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FORZA EVASORI SIMBOLODI MAURO MENEGHINI

Atene aveva dichiarato battaglia a chi aveva contributi sociali non versati e debiti con il fisco. Aveva deciso di portare alla sbarra sia persone che aziende bloccando i conti correnti. Nonostante ciò non fluisce denaro nelle casse statali.
L’impegno del governo greco di recuperare somme di denaro dovutegli da diversi debitori sembra che sia terminato con un grande insuccesso. Il blocco ed il pignoramento dei conti correnti di oltre 60.000 fra privati ed aziende ha portato a ben pochi risultati e gli incassi sono risultati insignificanti come ha sottolineato il giornale greco „Eleftheros Typos“ venerdì scorso. Giovedì sono stati pubblicati i nomi dei “debitori” in internet in una sorta di gogna mediatica, solo che: buona parte dei debitori risultano o deceduti o le aziende chiuse se non già fallite, ma come non bastasse il giornale presenta casi paradossali: lo Stato porta alla sbarra aziende che loro stesse sono statali.
I titolari dei conti bloccati hanno prudenzialmente provveduto a svuotarli. Si tratta prevalentemente di persone che erano in arretrato con il versamento dei contributi pensionistici o che hanno debiti fiscali. Cira il 15% dei casi le banche hanno risposto che i conti pignorati hanno un saldo di zero euro, mentre il 70% hanno a credito importi che vanno da qualche centesimo a massimo 100 €.

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Anche l’altro tentativo di recuperare somme dovute allo Stato ellenico sembra non aver funzionato. Da giovedì si può leggere in internet l’elenco delle persone che devono al Leviatano ellenico oltre 150.000 € e che vengono additati come responsabili d3elle miserie a cui è costretta la Grecia. Secondo il Ministero delle finanze l’elenco è di 13.730 persone che devono ad Atene 83 miliardi di tasse.
Un secondo elenco riporta i nomi delle aziende che devono denari alle casse statali, fra cui l’ex linea aerea greca Olympia Airways che deve allo Stato 1,35 miliardi di euro oppure una ditta che operava come agente di borsa fallita 25 anni orsono a cui vengono imputati debiti per 8,5 miliardi di euro.
Anche un’azienda bellica ellenica si trova nell’elenco. Molte persone private, grandi debitori sono momentaneamente o in prigione o non posseggono ormai più nulla.
E’ la seconda volta che il Governo greco, tramite il Ministero delle finanze, prova a pubblicare “la lista della vergogna” come viene chiamato l’elenco dalla stampa di regime e dai media meanstrem, già nel 2012 ci provarono in maniera molto simile ed anche allora senza conseguire grandi risultati.
Tanto per sapere quello che veramente succede

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Showing 2 comments
  • Evaristo
    Rispondi

    Solito squallido giochino di trovare subito un untore esterno da incolpare.
    Ma se viaggio in treno senza biglietto sono io la causa del deficit ferrovie o è l’azienda che non sa gestire i controlli?
    E volendo quindi (per un attimo, due sono troppi) essere filostatalisti, non sarà forse dell’inefficienza statale la vera colpa?

  • Pedante
    Rispondi

    “media meanstream” sicuramente un lapsus freudiano.☺

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