In Anti & Politica

democraziadi MAURO GARGAGLIONE

La democrazia trasforma le limitate guerre dei re in guerre totali. Confondendo la distinzione tra governanti e governati, la democrazia rafforza l’identificazione del pubblico con lo Stato. Una volta che lo Stato è di proprietà comune, come falsamente propagandano i democratici, allora è giusto che ognuno debba lottare per il proprio Stato e che tutte le risorse economiche del Paese vengano mobilitate per lo Stato nelle sue guerre.

E dal momento che i pubblici funzionari in carica di uno Stato democratico non rivendicano e non possono pretendere di “possedere” personalmente un territorio estero (come farebbe un re), il motivo della guerra diventa invece ideologico: la gloria nazionale, la democrazia, la libertà, la civiltà, l’umanità. Gli obiettivi diventano intangibili e sfuggenti: la vittoria delle idee, la resa incondizionata e la conversione ideologica dei perdenti (la quale, dato che non si può mai essere sicuri circa la sincerità della conversione, può richiedere come mezzo l’omicidio di massa di civili).

Anche la distinzione tra combattenti e non combattenti si confonde e infine scompare in democrazia, e il coinvolgimento in guerra delle masse (la coscrizione e la mobilitazione popolare per la guerra) così come i “danni collaterali” diventano parte della strategia di guerra. [Hans Hermann Hoppe]

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Siccome l’ultima frontiera del marxismo o di certa soldataglia di Cristo “Dio Patria e Famiglia” è fare l’anti-libertario “colto”, questi poveretti penseranno che Hoppe è uno psicopatico alla KuKluxKlan che vagheggia il ritorno di Re Sole.

Manco per niente, HHH sta semplicemente dicendo che il percorso che parte dalla monarchia medievale, passa alla monarchia assolutista, poi a quella costituzionale e infine alla democrazia, non è certamente un progresso nelle relazioni tra esseri umani.

Naturalmente il poveretto anti-libertario obietterà che se non era per questo passaggio verso il progresso sociale, la bella motoretta con cui mi diverto, l’acqua calda corrente, il telefonino e (almeno) tre pasti al dì, sarebbero solo un sogno. Lasciando intendere che queste conquiste le dobbiamo ai parlamenti, alle segreterie dei partiti, alle commissioni bicamerali e alle regolamentazioni del governo (naturalmente democraticamente eletto). Poveretti…

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Commenti
  • Alessandro COLLA
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    Finché lo dicono i sedicenti “soldati di Cristo”, poco male, dicono solo un’idiozia smentita dalla storia. Ma che lo affermino anche i marxisti, che odiano “la bella motoretta” in quanto simbolo del consumismo e del capitalismo, suona francamente ridicolo. Senza contare che se non utilizziamo l’uranio per l’energia, risparmiando ed inquinando di meno, lo dobbaimo proprio a parlamenti, governi, enti locali, commissioni mono- e bicamerali, regolamentazioni, segreterie partitiche, movimenti pseudo – referendari e compagnia starnazzando.

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