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ALFANOLETTADI MATTEO CORSINI

“Cdm: missione compiuta! Imu prima casa e agricoltura 2013 cancellata. Parola Imu scomparirà dal vocabolario del futuro. Per finanziare la cancellazione dell’Imu non aumentano altre tasse: tagli alla spesa pubblica e altre scelte virtuose!… una legge tax free”. (A. Alfano)

Così cinguettava giulivo ieri sera il vice presidente del Consiglio, usando una quantità di punti esclamativi tipica di un teenager. Personalmente non riesco a essere entusiasta come Alfano, dato che le coperture non sono ancora complete e, soprattutto, già questo decreto non è “tax free”.

Probabilmente Alfano si era assentato momentaneamente per andare in bagno, quindi deve essergli sfuggita l’introduzione della cosiddetta service tax.

Che in teoria dovrebbe entrare in vigore nel 2014, ma non mi meraviglierei se poi fosse anticipata a fine 2013. Ebbene, la service tax sostituirà l’Imu, la tassa sulla gestione dei rifiuti e dovrà coprire anche i costi di altri servizi comunali considerati indivisibili. Per di più nella prossima legge di stabilità potrebbero essere inseriti altri balzelli, dato che di tagliare davvero spesa pubblica non se ne parla (la vicenda dell’Imu e dell’Iva sono l’ennesimo esempio: mesi e mesi a discutere per non tagliare lo 0.5 per cento della spesa pubblica annua).

Ritengo sia una facile profezia affermare che la somma dei tributi sostituiti dalla service tax sarà inferiore all’importo che la quasi totalità dei cittadini pagherà per il nuovo balzello. In altri termini, il conto aumenterà. Alla faccia del “per finanziare la cancellazione dell’Imu non aumentano le tasse”.

Un precedente su tutti: l’lrap. Probabilmente sono stato sfortunato, ma non ho mai incontrato nessuno che abbia detto di aver risparmiato un solo centesimo con l’introduzione dell’Irap, che, se non ricordo male, sostituiva 8-9 tributi. Tutti si lamentavano del contrario, oltre che dell’assurdo meccanismo di determinazione della base imponibile.

 

L’unica differenza è che l’Irap fu introdotta quando twitter non esisteva ancora e almeno ci fu risparmiata la cinguettata di Prodi o Visco. Magra consolazione.

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Mostrati 4 commenti
  • fabio
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    ed io mi aspetto l’aumento dell’iva su tutti e tre gli scaglioni

    si sono imparati a giocare con gli aumenti di tasse: aumentano 100 per fare un passo indietro, molto dopo, di 20 e cantare vittoria.

    • firmato winston diaz
      Rispondi

      Infatti.

      Ma poiche’ non siamo il governo, ne’ il parlamento, ne’ dei politici, volendo cercare di ragionare logicamente, dovremmo considerare che l’IMU, per come era stata inizialmente pensata dal governo di centro-destra precedente, avrebbe dovuto accorpare tutte le imposte per i servizi comunali (spazzatura compresa).
      Ma una imposta cosi’ non puo’ essere in nessun senso una patrimoniale, dato che la dovrebbe pagare solo chi tali servizi utilizza, che e’ chi abita la casa, non chi la possiede, dato che la casa in se’ non utilizza un bel nulla.
      Se la casa o capannone non e’ abitato o utilizzato chi li possiede dovrebbe eventualmente pagare solo in misura simbolica e molto ridotta dato che nessuno di quei servizi fa uso, e tanto piu’ che nessun reddito ne’ rendita e’ prodotto da quegli immobili. Una patrimoniale sull’inutilizzato e’ intrinsecamente regressiva, punisce maggiormente chi non ha nessun reddito ne’ rendita.

      Ma la grama realta’ e’ che i molti comuni, specialmente quelli piu’ grossi e incontrollabili e malati di smanie di grandezza e piu’ simili allo stato centrale, con queste imposte a rosa larga (per usare il gergo della caccia, caccia al contribuente, a pallettoni) devono fare cassa in tutti i modi possibili, e solo per poter rimandare il fallimento un po’ piu’ in la’: i trasporti in media sono in deficit del 70 per cento rispetto ai ricavi, gia’ il governo Prodi precedente derogo’ l’utilizzo degli “oneri di urbanizzazione” bucalossi per qualsiasi altro scopo che non fosse il loro proprio stimolando cosi’ i comuni a rendere edificabile il territorio solo appunto per far cassa e pagare le spese correnti, le raccolte differenziate e porta a porta portano all’esplosione dei costi della nettezza urbana, le pazzamente barocche sistemazioni stradali con moltiplicazione delle sedi stradali indipendenti per auto, bici, pedoni, a volte addirittura con illuminazioni indipendenti (dalle mie parti arrivano a queste follie, mettere un lampione piccolo sotto a quello grande ma ormai nessuno ci fa piu’ caso) portano all’esplosione dei costi di manuntenzione oltre che di impianto ecc ecc ecc.

  • firmato winston diaz
    Rispondi

    Piu’ che altro, perche’ parlano di abolizione dell’IMU? Si tratta dell’esenzione della prima casa, che e’ ben diverso, anche perche’ la prima casa comunque aveva aliquote e deduzioni di tutto favore, tant’e’ che dava 4 miliardi di gettito contro i 20 miliardi che continuano a dare tutti gli altri immobili.
    Per carita’ , e’ sacrosanto che un bene fondamentale come la prima casa di abitazione sia esonerato dalle patrimoniali, ma anche le patrimoniali sul resto non e’ che chi ha basso o nullo reddito (o negativo, se e’ prossimo al fallimento) si diverte a pagarle, specialmente quando sono salatissime, almeno in certi comuni, come l’IMU. E poi, quando entrera’ in vigore la service tax, chi paga gia’ l’IMU dovra’ pagare anche quella? Credo proprio di si’, ma non ha senso, se l’IMU serve gia’ a coprire le spese per i servizi comunali. In teoria, chi paga l’IMU dovrebbe pagare solo quella, e chi non la paga, pagare la service tax (che figo, l’inglese, suona “scientifico”, necessario e doveroso)
    Insomma che pateracchio ipocrita, se dicessero “vogliamo non solo i vostri soldi ma, se non ne avete, pure il vostro patrimonio”, senza tante prese in giro, sarebbe meglio.
    Sono alla frutta, non sanno piu’ che balle inventarsi per evitare l’evidenza del loro pietoso fallimento e i relativi forconi.
    E il bello e’ che mezza italia gli va pure dietro. Se e’ andata dietro a Monti…

  • Albert Nextein
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    Non hanno sistemato un tubo.
    Siamo ancora al “ha da passà a nuttata”.
    Nella fase di acquisto di tempo, in mancanza di provvedimenti incisivi.

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