In Anti & Politica, Economia

stampante_denaroDI MATTEO CORSINI

“C’è qualcosa che ci disturba nel profondo su questa faccenda dello stampar soldi. Non dico che sia la stessa cosa del falsario che fa lavorare il torchio in qualche clandestina cantina, ma nondimeno lascia qualche graffiatura nel nostro sentire di quel che è giusto e quel che è sbagliato… Eppure la possibilità di creare denaro è reale ed è un dono, se non della Provvidenza, dell’ingegnosità umana che ha creato la moneta fiduciaria. Certo, è un dono da maneggiare con cura. Agli albori della moneta fiduciaria, questa fu mal gestita… Ma oggi le cose stanno diversamente, e, se riusciamo a scrollarci di dosso le nostre istintive severità dobbiamo riconoscere che ci sono circostanze in cui l’iniezione di liquidità può aiutare l’economia a scrollarsi di dosso il torpore. L’obiezione classica – creare moneta crea inflazione – si è rivelata fallace: se la moneta non gira perché famiglie e imprese non spendono – come è successo in America – rimane dormiente; e se dovesse rialzare la testa le Banche centrali, che hanno il potere di creare, hanno anche il potere di distruggere: cioè di drenare la moneta creata in precedenza”. (F. Galimberti)

Per l’ennesima volta Fabrizio Galimberti, rispondendo a un lettore che manifestava perplessità su come l’economia americana sia stata gonfiata dalla politica monetaria fortemente espansiva della Fed, difende la creazione di denaro dal nulla. A mio parere in modo insostenibile.

Se la creazione di denaro dal nulla “lascia qualche graffiatura nel nostro sentire di quel che è giusto e quel che è sbagliato” credo sia proprio perché si tratta di un’attività da falsario. La differenza tra chi lo fa in clandestinità e chi lo fa perché la legislazione glielo consente è di forma (oltre che di quantità, ovviamente), non di sostanza. Semplicemente il legislatore ha arbitrariamente stabilito che l’attività sia criminale se svolta dal primo e sia legale se svolta dal secondo, mentre nel comune sentire si tratta di attività comunque considerata criminale, perché lesiva della proprietà di una moltitudine di individui che vedono svilito il potere d’acquisto della moneta a seguito della creazione di denaro dal nulla.

Ne consegue, a mio parere, che se si considera la possibilità di creare denaro dal nulla un “dono dell’ingegnosità umana” si dovrebbe considerare alla stessa stregua ogni attività truffaldina. Ogni truffatore e ogni ladro, in ultima analisi, utilizzano l’ingegnosità umana; peccato che lo facciano per rubare.

Par di capire, poi, che “le nostre istintive severità” siano da attribuire alla memoria del fatto che “agli albori della moneta fiduciaria, questa fu mal gestita”. Oggi, al contrario, le leve monetarie sono in mano a tecnocrati illuminati, che ne fanno un uso saggio e benefico. Dato che gli albori della moneta fiduciaria risalgono a molto prima del nuovo millennio e considerando che escludere che la responsabilità della crisi attuale sia in (buona) parte attribuibile proprio alla politica monetaria condotta dai tecnocrati illuminati di cui sopra significa ignorare o distorcere la realtà, a me pare evidente che il ragionamento di Galimberti sia fallace.

Quanto al fatto che creare denaro dal nulla aiuti l’economia “a scrollarsi di dosso il torpore”, mi pare evidente, come ho già scritto più volte, che ciò non sia niente altro che illusione monetaria (cara in particolare ai keynesiani) per ridurre determinati prezzi in modo reale evitando di farlo in via nominale. Il tutto non fa altro che redistribuire ricchezza, senza crearne di nuova. Tipicamente i debitori sono avvantaggiati, a danno dei creditori.

Non poteva mancare, infine, la solita confusione tra inflazione e conseguenze dell’inflazione, utilizzata per respingere i timori sulle conseguenze delle politiche monetarie espansive. I prezzi al consumo salgono in misura moderata, quindi va tutto bene. Peccato che le cose non stessero troppo diversamente anche prima del 2007. Ora, dato che, come accennavo sopra, pare che per Galimberti la moneta fiduciaria sia stata mal gestita solo ai suoi albori, devo riconoscere che vi è una certa coerenza nel suo argomentare. Purtroppo, però, ciò è smentito dai fatti. Mentre i prezzi al consumo crescono moderatamente, si gonfiano bolle sui prezzi di attività reali o finanziarie. E ogni tentativo di drenaggio della moneta precedentemente creata viene di fatto seguito da nuove e (più) massicce espansioni per contrastare gli aggiustamenti di mercato quando le bolle scoppiano.

A me pare che siamo sempre agli albori…

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Commenti
  • Albert Nextein
    Rispondi

    Può essere che a galimberti stia bene questa situazione, perché ci campa sopra.
    Oppure che egli sia tanto in malafede e ,forse, ignorante da non accettare o capire i punti di vista altrui.
    Io me ne fotto di galimberti.
    Io ho da pensare alla mia vita.

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