In Anti & Politica, Economia

ALFANOLETTADI MATTEO CORSINI

“Potremo passare importanti riforme strutturali, potremo rilanciare interi settori, potremo immaginare per l’anno prossimo tassi di interesse persino al 2%”. (E. Letta)

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Sarà stata l’emozione di trovarsi a New York a parlare prima alle Nazioni Unite, poi a Wall Street, o forse un attimo di confusione che può capitare a chi pensa in italiano e deve poi parlare in inglese, magari confondendo il rendimento con lo spread. Fatto sta che nella sua recente trasferta americana Enrico Letta si è lanciato con questa dichiarazione, che non mi risulta essere stata rettificata. Passi per le “importanti riforme strutturali” e il rilancio di interi settori – tutti i governanti sono soliti parlarne abbondantemente – ma quella dei tassi di interesse al 2% mi sembra davvero grossa.

Già si poteva avere qualche dubbio leggendo la nota di aggiornamento al DEF nella quale si ipotizza uno spread BTP-Bund a 100 punti base sulla scadenza decennale entro il 2017. Ma in questo caso siamo davvero a numeri in libertà. Sulla questione dello spread credo che ogni persona di buon senso (che sia economista o meno) dovrebbe classificare il numero contenuto nella nota di aggiornamento al DEF come null’altro che, appunto, un numero. Il futuro è incerto e ciò che riguarda l’azione umana non può essere previsto come se si trattasse di fenomeni chimici o fisici noti. Quando una previsione quantitativa si rivela ex post corretta ciò è dovuto essenzialmente al caso. E, in effetti, quasi mai i dati ex post coincidono con quelli previsti ex ante. Ciò detto, il famoso (o famigerato) spread potrebbe andare a 100 punti base anche prima del 2017, così come potrebbe andare oltre 500. Va anche detto che, trattandosi della differenza tra due rendimenti, il calo dello spread comporta certamente una riduzione del costo del debito italiano in termini relativi (rispetto alla Germania), ma non necessariamente in termini assoluti. In sostanza, lo spread potrebbe calare a parità di costo del debito, o anche in presenza di un aumento dello stesso. Venendo alla dichiarazione di Letta, si tratta di capire a quale tratto della curva dei rendimenti si riferisse. Se parlasse dei rendimenti a 3 anni, allora non si tratterebbe di un grande calo rispetto ai valori attuali.

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Credo sia lecito supporre, però, che Letta si riferisse ai rendimenti a 10 anni, quelli solitamente presi in considerazione anche nel calcolo dello spread rispetto ai titoli tedeschi. Ebbene: anche in questo caso non è impossibile che si arrivi al 2% l’anno prossimo, ma personalmente non ci scommetterei neppure un centesimo. Attualmente il rendimento del BTP decennale oscilla tra il 4.25% e il 4.50%; per vedere in un anno un crollo di oltre 200 punti base sarebbe necessario un miglioramento del contesto economico e politico italiano che mi pare inipotizzabile. Sarebbe anche necessario un miglioramento del quadro economico europeo che, ammesso che ci sia, ben difficilmente sarà eclatante. Peraltro, un deciso miglioramento dell’economia potrebbe determinare una risalita dei tassi di interesse, ora eccezionalmente bassi (fuori dalla periferie dell’Eurozona). Insomma: quella di Letta, per quanto involontaria, sembra una barzelletta. Un suo noto predecessore si divertiva a raccontarle, ma almeno provava di far ridere, non usava un tono solenne e serioso.

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Mostrati 2 commenti
  • Albert Nextein
    Rispondi

    Come diceva il Democristiano Sullo alcuni decenni fa, quel che dicono i politici vale solo nel momento in cui lo dicono.
    In altre parole, quel che dicono i politici non sono nella loro sostanza promesse credibili , neppure temporalmente.
    Sono appunto barzellette.

    Abbiamo avuto una classe politica, governi, amministrazioni che, in larga parte, hanno dato ottima prova di quanto affermava Sullo.
    E ancor oggi la maggior parte del corpo elettorale, ignorante e in malafede opportunistica, si fa fottere.
    They are morons.

  • nico
    Rispondi

    Rispetto per il Nullatenente Letta………………..quest’uomo ha indicato la via e sta dando tempo agli uomini di buona volontà di fare i bagagli.
    Ci sarà un perché se quest’uomo non possiede nemmeno un scooter.

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