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DI REDAZIONE

Sono 32 i venetisti anti-fisco ai i quali la Procura di Vicenza ha comunicato la conclusione indagini preliminari dell’inchiesta per istigazione alla disobbedienza fiscale, aperta nel novembre 2016.

Si tratta di attivisti del sedicente Comitato di liberazione nazionale del Veneto, accusati di aver costituito un’organizzazione che in riunioni e manifestazione invitava i cittadini a non pagare le tasse e a disconoscere lo Stato italiano.

A firmare il capo d’imputazione è stato il procuratore Antonio Cappelleri.

Il gruppo, perlopiù composto da vicentini, ma anche da veronesi e padovani, dovrà rispondere a vario titolo dell’ipotesi di associazione a delinquere, finalizzata alla disobbedienza fiscale, che incitava i contribuenti a “ritardare, sospendere, o non effettuare il pagamento delle imposte dirette o indirette”.

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Mostrati 5 commenti
  • Alessandro Colla
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    Due pesi e due misure. Mai nessun indagato quando l’estrema sinistra autoriduceva le bollette energetiche. Anzi, gli allora pretori di Roma (toghe d’assalto ante litteram?), Grieco e Amendola (quest’ultimo, poi, ovviamente candidato indovinate un po’ con chi?) davano loro ragione a suon di sentenze. Evidentemente uno schieramento è più uguale dell’altro, come i maiali di Orwell.

  • andrea
    Rispondi

    meno male che avevano detto che Roma non è Madrid e i referendum veneti e lombardi sono tutt’altra cosa

  • Alessandro Colla
    Rispondi

    La differenza è che lì ci pensano il governo e l’esercito, qui la magistratura.

  • Albert Nextein
    Rispondi

    Lo stato teme una protesta fiscale.
    Lo stato ha bisogno spasmodico di soldi.
    Questi venetisti sono più incisivi di ogni referendum.
    Zaia che dice in merito ?

  • vetrioloblog
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    Istigazione a disobbedire alle leggi (art. 415 codice penale).
    Per quanto attiene all’istigazione alla c.d. obiezione fiscale, intesa quale inosservanza delle leggi fiscali, questa non dovrebbe integrare gli estremi del reato in esame, dal momento che la giurisprudenza più recente ha escluso che le leggi fiscali possano rientrare nella nozione di leggi di ordine pubblico, cioè di quelle leggi che tendono a garantire la pubblica tranquillità e la sicurezza pubblica.
    Quindi, attenzione solo a non turbare troppo “la pubblica tranquillità”!

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