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“Democrazia ieri, oggi, domani”- Il convegno avrà luogo sabato 30 novembre, dalle 14 alle 19, nella sala multiuso di Paradiso (v. programma in calce) e riunirà numerosi “liberisti” o “libertari”, provenienti anche dall’estero. Ticinolive ha intervistato l’organizzatore dell’evento ing. Rivo Cortonesi. Un’intervista di Francesco De Maria.

Chi parteciperà a questo convegno dall’intenso contenuto politico?

Rivo Cortonesi   Il programma, quest’anno, è particolarmente ricco di relatori, anche provenienti dall’estero. Perché INTERLIBERTARIANS, l’organizzazione che ogni anno riunisce a Lugano i rappresentanti dei partiti e dei movimenti libertari di molti paesi, è ormai diventata adulta. Ospite di onore sarà l’olandese Frank Karsten, autore, insieme a Karel Beckman, del libro Oltre la Democrazia. Ma ci saranno anche interventi di rilievo di altri relatori, ticinesi, italiani e di altri paesi, come la russa Nadya Gavrilova, lo spagnolo Daniel Martinez, il serbo Aleksandar Novakovic. Per i dettagli rimando alla locandina con il programma completo dell’evento.

Lei è ingegnere, io sono matematico. A suo avviso la funzione “democrazia nel mondo” (inventiamola!) è una funzione “crescente”?

RC   Se la domanda deve essere intesa nel senso di “come stiamo a democrazia nel mondo?” direi che è una funzione *crescente”, anche se con mille difficoltà. Il problema non è però la quantità di democrazia che c’è in giro, ma la sua qualità. Per questo il tema di quest’anno è “Quale democrazia?” e non “Quanta democrazia?” .

La democrazia è un valore assoluto? Nessun’altra forma di governo è accettabile?

RC   La democrazia è un sistema che si presta facilmente a diventare la tirannia dei più sui meno. Perciò ogni sistema di rappresentanza politica che limiti questo rischio è accettabile, purché rispettoso di quei diritti fondamentali della persona umana, che la democrazia spesso offende a maggioranza.

Le varie democrazie (o: “democrazie”) del pianeta non se la passano troppo bene, si potrebbe addirittura affermare che il loro stato presente è desolante e inquietante. Ma… Lei saprebbe proporre una cosa diversa, definendola con sufficiente precisione?

RC   Si’, certo, desidero un modello di democrazia, che gli storici hanno chiamato “democrazia pura” dove i cittadini sono estratti a sorte per partecipare all’amministrazione, di tipo condominiale, del loro Libero Comune nella piena concordia civica e senza partiti. Ne parlerò diffusamente nel mio intervento.

Leggo il vostro programma. In “Democrazia ieri” vi si incontra il titolo di un contributo: “Democrazia nella Repubblica di Siena”. Come mai? Un puro caso? Che cos’ha Siena di così speciale?

RC   Nel programma della conferenza c’è un excursus storico sulle antiche forme di rappresentanza politica. In Svizzera, come a Siena, come a Venezia. Credo che in certe esperienze ci sia del buono, su cui meditare, se vogliamo migliorare la qualità delle moderne democrazie.

Guardiamo alla democrazia svizzera, oggi. Quale voto, da 1 a 10, le possiamo assegnare?

RC   Direi 10 se paragonata agli altri modelli di democrazia nel mondo, con un piccolo grande appunto, che riprende una risposta che le ho già dato: anch’essa si presta a produrre, per via istituzionale o referendaria, decisioni che possono essere sentite da una minoranza di cittadini come decisioni prese contro di loro da una maggioranza di despoti.

Gli Stati Uniti d’America sono un paese democratico?

RC   Sono uno dei tanti modelli di democrazia presenti nel mondo. Non sono però il mio ideale di democrazia, che non prevede “principi illuminati” alla guida di un paese, ma un governo condominiale dal basso nella più piccola organizzazione possibile: quella di Liberi Comuni, uniti da un patto di difesa nazionale e di certezza del diritto (per certi versi un rinnovato patto del Grütli)

L’Unione Europea è un’entità politica democratica?

RC   Le ho già detto qual è per me la massima entità territoriale compatibile con libertà e lei mi parla di Unione Europea?

Lei nella sezione “Democrazia domani” propone un contributo dal titolo perentorio: “La risposta è nella nostra storia”. Intende dire che il futuro della democrazia risiede… nel passato?

RC   Sì, frugando nella storia si possono trovare spunti per superare, in meglio, le moderne democrazie.

Nel vostro programma leggo in terz’ultima posizione un contributo dal titolo inquietante: “Bitcoin”? Che diavolo significa?

RC   Giusto l’aggettivo da lei usato: “inquietante”. Soprattutto per i monopolisti del denaro : le Banche centrali. I libertari sono da sempre gli sponsor più accaniti di un mercato competitivo del denaro che, premiando le monete oneste e scacciando quelle disoneste, possa un giorno, non lontano spero, liberarci dai falsari di Stato. Pensavamo che l’unica alternativa fossero le monete a copertura aurea integrale, e invece! Questa moneta digitale, fondata su un algoritmo che ne impedisce l’inflazionabilità e la falsificazione,  e che sta segnando record su record nei confronti delle monete alla mercé delle manie creative dei monopolisti del denaro, segnerà una rivoluzione nella storia dell’umanità ancora più grande di quella di Internet. Il numero di esercizi commerciali che la accettano sta crescendo in modo esponenziale in tutto il mondo. Ma i suoi meccanismi intrinsechi sono sconosciuti ai più. Ne parlerà perciò un software engineer made in ETH Zürich. Che si chiami Matteo Cortonesi è solo un dettaglio. Ho raccolto la confidenza di un mio amico libertario Leonardo Facco, presidente del Movimento Libertario Italiano, co-organizzatore e ideatore, insieme ai Liberisti Ticinesi, di INTERLIBERTSARIANS: – Rivo – mi ha detto – cercavamo l’oro e abbiamo trovato il Bitcoin! –

Con il Partito dei Liberisti Ticinesi lei aveva tentato nel 2007 la fortuna elettorale in campo federale. Pensa di riprovarci nel 2015?

RC   Penso di sì, ma non per proporre il solito programma sulle cose da fare nell’ambito di questo quadro democratico consolidato, ma per collaborare, con chi sarà della stessa opinione, a definire le nuove regole del gioco, attraverso le quali, non i principi illuminati di questo o quel partito, ma i cittadini, padroni assoluti dei loro Liberi Comuni, decideranno cosa fare, se farlo e quando farlo.

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Commenti
  • Fabio
    Rispondi

    io ci sarò.
    Fabio

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