In Anti & Politica, Scienza e Tecnologia

AEREODI RENZO RIVA*

Era di sabato verso fine ottobre e andai a Pordenone per seguire l’evento nel cartellone di “ScienzArtAmbiente”, e che vedeva il CICAP F-VG impegnato in una conferenza sulle cosiddette scie chimiche; a dire da alcuni, prodotte per alterare e volutamente contaminare l’atmosfera ed il terreno dalle relative ricadute.

Dopo una breve introduzione del coordinatore regionale Giuliano Bettella ci furono due relatori: il dr. in fisica Fulvio Stel e ricercatore fra le altre della fisica dell’atmosfera, e l’ing. Mirko Germani operante nel settore dei fluidi quale il vapore d’acqua ecc..
Pregevoli le relazioni che alla fine hanno sfatato la bufala delle scie chimiche, di cui in loco hanno persino visto la creazione di presidi; alcuni esponenti di tale presidio erano presenti fra il pubblico, e a costoro non è stato minimamente impedito di distribuire i loro deliranti fogli di propaganda, antiscientifica dico io.

Questi volevano, come si suol dire, fare come il cuculo, ovvero far covare fra i presenti le loro mefitiche uova degli allarmi sui pericoli di contaminazioni dell’atmosfera e con preconcetti e reconditi fini di distribuzioni d’agenti patogeni infettivi, nonché metalli finemente ridotti e sparsi nell’atmosfera per produrre cambiamenti climatici a fini militari.
In quella stessa riunione il dr. Stel e l’ing. Germani hanno semplicemente ribadito in coscienza quanto la scienza può dire con argomentazioni valide sul tema e pure degli esperimenti che si fanno nell’atmosfera da parte di qualificati scienziati in una collaborazione Italia-Stati Uniti come da protocolli congiuntamente firmati.
Altra sorpresa, per me inaspettata, la successiva prestazione dell’evento di Mariano Tomatis illusionista e “Wonder Injector” e che poi ho saputo anche pluri premiato; nonché curatore del museo di Rennes-le-Château.
Invece di intrattenerci con l’arte dei trucchi, carte, conigli dal cappello o colombe da improbabili luoghi e giochi, ha fatto molto di più.
Ha “stupito” i presenti con alcune storie “magiche” con ignari “attori” ovvero gente comune che si può trovare in ogni dove.
Dal suo libretto “L’Arte di Stupire”, scritto a quatto mani con il suo omologo Ferdinando Buscema, ha letto e presentato, anche con alcuni filmati, alcune atmosfere «magiche»: coincidenze improbabili, incontri straordinari e sconvolgenti, o addirittura avvistamenti di UFO e apparizioni di fantasmi. In molti di questi avvenimenti il paranormale non c’entra. Tali eventi sono stati creati ad arte da una squadra di Magic Experience Designers.

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Un tardo pomeriggio speso bene e allo stesso tempo una buona terapia di salute mentale.

*Renzo Riva-
CIRN F-VG

 

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Showing 23 comments
  • charlybrown
    Rispondi

    Questa storia delle scie chimiche si ritrova in molti siti, fianco a fianco con eccellenti indagini su problemi seri.
    Mi sto convincendo che questa e altre puttanate servano appunto a squalificare tutto il resto, in modo che la gente tenda a buttare il bambino con l’acqua sporca.
    Se non puoi zittire internet fallo diventare un freak show, e nessuno crederà più a nulla.

    • Pedante
      Rispondi

      Una cacofonia di white noise invece del silenzio della censura aperta, la quale tende a dare credibilità alle voci taciute.

  • Renzo Riva
    Rispondi

    Pubblicato da il Messaggero Veneto quasi integralmente e che ho riportato al seguente collegamento.
    .
    http://renzoslabar.blogspot.it/2014/10/lettera-sulle-cosiddette-scie-chimiche.html
    .

  • Pedante
    Rispondi

    “Il clima come forza moltiplicatrice: possedere il clima entro il 2025”
    http://csat.au.af.mil/2025/volume3/vol3ch15.pdf

    Sulle scie chimiche sono agnostico, ma è incontestabile che le forze militari statunitensi (e non solo loro) hanno investito cospicue somme in programmi per modificare il clima a scopo bellico, non esattamente un fatto consolante. Non sono di dominio pubblico tutti i programmi dello HAARP, inclusi quelli con fini non pacifici. Non sono meteorologo, ma manipolare l’ionosfera non mi sembra senza rischi.

  • gastone
    Rispondi

    tanto affanno e rumore da parte del muro di gomma della propaganda e della negazione non serve se non ad intimidire e scoraggiare tutti coloro che con un minimo di coscienza e con i propri sensi ( principalmente con gli occhi) possono fare in maniera semplicissima e con risultati devastanti per i primi.
    le nuvole non si comportano più in modo naturale dopo essere state aggredite con circa 200 aereomobili al giorno, per settore, partendo da est al sorgere del sole con passaggi sud/est nord/ovest e viceversa, lungo tutto il suo cammino fino allo zenith e poi ad occidente la sera con il risultato evidente di aver schermato parzialmente i suoi raggi.
    le anomalie strettamente correlate con i passaggi di questi velivoli vanno oltre l’evidenza e le conclusioni conseguenti sono direttamente correlate alle conoscenze e all indagine dei fenomeni meteo che ciascun singolo ha sviluppato.
    in buona sostanza , senza restare troppo intimiditi da una propaganda blindata, in assenza di una indagine scientifica ufficiale ( ufficiosamente cen’è a josa), fasta andare pazientemente nel percorso che la scienza indica: osservare, indagare, comparare, di nuovo osservare, incrociare dati, fare assunzioni al fine di costruire una teoria poi applicarla ad nauseam fino al riscontro praticamente invariabile della stessa.
    è un metodo rudimentale, ma corretto e sopratutto denota una coscienza morale necessaria a rispondere ad un interrogativo ormai ineludibile..” questo fenomeno mi riguarda o no?”

  • eridanio
    Rispondi

    La scia chimica più pericolosa è la personale vaporizzazione dell’acido solfidrico.
    (non posso essere sempre scurrile, ma così la penso)
    Mi sembra una cosa così banale, ma a tutti i fissati col sano dubbio sulle scie suggerisco di rivolgersi al più vicino aeroclub ed investire un paio di centoni per un’oretta tra i 10.000. piedi e i 15.000 piedi.
    Capirebbero forse come percepire il rapporto tra le dimensioni della fisica. Vedrebbero la concentrazione prevalente della micro condensazione del vapore acqueo su elementi corpuscolari più freddi in sospensione (smog) o trasporto (sabbie o altro) che tingono di scuro l’atmosfera sotto i 3000 piedi. Avrebbero l’occasione di capire le inversioni termiche ed i movimenti causati dalle variazioni di pressione adiabatica oltre alle correnti i fronti e mille altre complessità che rendono ancora impossibile agli uomini dominare strumentalmente gli elementi per fini misteriosi con moventi ambigui.
    Le scie degli aerei sono un fatto dipendente dalla condensazione in aria freddissima e poco densa del vapore acqueo bruscamente raffreddato in unione ai residui della combustione del kerosene dopo le brusche accelerazioni della pressione e della velocità dell’aria sommata al riscaldamento prima adiabatico per compressione e poi con la combustione e la successiva effusione controllata verso organi di lavoro (la turbina) ….e studiatevi le turbine.
    Se qualcuno dovesse denunciare qualche illegito airspray si assuma da solo o in associazione la responsabilità di un atto di querela che potrebbe ritornare diffamatorio come un boomerang a chi lo ha lanciato, altrimenti non c’è storia.

    Ragazzi dai….. che avete tutti studiato alle scuole alte……

    • Fabio Colasanti
      Rispondi

      concordo con eridanio su quasi tutto.

      L’unica cosa, ma sono ricordi di scuola quindi alcuni decenni or sono, la cosa ‘accelerazioni della pressione e della velocità dell’aria’ ero convinto fosse dovuta non alle turbine ma al movimento che l’aria fa passando, lateralmente all’ala, da sotto a sopra causa la forte depressione sovrastante l’ala che risucchiava, all’estremita esterna dell’ala stessa, l’aria dalla parte inferiore.
      ‘trecce di berenice’, o qualcosa del genere, mi pare fossero chiamate.

      • Pedante
        Rispondi

        Turbolenza di scia notevolmente mancante nelle scene forse più iconiche dei nostri tempi, aerei volando ad altissima velocità e a bassa quota in zone metropolitane, ah ah. Ma se le immagini cozzano con la fisica o il buon senso non è detto che prevalgano questi ultimi.

  • gastone
    Rispondi

    non serve tanta scienza o sedicente tale, per capire che la sagoma di un oggetto di ca. 40mt si può ancora distinguere a non più di 3000mt di altezza, dove non ci sono in nessun modo le condizioni per una qualsivoglia forma di condensa, visto che le temperature a quelle altezze sono superiori agli 0 gradi o di pochi gradi inferiori, con umidità relative molto basse, che peraltro sono molto difficili trovare anche a 9000mt dove dovrebbero verificarsi contemporaneamente temperature al di sotto dei 40 gradi sottozero con umidità relative al di sopra del 70/80 %.
    tra laltro le turbine di ultima generazione sono progettate con una tecnologia che consente di evitare la condensazione dei gas di scarico.
    senza contare che un andarivieni civile a quelle quote così basse è improbabile perchè non ci sono aereovie civili
    che non siano precisi corridoi di decollo e atterraggio, mentre lo sciame disordinato con traiettorie appaiate incrociate con spazi così esigui, non trovano spiegazione in un normale comportamento civile, tanto meno traiettorie bizzarre con disegni stravaganti se non per l’apparentemente disordinato traffico militare svolto a quote inferiori.
    non c’è bisogno di rimarcare il modus operandi di tali operazioni che puntualmente un paio di giorni prima dell’arrivo di una perturbazione, coprono letteralmente il cielo con composti chimici che puntualmente disintegrano la perturbazione o ne riducono la massa, deducendone che siano incontrovertibilmente igroscopici. ormai i cumuli in presenza di queste foschie sintetiche non riescono a coagularsi e vengono regolarmente disturbate nella loro fase convettiva dove iniziano la veloce salita sublimando le particelle superiori in ghiaccio nella parte alta del nembo.
    le irrorazioni tra l’altro hanno una quantità di altri scopi, dunque molti altri sono i composti irrorati perchè i fenomeni legati alla temperatura e umidità relativa spesso sono molto stravaganti quando non improbabili, visto la impossibilità di un corretto respiro della terra che emana calore con una componente infrarossa molto forte, che non trova una corretta via di smaltimento sotto una cappa chimica spesso inpenetrabile.
    ma che dire non c’è osservazione che tenga quando la coscienza dorme, dunque nonostante la imbarazzante mole scientifica di dati e documenti che comprovano quello che sembra essere uno dei business più imponenti dell’ultimo quarto di secolo muovendo cifre gigantesche con apparati commerciali e militari coinvolti in mezzo mondo , siamo ufficialmente di fronte ad un fenomeno inosservato e completamente ignorato, in grado di muovere migliardi di dollari, non male per un fenomeno che non c’è.

    ..dimenticavo quegli strani giorni in cui il traffico aereo improvvisamente e contemporaneamente a molti altri sit, collassa letteralmente, con una sincronia degna di attenzione da far invidia a qualsiasi apparato logistico di terra.

    mentre gli intellettuali cittadini disquisiscono sui connotati di una presunta bufala facendo a gara tra chi riesce meglio nell’invettiva ( solitamente) i contadini si sono accorti da tempo che le cause delle loro tribolazioni vengono dall’alto anche se non sanno come ..quest’anno prove generali di scarsità di olio di oliva

    con 300 piante neamche un litro d’olio mio nonno buon’anima non lo avrebbe ricordato come e non lo ricorda nessuno di buna memoria e coscienza.

    ormai i nostri occhi e più in generale i nostri sensi sono obsoleti avendoli ormai alienati alla scienza e alla propaganda che ci forniscono la giusta spiegazione per tutto

    • Fabio Colasanti
      Rispondi

      riguardo l’olio bisogna dire che le tante piogge di quest’anno, come si fa fatica a ricordarne, hanno davvero creato un contesto climatico che ha flagellato gli ulivi. Qualsiasi contadino te lo protrà confermare.

  • Ildebrando
    Rispondi

    Io ricordo personalmente annate infestate dalla mosca olearia, senza alcun raccolto. I primi studi sulla mosca olearia sono della fine dell’ 800. La diffusione della mosca e’ favorita da umidita’ e temperature miti. Quindi pensiamoci 2 volte prima did dire fesserie

  • Renzo Riva
    Rispondi

    Buona considerazione di
    charlybrown
    30 ottobre 2014 at 17:42 | Permalink | Reply
    Questa storia delle scie chimiche si ritrova in molti siti, fianco a fianco con eccellenti indagini su problemi seri.
    Mi sto convincendo che questa e altre puttanate servano appunto a squalificare tutto il resto, in modo che la gente tenda a buttare il bambino con l’acqua sporca.
    Se non puoi zittire internet fallo diventare un freak show, e nessuno crederà più a nulla.
    .
    Ecco un esempio di freak show.
    .
    https://www.youtube.com/watch?v=2bOkw0OjIJY
    .

  • Pedante
    Rispondi

    Modificare provvisoriamente un microclima rientra nel possibile, per cambiare un macroclima invece ci vuole un Peter Gabriel.

  • gastone
    Rispondi

    annate senza raccolto cene sono state per tutti nella storia, individualmente anche io come migliaia di agricoltori ne hanno sofferto, ma questo aspetto è relativo ai singoli individui, con singoli raccolti e singoli appezzamenti, senonchè dove non c’era da me c’era da te e viceversa la produzione globale delle intere zone era semplicemente costante con alti e bassi, e diversamente ripartita.
    quello che è successo quest’anno è una scarsità che và oltre il singolo appezzamento ma si estende ad intere regioni che sono completamente compromesse, è questa la novità.
    la ricchezza è sempre fluita nelle annate “normali” compensando le magre di alcuni che potevano comprare da altri costituendo un fondo comune che oggi è completamente distrutto.
    la mosca è favorita dalla umidità, non cene eravamo accorti, sicchè e normale che tanta umidità anzichè un attacco ne porta anche un secondo e un terzo come è successo, vista la imponente colonia generata in inverno.
    le cause sono il clima, anche quì non cene eravamo accorti, e chi stà tendando evidentemente di interferire col clima qualche collegamento celo avrà.
    incidentalmente però questa estate particolarmente piovosa non ha impedito l’insorgere di un fenomeno come la continua presenza di rami secchi anche carichi di olivo in tutto il territorio, che dovrebbe semmai essere ascritto ad una ondata di caldo eccezzionale che non c’è stata.
    qui si continua a parlare a vanvera di bufale come di articoli scientifici e fenomeni meteo chiamando in causa una scienza che non c’è.

    l’unica cosa latitante in tutta questa vicenda è l’osservazione mentre quello che non manca è una inclinazione a prestare il proprio cervello agli altri per coommissionare più o meno buone opinioni o osservazioni trendy da sfoggiare nei vari consessi .
    oggi si ha una gran fretta di usare il proprio cervello o di darlo in comodato d’uso alla scienza pittosto che utilizzare i propri sensi da cui trarre le informazioni per fargliele elaborare.

    • eridanio
      Rispondi

      appunto, il mio suggerimento era chiaro. Farsi un voletto per osservare quel che si vede in basso e quel che si vede in alto da quella postazione immersi nell’elemento d’analizzare coi propri sensi.
      So che non posso e non mi interessa farti cambiare idea, ti arrangi bene da solo. Era solo uno stimolo per cambiare la prospettiva dalla quale si guarda il cielo sopra e sotto il nostro umore vitreo. :-)

  • gastone
    Rispondi

    amico mio quando parlo di questo argomento sono tremendamete serio e l’ultimo dei miei problemi è quello di far cambiare al mio prossimo la propria opinione in merito, mentre l’urgenza più stringente è quella di sollecitare quanta più gente a prendere in seria considerazione la sana abitudine di osservare, lasciando da parte pseudoscienza propaganda e informazione web , con il solo ausilio del vecchio e dimenticato arsenale umano.
    questo per facilitare un approccio elementare ma efficace al fenomeno delle irrorazioni chimiche o come si vuol chiamare quel fenomeno complesso e molto ben nascosto, di cui il solo interesse suscitato viene puntualmente etichettato nella migliore delle ipotesi, di ignoranza marchiana, qaundo non sintomo di allucinazioni o turbe psichiche.
    sfortunatamente non ho grosse possibilità, dunque non ho nessuna probabilità di indagare da una prospettiva che contempli l’osservazione all’altezza dei bellissimi cumuli e di tutta quella fuliggine di origine sintetica che prontamente li distrugge.
    tutto quello che posso fare da contadino è osservare spesso il cielo come facevano i miei nonni, e raccogliere poco alla volta le informazioni necessarie per dare delle risposte ai miei tanti dubbi. non nego che la strada è stretta, in salita e pina di difficoltà, ma ti assicuro che si può raccogliere con pazienza, materiale sufficiente per arrivare a conclusioni molto vicine alla verità.
    va con sè che accompagnare l’osservazione del cielo con quello della terra delle sue colture e della flora locale porta sicuramente a interpretazione ancora più attendibili.

    resto del massimo rispetto per le opinioni altrui, sinceramente molto meno di chi queste opinioni non sele costruisce faticosamente con la propria indagine, prendendosele spesso nei supermercati della propaganda,del web, o peggio ancora della pseudoscienza.
    comunque stai sereno che se probabilmente prima di migliorare, peggiorerà sarà per la convinta partecipazione dei più invece della infaticabile pianificazione di pochi.

    • Pedante
      Rispondi
    • Pedante
      Rispondi

      Apprezzo sempre Mazzucco. Tuttavia, il problema con i racconti annedotici è che mancano prove, motivazioni, obiettivi ecc. È segnalare la possibilità che nell’arsenale delle forze armate si trovino anche strumenti di manipolazione geoclimatica.

      • Pedante
        Rispondi

        “È sufficiente segnalare…”

        • Pedante
          Rispondi

          “aneddotici”

  • Pedante
    Rispondi

    “Il National Research Council stima che un programma di iniezione stratoferica pienamente implementato costerebbe sui 10 miliardi all’anno.” (“relativamente poco costoso”).

    Brennan, direttore della CIA, sulla manipolazione del tempo come arma strategica. Quindi è legittimo concludere che la tecnologia è già stata collaudata e che si ha anche un’idea dei costi di implementazione di un tale programma.

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