In Anti & Politica, Economia

elisabetta-scarpelliDI ELISABETTA SCARPELLI

POLITICAMENTE SPARLANDO…

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I 10 comandamenti dello Stato:
1) Io sono lo Stato Signoraggio Dio tuo.
2)Non avrai altro Dio all’infuori dello Stato.
3) Ricordati di onorare le scadenze fiscali.
4) Onora i parassiti.
5) Lo Stato uccide la tua azienda: ma lo fa per il bene comune.
6) Non commettere atti di evasione fiscale: i parassiti devono campare.
7) Fai delazione sul vicino che evade.
8) Non rubare. Solo lo Stato può farlo legalmente.
9) Non desiderare i non-Stati degli altri.
10) Non desiderare i paradisi fiscali.
E i 10 comandamenti ANTI Stato.
1) La libertà inizia dove non c’è lo Stato.
2) Libertà significa innanzi tutto libertà dallo Stato.
3) Lo Stato non crea ricchezza, ma la consuma.
4) Lo Stato non è distributore di ricchezza, ma ne è il distruttore.
5) Lo Stato ostacola la produzione di nuova ricchezza con molteplici vincoli per alimentare ciò di cui ne è l’essenza: la burocrazia.
6) Il parassita non è l’evasore, ma chi campa con i soldi degli altri.
7) La salvaguardia della proprietà è sinonimo di salvaguardia della libertà.
8) Le tasse sono un furto legalizzato, ma sono illegittime.
9) Pagare meno tutti per far spendere (lo Stato) ancora meno.
10) Lo Stato sono loro. E noi siamo noi.
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  • Vincenzo
    Rispondi

    7) se il tuo vicino evade, ma poi ti frega nei seguenti modi, ovvero esenzione dal ticket sanitario, buoni libro per i figli, abbonamenti ridotti ai trasporti pubblici ecc., mentre tu paghi tutto perché, per lo Stato, risulti più ricco di lui, allora la delazione è legittima.
    Non tutti gli evasori sono libertari.

    • Massimiliano
      Rispondi

      Pienamente solidale Vincenzo, hai centrato in pieno la questione che certi furboni preferiscono far passare in cavalleria!

      • myself
        Rispondi

        È la storia dei due schiavi frustati dal loro padrone. Uno per qualche ragione riesce a farsi frustare di meno dell’altro. Cosa ha più senso: che il più frustato chieda al padrone altrettante frustate per l’altro schiavo, o che entrambi si liberino dal padrone?

  • christian
    Rispondi

    7ter) se il tuo vicino evade e ti “frega” le regalie elargite dallo stato perché è più abile e/o furbo di te non puoi che prendertela con te stesso. Se poi vai a votare significa che hai deciso di legittimare il sistema ed è quindi giusto che tua venga colpito dalle tasse imposte dal sistema stesso.
    L’invidia è una brutta malattia endemica degli statalisti/collettivisti. Quando incontrano qualcuno più intelligente o coraggioso che fa ciò che loro non sono in grado di fare, ma vorrebbero, tuonano a gran voce che lo stesso venga punito e distrutto (ovviamente dallo stato perché loro continuano ad esser troppo stupidi e/o codardi per farlo direttamente).
    Che gli evasori siano libertari o meno non ha importanza, le tasse rimangono un furto e non pagarle è legittimo.
    Che qualcuno si approfitti dei soldi (di qualcun altro) regalati dallo stato è abbastanza ovvio. Il problema è che questi possono farlo perché esiste uno stato che estorce il denaro altrui con la violenza e pretende di sapere come spenderlo meglio del legittimo proprietario.

    • Vincenzo
      Rispondi

      Punirli no, poveretti. Senza Stato davvero debbono rimanere!

  • Vincenzo
    Rispondi

    Chi frega lo Stato e poi vuole pappa zizza e nonna dallo Stato non è da invidiare, è un ladro, perché campa davvero con i soldi degli altri.
    Le regole, finché ci sono, si rispettano.

  • Massimiliano
    Rispondi

    Ora è chiara la filosofia ‘libertaria’ (azzz…. come se ce ne fosse stato bisogno): lo Stato è burocratico, avido e lento come una tartaruga (oltre che inefficiente) ma la controparte che tanto gli si scaglia contro è della stessa forza: se Sparta piange, Atene non ride di certo! E adesso emerge pure che bisogna fare tanto di cappello a coloro che sono ‘più furbi’ . . . altrimenti si passa per invidiosi. Eh sì, bella gente veramente . . . da esserne fieri.Tra sindacalisti e dipendenti pubblici che chiedono il rinnovo del contratto e costoro che scrivono commenti e articoli su questo blog, è un’impresa da bocconiano stabilire chi è il più parassita. Buona giornata . . . e che affitti e mercato azionario siano con Voi

    • Spago
      Rispondi

      Massimiliano stai chiaramente trollando.. O sei una persona molto confusa.. Comunque lo stato non è semplicemente inefficiente lento burocratico.. È ladro. Prende proprietà altrui con la forza contro la volontà del loro legittimo proprietario. Ruba. È criminale. Tutta qui la differenza. Fra chi ruba e chi no.

      La “controparte” dello stato sono semplicemente le persone oneste che non rubano e non aggrediscono persone e proprietà non loro. E ovviamente hanno tutti i diritti di difendersi da chi le vuole derubare, evadendo, facendo nero, ricorrendo a mercati neri, criptovalute, paradisi fiscali e qualsiasi altro sistema.

      Se poi io evado e il mio vicino no, vuol dire che io sfuggo ai soprusi del nostro comune aggressore e lui no. Non è con me che deve prendersela. Immagina un padrone di schiavi, ne ha dieci, uno scappa.. Gli altri schiavi dovrebbero odiare chi scappa? Magari dandogli la colpa del fatto che il padrone si sfoga su di loro per la fuga? La colpa è sempre e solo dello schiavista. Tutti gli schiavi dovrebbero scappare, se non possono tutti meglio qualcuno.

      • Massimiliano
        Rispondi

        Premetto e ribadisco ancora una volta che non è mia intenzione ‘trollare’, come già scritto in passato trovo interessanti e condivisibili aspetti e anomalie del sistema odierno messe in rilievo da articolisti e perchè no, in alcuni casi dagli stessi commentatori; ma prendo le distanze da coloro che richiedono meno Stato … quando sono i primi che ne usufruiscono e traggono vantaggio! Vincenzo ha scritto bene . . . che patriota è (e soprattutto un tipo di furbizia che non condivido) colui che guadagna 100 per dichiarare 3? E ottenere sgravi e agevolazioni che sono negati a chi non guadagna nulla ma nel suo isee risulta un ‘signore’ (?) per via del nucleo famigliare di cui fa parte? Io prendo atto che tra i discepoli della ‘filosofia libertaria’ alberga chi richiede meno Stato . . . ricercando nello stesso tempo lo Stato (incoerenza allo stato puro). Se non c’è lo Stato dopo certa gente come fa a evadere le tasse, a incassare iva che non gli compete, a prendere pensioni con il sistema retributivo . . . è stato istituito il pagamento mediante voucher per regolizzare certe esigenze occasionali ma niente, pure lì devono farci la cresta! Lo Stato e suoi esponenti sono opprimenti e costosi oltre che poco efficienti . . . ma tra le fila libertarie c’è chi ha trovato la vigna grazie a simile condotta. E per favore, lo specifico ancora una volta a te spago e altri . . . smettetela di definirmi troll: io espongo un pensiero, un’ opinione e non insulto nessuno ( a differenza vostra) . . . si può non essere d’accordo e probabilmente mi mancano delle informazioni importanti. Ma intanto vivo questa realtà adesso ( e non ‘PRIMA O POI’ ), sono figlio di due persone che hanno provato l’esperienza per 7 anni di gestire un’attività autonoma con annessi e connessi e quindi, sia pure in modo indiretto, ho presente l’impegno il sacrificio e le difficoltà che tale attività richiede. E due anni fa, posso ringraziare una volante della Polizia se non sono stato oggetto (insieme a due amiche) di una rapina che poteva anche finir male (considerato i protagonisti, tre extracomunitari con la faccia e lo sguardo di chi non scherza); lo Stato deve esserci, con efficienza e disciplina e metodo . . . aspetti che sicuramente (e qui sono d’accordo con la linea di pensiero libertaria) si stanno rarefacendo; ma tutto ciò anche a causa di coloro che si dichiarano ‘vittime del Sistema’, oppressi dal Fisco ( è una bella lotta comunque). Desiderano meno Stato . . . ma intanto prendono residenza in altro Stato: come se dalle altre parti fossero tutti ‘Unti dal Signore’ . . . poi però ritornano in Italia a farsi curare o a lavorare: mistero misterioso . . . poi certo lo fai notare e vieni etichettato come troll oppure invidioso oppure servo statalista! E da che pulpito poi . . .

        • Spago
          Rispondi

          Non occorre lo Stato per avere la sicurezza. Anzi. È vero il contrario.

          Pensa agli interventi all’estero e alle loro conseguenze tra attentati e immigrazione, al nostro sistema giudiziario, alla casta dei magistrati, a come la polizia non paghi mai, ai reati assurdi che abbiamo istituito e su cui spendiamo risorse, al fatto che se uno si difende in casa propria viene processato come omicida. Quanto sarebbe meglio affidare ai privati e al mercato la sicurezza. Su questo sito trovi tanti articoli in proposito.

          Quanto al fatto che le persone si invidino fra loro, e litighino su chi deve pagare, chi deve ricevere, chi evade, chi elude, chi è sussidiato, etc.. sono semplicemente gli effetti della redistribuzione di ricchezza. Non odiare il tuo vicino, odia lo Stato, i politici e i burocrati, e le elites che dirigono in questo modo la società assieme a loro. Sono loro a fare le regole, sono loro le responsabilità e le colpe, sono loro gli schiavisti. C’è un articolo tradotto su libertycorner che spiega in modo veramente straordinario gli effetti nefasti di questo processo resdistributivo e come distrugga la società. Pensaci e vedrai che descrive veramente la realtà come si incontra quotidianamente.

          Chi vuole vivere di sussidi statali è un parassita non un libertario, ma alla fine cresciamo educati dallo Stato a osannare lo Stato, a rivolgerci ad esso per ogni problema, a guardarlo come la fonte della libertà, della legge e dei diritti. E a odiare chi lo contesta. Il 99% delle persone qui è statalista ateo o religioso, gay o etero, ricco o povero, uomo o donna, lavoratore o pensionato, sano o malato..

          http://libertycorner.eu/index.php/2016/05/09/redistribuzione-19-motivi-dire-basta/

          In particolare….

          “Poiché alcuni trasferimenti sono più consistenti rispetto ad altri, alcune classi di destinatari avvertono una sorta di “ingiustizia” nella distribuzione delle risorse elargite. Ecco che di conseguenza sorgono i conflitti politici. I rappresentanti dei gruppi insoddisfatti mirano a politicizzare la determinazione degli importi che devono essere oggetto di intermediazione e sono occupati in incessanti manovre intese ad accrescere alcuni tipi di trasferimento, a discapito di altri, se necessario. Ne siano ad esempio le inesauste attività della Associazione Americana dei Pensionati (American Association of Retired Persons), probabilmente una delle lobby più potenti a Washington, impegnata a procacciarsi un aumento delle contribuzioni pensionistiche e delle prestazioni assistenziale di Medicare, o l’Associazione Nazionale per la Promozione dello Sviluppo della Gente di Colore (National Association for the Advancement of Colored People), che punta ad incrementare i sussidi in favore della popolazione nera. Tali manovre politiche creano o aggravano i conflitti tra gruppi, definiti in base alla loro idoneità a proporsi come possibili assegnatari di provvidenze: anziani contro giovani, neri contro bianchi, abitanti delle campagne contro cittadini, femmine contro maschi, Nord contro Sud, proprietari di immobili contro affittuari, e così via, senza alcun limite apparentemente visibile. La società diventa pertanto sempre più tormentata.

          Così come i beneficiari sono ingaggiati in lotte micidiali, parimenti lo sono i contribuenti, i quali mal sopportano i gravami sproporzionati cui sono sottoposti per finanziare i trasferimenti. Per esempio, i giovani avvertono ben presto che i loro contribuiti sociali finiscono direttamente nelle tasche dei pensionati, i quali, considerati a livello di gruppo, non se la passano certo male. I giovani contribuenti avvertono altresì che probabilmente non riusciranno mai a recuperare quanto da loro versato, a differenza degli attuali pensionati, che, al contrario, hanno realizzato un tasso di rendimento effettivo sulle contribuzioni corrisposte straordinariamente elevato. (Attualmente una coppia media sposata si vede retrocedere le somme sborsate, comprensive di interessi, in poco più di quattro anni). [4] I lavoratori di colore che versano i contributi sociali intuiscono ben presto che, a causa della loro aspettativa di vita più bassa, non potranno attendersi di ricevere un reddito da pensione comparabile a quello della media delle persone bianche. I contribuenti che si considerano penalizzati in maniera sproporzionata manifestano una crescente insofferenza nei confronti di questa pervasiva propensione allo sfruttamento, attivata dalle logiche del sistema “tutto tasse e sussidi”. Pertanto, essi forniranno ben più volentieri il loro sostegno a quei politici che si sono spesi in difesa dei loro portafogli contro la rapina legalizzata, e si impegneranno a fondo per evitare o eludere le tasse.

          Come risultato dei due precedenti effetti, l’intera società si sviluppa in modo sempre più disgregato e conflittuale. Proprio perché vi sarà sempre meno spazio per l’affermarsi di una comunità coesa e autentica. Piuttosto, la sua struttura sarà soggetta ad una balcanizzazione in sottogruppi alquanto aggressivi, caratterizzati da una forte contrapposizione, innescata dal fatto di identificarsi l’uno come oppressore dell’altro. Le persone perdono il proprio senso di appartenenza ad una comunità politica condivisa, contraddistinta dall’esistenza di interessi collettivi e da responsabilità comuni. Al contrario, esse si vedranno vicendevolmente o come dei gonzi, oppure come degli scrocconi, e nutriranno istintivamente dell’ostilità personale nei confronti di coloro che sembrano essere i vincitori netti alla riffa del tavolo redistributivo. Alcuni, a dire il vero, sviluppano delle vere e proprie forme di odio verso quei soggetti che sono percepiti come degli approfittatori. Lo testimonia l’ostilità palpabile che gli acquirenti, in fila alla cassa del supermercato per il pagamento, riserverebbero verso gli utilizzatori dei buoni-alimentari per effettuare i propri acquisti.”

          • Vincenzo

            Non occorre lo Stato per avere la sicurezza. Anzi. È vero il contrario.

            Pensa agli interventi all’estero e alle loro conseguenze tra attentati e immigrazione, al nostro sistema giudiziario, alla casta dei magistrati, a come la polizia non paghi mai, ai reati assurdi che abbiamo istituito e su cui spendiamo risorse, al fatto che se uno si difende in casa propria viene processato come omicida. Quanto sarebbe meglio affidare ai privati e al mercato la sicurezza. Su questo sito trovi tanti articoli in proposito.
            Secondo te, una polizia privata a chi risponderebbe? Suppongo a chi la pagasse, ai “propriatari”. Vero?

      • Vincenzo
        Rispondi

        Non ci siamo. Se io dico che sono povero e non è vero, è probabile che lo Stato che tu chiami ladro esiga, per esempio, da te che hai un reddito i soldi per le mie esigenze che io ho dichiarato, in malafede, di non poter assolvere da solo.
        Lo Stato, in qiuesto schema, non è ladro, è connivente, mi lascia derubare te e gli altri.

  • Alessandro Colla
    Rispondi

    Per me, appartenente alla categoria dei duri di comprendonio, è difficile raccapezzarmi nel contenuto di alcune accuse. Ma forse, appunto, capisco male. Spago e Christian, dunque, sarebbero persone che parlano da un pulpito senza averne titolo? Forse non pagano le tasse per apparire poveri e ottenere sussidi? Altri commentatori si troverebbero nella stessa sirtuazione? In questo caso, sarebbe opportuno essere più specifici e indicare chi adotterebbe un simile comportamento. La controparte sarebbe avida, lenta e burocratica? Possibile anche, in alcuni casi, il primo aggettivo. Ma quale vantaggio troverebbe un imprenditore efficiente nella lentezza e nel burocraticismo? Quest’ultimo, poi, non esisterebbe fisicamente in una società libertaria. Se qualcuno approfitta per avere immeritate elemosine, la colpa è dell’esistenza dello stato che lo consente; non certo di chi lo stato lo combatte. Comunque, chi riceve l’elemosina la riceve dallo stato. Se non ne ha titolo sta rubando a un altro ladro, non alla comunità. Questa è già stata derubata, il questuante non è paragonabile nemmeno al ricettatore. Se molti la residenza la prendono in un altro stato, il motivo è che siamo circondati da stati. E’ scarsa l’alternativa. C’è, tuttavia, qualche ladro meno esoso ed è giusto e logico convivere con questo piuttosto che con il più pretenzioso. Il secondo non è unto dal Signore ma almeno non chiede di essere riconosciuto come tale. Chi ritornerebbe in Italia? Per lavorare? E dove lo troverebbe il lavoro se è stato costretto a emigrare proprio per mancanza di esso? Quanto a farsi curare, poi, lasciamo perdere. C’è chi si indebita per salvarsi la vita andando all’estero, lontano dalle nostre ASL. Poi, a terapia terminata, tornerà pure in Italia ma lontano dalle nostre strutture ospedaliere. Non conosco il verbo “trollare”, non so cosa significhi. Se ha un’accezione offensiva è giusto non usarlo, così come sarebbe opportuno evitare espressioni relative a invidia, servaggio o altro. Sullo statalismo non tutti concordano che il termine sia di per sé offensivo. Secondo me lo è ma se si chiede lo stato, è contraddittorio non voler essere definito statalista. Così come è contraddittorio pretendere dallo stato, efficienza, disciplina e metodo. E’ impossibile, contro natura. Come chiedere a un partito repubblicano di votare per la monarchia in un referendum o a una pianta sempreverde di divenire gialla. O come chiedere a me di diventare alto, sportivo e pronto di riflessi. E’ giusto chiedere di non essere insultati, purché non si scambino le critiche per insulti. Ritenere che a volte si abbiano idee confuse non mi appare come un insulto. Soprattutto se la forma usata nell’esprimere le suddette idee, risulta spesso altrettanto confusa e un po’ contorta.

  • leoluca
    Rispondi

    Ok Spago. Ben sviluppato l’inganno che sottende il ridistribuzionismo, a cui aggiungerei l’ulteriore conseguenza nefasta della distruzione della famiglia e della conseguente denatalità dovuta al wellfare e alla messa in sicurezza in mano allo Stato..
    Ma vorrei tornare ai Dieci Comandamenti; infatti essi non sono una trovata ad effetto della Signora Elisabetta in quanto lo Stato secolarizzato ha una sua religione e quindi un suo credo, che possono riassumersi in questi dieci Comandamenti secolarizzati che vanno a sostituire quelli divini e naturali. A proposito vorrei che ritornassimo a quelli veri, i Dieci Comandamenti sono antistatalisti. Vi propongo uno stralcio scritto da North: ” L’uomo è inevitabilmente religioso. Può negare Dio, matutte le categorie della sua vita religiosa rimangono, e tutte sono categorie prese in prestito dal tio trinitario. Dal momento che l’uomo vive nel mondo creato da Dio , il suo pensiero d’apostasia è inevitabilmente condizionato da un quadro facente riferimento a Dio , ma non possono smettere di credere nella sovranità; la trasferiscono all’uomo e allo Stato………Vedi il blog di francescosimoncelli

  • Alessandro Colla
    Rispondi

    Ci siamo, invece, ci siamo eccome. Lo stato non è “chiamato” ladro, lo è perché porta via con la forza e l’imposizione. Più che ladro, rapinatore. Non è semplice connivente, perché non aspetta la dichiarazione del finto povero per chiedere. E non chiede ma esige. Non lascia che un altro mi derubi, mi deruba lui comunque. Che poi dia parte del maltolto a un finto povero è possibile. Ma allora se mi rapina un privato, perché dovrebbe essere condannato se risulta che non tiene per sé quanto mi ha portato via? E’ solo connivente di chi gli ha chiesto l’elemosina o è comunque un rapinatore?

    • Vincenzo
      Rispondi

      E’ indubbio che, se lasciano che il suddito rubi 10 è perché essi, cioè quelli al potere, si sono attrezzati per rubare cifre esponenzialmente superiori.

  • Vincenzo
    Rispondi

    6) Il parassita non è l’evasore, ma chi campa con i soldi degli altri.
    Chi sarebbe? Il politico in generale? Chi usufruisce, anche legittimamente, di assistenze varie?

  • vito
    Rispondi

    il parassita e’ il dipendente pubblico che non lavora mai e che percepisce lo stipendio, il parassita e’ il bancario e ce ne sono tanti che si gratta la pancia dalla mattina alla sera ,il parassita e il pensionato che andato in pensione a 40 50 anni riceve soldi che lui mai lontanamente ha versato,e cosi via ce ne sarebbero innumerevoli di esempi e questo fa si che su 60 milioni di abitanti una minima parte deve mantenere milioni di nullafacenti.

    • Vincenzo
      Rispondi

      In realtà, il pensionato cinquantenne continua a lavorare in nero, il dipendente pubblico che non lavora mai nell’ufficio lavora, magari da abusivo.
      Volendo, questi due sono anche evasori.

  • christian
    Rispondi

    Per chi non conosce il termine
    “Un troll, nel gergo di internet e in particolare delle comunità virtuali, è un soggetto che interagisce con gli altri tramite messaggi provocatori, irritanti, fuori tema o semplicemente senza senso, con l’obiettivo di disturbare la comunicazione e fomentare gli animi”
    Vincenzo
    Lo stato è ladro/rapinatore sempre e comunque perché è l’unico ad avere il monopolio della violenza, agli altri (finti poveri, evasori cui vanno sussidi che non spettano) è permesso supplicare elemosine e prebende ma mai mettere direttamente le mani in tasca ai contribuenti.
    Le regole non si rispettano quando sono sbagliate e chi lo fa non può che prenderla con se stesso se ci sono altri che non lo fanno e ne traggono un vantaggio (da qui l’invidia di cui ho parlato, ma non ho detto nello specifico che si tu ad essere invidioso). L’unica Legge da rispettare è quella relativa al NAP e le uniche regole che si rispettano sono quelle accettate volontariamente in un contratto tra le parti.
    La Polizia di Stato a chi risponde? forse ai cittadini che pagano le tasse? a me non sembra proprio, quindi è anche peggio di una forza di Polizia privata.
    Parassita è chiunque acquisisce soldi non guadagnati tramite il libero scambio ma estorti (direttamente od indirettamente) da altri. Questo prescinde da qualsiasi legittimità che il suo operato possa avere nei confronti di una legge che violi il NAP o dal. suo stato di effettivo bisogno.

    Caro Massimilano TROLL
    I TROLL non ammettono mai di esserlo anzi è vero il contrario.
    Quello che continui a scrivere è offensivo e quando affermi che non è così risulti ancora in modo più evidente un TROLL.
    Continui a dire che in questo sito c’è gente che millanta una ideologia libertaria ma in realtà è un parassita, ma senza fare nomi (come più volte ti è stato chiesto), quindi continui ad essere un TROLL.
    Scrivi , in un sito Libertario, che i Libertari non sono altro che parassiti mascherati ed avidi, quindi sei evidentemente un TROLL.
    I Libertari non desiderano meno stato ma nessuno stato, quindi non sai di cosa stai parlando essendo un TROLL. Se anche ci fossero alcuni incoerenti questo non cambierebbe nulla per la “filosofia” Libertaria il cui principio rimane sempre e solo il NAP a prescindere da qualsiasi altra idea od opinione che il libertario possa avere. Ma questo ovviamente è una cosa che non ti interessa capire essendo un TROLL.
    Devi ringraziare lo stato se sei stato aggredito da tre immigrati e non il contrario. Tu sei stato solamente fortunato che una volante della polizia si trovava da quelle parti, perché in questo paese il 90% dei crimini rimane impunito. Ma questo ovviamente è una informazione che non ti interessa conoscere in quanto sei TROLL.
    Distinti Saluti

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