In Anti & Politica

wedn2jh b3DI STEFANO BISOGNI

Intendiamoci… Qualsiasi obiettivo composito, complesso e lontano dalla realtà, per essere raggiunto necessita una ampia visione da chi ambisce a comandare e condurre, ad esserne partecipe e portabandiera.

Tutte le mie convinzioni sono libertarie in quanto non si tratta di ideologie ma di meccanismi logici, analitici e funzionali.

Ultimamente mi è sembrato di vedere nel mondo libertario un troppo rincorrersi la coda, una maniacale e ricorsiva ricerca dell’ideologicamente corretto quando non di ideologia si tratta, ma di funzionamento logico di fasi di vita di individui.

Mi spiace vedere litigare su parole, volare stracci tra chi fa di questa scienza (per me il libertarismo lo è e dovrebbe essere trattato come tale) solo del semplice citazionismo che non può che portare a sterili scontri e a divisioni insanabili come già successo in passato con persone e tra persone valide.

Mi prendo la responsabilità di dare una mia visione globale della situazione e di cosa “ci stiamo a fare”, libertari e non….

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1) Il sistema, che lo si creda o no, è al collasso, e se ci si volta indietro ricordandosi con capillarità i fatti dal 2006 (periodo in cui per me iniziò la discesa della sostenibilità del sistema) a oggi, ci si rende conto che molto è cambiato in peggio e che il limite al peggio esiste e che, se superato, porterà a caos e disordini poiché la scuola pubblica e i media hanno ignorato, o ancor peggio, deriso altre forme sistemiche più efficienti della nostra.

2) Per questo motivo il modello di vita di questo paese è puramente amministrativo e poco produttivo.

Troppi mestieri fatti dal pubblico e non dal privato, troppa concorrenza sleale da parte dello stato sul privato, troppa burocrazia, troppa conseguente corruzione, troppi mestieri legati all’attività e alle regole dettate dallo stato (avvocati, notai, consulenti delle regole imposte dalle burocrazie stratiformi, commercialisti e caf, agenzie del lavoro e delle pratiche, ecc.)…

Cosa succederà quando davvero i nodi arriveranno al pettine e il sistema crollerà?

Cosa farà un intero popolo che ha vissuto di attività amministrative e/o improduttive nel pubblico e nel privato?

Cosa faranno coloro che hanno svolto mestieri nello stato e che si troverebbero a svolgerli nel privato?

Per me l’obiettivo di tutta questa area libertaria, e non, dovrebbe essere quella di prepararsi ad approfittare del momento di crollo di sistema (perché di questo si tratta e non di rivoluzioni strutturate) per indicare, tramite gli eventuali spazi che si aprirebbero, un nuovo modello alternativo di vita, un modello non avulso dalla realtà contingente.

E qui non riesco a non abbracciare la linea di Carlo Lottieri e di altri che parlano di una “via svizzera” come modello applicabile velocemente perché testato e i cui risultati sono sotto gli occhi di tutti (la Svizzera).

Certo il modello non è puramente libertario, ma è impensabile che la stragrande maggioranza degli italiani possa aderirvi in modo rapido e dinamico.

Certo è che un modello libertario rimane quello a cui io e altri rimarremo affezionati, ma che probabilmente necessiterebbe di troppe generazioni per vederlo applicato.

L’applicazione di un modello Svizzero porterebbe anche alla frammentazione della nazione italia in più nazioni confederali e per questo c’è bisogno degli indipendentisti delle varie aree del paese (il Veneto è la regione più avanti di tutte) e per questo apprezzo il supporto dato da Marco Bassani ai vari gruppi.

Non esisterebbe l’indipendentismo se uno degli argomenti trainanti non fosse la fiscalità assurda di questo paese e le funzioni improprie che lo stato compie. E di questo si è fatto paladino Leonardo Stanchino Facco.

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Poi abbiamo chi si è occupato di possibili alternative alle valute nazionali correnti, ovvero Giacomo Zucco, che ha studiato, approfondito e divulgato la materia della criptovaluta.

Non tutti sono personaggi libertari ma alcuni sono lib, con mestieri dentro e fuori lo stato, dentro e fuori le banche… ma per vivere bisogna comunque scendere a compromessi. Negarlo significa essere fuori dal mondo e poco attendibili.

Poi ci siamo noi (libertari e non), animatori, scervellatori della frase di sintesi e/o dell’argomento ad effetto.
Tutti inseme quanta gente abbiamo contattato?
Quanta gente abbiamo contagiato con la semplice constatazione della realtà? Quanta cultura alternativa abbiamo creato?

Mi spiace fare un richiamo al realismo all’area libertaria e non, ma state litigando su questioni piccole rispetto a quelle che potremmo trovarci ad affrontare a breve (per chi ne avrà voglia, tempo e risorse).

Le questioni personali, rispetto a questa area organica che si è creata, sono poca cosa, le scorrettezze, i comportamenti personali ed imprenditoriali sono poca cosa rispetto a quello che potremo affrontare davanti ad uno scenario di ebeti senza guida.

L’obiettivo per tutti dovrebbe essere quello di vivere il momento storico presto favorevole per applicare idee più sostenibili e diverse dal contingente.

Per questo motivo non mi schiero con nessuno dei litiganti e mi limito a seguire tutti, estremisti e non, istrionici e non.

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Mostrati 49 commenti
  • spago
    Rispondi

    Purtroppo lo Stato indottrina le persone a vedere il mondo al contrario.. Persino un’idea semplice e comprensibile come il principio di non aggressione va al di là della comprensione di chi viene allevato dalla scuola pubblica, dall’informazione italiana, ascoltando gli italiani che ha intorno. Lo spirito fondamentalmente fasciocomunista aspirante al totalitarismo degli italiani lo si vede nell’esaltazione della democrazia. La più democratica democrazia continua a fondarsi sul principio della maggioranza, che è il contrario preciso dei diritti e della libertà individuali. In democrazia, almeno teoricamente, tutto è di tutti. Dove vige il principio di non aggressione, ciò che è mio è mio, ciò che è tuo è tuo. Poi se vogliamo possiamo associare, collaborare, convivere, etc.. ma nessuno vota su cosa fare di ciò e di chi non gli appartiene. E chiudo così: le guerre dell’occidente non sono certo davvero per esportare la democrazia, ma se pure lo fossero, non sarebbe cosa di cui andare fieri. La democrazia è un falso dio, un dio che ha fallito, citando Hoppe.

    • Dino
      Rispondi

      Me lo chiedo pure io spesso cosa succederà, perché i nodi verranno al pettine, come dice il Sig. Bisogni. Temo purtroppo, però, che prima del decesso di questo mostro, vivremo un era di repressioni senza precedenti negli ultimi 60 anni, l’Italia è un enorme schema Ponzi, è un sistema parassitario, dal quale ci campano ( e pure bene) milioni di italiani, faranno di tutto per tenerlo galla.
      Anche l’Argentina tutto sommato ancora esiste e questo mi spaventa terribilmente……

    • Dino
      Rispondi

      @ Spago, mi hai fatto tornare in mente le celebrazioni del 2 Giugno della repubblica nata con un referendum falsato, con tanto di parata militare, il mito della resistenza, il regime che si autocelebra, sul palco quelle facce inebetite somigliavano terribilmente ai palchi delle parate della DDR “40 Jahre”, non sanno realmente ciò che sta per accadere….. Come scrive il saggio Gary North, il nemico sta perdendo su tutti i fronti…. senza che noi libertari facessimo niente di particolare.

      • spago
        Rispondi

        sperèm..

  • VITO PETRUZZELLI
    Rispondi

    ritornando al tema centrale di stefano egli afferma che il sistema e’ gia’ al collasso io ritengo che solo una parte sta colassando e mi riferisco a tutti o quasi tutti i lavoratori autonomi coloro i quali sono stati dissanguati da questo sistema sanguisuga pero’ c’e una larga fetta di popolazione e mi riferisco ai vari parassiti che sono milioni che invece non solo non collassano ma stanno prosperando basti vedere i ristoranti pieni le localita turistiche stracolme allora chiedo io questo sistema IMPLODE veramente o e’ solo una lenta agonia che travolge solo i produttori di ricchezza e mantiene in vita i parassiti?

  • jimmy
    Rispondi

    “L’obiettivo per tutti dovrebbe essere quello di vivere il momento storico presto favorevole per applicare idee più sostenibili e diverse dal contingente.”

    Concordo con le idee di Bisogni e plaudo al suo realismo.

  • Giovanopoulos
    Rispondi

    Trovo a dir poco singolare che in questa peraltro interessante analisi, non si faccia il minimo accenno all’invasione in corso.
    Mi sembra incredibile che così tanti libertari mostrino di sottovalutare o meglio ignorare un fenomeno che stravolgerà la realtà sociale ed economica di tutto l’Occidente allontanandola ancora di più dai principi cardine del libertarismo.
    La strategia in atto di destabilizzare e proletarizzare la società tramite il trasferimento di intere popolazioni in Europa è l’arma finale che i nemici mortali delle libertà economiche e politiche hanno predisposto per annientare qualsiasi residua idea non socialista.
    Coloro che per un malinteso libertarismo affermano il principio della libera circolazione delle genti, oppure puntano al “tanto peggio tanto meglio”, fra qualche anno ricorderanno con nostalgia questi anni come il paradiso delle libertà e della bassa tassazione.

    • Pedante
      Rispondi

      L’egemonia del marxismo culturale non ha risparmiato i libertari. Il Piano Kalergi è in pieno svolgimento ma i paraocchi vanno ancora di moda.

      • Giovanopoulos
        Rispondi

        “l’egemonia del marxismo culturale non ha risparmiato i libertari”; capperi, ho trovato uno ancora più pessimista di me.
        Da come dimostrano di fregarsene anche su questo sito, mi sa che non hai tutti i torti.
        Saluti.

      • Fabrizio Fv
        Rispondi

        Paraocchi per paraocchi ……… nessuno si sta accorgendo che, mentre i bianchi europei occidentali teorizzano a proposito di libero mercato, i neri , i beige e i gialli lo praticano già da decenni.

        • Pedante
          Rispondi

          E dove sarebbero queste società modello, idilli di libertà e di benessere?

          • Fabrizio Fv

            E chi ha parlato di idilli? ……. soltanto gente normale che compra e vende senza partita IVA, senza iscrizione a registro imprese, senza pagare irpef, irap, ires, imu ……..
            Stacca il naso dal monitor e fatti un giro ad un MERCATO del sabato di qualsiasi città.

          • Pedante

            Un mercato all’interno di un paese europeo con tutto quello che ciò implica. Anche a Mogadiscio ci sono mercati rionali, ma chi vuole trasferircisi?

  • Alessandro Colla
    Rispondi

    E’ impossibile travolgere completamente i produttori di ricchezza e contemporaneamente mantenere in vita i parassiti. Di cosa si nutriranno questi ultimi?

  • spago
    Rispondi

    Perchè esista un libero mercato le persone devono potersi muovere liberamente.. il problema è che oggi a muovere le persone sono gli Stati e la politica, secondo i loro piani. I movimenti di oggi sono frutto della combinazione – occidentale – tra guerra e welfare.

    • Pedante
      Rispondi

      No, ciò non spiega i flussi. Basterebbe un solo siluro per fermare l’arrivo dei battenti, e il welfare ai non residenti è fortemente criticato dai cittadini (i quali non hanno voce in capitolo). Esiste invece una forte volontà politica ai massimi livelli delle società occidentali di imporre il multiculturalismo ed eliminare la vecchia Europa.
      https://www.youtube.com/watch?v=Q1pChuLYh8Q

      Il meticciato, che lo si voglia o meno.

  • Alessandro Colla
    Rispondi

    Il nemico non sta perdendo su tutti i fronti. In quello culturale continua a vincere grazie all’assenza di un apparato di massa a difesa delle idee libertarie. Ho tra le mani un testo di Ivano Spano, La malattia dell’occidente (è il titolo ma ptorebbe essere l’autore), che sostiene che la situazione attuale sia colpa del “capitalismo fallimentare”. Non si capisce se quell’aggettivo sia utilizzato per ammettere che ce ne sia uno non fallimentare o per sostenere che il capitalismo sia fallimentare in quanto capitalismo. Autore, editore e lettori (quasi tutti provenienti dalla Beozia culturale postsessantottina) continuano a non accorgersi che il fallimento è quello dell’interventismo. E a chiamare capitalismo un sistema che è invece basato sulle ingerenze legislative e fiscali degli stati. Negazionisti, certo. Ma non appariranno mai tali agli occhi del pubblico “cresciuto” nelle scuole pubbliche.

  • giorgio
    Rispondi

    mi divertono molti commenti. un libertario che si preoccupa dell’africano che sbarca in europa è come un ateo che si preoccupa del luogo dove andrà dopo la morte. non ci siamo! o siamo libertari a 360°, e quindi concepiamo l’essere umano chiunque esso sia come potenzialmente libero di esprimersi in ogni luogo senza nessun vincolo derivante da interventi di governi o stati che siano, oppure ammettiamo che alcuni possono diventare veramente liberi e altri no. Per come la vedo io, un vero libertario, se mai esiste, non dovrebbe di certo soffermarsi sull’origine geografica di chi ha davanti. Se lo fa, introduce degli elementi che limitano la libertà del suo interlocutore. Non di dovrebbe parlare di vera libertà quindi, ma di libertà dell’uomo bianco europeo nei confronti di chi non lo è. E poi, chi dovrebbe impedire questa “invasione”? I singoli o i governi? E come potrebbero i singoli opporsi ai barconi che arrivano? noleggiando gommoni?

    • Pedante
      Rispondi

      La territorialità è antecedente allo Stato. È parte integrante della condizione umana e animale.

  • christian
    Rispondi

    giorgio
    l’argomento è già stato affrontato ma non vuoi o fai finta di non capire. Il libertarismo non è concepire l’essere umano come potenzialmente libero di esprimersi in ogni luogo senza nessun vincolo (di stato od altro); il libertarismo si basa sul principio di non aggressione e basta.
    Le persone hanno quindi il diritto di discriminare chi vogliono e di conseguenza di fare entrare chi voglio loro nelle loro proprietà, di avere rapporto con chi vogliono e di considerare gli altri come voglio, l’importante è non iniziare nessuna aggressione. La tua definizione di chi sono e come dovrebbero comportarsi libertari è solo un parto della tua mente. Tu non sei libertario ma solo un collettivista egualitarista.
    Principio per principio, se “siamo” libertari a 360° (perché poi parli in prima persona plurale quando tu non sei libertario, al massimo dovresti dire siete) per noi lo stato non dovrebbe esiste e tutto essere di proprietà privata, spiagge comprese. Questi proprietari di spiagge faranno entrare chi vogliono loro e si difenderanno da chi vuole entrare senza permesso. Come si difendono i singoli dalle aggressioni prova ad indovinarlo, di certo non sono gommoni ma in inglese iniziano sempre per G (che senza stato uno sarebbe libero di usare per difendersi, appunto).
    Ovviamente anche se i proprietari di spiagge facesse entrare tutti non è detto che i proprietari confinanti facciano altrettanto e quindi i “visitatori” non si trovino bloccati su un lembo di terra (il problema dei “visitatori” bloccati ai confini ti dice niente?). Poi la tua visione è limitata. Fai l’esempio con i barconi perché ha in mente la situazione contingente Italiana, ma persone che cercano di attraversare in confini con tutti i mezzi ci sono ovunque e ci sino sempre state.
    Gli immigrati del tuo esempio non sono libertari che vogliono esercitare il loro diritto di muoversi liberamente ma sono disperati che fuggono dell’inferno. Persone che rischiano la morte per una traversata in mare in condizioni disumane perché dove si trovavano prima le condizioni erano ancora più spaventose. Persone che se potessero scambieremmo il loro posto con il tuo (giustamente) senza pensarci un attimo.

  • Spago
    Rispondi

    Penso che molti potendo starebbero tranquilli a casa loro, in assenza di guerre, golpe, operazioni di destabilizzazione, distruzione delle loro economie e saccheggio delle loro risorse.. dopo tutto se parli con un emigrato africano, asiatico, sudamericano, 99 volte su 100 ti dirà che per carità bella l’Italia eh, però come casa sua non c’è nessun posto, che li il carattere delle persone.. Il cibo.. Il clima.. la lingua.. Etc.. e spesso ti dirà che gli piacerebbe tornare lì una volta messi da parte un po’ di soldi.

    La guerra e la povertà motivano le persone ad emigrare, da sempre. E da sempre le motivano anche a cercare vendetta sui responsabili o su quelli che ritengono responsabili. Per cui sia i migranti che cercano un futuro migliore impossibile in patria, sia quelli che hanno intenzioni aggressive sono legati al l’interventismo militare e ai giochi di potere occidentali.

    Comunque i rapporti sono sempre fra individui specifici, che non possono essere compresi semplicemente citando la loro etnia, religione o provenienza geografica, o il loro QI o il loro dna (anche se ovviamente queste ci dicono qualcosa su una persona). Il libertarismo cerca relazioni umane libere dall’aggressione, questo significa che gli stati non devono gestire l’immigrazione, la natalità, la demografia, la sessualità, la famiglia, la cultura, la religione, l’educazione, etc.. ma i singoli sono sempre liberi di associarsi o meno sulle basi che preferiscono. Questo vale per occidentali e non, e non penso che su questo sito si sia mai sostenuto che il libertarismo si applichi solo ai bianchi. (Questi lo dico per Giorgio, che non avendo idea di cosa sia il libertarismo, vuole insegnarlo agli altri)

    • Fabrizio Fv
      Rispondi

      @Spago. Concordo al 100% con quello che dici, ciò non toglie che da certi commenti traspaia molto chiaramente quello che dice Giorgio.
      Se si vuole far apprezzare le nostre bellissime idee, che hanno molte sfumature diverse (per fortuna) , bisognerebbe esprimersi anche in modo tale da non provocare quelle obiezioni , che noi (…. purtroppo solo noi) conosciamo a memoria.

      Verso la fine dei 70 – 80 , molti comunisti hanno pensato di rinnovarsi e nobilitarsi cambiandosi l’etichetta in “anarchici” , rimanendo invece esattamente uguali a prima; la stessa cosa mi pare di notarla qui, molti destrorsi (berlusconiani/bushisti/fascio-nazionalisti) hanno pensato di nobilitarsi rietichettandosi “libertari” , in realtà, a partire già dal linguaggio che utilizzano, fanno notare anni e anni di approfondito studio di “Il Giornale” , “Libero” ……. piuttosto che di Rothbard, Mises, Browne …….

    • Pedante
      Rispondi

      A meno che si conosca personalmente ogni singolo abitante della Terra è inevitabile che si ricorrano a generalizzioni e stereotipi. I gruppi esistono.

      • Pedante
        Rispondi

        “generalizzazioni”

  • Giovanopoulos
    Rispondi

    Ci mancava anche la discussione di chi è più libertario.
    Casa mia è la mia casa non perché c’è lo Stato, ma per altre mille ragioni che se non sono evidenti, lasciamo perdere…
    Dico solo che chi entra in casa mia senza il mio permesso compie un atto di aggressione; punto. Un libertario, ma anche solo una persona dotata di un minimo di buon senso, si oppone.
    Non ripeto quello che ha già ben detto christian (a parte la storiella dei disperati che fuggono dall’inferno)
    Aggiungo solo:
    Come può tanta gente intelligente essersi bevuta la bubbola dei poveri e delle guerre?
    Conosco bene e in alcuni casi benissimo, molti Paesi da cui arrivano i presunti poveri disperati che in realtà vogliono a costo zero la nostra Roba, i nostri Beni, la nostra Tecnologia che l’Occidente ha creato nei secoli con lavoro e ingegno.
    Leggendo certi commenti, mi sembra appropriata questa frase:
    “Il crollo del socialismo in alcuni paesi non significa che abbia fallito: ha perso una battaglia”
    Fidel Castro

    • Pedante
      Rispondi

      I tibetani non sembrano molto contenti con gli han che arrivano nel loro paese anche se quest’ultimi portano tecnologia e investimento. Riconoscono l’Altro e sanno che i suoi interessi non hanno nulla a che vedere con il benessere dei tibetani.

  • VITO PETRUZZELLI
    Rispondi

    buongiorno a tutti io credo che ogni persona debba avere liberta di movimento ogni dove compreso anche quello che possiede ma che in qualsiasi posto vada debba badare a se stesso economicamente e anche per tutto il resto se queste persone non possono garantire questo o addirittura arrecano danno agli altri e’ leggitimo il respingimento anche con l’uso della forza la dove sia neccessario. tutto il resto lasciamolo ai cattocomunisti che pagano sempre coi soldi degli altri………..

  • giorgio
    Rispondi

    christian
    la storia dei proprietari di spiagge è proprio bella. Se andiamo nel concreto, io proprietario di una bellissima spiaggia in Versilia i soldi li prendo solo ed esclusivamente dai turisti e non dagli immigrati, perché se arrivassero questi farebbero scappare i turisti. Però, un altro proprietario meno fortunato di me, ha una spiaggia dove non va mai nessuna e l’unica fonte di reddito che ha gli deriva appunto dagli immigrati che pagano pur di attraccare sulla sua spiaggia. La follia del vostro pensiero libertario poi sta nel considerare la spiaggia contigua ad altri appezzamenti, così se una persona vuole andare da A a B deve potenzialmente pagare 10 o 100 dazi. Fatalmente si potrebbe restare bloccati da qualche parte perché nessuno consente il transito di chi è senza denaro. Ma veramente vorreste vivere in una società del genere? State scherzando o siete seri? E poi, se queste persone arrivano con le barche che vediamo nella nostra spiaggia, dato che non c’è un governo e quindi nessun organo preposto al loro accoglimento, li lasciamo crepare in mezzo al mare? e se si avvicinano alla nostra proprietà ci armiamo fino ai denti e li affondiamo? Spero lei si renda conto che il pensiero libertario se concepito come fate voi ha nella guerra perenne l’unico modo per risolvere i conflitti tra persone.
    Sto leggendo ora il saggio Libertà di Isaiah Berlin. Credo che a qualcuno qui dentro farebbe bene leggerlo per capire cosa è veramente la libertà. E senza nessun ombra di dubbio Berlin è stato uno dei pensatori più provocatori e originali nel novero dei filosofi politici anticomunisti. Siccome lo sto ancora leggendo, il concetto di libertà espresso da Berlin è condivisibile, il vostro è pura follia.

    • spago
      Rispondi

      Giorgio, tu stai semplicemente dicendo che una società senza Stato si autodistruggerebbe, che non esistono un ordine, un’organizzazione, un coordinamento, un incontro, una pace, una solidarietà, una cooperazione, delle istituzioni, delle autorità, fra le persone se non c’è lo Stato ad organizzarle e a dirigerle, etc.. Ecco, non è così. Una società senza Stato non è una società che degenera e collassa su sè stessa. Non è una società dove le vecchiette cadono vittima dei teppisti, i poveri crepano per le strade, la gente si spara a vista, e non si può neppure andare nella città vicina a trovare proprio cugino, perchè bisognerebbe passare 100 confini e pagare 100 dazi. Semplicemente non hai capito niente e non sai di cosa parli. Ci sta, non si nasce imparati – come si dice – ma prima di venire qui a spiegare il libertarismo ai libertari cerca di capire cosa è.. no? Posto che fai bene a legge Berlin, dopo leggi anche i grandi autori libertari magari, segui i siti libertari, leggi gli articoli, cerca di capire, fai domande.. e poi discuti, anche criticamente, ma con nozione di causa, se no veramente.. che senso ha?

      http://www.rischiocalcolato.it/2014/12/perch-lanarchia.html

      http://libertycorner.eu/index.php/2016/01/26/perche-la-liberta-di-scelta-paga-sempre/

  • VITO PETRUZZELLI
    Rispondi

    caro Giorgio qui non si tratta di fare guerre tutti i giorni ma di legittimare un principio di liberta’ che consiste nel difendere la mia proprieta’ da qualsiasi intrusione esterna a me ostile e devo difendermi per tutelare la mia persona ed i miei interessi e poi diciamocela tutta non sono i clandestini che arrivano sulle nostre coste ma e’ il ns. governo che li va a prendere anche sulle coste libiche ed affini perché c’e un forte interesse nel bussiness dell accoglienza che noi facciamo passare per amore del prossimo ma il prossimo si ama pagando di tasca propria non coi soldi della comunita’.

    • spago
      Rispondi

      Con il benessere portato dal capitalismo la vita degli uomini si fa più dolce e più ricca, meno brutale e incerta, per tutti, poveri e ricchi. Se non abbiamo più le carestie e le pestilenze, se non dobbiamo lavorare quindici ore al giorno per un pezzo di pane dall’età di nove anni, se la nostra vita si allunga, se possiamo andare a scuola tutti e più a lungo, e se abbiamo il tempo libero per viaggiare, divertirci, stare in famiglia o con gli amici, e per chi è religioso dedicarsi a Dio, lo dobbiamo ad esso. Quando i paesi del terzo mondo conosceranno la libertà economica e potranno beneficiare pienamente del libero mercato, potranno svilupparsi e avere tutti i vantaggi. Come sta accadendo in Asia. In parole povere è quando l’economia raggiunge un certo livello che la vita – in tutti i suoi aspetti, anche quelli legati alla religione, alla cultura, al divertimento – si fa più umana. Il capitalismo non è “disumanizzante”, la povertà, la guerra, i totalitarismi, lo sono. La libertà ci fa ricchi, materialmente e spiritualmente.

  • giorgio
    Rispondi

    VITO PETRUZZELLI
    il business sull’accoglienza lo fanno i privati, i governi pagano sia per andare a recuperarli, sempre e solo o su acque territoriali o nazionali, sia le varie strutture dislocate sul territorio che li ospitano.Forse è proprio perché nessuno è disposto a pagare di tasca propria per il prossimo che se ne fa carico la comunità? chi avrebbe mai l’interesse di andare in mare a prendere questi disperati? in assenza di un governo, dove sarebbe il guadagno? ecco, nella vostra società ideale invece, un industriale avrebbe tutto il vantaggio ad andare a prendersi certe persone ovunque esse siano, poiché la loro disperazione altro non sarebbe che il volano per l’abbassamento dei costi del lavoro.

  • VITO PETRUZZELLI
    Rispondi

    no ti sbagli il business dell accoglienza lo fanno i partiti con le loro cooperative non i privati non sempre sono disperati questa e’ una invasione politico religiosa programmata e ben mirata e poi chi non ha documenti non puo entrare se non illegalmente nella ns. societa’ ideale esisterebbe solo il libero scambio di prestazioni dove le due parti concordano insieme la prestazione da riconoscere senza schiavizzare o costringere nessuno a fare quello che non vuole e poi ti posso anche dire che c’e molta gente che in maniera anonima e silenziosa aiuta il prossimo in totale autonomia senza clamori e pubblicita’ e tu vuoi ancora giustificare lo scempio a cui stiamo assistendo in questi tempi dove anche la chiesa attraverso il suo campione “bergoglio” fa populismo e demagogia.

  • Pedante
    Rispondi

    Idem l’arcivescovo di Canterbury. Le chiese sono guidate da mondialisti e statalisti convinti o da semplici carrieristi.
    http://www.theguardian.com/politics/2016/jun/07/nigel-farage-helping-to-legitimise-racism-justin-welby-says

  • giorgio
    Rispondi

    VITO PETRUZZELLI
    le cooperative sono imprese private, molte sono gestite in regime di srl. che poi ci siano cooperative affiliate ai partiti è un discorso diverso, come del resto ci sono aziende ed industrie che hanno le mani in pasta nella politica. La vostra solita formuletta dei contratti ormai ha stancato. Non ha senso, o meglio, forse ce l’avrebbe pure per la manodopera altamente scolarizzata, ma di certo no per l’enorme massa di forza lavoro non specializzata, che finirebbe per essere schiava di questi contratti capestro. Non vedere certe cose è malafede o cecità.

  • Dino
    Rispondi

    Dire ch Il business dell’integrazione lo gestiscono i privati, vuole dire veramente essere in malafede, ma scusate la vicenda di Roma, di Carminati ecc ecc nulla Insegna? È tutto clientelismo, va bene voglio dire chi èlibertario sa bene cosa sia lo stato, una banda di criminali, è inutile risponderti Giorgio a questo punto. Semmai ho trovato interessante il punto sollevato da un signore in un interventoprecedente su questo progetto effettivamente in atto di voler pianificare, gli ingressi per poter “proletarizzare” tutte le nazioni europee. Beh il termine usato dal signore “proletarizzare” è obiettivamentecorretto, questo progetto rappresenta un vecchio sogno erotico dei marxisti europei. Ricordo d’aver letto in passato incuriosito dallevicende degli anni di piombo un documento intitolato quaderno rivoluzionario, comunicati dal carcere, ad opera del “PROFESSOR” Senzani , un ex docente universitario, divenuto leader della Br, ebbene questo criminale faceva proprio cenno già nell’85 a questa saldatura possibile nei grandi slum europei in via di costruzione,tra proletariato urbano autoctono e sottoproletariato magrebino, arabo, islamico insomma. Oggi la questione demografica per i governanti è fondamentale, ma la chiave di approccio della sinistra e dei benpensantial problema è sempre la stessa. Trovo impossibile l’integrazione FORZATA di milioni di persone , con usi e costumi “radicalmente” diversi dai nostri, il risultato saràun nuovo obbrobrio jugoslavo su vasta scala, negli anni a venire.

  • Dino
    Rispondi

    @Spago esatto! Come disse Rothbard, LasVegas non sarà certo un esempio del buon gusto, ma è pur sempre meglio di Hiroshima!

  • Alessandro Colla
    Rispondi

    Ancora con il luogo comune dell’industriale che va a prendersi gente da ogni luogo per abbassare il costo del lavoro. E’ lo stesso discorso del negoziante che non vuole la liberalizzazione del commercio perché altrimenti si abbassano i prezzi. Che vada a prendersi chi vuole l’industriale. Se gli conviene affrontare la spesa dei viaggi, dei barconi e di quant’altro, nessuno deve impedirgli di proporre un contratto a chiunque. E nessuno deve impedire l’ingresso di chi ha firmato il contratto sul territorio dove legittimamente risiede quell’imprenditore. Sono le contrattazioni collettive forzate, le legislazioni invasive, i collocamenti obbligatori a causare bassi salari e alta disoccupazione. E’ ai marxisti che serve l’esercito di disoccupati e di mal pagati per poter costruire le proprie fortune politiche, non al capitalismo al quale serve un esercito di consumatori disposti a pagare quanto viene prodotto. Il disprezzo per i contratti è un’esplicita ammissione della scarsa considerazione che gli statalisti hanno per la persona. Secondo loro sono tutti incapaci, nonché bisognosi di un governo obbligatorio che li assista dopo aver preso il potere con la forza mascherandolo con la democrazia. Il contratto è un’istituzione libera, antitetica al capestro e alla schiavitù. Chi vuole tenere la gente nell’ignoranza è proprio chi contesta questo principio elementare.

    • spago
      Rispondi

      “non al capitalismo al quale serve un esercito di consumatori disposti a pagare quanto viene prodotto” infatti! Una delle teorie marxiste più assurde è quella per cui i capitalisti manterrebbero i lavoratori al mero livello della sussistenza.. basterebbe capire che i lavoratori sono anche i clienti! A parte alcuni settori di lusso, la maggior parte dei produttori produce per le masse, per la persona comune, di reddito medio, ma anche basso.

  • giorgio
    Rispondi

    Dino
    ripeto, le cooperative hanno uno statuto giuridico che le accomuna alle aziende private. Citare l’esempio di Carminati e soci per dimostrare che tutte sono così è, scusami tanto, da fessi! Quello era UN caso in cui una cooperativa agiva in stretta relazione con i poteri politici, ma estendere quel caso a tutte le cooperative significa non sapere di cosa si sta parlando.
    Sul concetto di proletarizzazione ci sarebbe da discutere. Peccato che il proletario ha bisogno delle fabbriche e in italia le fabbriche sono sempre meno, anzi, stanno scomparendo. Il fatto è che nei campi pugliese calabresi e del sud in generale sono gli africani sub-sahariani a essere sfruttati da soggetti privati senza scrupoli. Sono gli imprenditori non i marxisti ad avere bisogno di manodopera a basso costo! Poi ripeto, se lei ha la soluzione in mano per risolvere il problema degli immigrati si faccia avanti, sono proprio curioso di sentirla.

    • Pedante
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      In realtà si tratta di una coalizione di interessi condivisi. L’imprenditore che vuole la manodopera a basso costo (e le spese socializzate) e il politico portatore della visione del Nuovo ordine mondiale (ordo ab chao).

  • VITO PETRUZZELLI
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    DINO le fabbriche socmpaiono perche le tasse in italia sono ormai al 60 70 80 per cento e avolte anche oltre come puo un azienda italiana essere competitiva me lo spiega lei? gli imprenditori si devono barcamenare con uno stato che li tassa fino al midollo fornendogli servizi da terzo quarto mondo, il problema degli immigrati si risolve non facendoli entrare anzi non andando a prenderli nei loro paesi se non hanno la certezza di avere un reddito dove si recano o un contratto di lavoro.dobbiamo smetterla col falso buonismo lei che parla tanto e pontifica cosa ha fatto di concreto per aiutare chi e’ in difficolta e ce ne sono tanti anche italiani mi creda…….

  • Dino
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    @Giorgio posso assicurarti che tutte le cooperative che agiscono nel sociale: integrazione, immigrazione, pari opportunità, banche e finanza in Italia agiscono in strettissimi rapporti come dici tu con il potere politico! Se non vedi tutto ciò sei fuori dalla realtà. Grazie per il fesso
    Inoltre le cooperative per strani motivi godono in Italia di una fiscalità preferenziale, difatti il loro raggio d’azione si è esteso a macchia d’olio nella gdo.

  • Dino
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    E poi il fatto è che ai ragazzi pugliesi non va più a nessuno di fare l’agricoltore, l’artigiano o specializzarsi in qualcosa di pratico, molto meglio entrare nell’esercito, in marina, aeronautica, dove tra malattie e ferie puoi stare sempre in palestra e gli stipendi sono più che buoni in rapporto al costo della vita e te lo posso assicurare che non ci si ammazza mica di lavoro nelle barbare caserme o nelle crociere. Te lo dice un pugliese.

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