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rapinaDI LEONARDO FACCO

Un liberale, moderato come Luigi Einaudi scriveva: “Un punto è stato fermato: che la libertà deve essere difesa con la forza quando essa è minacciata con la forza e con l’inganno”. Vi pongo una domanda: se un rapinatore attenta alla vostra vita e alla vostra proprietà mette a repentaglio la vostra libertà?

Per la magistratura italiana, casta di parassiti tra i parassiti, no! La notizia: “La Corte di Cassazione ha confermato la condanna a 3 anni e 8 mesi di reclusione per l’ex consigliere regionale pugliese, Enrico Balducci, gestore di un distributore di carburante a Palo del Colle (Bari), accusato di aver ucciso il 23enne Giacomo Buonamico durante un tentativo di rapina nel 2010. La condanna per omicidio preterintenzionale inflitta in secondo grado, nel giugno 2013, con l’attenuante della provocazione, diventa così definitiva”. In pratica, i giudici della Suprema Corte hanno così rigettato i ricorsi dei difensori, che chiedevano l’annullamento della sentenza di condanna invocando la legittima difesa.

In questo paese di merda, dove il criminale (di ogni specie) è la bestia da tutelare, appare oggi ancor più chiaro che la scuola pubblica e la propaganda italiane (stampa in testa) cerchino di avvalorare la tesi per cui il monopolio della sicurezza e della forza deve restare nelle mani, insanguinate, dello Stato. Che, comunque, non sa garantire alcuna sicurezza.

E’ ora e tempo di finirla con la mistificazione dei fatti, col falso-buonismo terzomondista, ed è anche ora che la si smetta di far credere che più sei disarmato, e più sei al sicuro dai delinquenti per via della presenza dello Stato. Quando qualcuno si permette di entrare a casa tua, a colpi martellate sulla vetrina, o di attentare al frutto del tuo lavoro con un passamontagna addosso, non esiste alcuna ragione – né legale né di buon senso – che preveda che tu debba aspettare l’arrivo della polizia per salvare la tua vita, quella dei tuoi cari ed i tuoi beni. Sparare a un criminale è un diritto sacrosanto! Credete a me, meglio difendersi davanti ad un tribunale da vivi che essere rimpianti da morti in un camposanto.

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P.S. Questi sono gli “stessi giudici” che garantiscono l’impunità ai nazicomunisti che devastano la proprietà di Giorgio Fidenato

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  • Christian
    Rispondi

    Leonardo, guarda qui:
    http://messaggeroveneto.gelocal.it/udine/cronaca/2014/06/04/news/minaccio-i-ladri-il-tar-giusto-vietargli-il-possesso-di-armi-1.9358703

    Doveva specificare “…signori ladri che provano ad entrare in casa…”. Stando così sul generico i rappresentanti dello stato (ladro) si sono messi paura.

    • leonardofaccoeditore
      Rispondi

      Non ho più parole come sai, ma solo….

  • Albert Nextein
    Rispondi

    Sono essi stessi dei delinquenti.

  • Sigismondo di Treviri
    Rispondi

    Meglio un cattivo processo che un buon funerale, si dice dalle mie parti. Comunque il messaggio che il regime ‘democratico’ vuole fare passare è semplice: la proprietà privata non esiste, ergo, se ammazzo una persona per difendere la mia proprietà commetto un reato in quanto difendo qualcosa che non c’è. Se però non pago le tasse sono un criminale. Tradotto in linguaggio semplice ciò implica che: 1) L’individuo non esiste, ma esiste soltanto lo stato. 2) La proprietà privata non esiste, ma è tutto dello stato. 3) Come logica conseguenza, esiste un solo crimine: quello contro lo stato. Chi si arroga il sacrosanto ditritto naturale di difendersi da un ladro, commette il peggiore dei reati in quanto, affermando la propria identità, si sostituisce allo stato, anzi peggio: nega di essere un mero ingranaggio della macchina ‘stato’ e si pone come un organismo dotato di pensieri propri, personalità propria e scelte proprie. L’Europa è diventata peggio dei Soviet e diventerà ancora peggio di quello che è oggi. Fuggire finchè si è in tempo perchè tra un pò ci impediranno anche questo.

    • Ronnie
      Rispondi

      Siamo come nel 1933 in Germania per gli ebrei. Quelli di loro che capirono o intuirono da subito il disastro, lasciarono il paese in tempo, gli altri sappiamo che fine hanno fatto, aspettando il Messia (nel vero senso della parola in questo caso).
      Dovrebbero leggere tutti il commento di “Treviri”. Quasi lapalissiano direi. E’ proprio così. Non c’è altro da aggiungere. Sul fatto di fuggire poi sono completamente d’accordo. Il giorno che non si potrà più arriverà e l’alternativa sarà la schiavitù. Guardate solo cosa si sono inventati per il rinnovo dei passaporti, a cui, per ora, ho rinunciato (oltre al raddoppio del costo che un giorno in tantissimi non potremmo più sostenere). Siamo caduti nell’ideologia comunista nel momento in cui pensavamo di essercene liberati per sempre. A parte che credo che sia un comunismo “bancario-finaziario” più che politico e quindi temono i cittadini armati. Come del resto stanno cercando di fare in USA con l’abolizione del diritto alla autodifesa dei cittadini, che per loro è nel DNA.

      P.S. Poi non importa se una come la Boldrini si circonda di una scorta di 27-ventisette poliziotti. Tolti magari alla sicurezza di tutti. Ha superato anche Monti che girava con 17-diciassette uomini di scorta. E questi sono i “democrati”.
      Gheddafi nel suo paese, la LIbia, girava senza scorta (testimonianza sorpresa e sorprendente di Berlusconi nel corso di ina sua visita in quel Paese.

  • FrancescoL
    Rispondi

    Meglio un brutto processo che un bel funerale, ogni giorno sono sempre più schifato di vivere in questo paese

  • leonardofaccoeditore
    Rispondi

    Giusto!

  • Nereo
    Rispondi

    Bravo Leo! Hai sentito Sgarbi ieri sera? “Basta! Io non pago un cazzo di tasse a quei figli di puttana”, e molto, molto di più… Perché non gli invii il tuo libro! Ciao!
    http://youtu.be/OaO6FmGKsmU

    • leonardofaccoeditore
      Rispondi

      No, ma finalmente ha deciso di copiare, ahahaha. Ciao Frate!

  • CARLO BUTTI
    Rispondi

    Se uccido un aggressore che attenta alla mia vita, è legittima difesa. Se uccido un ladro che entra nella mia proprietà senza intenzione di uccidermi, ma solo di rubare, la legittimità di tale reazione va messa in forse, perché viene meno il principio di proporzionalità. La distinzione può sembrare capziosa e, se chiara in astratto, può diventare problematica nelle situazioni concrete, dove non è sempre facile valutare all’istante le intenzioni dell’aggressore. Credo però sia segno di saggezza porsi la questione e dibatterla in ambito libertario, perché solo chiarendosi le idee a livello teorico è possibile evitare generalizzazioni ideologiche gravide di conseguenze sul piano della responsabilità penale, anche e soprattutto in un sistema in cui la giustizia non sia amministrata dallo Stato sulla base di una legge positiva, ma su principi consuetudinari ancorati alla legge naturale.

    • Sigismondo di Treviri
      Rispondi

      C’è però un punto da esaminare con cautela. Se ammettiamo il principio della proporzionalità della reazione, allora il ladro che entra in casa mia con la semplice intenzione di rubare, è sicuro che non potrò ammazzarlo. Questo implica due cose: la prima è che potrà essere lui a puntarmi la pistola e ad avere la meglio. La seconda è che viene a mancare il deterrente. Cioè, se io so che entrando in una proprietà altrui non rischio grosso, non sarò disincentivato a farlo. C’è anche da sottolineare che non è semplice distinguere il ladro che ha semplicemente l’intenzione di derubarmi da quello che per farlo è disposto ad ammazzarmi. Quindi, la proporzionalità della reazione non può essere decisa dopo che le intenzioni del ladro si siano palesate perchè una volta palesate, potrebbe essere troppo tardi. In questa ottica la massima reazione è giustificabile, partendo dal principio che la proporzionalità della reazione non può essere decisa a priori e una volta decisa, potrebbe essere inefficace.

  • luigi bandiera
    Rispondi

    Le toghe rossonere, che non vuol dire milaniste, hanno un potere abnorme.
    E poi, da chi sono controllate?
    Loro condannano o assolvono in nome del popolo come se il detto popolo fosse al di sopra di loro. EH EH..!!! CHE FIGATA… O PRESA PER I FONDELLI..?

    Senza LEGITTIMA DIFESA SIAMO SOTTO AL GENERE ANIMALE. Infatti, gli animali sono ARMATI, fin ai denti in certi casi.
    La natura o il Padreterno li ha forniti di armi… armi bianche ovviamente.

    A noi, detti ipocritamente sapiens, no. Niet armi salvo per tenerle in custodia e se non sono in custodia vai in galera.
    TUTTA UNA LEGGE CONTRO SI HA.
    Sara’ per darmi ragione sul dire: UN RE NON SI FARA’ MAI UNA LEGGE CONTRO..?
    GIA’, DICONO CHE TU, CHE MI LEGGI, SEI IL SOVRANO.
    DIMOSTRALO SE NE SEI CAPACE VISTO CHE HAI TUTTE LE LEGGI CONTRO..!

    Tuttavia, l’itaglia e’ uno stato komunista per cui e’ tutto dello stato e chi e’ dentro deve essere schiavo e subordinato alle leggi che certamente sono tante e fatte male.
    Basta che uno starnuti e subito il mona a dire: qua ci vuole una legge. Non e’ possibile starnutire in pubblico e in privato.

    Pero’ e’ buono lo stato itagliano: salva ogni giorno vite umane… e se scambiano una ruspa per carro armato, come faranno a vedere che quelli sono INVASORI..?? DI SICURO TANTI CAVALLI DI TROJA..?

    No ghe xe proprio pì reijon…

  • Pedante
    Rispondi

    Al commento di Sigismondo di Treviri aggiungerei che intuire le intenzioni altrui in casi di comportamenti non reiterati è estremamente problematico. Ed è possibile che le originali intenzioni del malvivente cambino a seconda di come il delitto si svolge. Io semplice ladro posso diventare omicida se messo all’angolo o se perdo la calma.

    Apprezzo sempre le considerazioni di Carlo Butti, ma chi con le proprie azioni dimostra di non rispettare la mia persona e la mia proprietà opta implicitamente per la legge della giungla.

  • Pedante
    Rispondi

    Dio creò gli uomini ma Sam Colt li rese uguali.

    Attraverso simili verdetti lo Stato, che tanto fa per castrare e femminilizzare i maschi, lodando sempre i comportamenti (innati) femminili e condannando riflessivamente quelli (innati) maschili, si rivela in realtà assolutamente indifferente alla sorte delle donne, privando loro della facoltà di uguagliare la forza fisica dell’uomo. Idem per gli anziani.

  • Gianluca
    Rispondi

    firmiamo tutti questa petizione con la speranza che qualcosa cambi http://firmiamo.it/difesa-personale/#petition

  • Gianluca
    Rispondi

    dimenticavo una cosa nel sito per firmare la petizione leggete anche i commenti http://firmiamo.it/difesa-personale/#petition

  • CARLO BUTTI
    Rispondi

    Le ragioni che sopra sono state opposte al principio di proporzionalità hanno una loro forza, ma non mi sembrano tali da escludere in ogni caso l’applicazione di tale principio. Se la difesa della proprietà consente in qualsiasi circostanza di togliere la vita all’aggressore, indipendentemente dalle intenzioni di questo, anche se individuabili con buona approssimazione, mi è lecito stendere al suolo con un colpo di pistola anche il ragazzotto che entra nel mio orto a rubarmi le ciliegie. Posso sempre giustificarmi dicendo: “E che ne sapevo se aveva o no in tasca anche lui un’arma da fuoco? Se era o no sotto l’effetto della droga? Se era o no un pregiudicato macchiatosi di crimini più gravi? Ho applicato il principio di precauzione!” C’è il pericolo che adottando un’idea così allargata di legittima difesa si alzi il livello della violenza, inducendo anche il ladruncolo disarmato a dotarsi di armi e ad ad usarle per “difendere” il suo crimine.

  • Pedante
    Rispondi

    Carlo Butti: inducendo anche il ladruncolo disarmato a dotarsi di armi e ad ad usarle per “difendere” il suo crimine

    Oppure scegliendosi un altro mestiere meno pericoloso.

  • Pedante
    Rispondi

    Riguardo allo scenario felliniano del ladro di ciliegie c’è da notare che nel momento di premere il grilletto il proprietario offeso dovrà anche pensare alle conseguenze extralegali del suo atto di giustizia. L’uomo non è un’isola e se la difesa della sua proprietà verrà considerata eccessiva dalla società, subirà l’ostracismo della comunità, possibilmente diventando un paria (praticamente una condanna di morte, visto quanto dipendiamo sulla divisione del lavoro per sopravvivere). Inoltre esiste il reale rischio che il suo comportamente legale scateni una reazione illegale da parte dei parenti del ragazzino ucciso. Sangue chiama sangue.

  • Pedante
    Rispondi

    L’applicazione selettiva della legge a seconda dell’età del delinquente fa sì che in molte parti del mondo si reclutino minorenni per commettere atti atroci (bambini soldato, corrieri della droga, ecc.). Il signore delle mosche, ah ah, e l’eterno discorso sull’innocenza innata o l’incivilimento insegnato.

  • Il Ladro della Notte
    Rispondi

    Aggiorna : Signori, adesso sapete chi sono: un ribelle che vive del ricavato dei suoi furti. Di più. Ho incendiato diversi alberghi e difeso la mia libertà contro la’aggrasione degli agenti del potere. Ho messo a nudo tutta la mia esistenza di lotta e la sottometto come un problema alle vostre intelligenze. Non riconoscendo a nessuno il diritto di giudicarmi, non imploro né perdono né indulgenza. Non sollecito ciò che odio e che disprezzo. Siete i più forti, disponete di me come meglio credete. Ma prima di separarci, lasciatemi dire l’ultima parola…
    Aggiorna 2: Avete chiamato un uomo: ladro e bandito, applicate contro di lui i rigori della legge e vi domandate se poteva essere differentemente. Avete mai visto un ricco farsi rapinatore? Non ne ho mai conosciuti. Io, che non sono né ricco né proprietario, non avevo che queste braccia e un cervello per assicurare la mia conservazione, per cui ho dovuto comportarmi diversamente. La società non mi accordava che tre mezzi di esistenza: il lavoro, mendicità e il furto. Il lavoro, al contrario di ripugnarmi, mi piace. L’uomo non può fare a meno di lavorare: i suoi muscoli, il suo cervello, possiede un insieme di energie che deve smaltire. Ciò che mi ripugnava era di sudare sangue e acqua per un salario, cioè di creare ricchezze dalle quali sarei stato sfruttato. In una parola mi ripugnava di consegnarmi alla prostituzione del lavoro. La mendicità è l’avvilimento, la negazione di ogni dignità. Ogni uomo ha il diritto di godere della vita. “Il diritto a vivere non si mendica, si prende”.
    Aggiorna 3: Il furto è la restituzione, la ripresa di possesso. Piuttosto di essere chiuso in un’officina come in una prigione, piuttosto di mendicare ciò a cui avevo diritto, ho preferito insorgere e combattere faccia a faccia i miei nemici, facendo la guerra ai ricchi e attaccando i loro beni. Comprendo che avreste preferito che fossi sottomesso alle vostre leggi, che operaio docile avessi creato ricchezze in cambio di un salario miserabile. e che, il corpo sfruttato e il cervello abbrutito, mi fossi lasciato crepare all’angolo di una strada. In quel caso non mi avreste chiamato “bandito cinico” ma “onesto operaio”. Adulandomi mi avreste dato la medaglia al lavoro. I preti promettono un paradiso ai loro fedeli, voi siete meno astratti, promettete loro un pezzo di carta.

    Vi ringrazio molto di tanta bontà, di tanta gratitudine. Signori! Preferisco essere un cinico cosciente dei suoi diritti che un automa, una cariatide.
    Aggiorna 4: Dal momento in cui ebbi possesso della mia coscienza mi sono dato al furto senza alcuno scrupolo. Non accetto la vostra pretesa morale che impone il rispetto della proprietà come una virtù, quando i peggiori ladri sono i proprietari stessi.

    Ritenetevi fortunati che questo pregiudizio ha preso forza nel popolo, in quanto è proprio esso il vostro miglior gendarme. Conoscendo l’impotenza della legge, o per meglio dire, della forza, ne avete fatto il più solido dei vostri protettori. Ma state accorti, ogni cosa finisce. Tutto ciò che è costruito dalla forza e dall’astuzia, l’astuzia e la forza possono demolirlo.
    Aggiorna 5: Il popolo si evolve continuamente. Istruiti in queste verità, coscienti dei loro diritti, tutti i morti di fame, in una parola tutte le vostre vittime, si armeranno di un “piede di porco” assalendo le vostre case per riprendere le ricchezze che hanno creato e che voi avete rubato. Riflettendo bene, preferiranno correre ogni rischio invece di ingrassarvi gemendo nella miseria. La prigione…i lavori fozati, la prigione…non sono prospettive troppo paurose di fronte ad un’intera vita di abbruttimento, piena di ogni tipo di sofferenze. Il ragazzo che lotta per un pezzo di pane nelle viscere della terra senza mai vedere brillare il sole, può morire da un momento all’altro vittima di un’esplosione di grisou. Il lavoratore che lavora sui tetti, può cadere e ridursi in briciole. Il marinaio conosce il giorno della sua partenza, ignora quando farà ritorno. Numerosi altri operai contraggono malattie fatali nell’esercizio del loro mestiere, si sfibrano, s’avvelenano, s’uccidono nel creare tutto

  • Pedante
    Rispondi

    @ Il ladro della notte:
    Grazie dell’intervento. Ma non si capisce la necessità di giustificazioni di alcun tipo (proudhoniani, marxisti, morali). La giungla non rispetta che la legge della forza.

    Si dice che non c’è onore tra i ladri, ed è perciò difficile che un ladro solitario prevalga su un gruppo unito da valori morali condivisi.

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