In Anti & Politica, Economia, Esteri

jkjdi CARMEN ELENA DOROBĂT*

Dopo 19 cicli di negoziati protrattisi 5 anni, ospitati nel Pacifico da Bali a Lima ad Hanoi e alle Hawaii, il Tpp (Trans-Pacific Partnership) è stato firmato ad Atlanta da tutti i 12 governi membri e rimane solo da essere ratificato in ciascun Paese.

Anche se il testo non è stato messo a disposizione del pubblico, e non lo sarà per i prossimi quattro anni per evitare proteste, il Tpp è pubblicizzato come una spinta enorme per il libero scambio tra i Paesi firmatari, e quindi per quasi il 40% del commercio mondiale.

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Si suppone di “promuovere”, “migliorare”, e di “sostenere” molte cose, dall’innovazione agli investimenti e lo sviluppo, alla creazione di occupazione. Il linguaggio utilizzato è caratteristico ormai di tutti questi accordi di governo, ed è un chiaro indicatore che il Tpp non è altro che ulteriori migliaia di pagine di nuove regole del commercio, con una spolverata di riduzioni tariffarie che andranno a beneficio di alcune industrie e aziende danneggiando le altre….

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