In Anti & Politica

Immagine 55DI MASSIMO TESTA

Lo statalismo è quello strano pensiero economico secondo cui la crescita economica coincide con l’indebitamento e la spesa (dei sudditi).

Non esistono, ohibò, più capitali: ci pensa lo stato, indebitando te, piuttosto che stampando a raglio tonnellate di cartastraccia colorata che chiama denaro facendone così calare continuamente il potere d’acquisto.

Ovvio che in quest’ottica strabica il risparmio non trovi posto: tu non devi investire il tuo risparmio/capitale (per gli ignoranti economici: risparmio e capitale sono la stessa cosa), devi solo spenderlo/sputtanartelo.

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Se non ti va di spendere, no problem: te lo frega lo stato con il fisco. Statalismo e consumismo fesso vanno a braccetto. Il capitalismo è tutt’altra storia.

Peccato che l’esistenza di una scuola pubblica, un vero e proprio tumore per il cervello, nonchè un apparato mediatico pubblico volto a magnificare l’operato di quella gang di mafiosi chiamata stato abbiano inculcato nella testa delle persone una montagna di fesserie ideologiche, che passano per verità assolute.

Risultato? Un enorme parco buoi.

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  • Albert Nextein
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    I buoi sono destinati mediamente al macello.
    Latte e carne.

    La gente , per quanto assimilabile ad animali ottusi e pazienti oltre misura, ha la capacità di reagire adeguatamente.

    Quello che io tuttora non capisco è il perché di una mancata reazione alle vessazioni.
    Capisco il plagio statalista, nelle scuole stataliste e con professori statalisti.
    Ma poi la vita reale è diversa, e ci si scontra quotidianamente con difficoltà stataliste che sono insensate.
    I giovani per natura vogliono cose semplici chiare.
    Direi istintivamente vogliono semplicità, immediatezza, chiarezza.

    Non a caso c’è una importante migrazione giovanile.

    Ma io continuo a meravigliarmi della vigliaccheria e dell’inerzia popolari.

    Anche le famiglie hanno le loro responsabilità.

    Famiglia e scuola impediscono che i giovani aprano gli occhi e sviluppino senso critico.

    L’ignoranza è peggio del cancro.

    • Sigismondo di Treviri
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      …La gente , per quanto assimilabile ad animali ottusi e pazienti oltre misura, ha la capacità di reagire adeguatamente…” Mah, e dove sarebbe questa reazione? L’uomo è un animale (a volte soltanto quello) adattivo. Si adatta a tutto, anche alla miseria. Basta fargli credere che se non fosse per merito di chi comanda, starebbe peggio. L’uomo ha la memoria corta. Chi si ricorda che dieci anni fa stavamo meglio? C’è qualcuno che si ricorda del fatto che venti anni fa le tasse erano più basse? Guardate in Corea del Nord. Sono ridotti al cannibalismo eppure osannano il loro despota. Semplicemente perchè gli fa credere che la colpa è degli americani, dei giapponesi e dei coreani del sud e se non ci fosse lui sarebbe peggio. Così è qui. Raccontano al popolino idiota che la colpa dell’eccesso di tasse è degli evasori, dei ricchi cattivi che sfruttano i proletari e che se tutti pagassero le tasse, la pressione fiscale diminuirebbe e tutti vivremmo felici e contenti. Quanti non credono a questa favola? Se fosse anche soltanto un 10% inizierei ad avere fiducia nella razza umana, per lo meno in quella italica.

  • renato.dragonetti
    Rispondi

    Eccomi, sono uno statalista doc cari idioti liberisti. Il termine statalismo lo avete coniato voi liberisti ma in realtà non ha nessun senso nasce solo dall’odio profondo che avete verso lo Stato e le sue funzioni sacrosante.Le vostre immonde teorie dello Stato come il male assoluto nascono sono frutto della cupidigia e dell’egoismo che è alla base del liberismo. Come ho letto diverse volte su questo blog, voi di economia non capite un cavolo dato che l’unica cosa che sapete dire è che le tasse vanno eliminate e che la moneta è una cosa che si può fare in casa col pc. Non sapete realmente cosa è il debito pubblico, ignorate la vera funzione dello Stato, sostenete le teorie immonde della parità di bilancio e le teorie di persone che teorizzano la cupidigia e l’egoismo piu sfrenato e lo spacciate per libertà .Per voi il privato è la soluzione di tutto e lo si vede dalla disoccupazione che c’è oggi. Gli unici ad averci guadagnato nel delirio liberista che viviamo, sono le banche private che si stanno arricchendo con i prestiti usurai, gli interessi sul finanziamento dello Stato e il denaro che prendono dalla BCE per ripianare il loro conti costantemente in rosso, le banche sono gli unici enti che grazi al liberismo che le vuole molto bene si arricchiscono in modo spropositato a fronte del restante 99% delle persone.Siete degli imbroglioni.

    • Sigismondo di Treviri
      Rispondi

      Ho l’impressione che qui l’unico a delirare sia lei. Oltre a scrivere cose deliranti, dà la netta impressione di non sapere neanche quello che dice. Continui pure ad osannare il suo padrone stato e a farsi fregare da lui. Mi creda, sarà sempre in compagnia di folte schiere di suoi simili. Quanto al ‘delirio liberista in cui viviamo’, beh, sinceramente non so dove viva lei. Qui in Europa, mi creda, di liberismo non se ne vede traccia.

  • renato.dragonetti
    Rispondi

    Il risparmio cosa sacrosanta viene impedito oggi dalle tasse proprio della cultura figlia del liberismo, dato che le tasse oggi servono per ripagare i miliardi di miliardi di euro che si devono come interessi ai mercati (BANCHE PRIVATE) da cui lo stato oggi si finanzia.

    • Sigismondo di Treviri
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      Guardi che lei vede tutto a rovescio. Forse un poco di cultura la aiuterebbe. Mi creda, ne serve veramente pochissima.

      • Albert Nextein
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        L’ignoranza è peggio del cancro.
        Di solito si accompagna a pregiudizio e testarda ottusità.

        • Sigismondo di Treviri
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          C’è una differenza però: il cancro ammazza chi lo ha, l’ignoranza, in uno ‘stato democratico’ ammazza pure chi non ce l’ha. Il virus cancerogeno si contagia in cabina elettorale. D’altro canto la grande trovata dello ‘stato democratico’ è proprio questa: fare in modo che l’ignoranza e l’ottusità siano capillarmente diffuse, tanto il voto di un ottuso vale quello di un genio.

          • Albert Nextein

            Vero.

  • Giuseppe
    Rispondi

    “Il termine statalismo lo avete coniato voi liberisti ma in realtà non ha nessun senso nasce solo dall’odio profondo che avete verso lo Stato e le sue funzioni sacrosante.”
    Quando lei dice che il termine statalismo è stato coniato da noi liberisti, implicitamente afferma che lo statalismo, e quindo lo stato, in quanto è (quasi) sempre esistito farebbe parte dell’ordine naturale delle cose: quindi opporsi allo statalismo sarebbe come opporsi alla forza di gravità o a una qualunque legge di natura; in realtà noi libertari siamo per l’ordine naturale della società, che lo stato altera con la sua violenza legalizzata.
    Lei ha una fede verso lo stato: lo dimostra l’aggettivo “sacrosante” che utilizza per le funzioni dello stato. Noi libertari dobbiamo scontrarci continuamente con questa fede irrazionale della gente nei confronti di un’istituzione così profana come lo stato.
    Certo è difficile mettere in discussione un dogma quando viene inculcato fin dalla nascita dai professori della scuola pubblica.
    L’unica cosa su cui ha ragione è il nostro odio verso lo stato.

    • renato.dragonetti
      Rispondi

      si certo l’ordine naturale della società: pochi ricchi e tanti poveri e disoccupati

  • Giuseppe
    Rispondi

    E’ la risposta al Sig. Dragonetti, naturalmente.

  • Orazio
    Rispondi

    Curioso, come un termine “liberismo” viene usato a sproposito.
    Ma signori, dovè il liberismo? Dovè diretto? Quale fine ha in mente?
    Analizzando la storia, quella non raccontata dal “pensiero unico attualmenete operante”, troviamo che questa ideologia, se ideologia si tratta”””” è stata già scritta nei protocolli di Sion..
    Invito tutti a scaricarla e leggerla… E’ MOLTO ISTRUTTIVA.
    Inoltre trovo che, parlare di liberismo quando lo stato non ha una sua moneta mi sembra fuori luogo.
    L’argomento è lungo e io non ho tempo…
    Invito tutti a studiare la storia, a partire da Hitler, sul lato economico/monetario, sono sicuro che ci sono delle “scoperte” curiose.

  • FrancescoL
    Rispondi

    renato l’unica cosa sacrosanta è la sua demenza senile o non…. Di sicuro è assunto all’inps o all’inail, povero mentecatto mantenuto dai contribuenti

  • Stefano G.
    Rispondi

    Mah, invece di inveire (e magari anche insultare), i liberali-liberisti.libertari dovrebbero chiedersi perché la loro proposta politico-economica è così poco attrattiva, perché la massa associa liberismo ad egoismo, privilegio, avidità, complotto, disinteresse per i poveri e gli svantaggiati; com’è stato possibile che una teoria e una pratica politica nata per essere più inclusiva e liberatoria possibile è diventata, nel comune sentire, la causa della povertà, dell’oppressione, della differenza sociale e della miseria passata e presente.
    Che cosa non ha funzionato? Che cosa non funziona?
    Senza un’analisi corretta, si sbaglia anche la terapia e la malattia socialista dilagherà…anche più di così.

  • CARLO BUTTI
    Rispondi

    La verità, caro Stefano, è quasi sempre amara, e per questo ben poco attraente. Copernico e Galileo erano nel vero, ma non faceva piacere a nessuno pensare che la razza umana, anziché essere al centro dell’universo, se ne sta su un pianeta rotante intorno a un altro centro, a sua volta sperduto in uno spazio immenso. Difficile mettere in dubbio l’evoluzionismo di Darwin, ma nessun fondamentalista cristiano accetterà mai d’essere imparentato allo scimpanzé. Leopardi parlava di “orrido vero”, ma i suoi contemporanei facevano spallucce e preferivano credere nelle “magnifiche sorti e progressive”. Le neuroscienze circoscrivono sempre più l’ambito di consapevolezza delle nostre azioni, ma noi preferiamo continuare a credere di non subire condizionamento alcuno nelle scelte della nostra vita. Un tempo si pensava che la ricchezza fosse frutto del risparmio e de lavoro, oggi è più comodo credere che dipenda dalle provvidenze dello Stato e dalla saggezza dei banchieri centrali, gli dèi che creano denaro dal nulla. Quando io frequentavo le elementari si celebrava ogni anno la giornata del risparmio. Finito il settennato di Einaudi, nelle aule scolastiche l’effigie del grande Piemontese fu sostituita da quella del nano Gronchi (forse il peggior presidente della repubblica che abbiamo avuto): per dirla con Flaiano, ebbe inizio la “repubblica delle pere indivise”; e la giornata del risparmio venne abolita. Le generazioni successive alla mia hanno imparato che il risparmio è una brutta cosa, perché se tieni i soldi in tasca, l’economia si contrae, com’è successo nella crisi del 1929. Ma poi è arrivato Keynes che ha capito tutto. Spendete e spandete, indebitatevi, che quando siete in difficoltà ci pensa lo Stato. E’ così bello credere alle favole…

    • renato.dragonetti
      Rispondi

      le banche centrali oggi non c’entrano nulla con lo Stato sono dei coordinatori delle banche private che si arricchiscono in modo spropositato.
      Lo Stato non si indebita verso niente e nessuno.Il termine debito pubblico non esiste.

  • Christian
    Rispondi

    Scusate ma ho deciso che i mentecatti non meritano l’ultimo post.
    “le banche centrali oggi non c’entrano nulla con lo Stato” questo è un chiaro sintomo dello stato terminale R.I.P.
    bye

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