In Anti & Politica, Economia

SOLDIDI MATTEO CORSINI

Leggete bene: “Gli ungheresi non saranno più costretti a pagare esosi interessi a banche centrali private e irresponsabili. Anzi, il governo ungherese ha assunto la sovranità sulla sua moneta e adesso emana moneta senza debito e tanta quanto ne ha bisogno. I risultati sono stati nientemeno che eccezionali. L’economia nazionale, che vacillava per via di un pesante debito, ha ricuperato rapidamente e con strumenti inediti dalla Germania nazionalsocialista”.

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L’amico Leonardo Facco mi ha segnalato il post (decisamente farneticante), dal quale ho tratto queste parole. In base a quanto scritto in calce all’articolo, l’estensore è tale Ronald Ray, “autore freelance che risiede nel libero stato del Kansas, discendente di vari patrioti della Guerra americana di indipendenza”. Mentre leggevo il post mi sono venute in mente queste parole di Murray Rothbard: “Lungi dall’essere contrapposti, fascismo e comunismo non solo sono simili, ma possono facilmente essere trasformati l’uno nell’altro. Le dittature militari di destra e di sinistra sono facilmente convertibili, perché entrambe si basano sulle istituzioni collettiviste dello statalismo, dell’esteso dominio sull’economia e la società, e sulla repressione militare e poliziesca degli individui… La lezione importante è che non conta chi controlla le istituzioni collettiviste del governo; il punto fondamentale è l’esistenza stessa di tali istituzioni”.

Ragionamenti come quello di Ray sono comuni a persone di estrema destra o di estrema sinistra e checché ne pensino i sostenitori delle posizioni signoraggiste, della MMT e generi vari, le banche centrali sono in tutto e per tutto “istituzioni collettiviste del governo”, anche qualora formalmente di proprietà di soggetti privati (prevalentemente banche). Ciò che viene monetizzato è prevalentemente debito pubblico, e gli utili realizzati dalle banche centrali sono per la quasi totalità versati al Tesoro. Uno potrebbe semmai evidenziare la collusione tra potere finanziario (che prospera nei sistemi monetari basati su moneta fiat e riserva frazionaria) e governi, che sono coloro che nominano i vertici delle banche centrali e scrivono le norme in base alle quali le banche centrali stesse operano. Fermarsi al piano di sotto significa prendere un grosso abbaglio: l’illusione che i problemi economici si risolvano passando dai sistemi attuali a uno in cui la banca centrale è anche formalmente dipendente dal Tesoro e batte “moneta senza debito e tanta quanto ne ha bisogno” (il Tesoro stesso), parte dal mancato riconoscimento del presupposto che nessun bene è un bene economico se non è scarso. Ciò è contrario a ogni evidenza (oltre che al semplice buon senso).

Una moneta creata dal nulla su comando del Tesoro per finanziare spesa pubblica senza limiti non credo possa essere definita un bene economico. Inizialmente può dare l’idea che sia possibile scambiare beni e servizi dando in contropartita pezzi di carta o scritture contabili elettroniche riproducibili all’infinito e senza alcuno sforzo produttivo. Dovrebbe essere evidente, tuttavia, che questo meccanismo non può durare nel tempo, se non provocando un collasso del sistema economico, perché all’aumento della quantità di moneta corrisponde una diminuzione del suo potere d’acquisto, a parità di altre condizioni. Siccome i bisogni che un governo tende a voler soddisfare sono illimitati, la creazione di moneta per sostenere la spesa pubblica tenderà ad assumete una crescita esponenziale, con effetti immaginabili sulla diminuzione del potere d’acquisto. Se si vuole una moneta sana e una modifica del funzionamento dell’attuale sistema bancario/finanziario, l’unica via da percorrere è quella di eliminare il monopolio che gli Stati concedono alle banche centrali di emettere e gestire la moneta, oltre che abrogare il sistema della riserva frazionaria. La moneta torni a essere un bene prodotto in libera concorrenza sul mercato, utilizzata in base alle libere scelte di coloro che effettuano scambi e non per imposizione legislativa. Solo così potrà tornare a essere un bene economico.

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P.S.: per ora in Ungheria stanno (ovviamente) aumentando gli aggregati monetari M0 (+11.6% ad agosto rispetto a un anno prima) e M1 (+17.3%). Questo solitamente porta un rigonfiamento nominale della produzione (e del Pil), ma credo ben difficilmente l’esperimento, se protratto nel tempo, non porterà disastri.

In collaborazione con http://www.lindipendenza.com/

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Showing 11 comments
  • hilda
    Rispondi

    Bisogna infatti uscire dall’EURO.

    • Giorgio Fidenato
      Rispondi

      Meglio l’euro che la lira o qualsiasi moneta nazionale italiana!!! È il male minore. Una monet in mana ai politici italiani e siamo tutti fritti in due secondi!!!

  • M.valter
    Rispondi

    Concordo con “il Mezzadro” :-)

  • Liberty Defined
    Rispondi

    Fidenato ha ragione, in mano italiota la lira sarebbe stata svalutata come sempre in passato

  • Stefano Nobile
    Rispondi

    Caro Giorgio, non sono d’accordo.
    Con la lira in mano ai nostri delinquenti nazionali, sicuro che ci derubano. Ma almeno hanno da temere sotto elezioni: non puoi fregare tutti sempre. Prima o poi qualcuno si sveglia e si rende conto che il raddoppio del prezzo delle zucchine non è colpa del fruttivenolo (a proposito, qual’è l’inflazione reale oggi in Italia? Facendo la spesa e pagando le bollette secondo me veleggia ormai ben sopra il 10%, alla faccia della moneta unica).
    L’euro, per contro, è in mano alla Merkel che ci sta rapinando tranquillamente, e non ha nulla da temere perché il 40% degli elettori tedeschi la appoggia. In pratica la culona sta colonizzando l’intera unione.
    La cosa funziona un po’ come nei Comuni, che danno ordine ai vigili urbani di andare più pesanti con chi viene da fuori perché tanto non incide sulle elezioni locali, quindi rapina i forestieri prima dei residenti.
    Tra l’altro con i nostri ladri nazionali solerti nel darle una mano. Per cui siamo fritti in ogni caso, solo che con la Lira ci deruberebbero solo i nostri, con l’euro dobbiamo mantenere anche Bruxelles.
    Sappiamo che la moneta in mano ai governi viene rovinata, ed è altrettanto vero che più il governo è lontano dai cittadini più è autoreferenziale e peggio si comporta.
    Ergo, spero che l’euro faccia una brutta fine quanto prima.
    Anche perché è il vero e unico collante della UE che, lo dico finché non è ancora reato dirlo, ha fatto sorgere un’Europa di merda.
    Bus ai frus

  • massimoconleballepiene
    Rispondi

    La ricchezza deve tornare in mano a chi la produce (produttori) e non, com’è ora, in mano a chi la regolamenta (legislatori). Non c’è altra via

    • Stefano Nobile
      Rispondi

      ASSOLUTAMENTE D’ACCORDO!!!!!!

  • Sigismondo di Treviri
    Rispondi

    Se tornassimo alla lira, forse sarebbe un disastro. Se rimaniamo nell’Euro, il disastro è sicuro, senza forse. Quanto alla moneta stampata, sono d’accordo, ma ricordiamoci che Giappone e Inghilterra, con debiti pubblici enormemente più alti dei nostri, riescono a rimanere a galla perchè stampano denaro. Noi, soggetti alla BCE siamo al fallimento.

    • Liberty Defined
      Rispondi

      Non siamo al fallimento perchè non stampiamo, siamo al fallimento perchè abbiamo uno stato ladro che preleva il 70% della ricchezza prodotta e nonostante questo spende molto di più di quello che incassa facendo anche 2.000 mld di € di debito… Quando uno stato stampa moneta dal nulla crea solo l’illusione di ricchezza, in realtà la quasi totalità dei suoi sudditi si impoveriscono

      • Stefano Nobile
        Rispondi

        a parte che, pensandoci bene, il default dell’Italia non sarebbe un male, anzi.
        Il problema poi è esattamente che finché siamo nell’euro la Merdel non ci permetterà di fallire. Ma ci spolperà con tutta calma.
        Ci lascerà andare quando non avremo più nulla da spremere.
        Basta vedere la Grecia: essendo le banche tedesche e francesi zeppe di titoli di debito greci, la UE sta tenendo in vita il “cadavere” ellenico in coma irreversibile.
        Sospetto fortemente che la Germania non sia messa così bene come vuol far credere, che abbia parecchia monnezza sotto i tappeti e che la società sia pronta a disgregarsi. Eppoi quelli hanno una curva demografica forse più spaventosa della nostra.
        Staremo a vedere, ma io comincerei a prepararmi. La Svizzera ha addirittura fatto le esercitazioni prevedendo una disgregazione UE.
        E gli Svizzeri sono famosi per tante cose, ma non per essere un popolo particolarmente spiritoso.

        • Liberty Defined
          Rispondi

          Lungi da me difendere la merkel, faccio notare che è pagata intorno ai 9.000€ al mese netti vs il milione all’anno abbondante di Mastrapasqua (INPS) o i 300k di Befera (ADE)

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