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privilegioDI REDAZIONE

C’è un giudice a Berlino, ma ce n’è uno anche a San Paolo, il quale ha spiegato che esiste “Obbligo di vigilanza: chi paga per parcheggiare nelle strisce blu ha diritto alla vigilanza dell’auto”.

In breve: “Se l’ente locale opta per l’obbligo del pagamento per il parcheggio nelle strade pubbliche di uso comune ha l’obbligo di vigilanza e quindi è responsabile per gli eventuali danni subiti dagli autoveicoli”. Per questo motivo l’impresa che amministra la Zona Azzurra di São Carlos è stata condannata a pagare un indennizzo di R$ 18,5 mila al proprietario di un’auto rubata mentre era parcheggia nelle strisce blu della città di São Carlos (stato di San Paolo). La decisione è stata presa dal tribunale di San Paolo che ha confermato la sentenza del tribunale di Itirapina, località nella quale risiede la persona che ha subito il furto.

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Lascio alla vostra fantasia ogni commento…

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Showing 5 comments
  • Roberto
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    Risarcito perché i ladri hanno portato via l’auto dalle strisce a pagamento?

    In Italia la concezione del problema è del tutto opposta:
    è lo Stato non portarti via la macchina finché paghi il pizzo delle strisce a pagamento. Forse…

  • lorenzo s.
    Rispondi

    La strada urbana è di proprietà del comune pertanto il parcheggio non è altro che un affitto di un pezzo di tale strada.
    Pertanto se ritengo che il comune debba essere responsabile dei furti di auto allora dovrebbe essere responsabile anche il proprietario di un’abitazione per i furti subiti dall’affittuario. Assurdo.
    Purtroppo queste cose succedono spesso quando si tirano in ballo i beni comuni, dove ognuno la pensa diversamente e cerca di tirare acqua al proprio mulino.

  • Christian
    Rispondi

    Per l’uso normale della cosa comune (pezzo di strada) si pagano già le tesse comunali (a meno che tu non intenda pagare per per ogni singola strada percorsa nel tuo comune). Il parcheggi a pagamento è un aggiunta senza (apparentemente) corrispettivo. L’affittuario al contrario, ha piena disponibilità del bene immobile in questione (entro le eventuali limitazioni previste nel contratto e nel C.C., es. non può venderla, ma se non espressamente vietato può subaffittarlo).
    L’assurdità sta nel dire che nel pesto ci si possono mettere i fagiolini o la vernice verde, tanto il colore alla fine è uguale.
    Dire che tutti la pensano diversamente va bene, ma è ben diverso dal dire (o pensare) che tutti abbiano ragione.

    Buon pranzo e buona digestione

    • lorenzo s.
      Rispondi

      Un conto è il diritto di transito, un conto è il diritto di sosta.
      Con il pagamento delle tasse acquisiamo il diritto di transito sulla strada, però se vogliamo parcheggiare dobbiamo pagare una cifra ulteriore per il diritto di sosta, visto che usiamo la strada per altri fini.
      I soldi incassati con il parcheggio dovrebbero essere utilizzati per finanziare parte del mantenimento della strada, la parte rimanente dovrebbe essere finanziata dalle.
      Tornando al discorso sulla responsabilità del comune, è chiaro che il giudice non può inventarsi la responsabilità del comune perché secondo lui ci sono dei “bneni pubblici” da tutelare. Questa sentenza è un pericoloso precedente anche e soprattutto per i privati: facendo appello ai “beni pubblici” un giudice può decidere quello che vuole in barba a quanto previsto dai contratti.

      • lorenzo s.
        Rispondi

        Scusate, volevo scrivere che la parte rimanente dovrebbe essere finanziata dalle tasse.

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