In Esteri

1di REDAZIONE*

Siete proprietari di un negozio? In realtà non avete alcun diritto di proprietà. E’ questo, almeno, quanto sta accadendo dall’altra parte dell’Oceano, negli Stati Uniti, dove la Corte di Appello del Colorado ha emesso una sentenza, secondo la quale i proprietari di una panetteria non hanno alcun potere di controllo sul loro negozio.

Pertanto, dovranno continuare a servire una coppia di clienti con cui non vorrebbero aver nulla a che fare. La corte ha reiterato quanto era stato già affermato nella sentenza di primo grado, in relazione alla causa legale presentata dall’American Civil Liberties Union e del distretto del Colorado facente capo alla stessa associazione, a favore della coppia gay formata da David Mullins e Charlie Craig.

I due si presentarono nella pasticceria Masterpiece Cakeshop della periferia di Denver, a Lakewood, insieme alla madre di Charlie, nel luglio del 2012, per ordinare una torta per il loro matrimonio. Vennero poi cacciati dal proprietario del forno, Jack Phillips, che giustificò il gesto con le proprie motivazioni religiose.

Phillips disse alla coppia che quello era il suo metodo standard di business; in precedenza e in diverse occasioni, l’uomo aveva infatti dichiarato che avrebbe preferito andare in carcere, piuttosto che preparare una torta nuziale per una coppia gay.

La coppia aveva pianificato di celebrare il matrimonio nello stato del Massachusetts e poi, di nuovo, in Colorado, stato in cui in quel momento il matrimonio tra membri dello stesso sesso non era stato dichiarato ancora legale. A quel punto la coppia presentò denuncia alla Divisione dei Diritti Civili del Colorado, con l’accusa di discriminazione contro il loro orientamento sessuale, rivendicando i diritti stabiliti nel Colorado Anti-Discrimination Act.

Nel 2014, la divisione reiterò quanto era stato stabilito da un precedente giudice: ovvero, che il proprietario del negozio aveva commesso un reato di discriminazione. Phillips ricorse in appello. Appello che ora ha perso. «Masterpiece (la pasticceria) rimane libera di continuare a manifestare il proprio credo religioso, inclusa la sua opposizione al matrimonio tra persone dello stesso sesso. Tuttavia, se vuole operare come locale pubblico e gestire attività all’interno dello stato del Colorado, non può in base al CADA (appunto la legge contro la discriminazione del Colorado) decidere quale cliente scegliere in base all’orientamento sessuale».

Ma ci si chiede se il vero motivo sia quello della discriminazione e negli Stati Uniti si fa riferimento a un altro caso, riportato da Ryan McMaken nel suo articolo “Discrimation” Isn’s About Religion, It’s About Private Property. L’articolo fa riferimento a una legge che è stata firmata ad aprile dal governatore dell’Indiana: si tratta della Religious Freedom Restoration Act, che prende a modello una norma federale e che afferma che il credo religioso di una persona non può essere “sostanzialmente gravato” da leggi contro la discriminazione.

Forte la reazione non solo del mondo della politica, ma anche di quello di diversi colossi, con i CEO di diverse società, tra cui Apple e Salesforce che hanno protestato contro la disposizione, e Salesforce che ha anche annunciato l’intenzione di boicottare parzialmente l’Indiana.

Il caso giuridico si è fatto più complesso, nel momento in cui il governatore Mike Pence dell’Indiana, Repubblicano, intimorito dalla reazione delle aziende, ha cambiato la ratio della norma: «Sono arrivato alla conclusione secondo cui sarebbe di aiuto cambiare la legge, per chiarire che essa non dà agli imprenditori il diritto di discriminazione nei confronti di nessuno».

Tuttavia, nel suo articolo, Ryan McMaken, sottolinea che il vero motivo del dibattito in Indiana non è tanto quello religioso, quanto quello che attiene, «semplicemente, al concetto di proprietà privata». Da una parte esiste un gruppo che chiede l’espansione dei diritti di proprietà privata; dall’altro lato si chiede un intervento maggiore dello Stato per tutelare le imprese.

Tim Cook e Marc Benioff, rispettivamente amministratori delegati di Apple e Salesforce, hanno sostenuto la regolamentazione del governatore perché temono che qualcuno possa utilizzare la sua proprietà in modo che essi reputano offensivo. Ma «la loro vera posizione è che è giusto e legittimo che il governo regoli l’utilizzo della proprietà privata, in modo tale da garantire che essa venga utilizzata solo nei modi che riflettono i valori dei gruppi religiosi o socio-economici di cui fanno parte loro».

Il risultato è che, «se il proprietario di un appezzamento di terra o di uno strumento non può impedire agli altri di utilizzare quell’appezzamento di terra o quello strumento, allora il proprietario non ha alla fine alcuna proprietà su quello che pensa di possedere. In più, se è privato del diritto di escludere, il “proprietario” è ridotto semplicemente a poco più della figura di un gestoreIn pratica, la decisione di escludere è sempre basata su una qualche forma di discriminazione”, dal momento che, “visto che il tempo è scarso, nella vita di tutti i giorni i mercati, i venditori, i commessi, i proprietari di qualsiasi cosa – prendono decisioni discriminatorie sul fare o meno business con i cliente A o il cliente B (…) Una persona può preferire per esempio fare affari con persone più attraenti o più simpatiche. O potrebbe desiderare di fare affari con chi è della sua stessa religione o con cittadini del proprio stato. Di base, tutti sanno che la verità è questa, ma molti accettano che è ruolo legittimo dello stato decidere quali tipi di discriminazioni siano accettabili e quali no. Per esempio, la discriminazione contro persone non attraenti (o persone sporche, vestite di stracci) rimane accettabile. Ma la discriminazione contro una certa etnia no».

L’autore dell’articolo scrive che: «a prescindere dal gruppo che verrà favorito, l’effetto di qualsiasi legge contraria alle discriminazioni è ridurre la libertà del proprietario e aumentare l’ampiezza del potere coercitivo del governo sulle vite e sul tenore di vita dei proprietari. In più, visto che le leggi contro la discriminazione sono molto dipendenti dal provare gli intenti e le motivazioni, essere alla fine mettono anche il governo nella posizione di indagare i pensieri e le opinioni dei proprietari (di qualsiasi asset si parli)».

Fonte: Court to Bakery Owners: You Have No Property Rights

Fonte: “Discrimination” Isn’t About Religion, It’s About Private Property

Fonte: Bills on ‘Religious Freedom’ Upset Capitols in Arkansas and Indiana

* Articolo tratto da http://www.wallstreetitalia.com/

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  • Mauro Gargaglione
    Rispondi

    Io sono completamente neutrale sulla questione gay. La ritengo importante tanto quanto scrivere con la destra o essere mancini. Discriminare i gay quindi “per me” non è sensato ma è sensatissima la libertà di discriminare, perchè discriminare è sinonimo di scegliere. Quindi la battaglia contro questa mentalità statalista si combatte andando a comprare torte e pasticcini da questo signore. E’ come prediligere negozianti o fornitori che possono non fare fattura e scontrino. Nel suo piccolo ognuno può combattere per la giusta causa della Libertà.

  • Ari
    Rispondi

    C’è solo una cosa peggiore del cancro politicamente corretto che distruggerà la civiltà occidentale, ovvero la codardia e l’ignavia di chi la pensa diversamente ma non non si oppone.
    La protervia del politicamente corretto (mutazione del virus comunista) è alimentato dall’assenza totale di contrasto da parte di chi la pensa diversamente.
    Un tempo bastava dare del “fascista”, adesso l’avversario si annichilisce dandogli del “razzista”.
    Questi folli sono minoranza, ma la Storia la fanno minoranze determinate e organizzate che si impongono alle maggioranze disorganizzate e imbelli.

    • Albert Nextein
      Rispondi

      Una volta si dava del fascista e del qualunquista.

  • Albert Nextein
    Rispondi

    Facciamo il caso di un immobiliarista che riceve un locale da affittare da un proprietario.
    Il proprietario fissa un canone, e altre condizioni contrattuali nei limiti in cui lo costringe la legge italiana.
    Poi può discriminare tranquillamente.
    Coppia senza figli.
    Nessun animale.
    No cinesi.
    No studenti.
    Solo italiani.
    No prostitute.
    Etc,etc.

    Si tratta di proprietà privata.
    E allora?

  • charlybrown
    Rispondi

    Il buon mr. Phillips, forte di questa sentenza, dovrebbe denunciare per disciminazione ogni cliente che osi entrare in una pasticceria concorrente.

  • Pedante
    Rispondi

    http://www.ryanmcmaken.com/2015/03/government-discrimination-vs-private.html

    A quanto pare i suoi antenati latinoamericani impedisce a McMaken di esercitare indipendenza di giudizio nel analizzare i problemi che affligono l’America multirazziale. Ciò che lui cita come il razzismo più bieco (il rapporto del LACSD “Statistics”) a me sembra assolutamente verosimile.

    • Pedante
      Rispondi

      Questo non lo credo proprio. A me sembra invece uno di questi utili idioti che credono che gli uomini sono forgiate dalle istituzioni e non vice versa. L’America (“crogiuolo di Dio”) spacciata da Israel Zangwill e tanti altri ingegneri sociali.
      http://tinyurl.com/oo9452d

  • Pedante
    Rispondi

    L’articolo benché ineccipibile non tocca il punto più importante, ovvero che la discriminazione è inaccettabile solo quando la vittima non fa parte della maggioranza bianca e cristiana.
    http://www.firstthings.com/blogs/mullarkey/2015/04/rfra-my-wedding-ring
    Sarebbe inimaginabile una vittoriosa causa legale nel caso fosse una “vittima” la parte querelata.

  • Marco
    Rispondi

    Il punto cruciale di tutta questa vicenda è che nel Colorado, E’ TORNATA LA SCHIAVITU’.
    cos’è infatti quella condizione per cui si è obbligati, volenti o nolenti, a fare un determinato lavoro verso qualcuno, senza poter quindi avere il controllo sulle proprie stesse mani e sulla propria mente con cui si esercita il proprio lavoro?
    Questo genere di schiavitù, quella nei confronti del “politically correct”, è già dilagante nei paesi anglosassoni, ormai ridotti alla stregua delle peggiori dittature del mondo, ma presto arriverà anche da noi, dove peraltro vi sono già tantissime forme di schiavitù, seppur non strettamente di questo tipo; ergo bisogna opporsi cominciando a urlare fin d’ora la natura di questa neoschiavitù.
    Purtroppo gli americani hanno commesso il loro tipico errore di metterla sul religioso, quando invece la questione riguarda esclusivamente il diritto alla libertà e a non essere ridotti in schiavitù.
    Cominciamo a rispondere alle accuse di razzismo e omofobia, quasi sempre lanciate a sproposito, con l’epiteto di “schiavista” e non ci si faccia mettere sotto da una minoranza aggressiva e pericolosa, perchè come giustamente sosteneva Ari, esse vinceranno sempre se la maggioranza è imbelle e passiva

  • Pedante
    Rispondi

    I gay sono una piccola minoranza senza peso elettorale, perciò il principale obiettivo politico è quello di indebolire e delegittimare il maschio etero. Idem per il movimento femminista.

  • Pedante
    Rispondi

    http://www.redicecreations.com/ul_img/34014slap_large.jpg

    – Initiativa promossa dal Green Party California.

  • Fabio
    Rispondi

    certo che di un esterico anti israele ed anti abrei non se ne sentiva proprio la mancanza.

    Per me gli ebrei sono come i cristiani: ci sono criminali e persone per bene, inteligenti e stupidi (come notava Woody Allen), iscritti a massonerie ecomunioneeliberazione ed altriche nonsonointeressati a costruire o correggere le socetà.
    Vogliamo fare una guerra ai cristiani? o ebrei? o musulmani, che magari sono pure peggio degli altri?

    Non mi interessa, grazie. Per mepossono fare quel che vogliono a casa loro.
    Il problema resta il diritto di fare quel che si vuole a casa (azienda, negozio, ecc..) propria senza aggredire nessun altro.
    Ogni gruppo (razziale, religioso,ecc..) può fare gli sfaceli che fa solo grazie allo Stato che, nel suo dividere per imperare, ha tutto l’interesse a metterci gli uni contro gli altri.

    Non abbiamo imparato nulla dall’epoca in cui lemamme ci dicevfano ‘mangia (o fai questo o quello) che altrimenti viene l’uomo nero cattivo’ ?
    Oggi lo stato ci divide dicendoci ‘altrimenti viene l’ebreo che..’ o il musulmano che, o l’immigrato africano che..
    Tutto quanto finalizzato a cancellare i diritti di proprietà privati quando invece proprio questi sarebbero il rimedio universale a qualsiasi minoranza o maggioranza voglia venirmi a rompere le scatole in casa mia.

    Fabio Colasanti

    • leonardofaccoeditore
      Rispondi

      Basta con le polemiche adesso. Grazie

  • Spago
    Rispondi

    pensare che le relazioni fra persone dovrebbero essere pacifiche e volontarie significa riconoscere che dovremmo poterci associare o non associare liberamente. Negozi, alberghi, scuole, mezzi di trasporto, imprese, etc.. Dovrebbero poter scegliere chi assumere, chi servire, con chi lavorare. Potrebbero essere riservati o preclusi a gruppi particolari. L’idea che sta sotto a queste affermazioni è quella della libertà individuale e dei pieni diritti di proprietà. Tuttavia non si deve insistere solo sulla libertà di escludere.. Esiste infatti anche quella di associarsi liberamente. Tale libertà penso vada difesa da coloro che contestano l’attuale orientamento statalista perché progressista e invocano una pianificazione e un dirigismo di orientamento opposto. Garantire la liberta di escludere i gay significa anche garantire la libertà di non escluderli, perché in realtà si tratta di due facce della medesima libertà. Garantire la libertà significa garantirla anche ai gay, ai neri, ai musulmani, agli ebrei, e alle varie categorie di volta in volta al centro di certi discorsi. I nemici della libertà possono esserlo di volta in volta con un orientamento diverso, ma non cambia nulla, sempre tali sono. Di gente che ha un piano per la società, che ha in mente quale sia il bene comune cui i singoli, che vorrebbe sacrificare i diritti individuali e la libertà di volta in volta per qualche bene superiore, ė purtroppo pieno il mondo. Che il bene comune, lo scopo superiore, la salvezza della patria, siano di stampo progressista o meno me ne frego. Le persone devono essere libere di gestire le proprie relazioni umane, sessuali, affettive, economiche, in piena libertà.

  • Pedante
    Rispondi

    “Garantire la libertà significa garantirla anche ai gay, ai neri, ai musulmani, agli ebrei, e alle varie categorie di volta in volta al centro di certi discorsi.”

    Esattamente, ma è propriov questo il punto. La loro libertà al diritto di associazione/dissociazione non viene contestata o stigmatizzata dalle autorità e dai media. Quando si tratta della maggioranza bianca e cristiana invece…

    • Spago
      Rispondi

      Ma c’e chi risponde riproponendo sostanzialmente leggi liberticide contro i gay i neri i musulmani e cosi via.. Soprattutto si vuole pianificare la societa a tavolino. all’anarchia che decentralizza le decisioni ai singoli proprietari e lascia che la società si faccia secondo un ordine spontaneoi si preferisce la pianificazione introducendo limiti e controlli su basi etniche sessuali religiose etc.. Quella che si propone alla fine non è una società libera ma una società di suprematisti bianchi. fatevela..

    • Pedante
      Rispondi

      È l’ordine naturale delle cose che ogni gruppo etnico vuole più bene a se stesso che non agli altri, altrimenti cesserebbe di esistere. L’identitarismo tuttavia non ha bisogno della pianificazione o della coercizione: è istintivo (mogli e buoi dei paesi tuoi).

  • Pedante
    Rispondi

    La solidarietà di gruppo condiziona anche il modo in cui le leggi vengono applicate. Le stesse identiche leggi vengono applicate diversamente a Napoli rispetto a Bergamo.

  • Alessandro COLLA
    Rispondi

    Di piani per modificare l’umanità è pieno il mondo. Alcuni di questi piani saranno anche scritti da persone di religione ebraica ma siamo sempre stati sommersi da grandi progetti pensati da soggetti che con l’ebraismo non hanno nulla a che vedere. Quanto ai guanti di velluto non mi sembra proprio che Israele sia trattato con quelli, per lo meno non dalla maggior parte dei manipolatori di notizie e dalle organizzazioni internazionali, governative e non. E tralascio le assurdità che spesso vengono fuori dai vertici delle Nazioni Unite dove si è abituati a confondere l’aggressore con l’aggredito. Le stesse assurdità che nella Germania degli scorsi anni trenta venivano fornite all’opinione pubblica. Erano anche quelle “guanti di velluto”? Il nazismo lo hanno voluto gli ebrei? I razzi palestinesi sulla popolazione israeliana li lancia l’esercito israeliano stesso per potersi ergere a vittima? Ci sono tante cose da non condividere nei gruppi organizzati. Il politicamente corretto sarà stato anche adottato da alcuni ebrei. Rimproveriamoglielo pure, ma non lo hanno inventato loro. E se anche fosse una loro invenzione, credo che le manie di conquista vengano da tutt’altra parte. Anche se il “tutt’altra” non è riferito alla geografia.

    • leonardofaccoeditore
      Rispondi

      Che sia l’ultima, perchè la libertà è altra cosa

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