In Anti & Politica, Economia

agenzia_entratedi MATTEO CORSINI

“Le istruzioni sono pesanti perché abbiamo una normativa incredibile”. Questo ha dichiarato il direttore dell’Agenzia delle Entrate, Rossella Orlandi, durante una audizione presso la Commissione sull’Anagrafe tributaria, parlando del 730 precompilato. Orlandi ha inoltre definito il sistema fiscale italiano “barocco”.

Considerazioni in sé condivisibili, ma che uno si aspetterebbe fossero espresse da un commercialista o da un cosiddetto contribuente. Invece le fa il direttore dell’Agenzia delle Entrate, come se la struttura che dirige fosse del tutto estranea alla formazione di quella “normativa incredibile”.

A prescindere da ciò che un libertario pensa delle tasse (sono un’aggressione illegittima alla proprietà dei cosiddetti contribuenti), la posizione di Orlandi sembra un po’ troppo comoda per essere anche credibile.

In teoria in Italia le norme dovrebbero essere emanate dal Parlamento o, su delega ricevuta da quest’ultimo, dal Governo. Questo, per lo meno, prevede la costituzione che, senza alcun senso del ridicolo, viene da più parti definita “la più bella del mondo”. L’Agenzia delle Entrate sarebbe pertanto solo il braccio burocratico dello Stato che si occupa della questione dal lato pratico.

In realtà il Parlamento non fa altro che delegare il Governo o approvare, spesso mediante voti di fiducia, ciò che il Governo ha precedentemente introdotto mediante decreti legge.

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Il Governo, a sua volta, predispone testi spesso raffazzonati, che rimandano per i dettagli a successivi decreti del ministero dell’Economia e delle Finanze. Decreti che, a loro volta, non sono mai sufficientemente chiari.

A questo punto interviene l’Agenzia delle Entrate con circolari molto corpose (a volte pubblicate la sera del giorno prima della scadenza dell’adempimento fiscale) che, solitamente, sono il vero e proprio veicolo per dare concretezza alla norma.

Non è credibile che questo schema, che va avanti da anni, sia casuale. Di fatto i burocrati del MEF e quelli dell’AdE sono coloro che rendono “barocco” il sistema. E ciò è funzionale al fatto di poter contestare infrazioni anche al contribuente più servile.

Anche il caso del 730 precompilato finirà con ogni probabilità per non rendere affatto più semplice la vita a chi compila le dichiarazioni dei redditi, in barba alle dichiarazioni renziane. Quelle sì, incredibili.

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Comments
  • Albert Nextein
    Rispondi

    Il 730 precompilato è un’ulteriore forma di pressione-intimidazione da parte dello stato nei confronti del suddito.
    Quando il modello arriva il significato è chiaro :
    “sappiamo che ci sei, dove abiti, quello che fai, hai famiglia, dove lavori, i tuoi hobbies, le spese mediche e per farmaci, in sostanza sappiamo di te tutto”.
    Quindi possono fare di tutto.
    Questo è il messaggio.

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