In Anti & Politica, Economia

OSPEDALEPRATODI REDAZIONE

Riportiamo di seguito, la cronaca della visita all’Ospedale di Prato (Struttura pubblica) trovata su Facebook, a nome di Claudio Falcini del Movimento5Stelle. Titolo: Nuovo Ospedale di Prato, un esperienza unica.

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Oggi per la prima volta dalla sua apertura sono stato al Nuovo Ospedale di Prato per trovare un mio parente ricoverato da qualche giorno…..erano le 12:30 sono arrivato senza non poche peripezie ……sul viale Nam Dhin mentre ero fermo al distributore a far gasolio ben 2 auto mi hanno affiancato per chiedermi come fare ad arrivare al NOP….una volta giunto al parcheggio una cosa balza subito agli occhi……che è sottodimensionato…..i posti auto sono pochi (non ci giurerei ma non credo siano più di quelli del vecchio ospedale)…..vi tralascio le liti furibonde alle quali ho assistito per accaparrarsi i posti auto che si liberavano…..dopo 40 minuti di ricerca mi si sono presentate davanti 2 possibilità….parcheggiare a Galciana e poi prendere la LAM o parcheggiare nei posti dei dipendenti…..ho scelto la seconda opzione (a proposito…..anche l’ entrata e l’ uscita dalle sbarre è alquanto stretta e basta un’ auto un po’ più grandicella per avere qualche difficoltà di manovra)…….parcheggiato…..ho raggiunto dopo quasi 10 minuti a piedi di passo svelto l’ ingresso principale…….4 porte scorrevoli automatiche di 2 fuori uso……all’ interno ho passato altri 10 minuti buoni per capire sui cartelli dove fosse il reparto Oncologia (chiamato con un altro nome che sinceramente non ricordo)…..raggiungo il primo piano e altri minuti di smarrimento per capire dove fossero i degenti…..trovo finalmente il mio parente ma non posso entrare a salutarlo perché le camere non sono asettiche e occorre indossare la mascherine che purtroppo non ci sono per tutti…..lo saluto sulla porta velocemente……scopro che non c’ è un reparto di ematologia appositamente attrezzato ….il mio parente stà infatti aspettando di essere trasferito a Firenze dove possono curarlo….scopro anche che ancora non c’ è un bar funzionate…..chi deve fare un’ assistenza costante ai malati deve portarsi i panini da casa o vivere di merendine prelevate dai distributori….esco abbastanza infastidito e noto che ci sono operai che ancora stanno facendo dei lavori edili a pochi metri di distanza e siccome sono in pausa sono tutti nella stanza con la TV che dovrebbe essere a servizio dei degenti e dei visitatori…..tutti con tuta da lavoro (sporca) e scarpe da lavoro (sporche)….d’ altra parte siamo di fianco all’ Oncologia…..

DICEVA HERBERT SPENCER: LO STATALISMO E’ IL REGNO DEGLI STUPIDI

internet - abbiati -«Ciò che è pubblico è, per abitudine, pigro, immutabile e contrasta ogni riforma. Un’altra sua caratteristica è l’eccessività dello spendere \ lo Stato impiega più funzionari di quanti sono necessari e stipendia alcuni di essi buoni a nulla».

«I suoi salari crescono senza riguardo alcuno alla operosità con la quale una funzione viene eseguita; e continuano anche dopo che il lavoro è interamente cessato: lo statalismo è il regno degli stupidi». «Non esposte ad alcun elemento antisettico, come la libera concorrenza, non sottomesse, per esistere, a mantenersi in uno stato di vigorosa salute, l’opposto cioè delle organizzazioni private e senza sovvenzioni, tutte le aziende che nascono dalla legge cascano in uno stato inerte e ingrassano a dismisura, e da questo stato all’infermità la strada è breve».
Molti lettori potranno pensare che questi giudizi – e altri analoghi – riguardino l’attuale politica governativa vigente in Italia (ma anche altrove); appartengono invece, purtroppo, alla serie interminabile delle «prediche inutili» – per richiamarci a Luigi Einaudi – che da decenni faticano a trovare adeguato ascolto. Sono stati formulati infatti nel 1853 da Herbert Spencer e ora vengono ristampati in un aureo libretto a cura dell’editore Rubbettino: Troppa legislazione (pagg. 138, euro 9, con un saggio introduttivo di Enzo di Nuoscio e Stefano Murgia). Spencer, uno dei più grandi filosofi liberali dell’Ottocento, pensava che la società dovesse fondarsi su una libera cooperazione spontanea e sulla logica dei meccanismi auto-regolativi del mercato. Teorizzava – secondo una concezione evolutiva di progresso continuo – il confronto pacifico fra tutte le parti sociali, ponendo la centralità assoluta dell’azione individuale; un punto di vista che lo portava ad assumere una netta opposizione a qualsiasi ingerenza del governo nei confronti degli interessi e delle decisioni dei singoli cittadini. Di qui la sua dichiarata avversione alla over-legislation, ovvero a quell’assurdo accumulo di leggi, decreti e imposizioni di ogni genere e tipo che paralizzano l’iniziativa privata, aumentando oltre ogni misura il potere, già enorme, dello Stato e dei suoi innumerevoli e costosi apparati burocratici.

Nel denunciare la «troppa legislazione» Spencer individuava un problema fondamentale: il rapporto, sempre difficile e problematico, fra democrazia e liberalismo, che in questo caso si traduceva nel confronto fra la politica e l’economia. Come l’esperienza storica ha ampiamente dimostrato, la sovranità popolare non è, di per sé, garanzia di libertà. Giustamente di Nuoscio e Murgia sottolineano che quella di Spencer si rivela «una durissima requisitoria contro la dilagante convinzione che vede nell’intervento del legislatore democraticamente eletto il rimedio ad ogni male sociale». Una convinzione, appunto, errata.

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di Giampiero Berti, tratto da http://www.ilgiornale.it/

 

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Mostrati 14 commenti
  • Albert Nextein
    Rispondi

    Paradigmatico.
    Ideazione malata.
    Progettazione carente.
    Esecuzione miserabile.

  • Vesaliusvesanus
    Rispondi

    Basta scegliere.
    Se il salumiere vende prosciutto ammuffito…non vado più a fare la spesa da lui…
    Basta rivolgersi alla sanità privata… sempre che si riesca a trovare strutture in grado di curare patologie oncologiche o oncoematologiche nel privato…
    Se si cerca un bell’albergo con annesso parcheggio, c’è n’è sono tanti.
    Non lamentatevi troppo. La nostra e’ ancora una buona sanità che però viene danneggiata dalla politica e dagli interessi degli amici degli amici.

    • Fabio
      Rispondi

      purtroppo in italia è vietato scegliere:
      cambiare salumiere o fornaio, per restare in esempoi quotidiani, dovrebbe voler dire cambiare gestione del personale, ricette metodi e prezzi di produzione, e gestione di tutti i fattori produttivi della filiera.

      il cliente così pagando, con la sua spesa quotidiana, andrà a premiare quello che secondo lui (non in assoluto quindi e neanche secondo i sapientoni del cazzo che vorrebbero imporgli scelte sociali, morali, superiori, ecc..) rappresenta l’offerta migliore.

      il libero mercato in libera concorrenza è il solo strumento e condizione per premiare veramente il Merito, dove questo NON è quello stabilito dalla Commissione Statale Superiore Unica del Merito ma quello che emerge dal caos degli individui liberi di rapportarsi tra loro, di vivere la propria vita come pare e piace, di spendere i propri soldi come vogliono….

      Tutto il contrario di quanto piace fare allo Stato ed ai preti statalisti suoi adoratori, che adorano comandare agli altri cosa devono fare, quando e come e dove spendere i soldi che non sono loro ma gli sono solo affidati temporaneamente perché in realtà è TUTTO dello Stato e basta!!

  • renato.drg
    Rispondi

    I fatti dimostrano come il liberalismo e il mercato autosufficiente stiano miseramente fallendo perchè arricchiscono le elite bancarie e impoveriscono il resto della popolazione, aumentano la disoccupazione e il libero mercato autosufficiente non crea la piena occupazione. La concorrenza non è una esclusiva del libero mercato può esistere anche con la presenza della stat nell’economia , anzi viene implementata, perchè senza lo stato che fissa il servizio al minimo prezzo il cartello della concorrenza si appiattisce sugli stessi prezzi a meno che non arrivano i cinesi che danno una mossa con la concorrenza sleale.
    Lo statalismo è un termine inventato da voi liberisti perchè può esistere l’assistenzialismo ma lo statalismo è un termine che avete inventato voi liberisti che odiate lo stato nella realtà non è un problema.Per qanto riguarda l’efficienza di un servizo laddove c’è il monopolio c’è anche rischio di innefficienza ma può capitare anche con il monopolio privato.E’ un problema scuramente ma con le giuste regole e il controllo si può risolvere.
    Che cosa c’è invece di buono nella disoccupazione dilagante, nell’arricchimento dei banche e dei banchieri tramite prestiti ad interessi quasi usurai, cosa c’è di buone nel fatto che lo Stato da alle banche commerciali ( e d’affari) enorme quantità di denaro che viene speso da queste per comprare immobili, terreni, o per fare operazioni speculative nel mercato azionario. La finanza privata che si arricchisce col denaro delle persone e dello stato , questo è il vero crimine di oggi ed è una creatura del liberismo.
    Cosa c’è di

    • Fabio
      Rispondi

      Stai facendo esempi campati in aria, totalmente avulsi dalla realtà, direttamente da un altro pianeta, e pretenderesti di dimostrare così che il Libero Mercato in Libera Concorrenza avrebbe fallito?

      in europa ed in italia l’attività bancaria NON è libera ma sottoposta a strettissimo controllo e le banche che non si allineano agli ordini vengono fatte fallire anche se hanno soldi in cassa.
      La possibilità in monopolio degli stati di creare moneta fiat (creata dal nulla senza ancoraggi fissi a beni reali come petrolio, oro o panieri) è la causa unica delle bolle e delle crisi.

      Gli stati hanno a disposizione forze armate strapagate (vero CANCRO delle società civili) d’ogni tipo per imporre i loro capricci e far soffrire i cittadini/sudditi sfruttandoli e depredandone le ricchezze ed i frutti dfel loro lavoro, e gente come te ancora va cianciando di mercato e liberismo???

      Purtroppo c’è gente che si diverte a cambare significato alle parole: è come se ti compissero forte in volto a mano aperta ed invece di chiamarlo SCHIAFFO dicessero BACIO. Potrai mai apprezzare un bacio? O forse odierai i baci dicendo pubblicamente che mai più nella società ci dev’essere una simile manifestazione di violenza ed ingiustizia? mi sembra di vederti coi manifesti in corteo: ‘basta baci’ ‘i baci imbarbariscono’ ‘fuori i baci dalla società civile’ e via così di schiocchezza in peggio, tutto perché ti sei bevuto quello che ti dicono senza filtrarlo con TUO giudizio, con la TUA mente.

      un po’ come pinocchio col gatto e la volpe che gli dicono di fidarsi di loro (lo Stato col le sue armi) e che gli ALTRI sono i ladri (che non portano armi ma vogliono solo commerciare e lavorare e produrre).
      E’ ovvio che lo Stato voglia e cerchi in ogni modo di ribaltare la verità. Meno ovvio che ci sia chi le la beve, i famosi ‘utili idioti’ sui cui poteva contare in occidente il potere comunista sovietico.

  • Giorgio Fidenato
    Rispondi

    Renato, è lo stato che si allea con le banche private per fare i loro porci comodi. Dove vedi il liberismo nella società? Francamente mi sembri veramente un fascista nazionalista che, come dopo la fine della prima guerra mondiale dove avevano speso e indebitato i paei a più non posso, alla fine diedero la colpa agli ebrei. Lei è veramente un fascio – statalista!!!

  • nicola
    Rispondi

    Andate in brasile laggiu’ la sanita’ le’ privata come e’ andato e subbito ritornato un mio amico quando il papi s’e’ ammalato di cancro tiroideo che per curarsi se fumato uno dei due ristoranti e per non fumarsi il segondo ristorante ha ben visto di ritornare in itaglia, lui grande imprenditore culinario.

    • Giorgio Fidenato
      Rispondi

      Uno deve imparare ad assicurarsi fin da giovane. Non può pretendere di non spendere niente tutta la vita e poi gli viene un male e non pagare niente. Se uno tutto la vita mette da parte 1500-2000 € all’anno assicurando il suo bene (= il suo corpo) avrà diritto ad essere curato senza mangiarsi un ristorante. E’ così difficile capire come funziona un meccanismo assicurativo?

      • renatodrg
        Rispondi

        già, siccome oggi viaggiamo nell’abbondanza cosa vuoi che siano 1000 o 2000 euro all’anno.C’è solo un problema non sono 2000 euro all’anno per un vero servizio assistenziale, sono molti di piu in america pagano almeno 500 dollari al mese per l’assicurazione.Non parliamo poi delle stese dentistiche che potrebbero essere tranquillamente coperte dallo stato invece che spendere un sacco di quattrini a dei dentisti che non fanno neanche fatture.
        L’idea delle cliniche private coperte da assicurazioni è una cosa anche fattibile per chi volesse e già esistono cliniche dove prendono sia soldi pubblici che soldi di assicurazioni. Si può anche scegliere, ma l’assistenza sanitaria pubblica è un servizio dello Stato che non toglie risorse a nessuno e che non deve mancare.
        Se ci fossero controlli seri le inefficienze sarebbero il meno possibile. Qui a rozzano c’è un ospedale privato da relativamente poco convenzionato con il SSN ebbene, sbagliavano non poche volte le analisi del sangue.A mio padre hanno sbagliato a mettergli una protesi all’anca e lo hanno dovuto rioperare nel giro di 2 settimane.
        privato non vuol dire efficienza, sanità pubblica (odontoiatria compresa) non significa tante tasse perchè si può alzare la spesa senza alzare le tasse semplicemente evitando gli sprechi e stampando moneta una cosa che uno stato si può permettere di fare.

        • toto
          Rispondi

          Se un bene economico è prodotto dallo stato esso sarà di scarsa qualità e non abbondante (Mises). Ad esempio nel sistema feudale, basato sulla proprietà statale della terra (i feudi), che in pratica era una variante primitiva di socialismo, una casta di burocrati (gli aristocratici) ridistribuiva la ricchezza prodotta dai contadini. Il risultato era che gli aristocratici ridistributori erano grassi e ben pasciuti, mentre il contadino produttore muoriva di fame.
          La nascita del capitalismo pose fine a questa ingiusizia.
          C’e solo un modo perche i beni economici (alimentari, abbigliamento, sanità, automobili, ecc.) siano abbondanti e disponibili per tutti e si chiama CAPITALISMO.

  • nicola
    Rispondi

    GIORGIO e se oltre a te si ammala contemporaneamente tuo figlio? che fai vai in bancarotta o decidi o tu o lui a curarsi? ( e’ un ipotesi non ti auguro niente di cio’ sia sottoscritto anche se non la penso come te ma condivido di voi libertari certi aspetti), l’assicurazione ti assicura se sei sano, un po’ come la macchina se non fai incidenti tutti ti vogliono ma se sei recidivo? tutti ti scanzano, per la malattia e’ peggio xche’ a volte e’ cercata vedi chi beve con la cirrosi epatica a volte ti capita tra capo e collo xche’ vivi in una certa zona dove un imprenditore ha creato ricchezza per lui ma non per te, e dalle mie parti ce ne sono d’esempi es santacroce sull’arno, saluti.

  • Giorgio Fidenato
    Rispondi

    L’assicurazione esiste anche per i figli. Se un’assicurazione non ti assicura quando sei malato, puoi costituire le mutue in cui decidete insieme cosa assicurare e cosa escludere. L’importante è sapere che la sanità è principalmente una questione di risorse, è inutile far finta che non sia così. Ovviamente la gran parte delle tasse deve sparire e l’irap, che oggi serve maggiormente per pagare la sanità, deve essere distribuita come busta paga ai dipendenti che lavorano.

  • Pedante
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    È difficile immaginare in Brasile non esista una massiccia cartelizzazione delle professioni e delle assicurazioni. Sarà una specie di sistema ibrido.

  • M.valter
    Rispondi

    Ma in Brasile è o non è il compagno LULA e il suo discendente che comandano?

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