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SEMAFORODI MAURO GARGAGLIONE

Rispettare un semaforo rosso è una regola ferrea che salva la vita a due persone, chi si ferma al rosso e chi passa col verde. La maggior parte delle regole del codice della strada si sono evolute e sono state codificate DOPO che le strade sono diventate affollate di mezzi di ogni tipo. Il codice della strada diventa codice perchè è ciò che oggi si definisce un comportamento WIN – WIN.

Ovviamente si esclude la violenza al buon senso, per cui si mettono limiti di velocità palesemente assurdi per fare cassa con gli autovelox, ma un limite di velocità, ad esempio, DEVE POTER ESISTERE. Tanto che lo troviamo anche in particolari tratti delle autostrade tedesche che, ove non segnalato, non ne hanno alcuno.

Non si può considerare il codice della strada una legge positiva. Così come non si può considerare una legge positiva l’obbligo di rispettare i contratti liberamente sottoscritti. Con relativa sanzione per chi non li rispetta e contorno di organizzazioni che obbligano colui che ha violato il contratto al pagamento della sanzione. Il libertarismo non anela a un mondo senza leggi, senza regole, sena responsabilità e sanzioni, tutto il contrario.

Torniamo al codice stradale. Sono stati fatti esperimenti in alcune cittadine eliminando semafori e quasi tutta la segnaletica per obbligare i conducenti ad abbassare la velocità e stare più attenti, contando sul timore nei confronti del prossimo. Interessante. Ma ricordiamoci sempre che, se il timore del prossimo che occupa insieme a noi la stessa strada avesse funzionato, il codice stradale non sarebbe nato. Invece pare che morti, feriti e arti amputati sotto le carrozze nell’800, fossero moneta corrente. E le velocità di percorrenza erano molto basse.

Ancora sul limite di velocità sulle autobahn, è chiaro che quando ne incontriamo uno (e guai a chi sgarra) il motivo è che quel tratto di strada non si presta alle alte velocità. Ora, è un dato di fatto che la maggior parte delle nostre strade extraurbane non si presta a garantire la sicurezza di biciclette insieme ad automezzi leggeri e pesanti che le condividono.

Bisognerebbe allargare la sede stradale per riservare lo spazio a chi procede lentamente, e la cosa non deve sorprendere i ciclisti come diversi tra i miei amici di Fb, che si risentono per il mio post contro i ciclisti che, per soprammercato, fanno pure gli arroganti padroni della strada, perchè è la stessa logica, che immagino essi accetteranno, che vieta l’accesso alle biciclette nelle autostrade e nelle superstrade.

Mentre metto tranquillamente in conto l’avversione degli statalisti collettivisti, bianchi, neri e rossi, al libertarismo, mi duole constatare che questa filosofia di vita che mette l’individuo al primo posto col suo diritto sacro a non subire fastidio e intralcio da nessuno, e contemporaneamente l’obbligo di non recarne al prossimo, venga fraintesa da persone che pur si dichiarano anti-stataliste. In questo senso mi rendo conto di quanto sia a volte difficile comprenderla. E’ forse per l’adamantina coerenza del buon senso?

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Mostrati 8 commenti
  • Stefano Tonelli
    Rispondi

    Bravo Mauro. Il codice della strada è qualcosa di indispensabile, e questa affermazione è assolutamente coerente con il libertarismo. La discussione semmai si dovrebbe spostare su chi dovrebbe redigerlo, ma è fuori discussione che velocità spropositate per determinati tratti stradali rappresentino un’aggressione alla sicurezza altrui, anche in assenza di incidenti.

  • fabio colasanti
    Rispondi

    parallelamente a questo discorso io ricorderei sempre che “CHI ROMPE PAGA”, e quindi naturale conseguenza dovrebbe essere che
    CHI NON ROMPE (non fa danni materiali) NON DOVREBBE PAGARE.

    Quindi niente multe o punizioni per eccesso di velocità né per essermi bevuto o fumato o iniettato l’inverosimile, eccetera….

    E nel momento in cui accade qualcosa, esempio investo ed uccido una persona, non ritengo giusto che siano considerate attenuanti o aggravanti l’essere sotto l’effetto di sostanze che alterano l’ordinaria capacità di guida (o di comportarsi in generale): chi ammazza una persona (come chi fa un danno d’ogni altro tipo) deve risponderne a prescindere.
    Se rompo un vaso inavvertitamente o perché sono ubriaco non cambia nulla, lo ripago e basta!!
    Può cambiare semmai la condanna morale, l’opinione che amici e parenti possono avere di me come persona che non sa regolarsi con l’alcool, ma non dovrebbe cambiare la sanzione -che infatti non deve, o dovrebbe, avere scopo ‘educativo’-

  • christian
    Rispondi

    Fabio le cose cambiano notevolmente.
    Colpa lieve, colpa grave, dolo.
    Non è questione di attenuanti generiche od aggravanti specifiche.
    Detto in modo più fine.
    Non fai quello che cazzo ti pare solo perché sei stato fortunato e non hai provocato danni con il tu comportamento imbecille.
    Con il tuo principio uno potrebbe cominciare a sparare a caso con gli occhi bendati. Se non colpisce nessuno tutto bene, se ammazza qualcuno è stato un incidente.
    Anche mettere in pericolo gli altri è un aggressione.

    • Pedante
      Rispondi

      Uno sparatore impazzito potrebbe essere abbattuto per legittima difesa. Non basta come disincentivo?

    • Fabio
      Rispondi

      non mi devo essere spiegato bene:
      da una parte l’aggressione dev’essere reale.
      dall’altra se spari come nell’esempio che fai (occhi bendati quindi in modo avventato e rischioso per tutti) vai fermato. Io sono contro il monopolio statale che vuole armati solo le ‘forze dell’ordine’ e impedisce a me persona qualsiasi di essere armato.

      Ribadisco che nel tuo esempio chiunque sia presente ha tutto il diritto di ritenersi aggredito da uno che spara alla cieca e quindi deve poter difendersi , anche sparando a sua volta arrivando ad uccidere lo scemo di cui sopra e senza per questo passare dalla parte del torto.

      Come per usare un’automobile è assolutamente consigliabile aver seguito un corso di scuola guida, così per utilizzare un’arma è altrettanto consigliabile aver seguito un corso adeguato.

      Ti metti alla guida senza saperlo fare ed ammazzi qualcuno investendolo o danneggi un’auto per strada? O paga la tua assicurazione o tu stesso con il tuo patrimonio, non mi sembra ci siano alternative. Cosa accade se uccidi una persona oggi con l’automobile nei vari casi che possono presentarsi (incidente volontario, volontario, futili motivi, ecc…)? UGUALI conseguenze devono prevedersi con le armi, CHI ROMPE PAGA, tanto con le armi quanto con le automobili.

      Quando fai un’obiezione prova a riflettere cambiando i due termini (auto/arma), equivalenti nel discorso danni/responsabilità personale/rimborso del danno.

      PS: preciso che uso il maiuscolo, non sapendo come qui impostare il grassetto, non per ‘alzare la voce’ ma solo per sottolineare passaggi più importanti.
      Mi scuso anticipatamente con chi si può sentire urtato da questo.

  • Pedante
    Rispondi

    San Francisco, 1906.

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