In Anti & Politica

agenzia_entratedi LEONARDO FACCO

Se un paese accetta l’idea del “solve et repete” è giusto che mangi sterco fino ad ingozzarsi. E i giudici italiani pare lo abbiano compreso, dato che la notizia uscita, oggi, in Ansa ha dell’incredibile.

Eccola: “Domenico Dolce e Stefano Gabbana sono stati condannati, assieme ad altri imputati, anche a risarcire con 500 mila euro il ”danno morale” all’Agenzia delle Entrate ”non tanto, ovviamente, per l’esposizione a legittime critiche in merito agli accertamenti, quanto per il pregiudizio che condotte particolarmente maliziose cagionano alla funzionalità del sistema di accertamento ed alla tempestiva percezione del tributo”. Lo scrive il giudice di Milano nelle motivazioni della sentenza”.

Equitalia ha subito danni morali? Equitalia? Befera? Le centinaia di imprenditori gabellati e tartassati, massacrati non di rado da cartelle pazze, costretti a pagare interessi da usura, invece, cosa avrebbero subito?

Già, dimenticavo… “la giustizia degli oppressi non coincide con le leggi degli oppressori”. Ma non dite che L’ITALIA E’ UN PAESE DI MERDA. E’ reato.

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Mostrati 32 commenti
  • Liberalista
    Rispondi

    Quindi se dico che la scuola pubblica fa schifo mi condannano a risarcire il Ministero della pubblica (d)istruzione?
    O se dico che il sistema giustizia fa cagare, devo risarcire il ministero (in)competente?
    E così via…

  • Albert Nextein
    Rispondi

    Spero che D&G espatrino del tutto, sia con le aziende che essi stessi.
    Fossi al loro posto io avrei già provveduto.

    • leonardofaccoeditore
      Rispondi

      anche io!

    • Liberty Defined
      Rispondi

      Chi può se ne è andato o medita di farlo, gli altri sono solo carne da macello… Nella posizione di D&G è proprio curioso che siano rimasti così a lungo in questo paese anche se non fosse arrivata la finanza…

  • FrancescoPD
    Rispondi

    …siamo tornati alla strategia della tensione, solo che invece di farla con le pistole, ..la fanno a suon di sentenze, soprusi vari con equitalia, gabelle e burocrazia. Giustiziarne uno per educarne 100,.. non sono cambiati proprio per niente
    Evviva il ’68 al potere

    • Stefano Nobile
      Rispondi

      infatti al potere ci sono gli stessi che nel ’68 lo combattevano. Anche armi in pugno. Oggi non hanno più alcuna necessità di usare le P38, visto che sono forniti di scorte.

      • Albert Nextein
        Rispondi

        In effetti i sessantottini , che protestarono solo per seguire la moda delle proteste americane e francesi, oggi sono in posti chiave del potere.
        E ritengo che essi continuino ad avere il cervello bacato dall’illusione socialista.
        Naturalmente per sé stessi sono diventati ortodossi capitalisti primigeni.
        Io li ho conosciuti i sessantottini.
        Io ero al liceo.
        Lì iniziò la rovina dell’istruzione di ogni grado.
        Già allora io ero un fascista-qualunquista, insieme a pochissimi amici.

        Oggi li vedo, gli arrabbiati protestatari, quelli che organizzavano scioperi, gruppi di lotta, picchetti davanti alle scuole, riunioni fiume con occupazione di scuole intere, quelli del ciclostile e del megafono, quelli delle spranghe e di Gioventù studentesca (oggi CL), ogni tanto ne incontro uno.

        Sono tutti piazzati.
        Avvocati, dipendenti pubblici, medici, bancari, ingegneri, professionisti, albergatori.
        Tutti imborghesiti in nome degli ideali socialisti e cristiani, evidentemente.
        Da marx a : siam tutti uguali, tengo famija, volemose bene, tirammo a campà, accà nisciuno è fesso.
        Da ideali marci a civismo marcio.

        Erano dei giovani cretini, sono dei vecchi indecenti.

        • firmato winston diaz
          Rispondi

          “In effetti i sessantottini , che protestarono solo per seguire la moda delle proteste americane e francesi, oggi sono in posti chiave del potere.”

          Beh pero’ cerchiamo di contestualizzare: negli anni 60 si cominciava a vivere in una societa’ ricca, dove pero’ continuava a sussistere un’organizzazione gerarchica da caserma che risentiva ancora delle necessita’ di guerra di solo due decenni prima, e quindi tutt’altro che libertaria.
          Il ’68 c’e’ stato anche come reazione libertaria a quello stato di cose, non e’ bello che in un sito come questo s ene parli cosi’, ricordandone solo la degenerazione.
          Che i paraculi che ne hanno preso le redini abbiano sfruttato lo specchietto per le allodole della liberta’ per farsi i cazzi loro trasformandolo nel suo contrario per alcuni aspetti (solo in quelli che gli convenivano, non in tutti), be’ comincio a temere che sia un vizio presente per molti anche qua dentro, a giudicare dagli ultimi messaggi.

          Facco, siamo perseguitati dal destino cinco e baro, va a finire di nuovo come con la lega. ;)))

          • firmato winston diaz

            prendiamoci una pausa di riflessione ;)

          • Albert Nextein

            Negli Usa e , forse, in Francia ci fu una spinta libertaria.
            Da noi di certo , no.
            Da noi i liberali erano vecchi, tremebondi, obsoleti, pur con idee ancora moderne e buone.
            I giovani, la manovalanza violenta per capirsi, erano tutti di sinistra, sinistra DC compresa.
            E se devo dire la verità, anche in Francia la sinistra non scherzava.

            In sintesi, all’estero richiesta di più libertà.
            Da noi richiesta di non si sa che cosa esattamente, col risultato che il marxismo e il cattolicesimo sinistrorso hanno preso il sopravvento, condizionato pesantemente tutti i governi a seguire , e riempito la testa dei giovani di solenni porcherie.

            E oggi siamo tutti chiamati a pagare ” secondo la nostra capacità contributiva”.

            All’estero movimenti apparentemente scassati , apparentemente folcloristici, ma con sostanza.
            Da noi solo folclore marxista, e nessuna sostanza.

          • firmato winston diaz

            “il marxismo e il cattolicesimo sinistrorso hanno preso il sopravvento”

            Ma alla fine il sopravvento su cosa? Su fascismo o roba molto assimilabile. Tanto vale. Se dopo la guerra abbiamo avuto un periodo di relativa liberta’, e’ solo perche’ l’abbiamo persa, e perche’ dopo tante bombe e sofferenze la gente era davvero contenta con poco, non aveva fisse tipo il complotto delle scie chimiche, e lo stato non obbligava ne’ al casco ne’ all’aria condizionata (da adesso lo sapete che gli edifici nuovi devono essere obbligatoriamente in grado di autoprodurre o risparmiare l’energia necessaria secondo lo Stato non solo al riscaldamento ma anche al raffrescamento?): ma non era farina del nostro sacco.
            Don Sturzo e’ stato cacciato via in esilio dai preti stessi gia’ durante il fascismo perche’ disturbava la spartizione del paese fra chiesa e stato, einaudi (che secondo sturzo era abbastanza illiberale, pensate voi) era un corpo estraneo alla classe politica (leggere i suoi diari di quando era presidente), e a de Gasperi i democristiani dorotei intriganti (moro e fanfani, gli antenati delle bindi e dei prodi) hanno subito fatto le scarpe.
            Farina del nostro sacco e’ quello che c’era prima della guerra e quello che abbiamo adesso. Tutto rotto come prima. Sui libertari stessi, personalmente, ho dei dubbi: non pochi sono promotori finanziari dall’unico libro con annessa claque di ignoranti esaltati, con una concezione del libertarismo molto particolare, e la fissa del togliere la moneta allo stato, cosi’ poi la gestirebbero loro: dalla padella nella brace…

  • Sigismondo di Treviri
    Rispondi

    Ma tutto sommato, non era meglio il fascismo del povero Benito invece di questa lordura qui? Se non altro il povero cristo i suoi errori li ha pagati tutti, al contrario di questi. Il prossimo che mi viene a dire che nel ventennio non c’era la libertà, lo prendo a male parole.

    • firmato winston diaz
      Rispondi

      @sigismondo

      Il fascismo e’ il sogno del libertario, in effetti …
      Ragazzi, non che non si intuisca da altri indizi, ma per piacere …
      En passant, il duce nacque anarchico, ma cio’ che gli importava davvero era imporsi: le idee le usava solo come trampolino per espandere il suo ego ipertrofico. E’ un tratto della personalita’ presente in tutti noi specialmente da bambini e adolescenti, ma bisogna fare estrema attenzione poi a non far incantare la nostra anima “pecora” dal successo di quelli che ce l’hanno troppo sviluppato. Altrimenti finisce, sempre, malissimo: quello di ybris e’ concetto antichissimo e fondamentale della nostra cultura, e se c’e’ qualcosa che ci ha portati in alto, e’ la consapevolezza delle sue tragiche conseguenze.
      http://www.lafrusta.net/rec_sofocle.html

      • Dom
        Rispondi

        Il duce è sempre stato un socialista. Non bestemmiamo per cortesia, non è il caso…

  • William
    Rispondi

    Non si smentiscono mai.
    Anche io spero che D&G espatrino tutto dall’Italia.
    L’unica via di uscita è il crollo totale per ricominciare da capo.

    • firmato winston diaz
      Rispondi

      “L’unica via di uscita è il crollo totale per ricominciare da capo.”

      Cazzate: quando ari un campo le prime che nascono sono le erbacce.
      Perche’ si riformi un equilibrio armonico ci vogliono decenni.

      • Liberty Defined
        Rispondi

        Sai solo dire che GLI ALTRI sbagliano, non proponi mai nulla e non esponi mai il tuo pensiero. Non ti sembra un po’ troppo facile? Scendi dal piedistallo e smettila di fare il prof. frustrato. Come ti ho scritto altre volte, illuminaci con la tua suprema sapienza e facci capire, o forse non c’è niente da capire perchè sei un grande bluff grillista

        • firmato winston diaz
          Rispondi

          “Sai solo dire che GLI ALTRI sbagliano, non proponi mai nulla e non esponi mai il tuo pensiero. Non ti sembra un po’ troppo facile? Scendi dal piedistallo e smettila di fare il prof. frustrato. Come ti ho scritto altre volte, illuminaci con la tua suprema sapienza e facci capire, o forse non c’è niente da capire perchè sei un grande bluff grillista”

          ????????????????????

  • Michelangelo Marangi
    Rispondi

    per Liberty Defined (e per conoscenza a Firmato Winston Diaz)

    Caro Liberty, io comprendo il tuo sfogo nei confronti di Firmato, a volte càpita anche a me.

    Ciononostante, l’acuto cinismo e realismo di Firmato va compreso e, se possibile, valorizzato.

    Firmato è spesso critico e scettico persino verso le stesse teorie (basilari) del liberalismo che giustificano questo stesso sito (quelle di Mises, di Hayeck, di Rothbard, etc), e secondo me purtroppo ci ha pure ragione.

    Non per il valore di quelle teorie, che nessuno (tantomeno Firmato, mi sembra) vuole disconoscere.

    Quanto per la possibilità concreta, vivente, che quelle teorie diventino prassi quotidiana di vita e di governo, sia nell’italia che nel mondo contemporaneo.

    Firmato fa (amari) richiami a come l’italia si è comportata in frangenti storici sia recenti che passati: tutto hanno fatto gli italiani (dell’alta, media e bassa società), tranne che dimostrarsi liberali e/o liberalisti.

    Anche a Firmato (come a te ed a me) piacerebbe un’italia poco e ben regolata.

    E’ alla stragrande maggioranza degli italiani che non piacerebbe, purtroppo.

    Insomma siamo quattro gatti, e prendersela con Firmato (che ce lo ricorda sempre, e comunque più spesso di quanto ci piaccia) non serve a nulla.

    Anzi, cerchiamo di comprendere, dalle fredde stroncature di Firmato (che conosce la storia, la psicologia popolare ed anche la pratica di governo, mi sembra), cosa c’è nel pensiero liberale che gli impedisce di attecchire.

    Giustamente tu dirai: io a Firmato gliel’ho pure chiesto: dicci cosa proponi.

    Vero.

    Ma chiedere a Firmato un trattatello sul liberalismo moderno (dopo che quello antico di Mises, etc) ha palesemente fallito (l’ha detto lo stesso Ron Paul prima di ritirarsi), mi sembra una contraddizione: aggiungiamo trattati su trattati, teoria su teoria?

    • Liberty Defined
      Rispondi

      @Michelangelo Sono estremamente cosciente che oggi in questo paese “siamo 4 gatti” ma non mi sembra una buona ragione per non fare niente o per criticare e basta chi non si vuole piegare allo stato delle cose… “Non sia mai detto che non facemmo niente”. Seguendo un po’ RP non ho mai sentito dire che: “Il liberalismo antico di Mises ha fallito”, anche perchè per fallire avrebbe dovuto essere applicato in qualche modo

  • William
    Rispondi

    @fwd

    Quando aro un campo faccio prima un diserbo per far fuori le infestanti già emerse poi un altro dopo la semina per evitare che ne emergano altre.

    Gli equilibri armonici per controllare le infestanti non esistono vanno distrutte e basta.

    • firmato winston diaz
      Rispondi

      “Quando aro un campo faccio prima un diserbo per far fuori le infestanti già emerse poi un altro dopo la semina per evitare che ne emergano altre.
      Gli equilibri armonici per controllare le infestanti non esistono vanno distrutte e basta.”

      Se fosse applicato alla societa’, questo sarebbe purissimo pensiero naziskin.

      Ed e’ della societa’ che stiamo metaforicamente parlando.

      Per fortuna che il nazicomunista, per alcuni qua dentro, sarei io.

  • RUDY
    Rispondi

    Ancora…. Ma allora non si è proprio capito!!!?? Siamo in dittatura!! che differenza c’è come ci trattano oggi e come trattavano i sudditi ai tempi dei romani? forse i mezzi diversi che ci fanno sembrare piu liberi; ma alla fine siamo tutti SCHIAVI!!!! …e basta parlare, parlare, parlare….è ora in INCAZZARSI VERAMENTE! ci stanno distruggendo la vida prendendoci per il CULO giorno dopo giorno.
    FAFFANCULO!!!!!
    arrivera il momento……caz

  • William
    Rispondi

    @fwd
    Non mi sei mai sembrato un nazicomunista anche se non sempre sono d’accordo con ciò che scrivi.

    Tornando alla metafora agricola penso che più che alle infestanti bisogna riferirsi ai parassiti che si possono combattere anche con prodotti che li allontanano rendendoli inoffensivi pur lasciandoli completare il loro ciclo.

    Ma non dimentichiamoci mai di ciò che scrisse Jefferson:

    “The tree of liberty must be refreshed with the blood of patriots and tyrants”.

    Questa quotazione proviene dalla lettera di Thomas Jefferson a William Stephens Smith quando era ministro degli Stati Uniti per la Francia, consiglio la lettura di tutta lettera in quanto contiene altre chicche che vale la pena ricordare.

    • firmato winston diaz
      Rispondi

      William, il Problema e’ il punto di vista dei parassiti.
      Si fa presto a darsi di gomito fra esseri d’accordo, leggendo solo cio’ che conferma le proprie opinioni, ma c’e’ tutto un mondo variopinto la’ fuori (gli anti OGM per esempio, che quello che fanno peraltro lo fanno perche’ tengono alla liberta’ anche loro, non e’ che lo dicono, lo urlano in continuazione).
      L’alienazione e’ una delle peggiori consigliere.
      Oltretutto, dopo le misere prove dei liberali berlusca, giannino, monti & c., la visione libertaria, che gia’ aveva dei problemi prima, e’ del tutto in ritirata. E forse a ragione, mi vien pragmaticamente da dire. La restrizione monetaria sta facendo sfracelli, e qui si continua a parlare del mostro inflattivo o di weimar e della necessita’, ridicola e astorica per il mondo contemporaneo, da feticisti del marengo, di tornare al mucchietto d’oro, come se il mondo non esistesse.
      Non metto le virgolette sulla parola “liberali” sopra perche’ mi ricorda troppo la storia del comunismo, che “non ha funzionato perche’ non e’ mai stato veramente applicato”. La realta’ e’ che l’applicazione del liberismo, gia’ solo quello semplicemente liberale, nella pratica di governo presenta dei problemi fortissimi e oggettivamente insormontabili, e dev’essere cosi’ se NESSUNO dei leader anche dei paesi anglosassoni dove questa cultura e’ piu’ consivisa piu’ di tanto e’ riuscito ad ottenere: figuriamoci il libertarismo, che pero’ un vantaggio ce l’ha: siccome si sa gia’ che non verra’ MAI applicato, permette ai suoi sognatori di continuare a sognare beati, dandosi di gomito l’un con l’altro, e segnando col dito chi non condivide le loro assolute verita’.

      Cio’ ha delle forti somiglianze coi gruppuscoli dell’estrema sinistra e destra, e con le sette religiose.

      Intanto pero’, le tasse e le leggi aumentano continuamente, e io, se ogni tanto m’incazzo, e’ perche’ vorrei delle correzioni pratiche e concrete, magari modeste, ma subito, su questo problema. Una misera inversione di tendenza. E credo che il velleitarismo (adolescenziale) del “tutto e subito” allontani sempre di piu’ la soluzione di questo problema.

      Vanno affrontati problemi pratici e concreti: aspettare la fine dello Stato, oltretutto credendo che basti a risolverli, cosa che non e’ per nulla scontata anzi, una persona assennata dovrebbe arrivarci da sola a capirlo che fa ridere (nel senso che fanno ridere i matti).

      Ad esempio, in questo in parlamento stanno discutendo e approvando in tutta fretta la riforma del catasto, che cambiera’ dal valore simbolico che ha e ha sempre avuto, al valore di mercato: cio’ e’ molto liberale e hayekiano, in effetti.
      Poiche’ praticamente tutte le imposte locali e sui servizi sono calcolate su quel valore, sara’ un massacro, e non ci si puo’ aspettare altro visto il buco di bilancio stratosferico che c’e’ (quest’anno e’ di nuovo il doppio dell’anno scorso, ed e’ per questo che non lo dicono) e visto il modo in cui intendono riempirlo, ce lo dicono da roma e dall’europa ma anche dai comuni in cui abitiamo tutti i giorni, e operano attivamente e concretamente ed efficacemente eccome in questo senso.

      Ecco, se per esempio, come ipotesi, si monetizzasse un po’ il debito come si e’ sempre fatto, cosa che non ha _oggettivamente_ alternative, magari le tasse che sono gia’ fuori di testa potrebbero non dico diminuire ma almeno restare costanti.

      Ma la teoria che si sostiene in questo sito, uguale a quella di altri siti di promotori finanziari sostenitori degli “austriaci” tutt’altro che per amore di liberta’, ma dello scheo, dice che lo stato, se stampa moneta, e’ falsario, e che non va toccato il privilegio del creditore a tasso di mercato.
      Questo e’ cio’ che ci sta distruggendo, percio’ dico: MA SIAMO SCEMI O COSA? Cosa ha a che vedere questo con il libertarismo???
      Ok sono io che non ci arrivo, come ritiene Liberty, e allora vabon, anzi vabbuo’, teniamoci il massacro di tasse con controllo poliziesco che ha ormai trasformato questo paese in un incubo horror.

      Se chi dovrebbe combattere le tasse sostiene idee che sono gia’ operative (per fortuna peraltro solo in parte, perche’ senno’ sarebbe l’apocalisse) per politica europea e producono, platealmente, il continuo aumento delle tasse, mi sembra legittimo almeno farlo osservare. Se poi non ho soluzioni migliori da proporre (a parte che le ho e le ho espresse, solo che chi non riesce a guardare oltre il proprio ombelico e non nota cose che non prevedano rivoluzioni cruente con tanto sangue patriottico versato, ovviamente non puo’ accorgersene ;)

      Percio’, cosa stiamo a fare? A sognare il sangue dei patrioti di Jefferson? E piu’ probabile che fra poco il sangue a scorrere sara’ quello che fara’ scorrere qualche golpe di colonnelli o qualche sommossa popolare grillin-giacobina (e non scherzo, se c’e’ ancora della gente che ha a cuore il proprio popolo, e’ piu’ probabile che sia da quelle parti che nei blog di chiacchere ridicole, non solo fattualmente, ma purtroppo anche intellettualmente, come il nostro).

      Quello che bisognerebbe fare e’ unire le forze fra persone con all’incirca lo stesso ragionevole obiettivo, attorno ad esso, per cercare di ottenere qualcosa attraverso l’intermediazione politica, invece cio’ che si fa in pratica e’ la “scissione dell’atomo”, cioe’ la continua frammentazione, su pretesti animaleschi da determinazione del pecking order fra polli (con qualche gallo dalle piume lucenti, che se la ride, in mezzo).

      Peraltro, vi costringo, invece di fuggire velleitariamente in avanti, a ricordare, o considerare, una cosa: se quella volta si fosse scissa l’italia in nord, centro, e sud, magari col nord che si accollava tutto il debito e “entrava in europa”, come proponeva la lega di allora, non e’ da escludere che, con gli ultimi sviluppi, ora il nord “entrato in europa” si leccherebbe le ferite e rimpiangerebbe i bei tempi della liretta: meglio essere nord del sud che sud del nord.

      • Lorenzo
        Rispondi

        Lo stato italiano non è riformabile, abbiamo passato il punto di non ritorno e il tuo lunghissimo e articolatissimo discorso vuole solo farci credere che qualcuno di nuovo potrebbe far rinsavire il popolo. Non è così, una volta monetizzato il debito si farebbe solo altro debito spendendo sempre a vanvera i soldi dei contribuenti….

      • Liberty Defined
        Rispondi

        Mi chiedo se la critica che muovi su questo sito è l’unica, o se navighi anche altrove e pontifichi anche nei confronti dei socialisti…
        Comunque quando affermi “La restrizione monetaria sta facendo sfracelli” mi viene da pensare se il debito pubblico l’abbiano fatto i Kattivi austriaci, e se le tasse e le imposte che ritieni eccessive così come la burocrazia pachidermica siano tutti “pallini” di noi inflessibili e austeri schiavi del marengo (mi pare fosse un brutto modello di fiat)

        • Dom
          Rispondi

          Ottima osservazione. Ma non credo ti risponderà, riesce solo ad essere retorico.

  • _Salvatore
    Rispondi

    Ecco un’altra occasione per ribadire quello che ho sempre sostenuto:
    la legalità è una cosa molto diversa dalla giustizia anzi, quest’ultima è sempre più spesso oppressa dalla prima.

  • Roberto
    Rispondi

    Leonardo Facco pubblica delle riflessioni su una questione gravissima che i pennivendoli (pagati coi vostri estorti denari) non si sognano neanche di sfiorare e i commentatori cosa fanno?

    Si dividono tra le demenzialità di chi dice che il 68′ è stata “una reazione libertaria” e quelle di chi sostiene che durante il ventennio “c’era la libertà”…

    Mi sa che ha proprio ragione Facco: è giusto che si mangi sterco fino ad ingozzarsi.

    • Dom
      Rispondi

      QUOTONE!!!

    • firmato winston diaz
      Rispondi

      Roberto, riporta Facco: “quanto per il pregiudizio che condotte particolarmente maliziose cagionano alla funzionalità del sistema di accertamento”.

      Quali sarebbero queste condotte particolarmente maliziose?

      Poi magari si puo’ dare un giudizio. Dopo, pero’. Senno’, appunto, e’ pregiudizio.

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