In Anti & Politica, Esteri

vvdi CHRIS BASSIL*

All’inizio del mese di Giugno del 2012, l’emendamento 1 (un emendamento alla Costituzione dello Stato del North Carolina) vietante allo Stato di riconoscere il matrimonio gay tra le varie altre forme di convivenza) venne approvato dagli elettori.

Molto è stato detto sul contenuto discriminatorio del disegno di legge, sulla precedente necessità di “votare contro” e l’attuale necessità di abrogarlo, ma gran parte di questo sembra più un esercizio dato che manca il vero punto della questione.

Alla fine, il problema con l’emendamento 1 non è tanto che l’esito di questa elezione sia stata decisa in una direzione piuttosto che nell’altra, quanto piuttosto, in primo luogo, che viviamo in una società dove si utilizza il voto statale come una forma di processo decisionale collettivo.

Uno dei problemi con un referendum statale sulla questione del matrimonio gay o su qualsiasi questione interna è che si assume implicitamente che lo Stato (a differenza del quartiere, della contea, della città, del luogo di lavoro o di qualsiasi altro ritrovo di persone) sia l’unità appropriata per il processo decisionale collettivo….

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