In Anti & Politica

di RIECHO ECONOMIA E LIBERTÀ

C’è una sola globalizzazione nefasta, e non è certo quella per cui possiamo trovare un prodotto a un prezzo più conveniente perché realizzato in Vietnam o in Sri Lanka, ma quella che si può vedere in questa tabella.

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Tutto il mondo da almeno centocinquant’anni va nella stessa direzione. Se non è globalizzazione questa! Dal 1960 in poi la velocità del “branco” è molto aumentata. La direzione non è cambiata. Solo la Svizzera riesce ancora a moderarsi, ma anch’essa fa parte del gruppo.

Margaret Thatcher diceva che i governi non hanno soldi, le persone li hanno, e quando i governi spendono soldi questi escono dalle tasche delle persone. Naturalmente se non provvedono a “estrarli” con la forza dalle tasche delle persone, i governi possono creare soldi dal nulla per mezzo delle banche centrali.

In questo caso dietro ogni euro o dollaro “finto” non c’è un pezzo di ricchezza corrispondente ma un pezzo di debito. Chi crea ricchezza potrebbe essere ricco il doppio, questo dice la tabella. Il che non vuol dire che se lo Stato “estraesse” meno soldi da chi produce ricchezza ci sarebbero come minimo metà delle persone che morirebbero di fame.

Se così fosse in Svizzera il 63,7% degli abitanti sarebbe miserabile e in Corea del Nord (ovviamente fuori tabella) tutti sarebbero felici. Vuol dire che moderando la tassazione le persone hanno più soldi in tasca (di quelli veri, non di quelli a cui corrisponde un debito che qualcuno dovrà – ma non potrà mai – pagare) e quindi sono più ricche, TUTTE!

E se sono più ricche si possono permettere una sanità migliore, una scuola migliore, delle strade migliori, dei trasporti migliori etc etc.

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Showing 6 comments
  • Marco Dal Pra'
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    Eh, è dura trasmettere un’informazione, anche valida, se non abbiamo un dottor House che in prima serata si faccia sentire.

    • Leonardofaccoeditore
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      Hai ragione! Quando mi invitano, cerco di sintetizzare questi concetti per quel che posso, ma la verità è che la marea disinformativa è devastante!

  • Ari
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    Dalla tabella risulta che diversi Paesi con salari, stipendi e standard di vita mediamente superiori ai nostri, spenderebbero percentuali di ricchezza più di quanto fa la già sperperona dell’Italia.
    Ne deduco che pur se nefasta, la spesa pubblica alta non fa gli stessi danni ovunque.
    Forse la ragione è che qui, non solo si “estraggono soldi da chi produce” ma se ne fottono in percentuali maggiori che in altri Paesi che hanno evidentemente minore attitudine al furto quali la Svezia e l’Austria.
    Insomma, non è solo un problema di gestione dell’economia; è anche un problema culturale.
    Insomma, siamo fottuti due volte.

  • Massimiliano
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    L’aumento sconsiderato (e continuo, aggiungo) della spesa pubblica deve dire ‘grazie’ anche a una parte di coloro che oggi sono principali detrattori dello Stato, del Fisco predone e degli italiani che da bravi illusi e pecoroni vanno a votare! Diversi aspetti esposti negli articoli su questo blog sono interessanti e materia di riflessione (a parte certi, vera spazzatura digitale, opinione personale) ma senza dimenticare che a tal punto di marciume ci siamo arrivati per azione collettiva; imprenditori ( e non solo), produttori di ricchezza che chiedono a questo o a quell’altro (politico ovviamente) di assumergli il figlio/fratello/sorella/moglie/marito/amico-a del cuore e via di questo passo . . . contribuendo al collassare di un contesto già destinato al collasso di suo per disorganizzazione interna.
    E non solo puntare il dito verso coloro che, a torto o a ragione (o per mero opportunismo, ve la concedo), votano esprimendo una scelta e una preferenza.

    • spago
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      Quale che sia la preferenza dei votanti, dei referendari, dei cittadini impegnati, dei movimentisti, etc.. ci sono sempre questioni che non si pongono, perchè ragionano dentro a un paradigma statalista e non ne escono.

      Lo Stato è davvero necessario?
      La democrazia è davvero una buona cosa?
      L’unità d’Italia come è stata fatta? e va mantenuta?
      Le tasse sono necessarie?
      Dobbiamo davvero fare parte della Nato?
      Una Costituzione è un meccanismo sensato?

      e così via..
      è un blocco mentale, certe questioni non vengono considerate, la logica non si applica a certi argomenti..

      l’anarchia è la logica conseguenza di un liberalismo coerente, è la sola “politica” difendibile mralmente, la sola discussione dovrebbe essere se e come è realizzabile. Se non si ritiene realizzabile resta il fatto che sia ciò a cui eticamente dovremmo tendere. Invece il pensiero anarchico – filosofico, economico, politico, culturale – non è neppure considerato, discusso, insegnato, confutato. Vai in libreria, in edicola, in università, a scuola, etc.. e trovi che il main stream parte da presupposti statalisti che non sono in discussione.

      E statalisti qui sono tutti – destra e sinistra, atei e fedeli, gay e ed eterosessuali, poveri e ricchi, donne e uomini, giovani e vecchi, persone culturalmente di destra e di sinistra, imprenditori, liberi professionisti e dipendenti, intellettuali e artigiani, libertini e bacchettoni, e così via..

      Naturalmente c’è qualche eccezione, ma è infinitesimale..

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