In Anti & Politica, Economia

bolleDI MATTEO CORSINI

“Puntiamo a un intervento pubblico anticiclico perché è evidente che il mercato da solo non ha nessuna intenzione di risolvere il grave problema della disoccupazione… bisogna dare uno shock all’economia riducendo anche a parità di salario l’orario di lavoro”. (G. Migliore)

Gennaro Migliore, parlamentare di SEL, ha presentato assieme ad alcuni colleghi di partito un disegno di legge che prevede l’assunzione di 1.5 milioni di persone da parte dello Stato, per la modica somma di 17 miliardi di euro in tre anni. Nella relazione tecnica si può leggere che “Lo Stato come datore di lavoro di ultima istanza ha basi teoriche molto approfondite ed è in grado di creare occupazione in tempi rapidi, anche in una situazione di recessione”. E chi ne dubita; il problema è che lo Stato crea posti di lavoro, non lavoro. Quest’ultimo, semmai, lo distrugge, dato che per finanziare le assunzioni (spesso inutili o “socialmente utili”, e la differenza tra le due è solo di forma) deve redistribuire la ricchezza esistente o prenderla a prestito dal futuro, aumentando il debito. Ma, come direbbe Bastiat, i posti di lavoro creati oggi si vedono, mentre quelli che non sono creati o distrutti per via della tassazione necessaria a finanziare questa spesa pubblica non si vedono, così come non si vedono quelli non creati o distrutti in futuro.

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Già che ci sono, poi, a SEL hanno pensato di fare le cose in grande: non solo 1.5 milioni di dipendenti pubblici in più, ma anche riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario per tutti quanti, in ossequio al concetto tanto vecchio quanto errato del “lavorare meno, lavorare tutti”. Probabilmente a questi signori non sorge il dubbio che si tratti di una stupidaggine sesquipedale: se la quantità di lavoro fosse indipendente dal costo dello stesso, esisterebbe sempre la possibilità di suddividerla in modo tale da consentire a chiunque lo volesse di avere un lavoro. La realtà, però, non ha nulla a che vedere con questa illusione. Non è vero che “il mercato da solo non ha nessuna intenzione di risolvere il grave problema della disoccupazione”.

Non si tratta di essere intenzionati o meno: si tratta di guardare alla realtà con la quale ogni impresa deve fare i conti senza potersi neppure permettere le illusioni semplicistiche di certi veterocomunisti. E la realtà evidenzia, purtroppo, che in Italia ci sono seri problemi di competitività, causati in gran parte da un eccesso di tassazione che finisce per rendere leggere le buste paga nette per chi le percepisce e pesanti quelle lorde per chi le paga. Temo che lo shock di cui parla Migliore l’economia lo avrebbe davvero se si desse seguito alla sua proposta. Sarebbe il colpo di grazia.

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Mostrati 5 commenti
  • Albert Nextein
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    Gennaro ha il cervello foderato di mortadella, e le arterie di strutto.

  • FrancescoL
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    come iniaziare nel “migliore” modo possibile la settimana? Assumendo un altro milione e mezzo di dipendenti pubblici, perchè gli attuali 4 milioni non sono abbastanza

  • Dexter
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    Distruggere lavoro privato per creare posti di lavoro statali.
    Una proposta di una stupidità assoluta, deficienza totale.

  • SANDRO GIBELLINI
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    LANCIAMO UNA PETIZIONE E FACCIAMO INTERDIRE QUESTO GENNARO MIGLIORE (?)!!!!!

  • Marco
    Rispondi

    Allora come mai la Sicilia, piena zeppa di dipendenti pubblici (partecipate, consorziate, un numero di forestali maggiore di quello dell’intero Canada!!!) ha una disoccupazione spaventosa e gli unici giovani che trovano lavoro, lo trovano al Nord ?

    MIGLIORE CAMBIA COGNOME!!!!!!

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