In Economia, Esteri

DI ECONOMYUP

giapponeIl Giappone, di solito considerato un Paese conservatore e tradizionalista, ha emesso proprio in questi giorni i primi bond al mondo denominati in Bitcoin. Non è un caso che l’esperimento sia avvenuto a Tokyo e non a New York, Londra o a Milano. Nell’ultimo anno, il primo ministro giapponese Shinzo Abe ha trasformato il Giappone in uno dei paesi al mondo più favorevoli ai Bitcoin ed in generale alle criptovalute.

La nuova normativa giapponese, approvata ad aprile di quest’anno, riconosce il Bitcoin e lo regola in modo chiaro. Soprattutto, le transazioni in Bitcoin sono esentate dall’imposta sulle vendite, una imposta simile all’IVA Italiana che in Giappone raggiunge l’8%. Non è una rivoluzione legata ad un solo paese, ma all’intera regione del Sud Est Asia. I più grandi utilizzatori di Bitcoin sono in Cina, e—come abbiamo scritto in passato su EconomyUp—gli emigrati di Corea ed Singapore preferiscono inviare i guadagni alle loro famiglie in Bitcoin.
A questi trend strutturali, si aggiungono gli eventi politici locali. La tensioni tra gli USA e la Nord Corea hanno creato un grosso nervosismo in Asia nei confronti del dollaro, a tutto vantaggio delle criptovalute.
La prima emissione di bond denominati in Bitcoin è stata gestita da Fisco, un gruppo basato a Tokyo che si occupa di informazione finanziaria. È un esperimento condotto con l’emissione di bond per 200 Bitcoin con un valore al momento dell’emissione di circa $800.000. I titoli garantiscono un interesse del 3% per tre anni. L’interesse può sembrare minimo ma alla fine dei tre anni i possessori dei bond riceveranno 200 Bitcoin “in contanti”, di fatto guadagnando anche dall’aumento di valore della criptovaluta (o perdendo se il valore del Bitcoin dovesse scendere).
Per dare un’idea delle potenzialità—e dei rischi di volatilità—quando ho conosciuto il Bitcoin per la prima volta a Londra nel 2011 era quotato a $31, oggi ha superato i $4.000.

Masayuki Tashiro, responsabile dei prodotti per Fisco, ha già comunicato ai giornalisti che la sua azienda è pronta a sperimentare nuovi bond in criptovaluta. Restare aggiornati sul mercato asiatico del Fintech—la finanza tecnologica—diventa sempre più una scelta obbligata per le banche e gli operatori italiani. In passato, innovazioni come Internet, l’e-commerce ed i social media esplodevano in Europa 2-5 anni dopo gli Stati Uniti. Nei prossimi due anni l’innovazione probabilmente arriverà dall’Asia, almeno nel settore dei pagamenti. I fratelli Samwer, fondatori di Rocket Internet, sono diventati miliardari clonando in Europa i siti web americani. Sarà curioso quali amministratori delegati e imprenditori avranno l’intuizione di fare lo stesso oggi con l’Asia.

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  • andrea
    Rispondi

    bel colpo…. ecco la prima botta che arriverà alòle banche tradizionali quelle che mandano il mondo in bancarotta stampando denaro dal nulla illimitatamente

  • ANTITROLL
    Rispondi

    Certo, certo, come no…

    ♫♪ Buongiorno trollino, il congedo è vicino,
    per me è finita, per te c’è una vita. ♫♪

  • Alessandro Colla
    Rispondi

    E questo come si è tradito? Comunque, speriamo sia finita per lui e lunga vita ad Antitroll.

    • ANTITROLL
      Rispondi

      Grazie per l’apprezzamento.

      Mi sono congedato con la canzoncina di fine naja, continuo a leggere, mi diverto a vedere dove e quando si cela l’alieno, ma penso di non intervenire più perchè un bel gioco dura poco.

      Alcune considerazione finali che possono tornare utili:

      – il troll è presente in questo sito da molti anni (6 accertati);

      – il troll è un soggetto molto complesso, non cattivo, formalmente educato, sensibile, colto, si rivela molto grossolano solo quando sbatte in faccia i suoi presunti titoli accademici (lauree e/o master) e permanenze all’estero che lo avrebbero già reso CEO della Nestlè anzichè bischero del Web;

      – il troll ha il senso della vergogna inibito (quindi inutile percularlo), in quanto accusa disturbi mentali da accertare (schizo, HDP, disturbo bipolare); inoltre ha un vecchio rancore con questo sito (sue stesse rivelazioni maniacalmente reiterate, commento 56 del link sotto) e, come quegli spiriti che infestano i luoghi in cui hanno delle pendenze irrisolte, da qui non si schioda;

      – il troll ha più nomi in agenda di un calendario e dato che deve gestire una rubrica immensa, spesso con link associato/profilo facebook rubato, e ogni nome è destinato ad un preciso intervento (destra, sinistra, moderato, anarchico, leggero, scherzoso, pesante anche se poi finisce per incasinarsi per forza), che per i più importanti riserva pure uno stile preciso di scrittura, comprenderete come questo soggetto passi molto tempo e faccia un discreto sforzo mentale (ma non basta, di sicuro ha un database dedicato solo per queste cazzate) per gestirsi;

      – il troll lo si capisce meglio leggendolo quando è a briglia sciolta: finchè si firma Gran Pollo, Sency, G.Vigni… potrebbe sembrare normale, ma se si va al link

      http://www.movimentolibertario.it/index.php?option=com_content&view=article&id=3696:wikipedia-censura-il-movimento-librtario-&catid=1:latest-news

      e si considera che ha resuscitato e squatterizzato una vecchia pagina morta (dal 2017 in poi i commenti in mille lingue e senza senso sono tutti suoi), ne emerge un profilo devastante sotto l’aspetto umano/sociale, tanto che il Jack Nicholson/Torrence in Shining (che scriveva tonnellate di fogli di frasi maniacalmente ripetute) appare il suo più serio termine di paragone.

      Ultimamente “fa l’amico”, ma dagli amici mi guardi Iddio.

      Timeo troll et dona ferentes.

      Ad maiora.

    • christian
      Rispondi

      Hai presenti i forestali che incendiano i boschi per poi spegnerli.
      Guarda bene il modo di scrivere. Chi cavolo va a controllare un sito morto da 6 anni.
      I Nick citati sono qui dall’inizio o quasi il pazzo si è manifestato quest’anno, quali altri Nick sono comparsi di recente. Poi il commento a cazzo sui radicali non lascia molti dubbi.
      In ogni caso qui qualcuno potrebbe scrivere con qualsiasi Nick (anche del mio, banale, c’è stato un omonimo).

      • ANTITROLL
        Rispondi

        Uelaaa, stai perdendo il tuo tradizionale aplomb.

        Clona anche il mio nick e divertiti, che tanto lavori per il re di prussia (senza di te questo sito perde il 60% dei commenti).

        Sei uno spasso, psycho.

  • Alessandro Colla
    Rispondi

    Condivido l’analisi del soggetto tranne in un punto, quella dove viene definito colto. Quando si firma con il nome dell’uccisore del drago e sostiene di essere un libero professionista che va sempre al catasto, si rivela fortemente limitato anche sul piano culturale. A meno che non lo faccia apposta per evitare i possibili smascheramenti. Che G. Vigni fosse lui non lo avrei mai immaginato. Lì è riuscito a mascherarsi veramente bene, per lo meno agli occhi di chi come me non è in grado di individuarli. Spero ci sia una tecnica di apprendimento in merito. Nel frattempo auspico che Antitroll continui a intervenire; non per gioco ma per segnalare gli ostacoli. Nella vita normale è più facile accorgersi di quale pasta possa essere chi ci sta davanti (anche se a me hanno dato la bufala per la prossima settimana di dover presentare un noiosissimo libro che è un peana all’intervento pubblico nel settore urbanistico; non so come riuscirò a barcamenarmi per salvaguardare i comprensibili interessi di vendita del libraio unitamente a quelli del resto dell’umanità). In rete la cosa è, almeno per me, più complicata.

    • winston diaz
      Rispondi

      Un gruppo di discussione, specie una comunita’ volontaria di libertari, per funzionare, dovrebbe essere moderato per default verso i provenienti dall’esterno, e poi dare libero accesso senza moderazione e con maglie larghe e libertarie a tutti anche molto dissenzienti tranne coloro che danno chiari segni di squilibrio mentale, che in rete imperversano, e che di solito postano la maggioranza dei commenti sia nei giornali ufficiali che nei blog (perche’ da veri maniaci non si riposano mai), dando cosi’ l’impressione che quei luoghi siano popolati da un branco di pazzi deficienti, cosa che non fa molto bene alle tesi ivi sostenute…

      Non so se vi ricordate i vecchi congressi dei radicali (io ne ascoltavo a suo tempo qualche pezzo per radio, mentre magari spaccavo la legna): poiche’ bastava iscriversi per aver diritto di parola, li’ trovavano spazio tutti i pazzi che, per ovvi motivi, venivano espulsi dagli altri movimenti. Per cui a un certo punto sembrava un vero manicomio, ma vero-vero, non per modo di dire. Oppure, stessa cosa, nei fili diretti per telefono in onda, dove TUTTI i santi giorni, approfittando della liberalita’ aperta a tutti, telefonava lo schizzato che voleva che la sua voce e le sue stronzate fossero ampiamente diffuse in tutta la penisola…

      L’anonimato della rete ha una cosa di bella: che mostra quanto alta sia la vera percentuale di psicopatici, a livello psichiatrico, nella popolazione, quando essi possono esprimersi liberamente nell’anonimato senza timore di essere riconosciuti e quindi essere sottoposti al giudizio sociale nella loro persona fisica. In psichiatria forense, se non ricordo male, si parla di un 10 per cento circa di instabili sul totale della popolazione, fra complottisti schizofrenico paranoidi e altri, che prima dell’avvento della rete erano normalmente silenti, o si sfogavano facendo impazzire a loro volta solo i parenti piu’ stretti che erano costretti a sopportarli.

      • ANTITROLL
        Rispondi

        LOL io li ricordo i fili diretti dei radicali, erano dominati da:
        – Toni di Roma, chiodo fisso: no agli sfratti senza alternativa;
        – Anna di Scandicci, chiodo fisso: salario al lavoro domestico;
        – Raffi da Milano, chiodo fisso: anti pannellismo mattacchione;
        – Piero da Torino, chiodo fisso: odio pannelliano viscerale;
        – Elisa da Milano, chiodo fisso: non ricordo, era odiosa già dalla voce;

        and last but not least:

        – Franco Levi da Milano, chiodo fisso: processo industriale Rossi per produzione di petrolio dai rifiuti con minimo inquinamento.

        Il processo Rossi c’è stato, anzi più di uno, ma per reati vari perchè era tutto una bufala.

        • winston diaz
          Rispondi

          Il famoso “Franco Levi” mi pare fosse anche quello che ce l’aveva a morte con un noto leader israeliano, secondo lui colpevole di non so che assassinii (non sono bravo con i nomi, mi ricordo meglio le situazioni).

          Comunque, gia’ c’era di suo il problema di trovare un bandolo di senso in tutto questo caos, ci mancava solo la “bolla” dei pazzi… (che ci sono sempre stati, adesso sono solo piu’ visibili, sebbene sotto forma virtualizzata).

          Proprio ieri leggevo che Russell diceva che la terra e’ il manicomio dell’universo… si’, questo dev’essere il prezzo della infinita “programmabilita’” della mente umana, ma che prezzo…

  • christian
    Rispondi

    Accidenti. Mai avrei pensato che fosse così malato da “violentare” il vecchio e morte sito movimentolibertario.it, dove peraltro non è presente praticamente nessuno ad osservare i suoi atti di puro esibizionismo. Altro che necromanzia (come si dice in gergo chi “resuscita” con commenti post privi di commenti da molto tempo) questa e proprio necrofilia. Questo tizio gode nel violare anche i “morti” (metaforicamente parlando).
    Personalmente non penso che si possa più considerare un TROLL ma un vero malato di mente e stalker virtuale di questo sito. Fortuna che non sa chi siamo nella vita reale, non so altrimenti un tizio del genere cosa avrebbe potuto fare.
    Ho visto solo un’altra persone così pazza su internet (il cui cognome non cito per evitare che possa ritrovarlo con qualche motore di ricerca, ma se volete saperlo andate sul sito di mercato libero di Paolo sulla colonna a destra).
    Mi chiedo solo quale sia l’elemento che abbia scatenato il malato mentale in questione a partire dell’inizio di quest’anno, rendendo la sua furia incontenibile con periodici attacchi che ben si possono vedere: perso il lavoro, lasciato dalla sua compagna, tolto la patria potestà, rubato i bitcoin che aveva preso nel 2012 quanto valevano un decimo….bho.

  • Sency
    Rispondi

    Ma io esisto e frequento anche altri siti con lo stesso nick. Ho partecipato anche alla fondazione del movimento libertario e sono stato una volta a cena con Leonardo a Poiana Milanese… almeno su di me vi stato sbagliando. Vorrei capire cosa ho scritto di compromettente.

  • winston diaz
    Rispondi

    Occhio pero’, che l’essere una valuta a scambio volontario e non a corso forzoso implica anche che il suo valore possa andare a zero, ma proprio a zero, dall’oggi al domani (basta che venga resa illegale, cosa che puo’ accadere nottetempo). In tal caso il suo valore residuale diverrebbe lo stesso di una partita di droga, cioe’ dipenderebbe solo dal grado di dipendenza di chi rimane ad usarla in un ristretto mercato sotterraneo. L’estremo opposto del dollaro, insomma, che nonostante tutti i suoi difetti e’ ben accetto ubiquamente, anzi essendo a corso forzoso DEVE essere ben accetto ubiquamente.

    Oppure, al contrario, puo’ succedere che il suo valore vada all’infinito, nel caso sostituisca completamente le altre monete, visto che il numero massimo di bitcoin e’ fisso e limitato (mi pare che ne restano solo meta’ da “minare”, correggetemi se sbaglio).

    Sinceramente, se si prende atto di questo, mi pare che partecipare volontariamente a questo gioco al rialzo non sia molto furbo se non si e’ fra quelli che ne hanno comprati in abbondanza quando valevano nulla, e aspettano il momento buono, quello del pre-scoppio della bolla, per disfarsene e riempirsi le tasche di moneta “buona” (Carbone, in uno dei suoi podcast, parla della possibilita’ di 70.000 euro per bitcoin), e vivere di rendita per il resto dei loro giorni.

    Occhio, che chi lavora nei beni finanziari primo fa questo per mestiere, secondo fa di tutto per non farlo capire (la dissimulazione e’ a fondamento del mestiere)… mestiere cioe’ di spennare i polli grazie anche al contributo dell’ignoranza degli “utili idioti” che gli portano l’acqua e che potremmo anche essere noi… meglio tenersi alla larga. Con l’oro non ha funzionato, o meglio ha gia’ funzionato, adesso riprovano col bitcoin.

    E’ la stessa storia dell’esplosione dei prezzi delle materie prime attorno al 2005, mi ricordo che l’acciaio triplico’ in un solo mese, avvenuta per motivi esclusivamente finanziari: quell’esplosione avvenne anche grazie al clamore uiversale sull’esaurimento delle risorse, che insistettero a mettere in giro per primi gli ecologisti-picchisti. Alla fine un sacco di speculatori si strariempirono le tasche, grazie agli ecologisti, e l’economia mondiale ebbe un sobbalzo e una crisi tremendi. Bel risultato…

    La sapete la storia della bolla dei tulipani del 1600 in olanda, no? Chi non se la ricorda bene, gli dia un’occhiata su wikipedia, e’ istruttiva sul come funzioni in certi momenti la mente umana accecata dalla foia di guadagno e nel farsi trascinare da quello che per un attimo diventa il pregiudizio generale, folle se visto col senno di poi (caratteristica che poi e’ la stessa che da’ la dipendenza, psichiatrica, dal gioco d’azzardo).

    Fra l’altro, teniamo presente che in Cina, dove il bitcoin ha particolare fortuna, e’ enormemente diffuso il gioco d’azzardo, i cinesi ne sono fanatici (anche perche’ probabilmente hanno perso il senso di cosa voglia dire vivere in una societa’ stabile da quasi un secolo, e non gli resta che l’azzardo): la fortuna del bitcoin in quelle plaghe potrebbe essere dovuta soprattutto a questo: non avere comunque niente da perdere. E tutto va bene, benissimo, meravigliosamente, finche’ c’e’ il corso ascendente tipico delle bolle che si gonfiano…

    Fra parentesi, fa pensare che gli stessi che temono le politiche inflattive delle banche centrali, poi si affidano superstiziosamente a degli strumenti finanziari che definire inquietanti e’ poco.

    Ricordatevi della bolla dei tulipani… alla fine, “Tutti i tentativi esperiti per risolvere la situazione in modo da accontentare entrambe le parti si rivelarono un insuccesso. In sostanza, ciascuno rimase nella situazione finanziaria in cui si trovava alla fine del crollo: nessuna corte poteva esigere che i contratti venissero onorati, perché i giudici considerarono questi debiti alla stregua delle obbligazioni naturali contratte con il gioco d’azzardo, e quindi non esigibili attraverso un’esecuzione forzata sotto la giurisdizione della legge.” (wikipedia)

  • Alessandro Colla
    Rispondi

    Anche l’oro, in teoria, potrebbe avere effetti “bolla” ed essere soggetto a fluttuazioni. Ma per ovvie ragioni non può essere paragonato al bulbo dei tulipani. La maglia di uno sportivo può valere all’asta migliaia o milioni di euro come può averne meno del prezzo della stoffa. L’oro è meglio ma io non mi vendo casa per acqustarlo. Col le criptovalute non lo so, non ho certezze né in un senso né in un altro. Se fossi ricco, oggi ne acquisterei una a settantamila euro. Se dieci anni fa avessi saputoi che acquistandone una a sette euro avrei ora moltiplicato il capitale, lo avrei fatto. Il prezzo che sarei disposto ad investire oggi in un’operazione del genere è cinquanta euro. Se qualcuno, truffatore od onesto che sia, può essere interessato me lo faccia sapere. Non credo si possa stabilire in anticipo come finirà e se finirà la questione del criptodenaro.

    • winston diaz
      Rispondi

      “non può essere paragonato al bulbo dei tulipani”

      La morale della bolla dei tulipani, secondo me, e’ che non c’e’ limite alla follia umana, e tutto ma proprio tutto puo’ andare in “bolla” (perfino l’acqua o l’aria, basta convincere la “massa critica” che l’acqua e l’aria presenti in un certo posto sono piu’ aria e piu’ acqua di quelle degli altri posti – vedi le manie attuali).
      Per cui chi vende la soluzione a tutti i problemi, o e’ un pazzo o un imbonitore.

  • Alessandro Colla
    Rispondi

    Gli imbonitori sono sempre esistiti e sempre esisteranno. Ma non mi sembra che i venditori di denaro criptato sostengano di avere la soluzione di tutti i problemi. Può darsi che non sia conveniente essere loro clienti, ho già scritto che non me ne intendo, ma non ho certezze né in un senso né in un altro. Oggi non avrei la possibilità di acquistare quelle monete come non ho possibilità di acquistare oro. Potrei chiedere di essere pagato in questa forma per una prestazione occasionale. Per un breve componimento in versi il cliente frazionerà la somma, per una sceneggiatura pubblicitaria trattiamo. Nel peggiore dei casi ho perso un po’ di tempo (quanto se ne perde con gli organizzatori di sagre, feste popolari, impresari mediocri e quant’altro?) e magari un’occasione di avere un cliente pagante ma comunque non mi sono impegnato l’abitazione.

    • winston diaz
      Rispondi

      “Ma non mi sembra che i venditori di denaro criptato sostengano di avere la soluzione di tutti i problemi.”

      Di certo non tutti, anzi forse solo alcuni, ma lo stesso accade piu’ o meno in tutte le categorie, che qualcuno dentro di particolarmente egotico e monomaniaco creda di avere la soluzione a tutti i problemi… e qualcun altro lo segua.

      Il meccanismo psicologico delle bolle e’ sempre lo stesso, quando si vede il valore di qualcosa, qualsiasi cosa, crescere, ci si mangia le unghie per l’invidia di non essere fra quelli che hanno investito per primi e quindi guadagnato quando i prezzi erano bassi, allora si investe cosi’ si fanno salire ancora di piu’ i corsi, finche’ i veri professionisti della speculazione, che sono gli stessi che hanno abilmente nutrito le voci di grande affare e messo in moto il fenomeno, cominciano a vendere per primi, il processo si inverte, e la valanga verso la posizione di equilibrio che e’ in fondo alla discesa diviene inarrestabile. Alla fine tutti si rendono conto, salvo i professionisti oppure i paranoici del complotto, di essere stati vittime di una follia.

      Non so se vi ricordate la bolla delle dotcom (mado’ sono passati gia’ 20 anni?), ando’ esattamente cosi’, di migliaia di societa’ totalmente inconsistenti i cui valori azionari andarono alle stelle finche’ tutti se le volevano accaparrare, e tutti se le volevano accaparrare finche’ i valori andavano alle stelle, ne rimasero in piedi e fecero davvero fortuna solo pochissime. Sono i classici fenomeni che in fisica si dicono di “interferenza costruttiva”, tipo il crollo del ponte di tacoma (vedere youtube per chi non se ne ricorda, e’ istruttivo cosa producano i fenomeni che si autoalimentano ricorsivamente in modo immoderato, forse anche altro esempio della legge dei rendimenti decrescenti nella teoria del marginalismo economico: che il troppo stroppia)

  • Sency... che scrive nel forum dall'apertura di questo sito!
    Rispondi

    Pure io ho il timore che sia in bolla. Però poi ragiono e mi chiedo: è più in bolla il bitcoin oppure la finanza mondiale, con dollari ed euro stampati a manetta e garantiti da titoli di stato che è impossibile che siano ripagati? Debito impagabile con tassi d’interesse assurdamente bassi.
    Io mi aspetto la realizzazione dell’ultimo stadio previsto dagli austriaci: una grande inflazione portata dalle criptovaluta nel giro di pochi anni. E non è detto che la cosa sarà negativa, con gli stati che vedranno da una parte diluiti i loro debiti, dall’altra privati della possibilità di giocare ad inflazionare la moneta.

  • christian
    Rispondi

    “Occhio pero’, che l’essere una valuta a scambio volontario e non a corso forzoso implica anche che il suo valore possa andare a zero, ma proprio a zero, dall’oggi al domani (basta che venga resa illegale, cosa che puo’ accadere nottetempo).”
    Certamente, tipo certe banconote in India? od anche in un tempo un po’ più lungo tipo il Bolívar venezuelano? La differenza che le Cryptomonete non ti costringono a prenderle le fiat o valute a corso forzoso (od anche cartaculo come sono chiamate dai più raffinati i contanti) si. La differenza è che nei siti e forum tecnici viene ripetuto spesso che qualsiasi Cryptomeneta (parlando in generale e non solo di Bitcoin, che la più conosciuta e quella con maggiore capitalizzazione) in particolare a chi entra ed interviene pensando/sperando di poter investire facendo un x10 o x100 in un breve lasso di tempo (anche se è successo). In un secolo il valore del dollaro (poter di acquisto) si è ridotto del 95% grazie alla stampa monetaria eseguita in modo subdolo dalla banca centrala (la svalutazione della Lirucola meglio non citarla per pudore).

    “In tal caso il suo valore residuale diverrebbe lo stesso di una partita di droga, cioe’ dipenderebbe solo dal grado di dipendenza di chi rimane ad usarla in un ristretto mercato sotterraneo.”
    Magari visto che il giro d’affari annuo della droga è superiore a 300 miliardi di dollari mentre la capitalizzazione di tutte le cryptomonete è solo 150 miliardi. Figuriamoci il fatturato del crimine in generale. Forse non tutto il giro di affari illeciti passa tramite Cryptomonete (ci saranno due o tre persone oneste che usano le Crypto in modo lecito, io mi tiro fuori in quanto uso le Crypto per comprarmi le modelle sul “darke webbe”). Ma forse intendevi che le Crypto creano dipendenza come la droga è chi ha assunto Bitcoin oramai è entrato nella spirale e per sballare dovrà cercare monete sempre più pericolose tipo Ethereum (questa battuta è per chi conosce un po’ la materia).

    “L’estremo opposto del dollaro, insomma, che nonostante tutti i suoi difetti e’ ben accetto ubiquamente, anzi essendo a corso forzoso DEVE essere ben accetto ubiquamente.”
    Appunto, ben accetto come un pasto a base di merda propinato con la pistola alla tempia. Il sottostante del dollaro è un bell’arsenale nucleare oltre all’esercito più potente del mondo che si trova “ubiquamente” in varie parti del globo.

    “Oppure, al contrario, puo’ succedere che il suo valore vada all’infinito, nel caso sostituisca completamente le altre monete, visto che il numero massimo di bitcoin e’ fisso e limitato (mi pare che ne restano solo meta’ da “minare”, correggetemi se sbaglio).”
    Infinito un po’ troppo ci possiamo anche accontentare di qualcosa di meno. Il Bitcoin è solo una delle monete e non c’è limite a quanto se ne possono creare visto che chiunque è libero di farlo. Sarà poi il mercato a decidere quali sono le monete migliori. Comunque sono state minate circa 16 milioni sul totale fisso di quasi 21 milioni, tra circa quindi anni saranno state minate quasi tutte con un residuo che verrà estratto ad una velocità trascurabile.

    “Sinceramente, se si prende atto di questo, mi pare che partecipare volontariamente a questo gioco al rialzo non sia molto furbo se non si e’ fra quelli che ne hanno comprati in abbondanza quando valevano nulla, e aspettano il momento buono, quello del pre-scoppio della bolla, per disfarsene e riempirsi le tasche di moneta “buona” (Carbone, in uno dei suoi podcast, parla della possibilita’ di 70.000 euro per bitcoin), e vivere di rendita per il resto dei loro giorni.”
    Sinceramente, se si prendesse atto di cosa è veramente la valuta fiat o cartaculo (ma in Venezuela oramai vale anche meno della vera carta igienica) si capirebbe che è poco furbo tenere quest’ultima e non le Cryptomonete. Gli speculatori (che tu sembri odiare in modo viscerale) sono presenti ovunque (alla stregua di truffatori/imbonitori come giustamente notato da Colla) ma molti sono passati alle Cryptomente per tenerle e liberarsi della moneta “buona” che è buona solo per chi si trova vicino alla stampante monetaria, come detto sino alla nausea anche in questo sito (in termini di valore due mesi fa John McAfee ha scommesso che in tre anno il Bitcoin avrebbe raggiunto 500.000$, quello che ha scommesso ve lo risparmio se siete curiosi andatelo a cercare).
    In ogni caso chi ha comprato il Bitcoin quando non valeva praticamente nulla si è già sistemato da tempo quindi puoi darti pace oppure li vai a cercare uno per uno per somministrare loro la giusta punizione divina.

    “Occhio, che chi lavora nei beni finanziari primo fa questo per mestiere, secondo fa di tutto per non farlo capire (la dissimulazione e’ a fondamento del mestiere)… mestiere cioe’ di spennare i polli grazie anche al contributo dell’ignoranza degli “utili idioti” che gli portano l’acqua e che potremmo anche essere noi… meglio tenersi alla larga.”
    Come già detto in altri post i promotori finanziari non ti consigliano Crypto perché 1.non ci capiscono loro nulla per primi 2.non ci guadagnano niente visto che le Crypto nascono proprio per disintermediare. Al massimo ti potrebbero consigliare qualche pseudo fondo di Crypto con tante belle commissioni (non so se ci sono effettivamente). Comunque hai ragione meglio starne alla larga, meglio i bond argentini, Cirio, Parmalat, obbligazioni di Banca Marche ed MPS tutti dati per investimenti sicuri (per MPS pure Renzi ha detto che erano sicure, quindi siamo in una botte di ferro come Marco Atilio Regolo).

    “Con l’oro non ha funzionato, o meglio ha gia’ funzionato, adesso riprovano col bitcoin.”
    Quindi ha funzionato o non ha funzionato? In ogni caso con le Crypto chiunque ti dirà che non sono affatto investimenti sicuri e che si può perdere tutto a meno dei truffatori di cui sopra. La differenza è che nella finanza tradizionale quasi tutti ti spacciano le pietre per pepite d’oro, nel mondo delle Crypto la maggioranza cerca sempre di metterti in guardia da possibili “scam” (truffa in gergo di internet) e dalla assoluta volatilità e pericolosità degli investimenti.

    “E’ la stessa storia dell’esplosione dei prezzi delle materie prime attorno al 2005, mi ricordo che l’acciaio triplico’ in un solo mese, avvenuta per motivi esclusivamente finanziari: quell’esplosione avvenne anche grazie al clamore uiversale sull’esaurimento delle risorse, che insistettero a mettere in giro per primi gli ecologisti-picchisti. Alla fine un sacco di speculatori si strariempirono le tasche, grazie agli ecologisti, e l’economia mondiale ebbe un sobbalzo e una crisi tremendi. Bel risultato…”
    Si bel risultato dei mercati manipolati e regolamentati dagli stati. Se per questo gli ecologisti adesso stanno sparando che il Bitcoin consuma troppa energia. Io concordo, anzi secondo me l’uomo in generale consuma troppa energia quindi direi che per coerenza gli ecologisti dovrebbero essere i primi a smettere di consumare energie e sprecare risorse, a partire dall’ossigeno.

    “La sapete la storia della bolla dei tulipani del 1600 in Olanda, no?”
    Si, la ripeti tutte le volte che c’è un post sul Bitcoin. Forse dovresti accostare la citazione più alla bolla dei sub-prime già scoppiata, alla bolla delle obbligazioni già mezza scoppiata od alla catastrofica bolla azionaria che sta per scoppiare grazie ai prezzi gonfiati dai ripetuti quantitative easing delle banche centrali, ma a quanto pare queste bolle vanno bene tanto ci pensano gli stati a salvarci, mentre con le Crypto brutte e cattive se fai delle cazzate non ti possono venire a salvare con i soldi degli altri.

    “Chi non se la ricorda bene, gli dia un’occhiata su wikipedia, e’ istruttiva sul come funzioni in certi momenti la mente umana accecata dalla foia di guadagno e nel farsi trascinare da quello che per un attimo diventa il pregiudizio generale, folle se visto col senno di poi (caratteristica che poi e’ la stessa che da’ la dipendenza, psichiatrica, dal gioco d’azzardo).”
    Hai nuovamente ragione. L’uomo non deve avere la disponibilità del proprio denaro altrimenti lo perderà sicuramente con il suo comportamento folle. Meglio metterlo tutto il mano al saggio regolatore statele che lo dispenserà alla bisogna con una comoda paghetta mensile.

    “Fra l’altro, teniamo presente che in Cina, dove il bitcoin ha particolare fortuna, e’ enormemente diffuso il gioco d’azzardo, i cinesi ne sono fanatici (anche perche’ probabilmente hanno perso il senso di cosa voglia dire vivere in una societa’ stabile da quasi un secolo, e non gli resta che l’azzardo): la fortuna del bitcoin in quelle plaghe potrebbe essere dovuta soprattutto a questo: non avere comunque niente da perdere.”
    Hai fatto uno studio approfondito oppure stai solo esternando cazzate in libertà?
    In Cina il Bitcoin ha “fortuna” perché lo minano in gran quantità grazie ai costi bassi dell’elettricità e perché è uno dei modi per sfuggire (o cercare di sfuggire) al controllo della dittatura socialista. Lo sapresti se provassi a frequentare qualche chat sull’argomento Crypto invece che fare il saccente ed ostentare la tua conoscenza su questo sito. Conoscenza che su questo argomento specifico è quasi pari al valore dei sopra citati tulipani dopo il crollo.

    “E tutto va bene, benissimo, meravigliosamente, finche’ c’e’ il corso ascendente tipico delle bolle che si gonfiano…”.
    La bolla dovuta alla massa monetaria mostruosa creata dal nulla dalle Banche Centrali invece… Se tutte le Crypto sono una bolla con 150 miliardi di dollari di capitalizzazione tutti derivati con i loro 1.5 QUADRILIONI [Milioni di Miliardi] DI DOLLARI (ricordo che il debito mondiale è dell’ordine dei 200/300 mila miliardi e la capitalizzazione di tutte le borse del mondo è dell’ordine di 100 mila miliardi) cosa sono? La bomba nucleare?

    “Fra parentesi, fa pensare che gli stessi che temono le politiche inflattive delle banche centrali, poi si affidano superstiziosamente a degli strumenti finanziari che definire inquietanti e’ poco.”
    Quindi al posto dell’uomo nero nell’armadio tu ci vedi i Bitcoin che cercano di ghermirti e portarti via. Le Cryptomonete si basano sulla matematica (per la criptografia) e su protocolli informatici non su riti vudu od l’aruspicina praticata su povere bestie sacrificate. Se provi a studiarla forse diventerà meno superstizione e più scienza. Sai tipo i fulmini, i disastri naturali, le malattie, lo stato (anzi no quest’ultimo è proprio superstizione). Comunque mi sembra di ricordare di casi analoghi in passato, relativamente a qualcuno che diceva che l’automobile non avrebbe mai sostituito il cavallo o che internet sarebbe rimasto appannaggio di pochi “smanettoni”.

    “Ricordatevi della bolla dei tulipani… alla fine, “Tutti i tentativi esperiti per risolvere la situazione in modo da accontentare entrambe le parti si rivelarono un insuccesso. In sostanza, ciascuno rimase nella situazione finanziaria in cui si trovava alla fine del crollo: nessuna corte poteva esigere che i contratti venissero onorati, perché i giudici considerarono questi debiti alla stregua delle obbligazioni naturali contratte con il gioco d’azzardo, e quindi non esigibili attraverso un’esecuzione forzata sotto la giurisdizione della legge.””
    Abbiamo capito che ti piacono i tulipani e che sei capace ad usare il potere mistico del copia incolla.

    Nessuna legge (con la “l” minuscola) e nessun regolatore può salvarti nel mondo del Bitcoin e nessuna legge o nessun regolatore può prendere con la forza i Bitcoin (possono provare i distruggerlo, questo si).
    Venghino signori e signore venghino, fate il vostro gioco. Con lo stato nessuno vi ha mai chiesto se eravate interessati a giocare o se vi stavano bene le regole del gioco, con le Cryptomonete siete liberi di scegliere, di vincere o di perdere, per vostra sola responsabilità. Tutto il resto sono Cazzate profuse a piene mani.

    Scusate i probabili numerosi errori presenti, ma l’ora è tarda e la stanchezza tanta.
    Distinti Saluti

    • winston diaz
      Rispondi

      “Scusate i probabili numerosi errori presenti, ma l’ora è tarda e la stanchezza tanta.”

      Quello che dici mi pare che sia chiaro e ben scritto.
      Concordo su tutti gli esempi di bolle alternative che enumeri, ma la mia perplessita’ e’ solo su un altro punto, a quale scopo, e con quali intenti, crearne ancora un’altra?

      Hai presente “questa e’ la guerra che porra’ fine a tutte le guerre?”, io non ci credo mica piu’… ;)

      Mi pare di aver capito che il bello del bitcoin, dal punto di vista di certe teorie monetarie, dovrebbe in teoria consistere nel fatto che non essendo inflazionabile, dovrebbe alla fine arrivare al giusto prezzo di equilibrio.

      Ma c’e’ qualcuno che davvero ci crede in questo esito finale della catallassi di mercato, specie in un mondo dove ognuno puo’ stampare un’altra, propria, moneta? Forse potrebbe accadere se il bitcoin alla fine diventasse la sola moneta esistente al mondo, ma cio’ rende di per se’ assurda la tesi, visto che il bitcoin e’ nato per essere il contrario.

      Temo che saremo destinati perennemente a convivere con bolle e tentativi di mitigarne i danni, per sempre, e se non lo saremo, non sara’ grazie al bitcoin, a meno che non riesca a divenire davvero l’unica moneta a corso forzoso del mondo – spero si colga l’ironia dell’assurdo logico-ricorsivo ;).

  • Pedante
    Rispondi

    La bolla dei tulipani emerse da un quadro di rapida crescita della massa monetaria olandese.
    https://mises.org/library/truth-about-tulipmania
    (Mi dispiace non riesco a trovarne una traduzione).

  • Alessandro Colla
    Rispondi

    Il problema non è quello di creare un’altra bolla. Altrimenti sarebbe inutile tutto il mercato azionario. Con le attuali regole forse lo è ma nella sua natura l’investimento di capitale non costituisce qualcosa di negativo. Il rialzo e il ribasso ci sono sempre stati. La criptomoneta non è detto che sia nata per creare bolle artificiali ma per avere un’unità di conto alternativa al sistema delle bolle legate alle banche centrali e per evitare la tracciabilità. Non è nata come guerra finale per porre fine a tutte le guerre. A parte che la legittima difesa non può essere considerata un atto di guerra come scopo di conquista. A parte anche che, in via del tutto teorica, un’alleanza difensivista potrebbe perfino portare alla fine delle guerre. E’ l’approccio con l’equilibrio ad essere sbagliato. La possibilità che l’equilibrio venga raggiunto attraverso la non inflazionabilità è garantita proprio da un’altrettanta possibilità: quella concorrenziale di stampare o coniare un’altra moneta. Non è vero che viviamo in un mondo in cui tutti possano farlo, le legislazioni nazionali lo proibiscono. E’ il monopolio forzato a creare le premesse inflazionistiche. Se una monetra diventa la sola esistente al mondo per cause naturali, non succede niente. Purché non vi sia un legislatore che impedisca una possibile concorrenza qualora, approfittando del monopolio raggiunto, il produttore della moneta rimasta temporaneamente sola non segua più logiche convenienti per il consumatore. Se il monopolio viene raggiunto grazie a un corso forzoso, il problema non lo causa chi crea la criptomoneta o una moneta non criptata ma chi ha usato lo strumento legislativo per arrivare al corso forzoso. E’ la moneta fiat quella a corso forzoso, non le criptomonete estranee alla logica delle banche centrali. Sono le monete attuali, anche quando fingono di chiamarsi in modo diverso, a costituire di fatto un monopolio mondiale non naturale. Pascal Salin in un libro del quale non ricordo il titolo (forse “La Tirannia Fiscale”) scrisse un capitolo intitolato “Viva i cartelli liberi”. Andrei oltre: viva tutto libero; prodotti, manifatture, servizi, agricoltura, erogazione idrica, energia, informazione, spettacoli e anche monete. Quello dei cartelli è uno dei tanti falsi problemi creati da sinistre mitologie. Delle quali siamo ben stufi.

    • winston diaz
      Rispondi

      “Quello dei cartelli è uno dei tanti falsi problemi creati da sinistre mitologie.”

      Non meno che delle destre, eh… il “complotto pluto giudaico massonico” se non erro e’ copyright della “buonanima”, che storicamente definisce le destre, perlomeno del XX secolo, e che voleva controllare, regolamentare e pianificare tutto poco meno del suo allievo ed emulo germanico, o dei concorrenti dell’est.

  • Alessandro Colla
    Rispondi

    Sì. Solo che io quelle lì continuerò a oltranza a non definirle destre, ma ali destre del socialismo. Buonanima veniva dal partito socialista e concepiva il socialismo in salsa corporativa. Il partito dell’emulo germanico si chiamava nazionale socialista dei lavoratori tedeschi. Per me la vera destra politico – filosofica è solo il liberalismo. In salsa stato minimo o anarchica, non ha importanza.

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