In Anti & Politica, Varie

venetoDI GIANLUCA MARCHI

Mi ero ripromesso, dopo l’articolo di ieri che annunciava l’avvenuta separazione fra le due anime che avevano dato vita a L’Indipendenza, di non scrivere altro su queste colonne in attesa del passaggio di consegne legato a motivi tecnici. Ma quella di oggi è stata una giornata importante per almeno due motivi e allora trasgredisco alla consegna che mi ero dato.

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Innanzitutto il Consiglio regionale del Veneto – a maggioranza e con voto nominale – ha approvato la legge per l’indizione di un referendum sull’indipendenza della regione. La consultazione, proposta dall’ex Udc Stefano Valdegamberi (Futuro Popolare) e sostenuta dalla Lega, servirà per chiedere ai veneti se sono favorevoli a fare della regione una «repubblica indipendente e sovrana». Il progetto è passato con divisioni trasversali agli schieramenti e alla singole forze politiche. I voti favorevoli sono stati 30 su 45 consiglieri presenti. Dodici i contrari, fra cui Pd e Italia dei Valori, altri consiglieri non hanno partecipato al voto, di cui numerosi esponenti di Forza Italia. Tra i favorevoli anche il governatore Luca Zaia, presente nel gruppo della Lega, e il presidente dell’assemblea, Clodovaldo Ruffato, del Nuovo centrodestra. Il giorno prima il Consiglio aveva votato un’altra legge, presentata da esponenti dell’Ncd, che dà mandato al presidente Luca Zaia di negoziare con il governo l’indizione di un referendum sull’autonomia differenziata del Veneto. Soddisfazione dei gruppi venetisti.

Questa sovrapposizione ha creato un po’ di confusione, con il sospetto che il pdl sull’autonomia potesse affossare quello per l’indipendenza. Così non è avvenuto e il progetto di legge n. 342, figlio della famosa risoluzione 44 votata fin dall’autunno 2012, è stato approvato. Possiamo dire che oggi s’è coronata la prima parte del sogno che quasi due anni fa portò Indipendenza Veneta, movimento esterno al Consiglio regionale, a intraprendere questa strada elaborando la fatidica risoluzione di cui si è detto. E che il parlamento veneto sia arrivato all’approvazione dopo circa un anno di tentennamenti rappresenta anche il risultato della “pressione politica” esercitata attraverso il plebiscito digitale del marzo scorso.

Ora, bisogna esserne consapevoli, comincerà il difficile, con il governo italico che di certo presenterà ricorso alla Corte costituzionale e con Zaia, la sua Giunta e il Consiglio che saranno chiamati a resistere perché venga dato ai veneti il diritto di esprimersi sull’indipendenza. Sarà un bel braccio di ferro, magari per arrivare a celebrare il referendum in concomitanza con le elezioni regionali dell’anno prossimo.

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Oggi, come dicevo, è avvenuta anche un’altra cosa, sicuramente meno importante di quella appena ricordata, ma ugualmente significativa per alcuni di noi. Il sottoscritto insieme a Leonardo Facco, Gilberto Oneto e Romano Bracalini hanno compiuto i primi passi per far nascere quella che sarà la nostra nuova avventura editoriale, il nostro nuovo giornale/rivista online per dirla in parole povere. Abbiamo scelto un nome che spiazzerà o quantomeno sorprenderà la maggior parte dei lettori: volevamo qualcosa di originale, che si distinguesse subito, cosa ormai impossibile giocando con nomi quali indipendenza e libertà, di certo inflazionati. Così abbiamo optato per “MiglioVerde”, una testata se volete evocativa per varie ragioni. D’acchito in molti richiamerà il libro “Il miglio verde” di Stephen King, da cui fu ricavato l’omonimo film, ma preferiamo pensare che in noi indipendentisti e autonomisti rimandi a un personaggio che nessuno può scordare per strada come Gianfranco Miglio, in abbinamento a un colore “politicamente trasversale”, che fu un elemento identificativo della fase più eroica e indipendentista di un movimento politico che tutti conosciamo e che ha perso per strada quasi tutte quelle caratteristiche. Ma al di là del nome con cui è stato battezzato, MiglioVerde avrà la pretesa di essere la “rivista di tutti gli indipendentisti”. Questo almeno sarà il nostro impegno. L’indirizzo online di riferimento è www.miglioverde.eu che, per ora, vi comunicherà come il sito sia in fase di costruzione. L’appuntamento dovrebbe essere per la fine di giugno. A presto!

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Showing 26 comments
  • vittorino
    Rispondi

    grazie . . . che ci siete ! ! ! !

    • leonardofaccoeditore
      Rispondi

      GRAZIE A TE

  • Bartok56
    Rispondi

    Aspetto con impazienza la fine di giugno. Grazie a tutti voi.

    • leonardofaccoeditore
      Rispondi

      Grazie a te

  • Dom
    Rispondi

    miglioverde come nome mi piace, è semplice ed amichevole proprio come i tanti nomi che si inventano i socialisti radical chic, tipo movimento5stelle, sinistra futuro e libertà, l’Ulivo, ecc.

    Dal Sud faccio tantissimi auguri ai Veneti perché possano riuscire in quella che è forse l’unica possibilità concreta di salvare almeno un pezzo d’Italia.

    • leonardofaccoeditore
      Rispondi

      E speriamo di pubblicare il meglio del Sud indipendentista

      • Dom
        Rispondi

        Dubito che il Sud indipendente abbia le stesse opportunità di “salvezza” di un Nord indipendente. Qui non c’è la mentalità!

        Leo pensi di ritornare in calabria come ospite alla Fondazione Vincenzo Scoppa? Le altre volte che sei venuto non ho avuto l’opportunità di esserci.

        • leonardofaccoeditore
          Rispondi

          Ammetto che la tua riflessione amara, ma pertinente.

  • Mister Libertarian
    Rispondi

    Bello il nome “Miglio verde”. Come immagine metterei Miglio in versione extraterrestre con la faccia verdognola. Le orecchie a punta le aveva già. :)

    • Pietro
      Rispondi

      Versione Shrek contro Lord Farquaad per la liberazione della palude!

  • Fabio
    Rispondi

    cari auguri di buon lavoro…. quanto ce n’è bisogno!

    • leonardofaccoeditore
      Rispondi

      Grazie mille!

  • Simone Brunialti
    Rispondi

    Mmmm!
    Nonostante adori il verde, mio colore preferito, e Miglio non si discute, il nome Miglio Verde personalmente non lo trovo poco azzeccato, anzi mi crea pure irritazione.
    Il motivo è facilmente intuibile, ricorda troppo la Lega-itaglia-nodde e trovo che “porti una SFIGA tremenda” all’indipendentismo.
    Senza calcolare il pregiudizio che provocherà ai (spero) molti lettori occasionali non propriamente indipendentisti.
    “Si passa per leghisti ancora prima di essere letti”
    Mi sarei fermato al nome “Il Miglio”.Dice già tutto!
    Ad ogni modo non mi resta che restare sintonizzato e augurarvi Buon Lavoro.
    COM

    • leonardofaccoeditore
      Rispondi

      Caro Simone, il problema ce lo siamo posti quando abbiam scelto il nome. Ma l’associazione non ha nulla di automatico. Spero che la mia presenza, in fatto di Lega, possa esserti di garanzia, come lo è stata ai tempi de l’Indipendenza. E questa volta, l’idea è frutto di un gentlemen agreement fra 3 persone. Senza avere tra i coglioni personaggi politici, gentaglia inqualificabile e parassita nel dna.

  • Simone Brunialti
    Rispondi

    Errore. Non lo trovo MOLTO azzeccato. ☺

  • luca
    Rispondi

    L’importante è che sia BEN CHIARA IN HOME PAGE la
    Foto di Gianfranco Miglio. Uno apre il sito e si ritrova il titolo miglioverde e la faccia di G.Miglio.
    In questo modo si attenueranno di molto i dubbi di alcuni su mischiamenti con i legaioli ( Diversi dai leghisti ! Un conto è essere leghista ..un conto è essere legaiolo della lega nord). Questo perché miglio era uomo libero

    • leonardofaccoeditore
      Rispondi

      No niente foto… Miglio è il messaggio subliminare

  • niki
    Rispondi

    Auguri per la nuova avventura (anche se il nome mi fa un po’rabbrividire, detesto King)!

    • leonardofaccoeditore
      Rispondi

      Grazie, faremo di tutto per non farti detestare il gionale

  • leonardofaccoeditore
    Rispondi

    AHAHAHHAHAH, stay tuned!

  • Nicola
    Rispondi

    Ancora con questi rimandi alle lega… meno male che serviva un nome per smarcarsi eh!

    • leonardofaccoeditore
      Rispondi

      Beh se non ti basto io come garanzia, non devi far altro che non leggerlo :-)

  • Stefano G.
    Rispondi

    Non sono mai stato leghista. Non conosco il pensiero e le opere di G.F. Miglio. Ho però visto il film con quello straordinario personaggio che ridava la vita ai morti…Che sia simbolico/allegorico?
    La presenza di L. Facco è comunque una garanzia, senza se e senza ma.

    Auguroni!

  • Simone Brunialti
    Rispondi

    …Spero che un miglio sia la distanza che ci manca dalla libertà!

    • leonardofaccoeditore
      Rispondi

      Bravo Simone!!!! Hai perfettamente intuito una delle ragioni per cui abbiamo scelto quel nome alla testata. Nel Miglio Verde, il condannato a morte (lo Stato italiano) ha un miglio di vita. Bravo!

  • luigi bandiera
    Rispondi

    Il MIGLIO VERDE mi ricorda un film, omonimo, e un PROF.

    E’ anche una speranza.

    Da come la vedo io in questi giorni di Brasile e’ da spararsi un colpo.

    Mi sembra di essere diventato matto: o sono gli altri diventati tali..?

    A chi rivolgersi se l’intellighenzia e’ troppo malata di trikoglionismo..?

    Se non sai il mameluccolo ti mandano, ma che, ti rinchiudono, in manicomio in deroga alla 180.

    Poi lì ti trovi certi infermieri che te ne combinano di tutti i colori o ARCOBALENO…
    Certe arcobalenate da far impazzire ancora di piu’: altro che curarti IL MATTO CHE HAI IN TESTA PERCHE’ VUOI ESSERE LIBERO E INDIPENDENTE.
    Eppure c’e’ il divorzio legale voluto col referendum e quindi dal popolo, dalla gente.

    Va ben, siamo sempre al punto di partenza e cioe’, nostro malgrado, SEGNAMO IL PASSO.

    Sul piu’ bello o sul piu’ brutto (?) si riparte. E non siamo al giro di Talia, per fortuna.

    Ma io vi seguiro’ sperando che gli altri, che hanno scelto un’altra strada, prima o poi ritornino a far SQUADRA. O sara’ viceversa..?

    Bene, pronti?
    Mezza e VIAaa…!!!

    WSM
    PSM

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