In Anti & Politica, Economia

DI ALBERTO MASCIONI

Ricordo i tempi quando, già da ragazzino, non capivo come ci potesse essere nel nostro paese un partito comunista così forte. Già allora era noto come si vivesse oltre cortina, quale miseria, quale repressione esistesse nei paesi del patto di Varsavia. Si sapeva benissimo dei gulag in Siberia , della torture, del famigerato KGB, della Stasi .

Non ci voleva un genio per capire che, dall’altra parte, non se la “passavano bene” e io non mi spiegavo come molti inneggiassero al comunismo sebbene il muro di Berlino fosse li, “bello” in vista, col suo filo spinato elettrificato, le torrette con le guardie armate e i cani lupo. Non comprendevo come non si potesse non domandarsi perché, nonostante ciò, molta gente, ogni giorno rischiasse la vita per superarlo, per scappare dai noi, sporchi capitalisti (Cit. Marco Revelli, mio preside al liceo) . Non capivo.

Poi, crescendo, ho cominciato a realizzare che spesso, la mente umana rifiuta di vedere le cose che non ci piacciono, che non collimano coi nostri ideali coi nostri sogni anche se sono fatti lampanti, palesi, ovvi. Pensate ai traditi dal congiunge, quasi sempre sono ultimi a sapere di essere cornuti o ai genitori di figli con problemi di droga, che pur vivendoci insieme, lo scoprono per ultimi, solo grazie alle rivelazioni dell’amico, dell’allenatore di calcio o dell’insegnate. Non sono stupidi ma semplicemente, spesso, gli esseri umani trovano utile non vedere quello che non gli piace.

spesapubblicatassePer esempio basterebbe guardare questo grafico, per capire che il livello di tassazione in Italia non è causato dall’evasione ma dalla spesa pubblica che è fuori controllo e continua a salire. Non ci vuole un Nobel per chiedersi come mai, nonostante lo Stato spenda oggi oltre il 35% in più rispetto a 15 anni fa, i servizi siano stati ridotti e peggiorati.

Ma vedere questo “Re Nudo” farebbe crollare in molti il mito di quella chimera di Stato che inseguono, che idealizzano come la terra promessa, quello Stato che risolverebbe i loro problemi, che li nutrirebbe “aggratisse”, che li assisterebbe dalla culla alla tomba, quello Stato che, come l’isola dei pirati, semplicemente non c’è e mai ci sarà.

Altro fattore che spiega questa “cecità” è il fatto che, prendere coscienza dell’evidenza, leverebbe a molti l’alibi per una situazione economica personale precaria, perché dovrebbero ammette che i “ricchi” spesso (non sempre) non lo sono perché evadono, perché sono corrotti, disonesti, sfruttatori e loro sono “poveri” perché onesti, probi e caritatevoli ma li costringerebbe ad arrendersi al fatto che la maggior parte delle persone che vivono meglio di loro lo fanno perché, “semplicemente”, sono state più capaci, perché si son fatte un “mazzo tanto”, perché hanno intrapreso la strada del rischio al posto di cinguettare nel nido aspettando la chioccia Stato che li nutrisse.

Per quello che i molti non vogliono vedere, perché spesso la realtà fa un male cane, ferisce l’amor proprio, tormenta l’ego frustrato, smonta i sogni.

Meglio metter la testa sotto la sabbia, meglio intorpidirsi il cervello, ascoltando le “Wanne Marchi” della politica e le sirene dell’informazione conformata ad agitare lo spettro dell’untore/evasore.

Molto meglio sballarsi e continuare ad ingrassare i NarcoStatoTrafficanti

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  • Mauro Gargaglione
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    Grande Mascio!

  • Guglielmo Piombini
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    Bell’articolo. Mascioni spiega in maniera convincente il perchè di certi atteggiamenti umani sconcertanti, come la fede assurda nel comunsimo o l’isteria attuale per l’evasione fiscale.

  • Fabio
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    confermo le conclusioni di Mascioni, lo vedo nella mia esperienza quotidiana:
    io ho comprato casa senza aiuti di genitori ma solo col nostro stipendio, mio e di mia moglie, e tanti sacrifici, oggi ho casa, famiglia con figli grandi, prospettive, programmi, progetti;
    il comunistoide che venera ad ogni occasione lo Stato-Onnipotente-santo-subito, vive ancora in cameretta dentro casa dei genitori ultaottantenni, single, paga chi pulisce la casa un paiodi volta alla settimana e lava e stira, mai fatto un sacrificio, si esce spesso e volentieri, cenetta fuori con amici e amiche, birra anzi che ci fai con una sola che la birra non basta mai, colazione sempre al bar (dovesse prendergli uno stiramento a lavare un bricco ed una tazza), e non sa dove andare a passare le vacanze perché deve cercare qualche sfigato come lui che se lo accolli.

    unica soddisfazione, come per il funzionario stataledi Orwell in 1984, è osannare il dittatore supremo chiamato Stato che impone i propri capricci fregandosene diqualsiasi logica egiustizia.
    Per questi scarti sociali esiste solo il sistema a doppio peso e due misure: una cosa non è giusta o sbagliata, ma deliberata o meno dalla maggioranza, ed in quest’ultimo caso è giusta a prescindere sempre e comunque.

    che goduria ricordargli che il suo tanto glorificato Stato, così buono e giusto a picchiare ed arrestare evasori o secessionisti, è lo stesso (così cattivissimo ai loro occhi) che picchiava i dissidenti al G8 di genova e che ha picchiato e torturato i ragazzi alla scuola Diaz inventandosi le prove.

    Purtroppo merde come questa hanno la mente talmente condizionata a vivere per dispetto e pregni d’invidia, che non riescono proprio ad ammettere la correttezza della meritocrazia, con cui si riempiono tanto la bocca solo secondo il loro comodo.

  • lorenzo s.
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    Lo stato non rimuove le diseguaglianze, ne crea altre. Solo che le dieguaglianze create nel mercato sono di solito giuste (crei ricchezza, ottieni ricchezza), mentre le diseguaglianze create nel settore pubblico sono ingiuste: l’Italia è piena di statali che non fanno una mazza dalla mattina alla sera e prendono fior fior di quattrini, soprattutto i dirigenti.

    • Fabio
      Rispondi

      potrebbero anche fare e sudare…ma è lavoro inutile, non richiesto, e quindi dannoso.

      C’è bisogno del pane. Hai bisogno del panettiere di stato? ancora si parla di tessera del pane di fascita memoria?

      se vogliamo inventare occupazione possiamo bene deliberare di fare 100 buche fatte scavare dai migliori 1000 ingegneri con dei cucchiaini. Poi prendiamo 1000 architetti e gliele facciamo riempire.
      Il lavoro sarà perfetto, prima buche squadrate bellissime, poi ricoperte tanto bene da non vedere più doverano state fatte, certificate dagli ingegneri americani e russi.
      Sono sicuro che quella gente ha SUDATO sul serio, ha ‘lavorato’ per arrivare all’obiettivo, s’è sacrificata lavorando giorno e notte, ha ubbidito agli ordini eseguendoli alla perfezione….
      Ma ti rendi ben conto che si tratta di ‘lavoro’ INUTILE, che questa gente va licenziata in tronco, che NON SERVE A NIENTE E NESSUNO, che i soldi sequestrati a chi produce sul serio sono stati buttati, vite intere malspese, sofferenze e veri sacrifici bruciati ed immolati all’ideologia stupida dello Stato Onnipotente e pianificatore.

  • Paolo F.
    Rispondi

    Complimenti !
    hai toccato il mio ferro caldo di nascosto!

    Convengo sul principio di Fondo,
    ma preciso:

    – Chi ha successo con le sue mani,
    e per fortuna c’è ne sono diversi, merita il successo che ha,
    ma per mia esperienza, è perché ha avuto caparbietà
    e intuito di stare al posto giusto al momento giusto,
    e NON è poco!
    non necessariamente perché era la soluzione migliore.
    Ha avuto il MERITO di cogliere OPPORTUNITÀ’.

    – Vero però la maggior parte si accontentano di una stipendio in cambio di diritti, derivazione Socialismo nazionale.
    Commistione Affari / politica.

    – Lo Stato crea stipendi minini in cambio di diritti,
    aumentando il debito pubblico, e legittimando la nomenclatura
    politica-Finaziaria,
    Commistione Affari / politica.

    Divergo:
    – Chi ha successo in Italia spesso è legato agli affari con
    l’ambiente politico, 7 volte su 10 ,
    spiace ma è così, siamo in Italia.
    Commistione Affari / politica.

    – Chi non ha successo ,
    spesso perché NON ha le condizioni di mettersi in gioco.
    NON ha avuto la possibilità di cogliere opportunità.

    SINTESI :

    Caro Lorenzo,
    – Le diseguaglianze nel mercato
    non sono volute come nello Stato,
    ( Commistione Affari / politica )
    ma indotte spesso ( non sempre )
    da diverse condizioni di partenza e possibilità.
    quindi :
    NON hanno avuto la possibilità di cogliere opportunità.

    Per cui non so, e qui il dubbio lo lascio,
    le diseguaglianze nel mercato sono per forza giuste.

    A mio avviso, lo scopo della politica è proprio questo,
    dare la possibilità a tutti, ma proprio a tutti,
    non solo chi può , di SALVARSI.

  • SANDRO GIBELLINI
    Rispondi

    CARO ALBERTO,

    QUELLA VOLTA (PARLO PER ME, PRIMI ANNI ’70, QUANDO AVEVO 17 ANNI) BASTAVA LEGGERE IL “CORRIERE DELLA SERA” (NON, OVVIAMENTE, QUELLO DEI GIORNI NOSTRI) PER SAPERE COSA SUCCEDEVA NEL PARADISO COMUNISTA. MA, EVIDENTEMENTE, POCHI LO LEGGEVANO SE ADESSO ABBIAMO COME PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA COLUI CHE E’ STATO IN ITALIA UNO DEI PIU’ GRANDI PROMOTORI DELL’ IDEOLOGIA PIU’ CRIMINALE DELLA STORIA DELL’ UMANITA’.
    COME POTRA’ L’ ITALIA RINASCERE CON TALE PERSONAGGIO ELETTO DAI POLITICANTI COME EMBLEMA DELL’ ITALIA NEL MONDO?
    CIAO E BUON LAVORO.

  • Sigismondo di Treviri
    Rispondi

    Non ho mai conosciuto un comunista che non fosse profondamente e radicalmente invidioso. L’odio per i ricchi è stato in quella gente talmente forte da accecarli anche di fronte ad evidenti crimini commessi oltre cortina. In Italia c’è stato il partito comunista più forte dell’occidente, cioè il partito degli invidiosi e dei falliti. Oggi, si sono mimetizzati, ma esistono ancora e se in una Nazione questa gente è al comando, quella nazione non può fare altro che perire drammaticamente.

    • FrancescoL
      Rispondi

      Amen

  • michele
    Rispondi

    leggendovi sono entrato nel tunnel del tempo:anni 80 la destra reganiana,incredibile!
    parlate di ricchezza e non di distribuzione del reddito,ancora piú incredibile!!
    credo,senza polemiche,che sia arrivata l’ora di ripensare le nostre societá e i nostri valori,perché con questi da voi esposti non si va da nessuna parte

    • leonardofaccoeditore
      Rispondi

      Lei è divertente… tutto sommato. Credo che si vada molto lontano coi valori collettivisti. A Cuba vanno forte ad esempio, anche in Venezuela direi.

  • michele
    Rispondi

    mai pensato a cuba o al venezuela come esempio,forse ho scitto pensando ad una demicrazia partecipativa(non solo elettiva),ad una plitica non serva della finanza ma al servizio dei cittadini,ad uno Stato che aiuta i meno fortunati(per questo paghiamo le tasse) comunque sono contento di averLe dato degli attimi di divertimento

    • Sigismondo di Treviri
      Rispondi

      “…ad uno stato che aiuta i meno fortunati (per questo paghiamo le tasse)…”. Perchè, secondo Lei questo stato usa i soldi che ci rapina sotto forma di tasse, per aiutare i meno fortunati? Fosse così, avrebbe se non altro una giustificazione morale.

  • michele
    Rispondi

    evidentemente no,ma credo che tra lottare per uno stato completamente libertario e lottare per un uso “corretto”delle tasse,la seconda utopia sia la piú facilmente percorribile.la giustificazione non sarebbe morale,ma soltanto giustificare il perché della sua esistenza

    • Sigismondo di Treviri
      Rispondi

      Guardi che lo ‘stato libertario’ non esiste. Il libertarismo è contrario all’idea di stato. Tra un’utopia che mi rende libero ed una che mi rende molto meno libero, scelgo la prima.

  • Pedante
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    Reagan era tutt’altro che libertario. Era peggio di Carter.

  • michele
    Rispondi

    chiedo scusa,ogni tanto il mio italiano é imbastardito dal portoghese(estado liberista),inoltre approfittando della cortese ospitalitá,ma scusi libero da che cosa?dalle banche?dai fondi d’investimento?dalla finanza internazionale?perché vede senza uno stato che fa rispettare le regole si torna alla legge del piú forte(e non sempre noi lo siamo,a volte lo é l’altro e li ci ricordiamo dei nostri diritti)
    a volte le risposte sono lima non le vogliamo vedere,perché le nascondono,es:
    sono decenni che i paesi ricchi mandano soldi,cibo e medicine in africa e in sud america
    mai nessuno ha detto a questi paesi:devi fare le fogne,se non le fai le faccio io
    in questo modo semplice si risparmierebbero migliaia di morti,miliardi di dollari in medicine e via dicendo
    ma no dobbiamo inventarci l’idustria dell’emergenza eterna,a chi fa comodo a loro forse?

  • spago
    Rispondi

    @michele provo a ragionare su quanto mi suggerisce ciò che lei ha scritto, anche perchè mi faccio le stesse domane.. e quindi è un modo di provare a chiarire le cose anche a me stesso.

    ma se lei come molte altre persone ritiene giusto aiutare chi ha bisogno perchè ha bisogno di farlo per forza attraverso lo Stato? se la gran parte delle persone alle elezioni vota per partiti che vogliono mantenere o ampliare il welfare con la motivazione che sente sia giusto non abbandonare chi è in difficoltà, perchè non potrebbe mantenere questa motivazione e spendere così i propri soldi.. ma attraverso organizzazioni non statali? perchè per forza attraverso lo Stato e la tassazione? su come i paesi ricchi – i loro stati e le istituzioni da essi formate – sbaglino tutto quando cercano di aiutare i paesi poveri le consiglio di leggere” Muhammad Yunus, Il banchiere dei poveri.” Non è un libertario. Si tratta di un premio nobel per la pace del Bangladesh, che ha iniziato a fare microcredito ai poveri che non potevano offrire garanzie, rifiutando gli aiuti delle istituzioni internazionali e ottenendo grandi risultati. Molto efficace anche nello spiegare come gli stati che ricevono aiuti legati alla povertà abbiano interesse a mantenerla per continuare a ricevere questi aiuti e portino perciò avanti solo progetti fuffa che servono a manetenere i poveri come sono. Un libero mercato permette molte cose, non è affatto per forza contrario alla cooperazione, alla solidarietà, al mutuo soccorso, o al dono. Uno stato invece deve scontare giganteschi e inefficienti apparati burocratici, nonchè corruzione e clientelismo politici, e prelevando le tasse con la forza, anche se le usasse per aiutare chi ha bisogno, sta praticamente obbligando con la pistola la gente a fare beneficienza: non pensa sia qualcosa che finisce per produrre nei rapinati sentimenti sia antistatali, ma anche anti beneficiati? non pensa che inizieremo a odiare le persone a cui questa beneficienza coatta va? non trova che lo stato finisca per metterci gli uni contro gli altri? e che depotenzi la nostra iniziativa in prima persona: perchè tanto ci pensa lui (salvo che poi non ci pensa affatto)? davvero lo stato è l’unica garanzia che i bisognosi non siano abbandonati o questo è quello che ci si vuole fare credere perchè lo stato stesso si nasconde dietro questa propaganda? A me sembra a volte che si faccia scudo dei più poveri e dei bisognosi, che li tenga in ostaggio come i dittatori che costruiscono le caserme insieme agli asili.. Infine se i soldi prelevati per aiutare chi ha bisogno restassero ai loro proprietari avrebbero un uso peggiore? molti altri usi che la beneficenza diretta o il welfare sono utili ai più poveri: tutti quelli che contribuiscono a creare e diffondere lavoro e ricchezza.

  • michele
    Rispondi

    Caro Spago
    molto interessanti le sue considerazioni,soprattutto sull’inefficienza dello stato e il suo elefantismo;sono veritá innegabili alle quali peró possiamo porre rimedio.Come?facendo politica,smettendola di pensare che il voto sia l’unico obbligo che abbiamo come cittadini.Quasi 20 anni fa ho potuto vivere un’esperienza interessante a Porto Alegre,il cosiddetto”orçamento partecipativo”(i cittadini decidevano dove il comune avrebbe dovuti usare i soldi,dove e come)
    C’é peró un’aktra osservazione che vorrei fare:ma se in una societá capitalista annullo lo stato,chi miprotegge dal potere del capitale?chi garantisce i miei diritti come lavoratotr,cittadini,consumatore?
    chi mi garantisce quei servizi essenziali come:scuola,sanitá,trasporti……?
    per favore non mi si venga a dire che privatizzandoli funzionerebbero meglio,chi lo dice non ha mai vissuto in paesi dove funziona cosi
    un esempio?la scuola,privatizzare la scuola significa(e lo vedo quotidianamente)dare opportunitá aifigli deiricchi,che possono permettersi collegi cari e di buona qualitá,mentre i poveri nelle poche scuole pubbliche depauperate escono senza saper leggere e scrivere perpetuando una divisione in classi sociali
    ripeto mi da piú garanzie uno stato utopico(il mio)che un sistema libertario dove non ho un interlocutare e mi sento “lupo tra i lupi”

  • FrancescoL
    Rispondi

    @michele è sempre una scelta tra libertà e sicurezza. lei sceglie la sicurezza al posto della libertà, purtroppo il suo pensiero condanna anche chi non è d’accordo con lei. chi scegli la libertà per definizione non vuole obbligare nessuno a fare la stessa scelta. Le utopie stataliste hanno “funzionato bene” nel XX secolo….

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