trattato di un errore. Ma forse anche lei ha ritenuto più conveniente non andare contro corrente. Sarà per via dei lunghi anni passati in canoa…

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Mostrati 2 commenti
  • Albert Nextein
    Rispondi

    Personaggi di terzo ordine.
    Questioni miserabili.
    In sintesi le tasse non si devono versare ad uno stato demenziale e marcio come quello italiano.
    Versandole si diventa complici delle malefatte pubbliche, al pari di chi acquista titoli di debito sovrano.

  • Kurt
    Rispondi

    Non è concesso al cittadino/contribuente fare considerazioni di questo tipo e agire di conseguenza, ci sono gli organi preposti per questo…Tu puoi solo esercitare “i tuoi diritti”, votare, aspettare e sperare. Nel frattempo PAGARE E ZITTO! =D

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