In Anti & Politica

DI VALENTINA CAVINATO

Gli italiani non vedevano l’ora di votare e per
fortuna si sono recati in massa alle urne (affluenza 73%), così potremo finalmente tornare alle care, vecchie e instabili ammucchiate, chiamate elegantemente “larghe intese”.
Gli italiani, oltre a belare come pecore, assomigliano ai gamberi, hanno la capacità di camminare anche all’indietro.

Piaccia o non piaccia, ogni area geografica ha determinate caratteristiche e questa cosa, tra l’altro, l’ho notata anche in Francia.
Ancora una volta, seguendo il canto delle sirene pentastellate, il nostro amato sud ha dimostrato di essere parassita nell’anima.
Intravedendo all’orizzonte il miraggio di un reddito per i fannulloni, non ha saputo resistere.

La mafia più pericolosa presente da nord a sud si chiama stato e questa non verrà mai debellata, perché:
-l’italiano è quello che si lamenta dei politici, ma poi corre dal sindaco per farsi raccomandare il figlio che è in cerca di un lavoro;
-l’italiano è quello che ama i concorsi pubblici, anche se l’offerta di lavoro è per un posto a mille chilometri da casa, perché vuole il posto fisso e vuole essere intoccabile;
-l’italiano è quello che vuole il RdC, perché non ci arriva a capire che quei quattrini vengono precedentemente rubati dalle nostre tasche.
Il DNA dell’italiano è questo.

Il nord ha perso il treno molto anni fa e i farabutti che gridavano “Roma ladrona”, partecipano ormai da anni al lauto banchetto e continueranno imperterriti ad abbuffarsi.

I fascisti di Casa Pound non hanno nemmeno totalizzato lo score che aveva ottenuto FARE. E ho detto tutto. Ma per gli imbecilli, in Italia il problema sarebbe il fascismo.

L’Italia, come avevo previsto tempo fa, osservando questo scenario desolante, si appresta ad avere una serie di governi disastrosi e alquanto instabili, quindi il caos regnerà né più né meno di prima.

Continueranno a massacrare i sudditi con una pressione fiscale insostenibile, anzi, visti i ricchi premi e cotillon promessi sia dalla dx che dalla sx, le tasse aumenteranno di sicuro. Ma per i sudditi l’importante é aver dato una bastonata al PD, poveri stupidi.
Quando si vota “contro” e non “pro” qualcosa, il risultato non potrà mai essere diverso.

E adesso che li avete votati, please, non rompete più i coglioni con le vostre inutili lamentele.

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Mostrati 10 commenti
  • Albert Nextein
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    Appunto, l’italia è irriformabile perchè i sudditi esprimono una classe politica infame.
    Corrono a votare, infoiati da tifo para-calcistico, per una classe di delinquenti bugiardi.
    Arriverà l’evento distruttore e forse rigeneratore.
    Mantengo mille dubbi sulla rigenerazione.

  • Max
    Rispondi

    Con buona pace di un fu coglione fascista che lo volle a tutti i costi, il voto estero conferma che gli emigrati continuano a votare PD. Persino la lista della diafana idiota ha passato i quorum, mentre in patria prende lo 0,5, ma lei si salva e viene magicamente ripescata. Ma come caxxo si fa a togliersi la Lorenzin dalle palle?

  • CAMUNIA NASCIU'
    Rispondi

    NON LA CAPIRANNO MAIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII E’ INUTILE , NON CE’ PEGGIOR SORDO DI CHI NON VUOL SENTIRE E IL DISPIACERE PIU’ GRANDE E’ CHE SIAMO TUTTI SULLA STESSA BARCA E ANCHE GLI ASTENSIONISTI PER COLPA DI CHI VUOL ESSERE PER FORZA MASOCHISTA , DOVRANNO PAGARE ANCHE LORO PER LO SBAGLIO DI ALTRI , FANCULO LO STATO ITALIANO

  • Giovanopoulos
    Rispondi

    Non ho niente da aggiungere, questo articolo per me non è da commentare ma da diffondere; così giusto per dare del pirla ai pirla che hanno l’aggravante di credersi furbi.

  • Alessandro Colla
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    Non è che gli emigrati continuano a votare a sinistra. Dalle interviste campione le idee degli emigrati sono diverse, solo che votare all’estero è complicato anche per raggiungere i seggi. A sinistra l’orgoglio (o il Bergoglio? Mi si corregga perché ho dubbi) di militanza è talmente radicato da portare il militante a credere, obbedire, combattere e percorrere chilometri per recarsi alle urne. In più l’apparato di sinistra è organizzato per portare l’elettore nel tempio del Moloch Democratico. Due fattori che dall’altra parte sono sempre mancati. Non gli emigrati, quindi, votano a sinistra ma quegli emigrati convinti che si debba votare. Quando il noto politico nazionalista si batté per il voto degli italiani all’estero, non si curò di questi particolari. A conferma della mia tesi che vuole l’imbecillità a sinistra nella base e a “destra” (virgolette perché tale non è in quanto antiliberale) nei vertici. Compresi quei vertici che la politica la tengono… “ar còre”. O sbaglio l’accento tonico?

    • Max
      Rispondi

      Sarà così, ma non mi torna il conto. Dove sarebbe “l’apparato di sinistra organizzato per portare l’elettore nel tempio…” in Argentina, Brasile, Usa, Australia, etc? E poi perchè devono votare italici che non pagano le tasse qui?

      Tremaglia ai suoi accoliti che sollevavano dubbi sulla sua proposta sussurrava con mano alla bocca furbetto e guardingo “sono tutti voti per noi…”. Probabilmente era ancora impregnato di retorica da libro “Cuore”, ovvero che tutti gli emigrati avessero solo il tricolore in testa (e passi…), ma che il tricolore lo rappresentassero solo quelli come lui (campeggia anche sul simbolo pd…)

      Coglione era e da coglione se ne è andato facendo solo danni.

  • Alessandro Colla
    Rispondi

    La sinistra, da Sparta e Platone in poi, è come la chiesa cattolica e ancora meglio organizzata. Non solo Argentina, Brasile e Australia ma anche Svizzera, Bolivia, Honduras, Lapponia, Laos e Burkina Faso. L’internazionale socialista è sempre esistita, quella liberale no. Hanno un apparato da brividi, simile alla Yakuza. Differiscono da quest’ultima perché non sono narcotrafficanti di sostanze stupefacenti vietate ma di idee narcotizzanti permesse. Basta un ordine al capopopolo perché quest’ultimo chiami all’appello il potenziale elettorato. E l’elettorato obbedisce per cieco fideismo, anche a costo di perdere denaro, tempo e salute per raggiungere un seggio lontano cento chilometri. Gli altri elettori, specialmente se titolari di esercizio commerciale, vanno al voto solo se il seggio è sotto casa e se credono che comunque valga la pena votare; mentre per l’elettore di sinistra il voto è un dovere civico e non una possibile o remota opportunità. All’interno dell’elettorato passivo ci sono stati quelli in buona fede che avevano in testa la retorica di De Amicis (non a caso un socialista nazionalista alla Bissolati). Del personaggio in questione dobbiamo anche tenere presente che quando si perde un figlio la lucidità può declinare. I più familiarmente fortunati suoi alleati continuano a sottovalutare le capacità di apparato dei partiti di sinistra e la patologica mania di militanza fideistica dei suoi elettori. Sono in molti a sostenere che se la mezza luna è un programma politico mascherato da religione, il marxismo non sia altro che una religione mascherata da programma politico. La religione ha mutato il programma da marxista a Keynesiano ma il servaggio quasi spontaneo dei fedeli, con buona pace di Francesco Maria Piave e in parte di Victor Hugo, non muta d’accento né di pensier. Ammesso che le posizioni fideistiche, sempre prive di capacità critiche, abbiano la dignità semantica di poter essere qualificate nelle categorie del pensiero. Tutte cose che chi di dovere continua a ignorare, così come non si chiede perché all’estero i Cinque Stucchi siano arrivati terzi e non secondi. Sono questi “chi di dovere” che continuano a produrre danni in quanto ancora in servizio. E solo uno di loro è anziano, mi pare sia residente in Lombardia ma non ricordo bene. Quindi gli altri dovremo sorbirceli ancora con le loro odiose e idiote proposte di legge contro le false notizie sulla rete che resusciteranno la sinistra pronta a gridare all’attacco rivolto alle “libertà democratiche”. Ma i deficienti continueranno imperterriti. In nome della rivoluzione liberale.

    • Max
      Rispondi

      Ritenevo la sinistra estrema certamente ben organizzata (come anche la destra) ad esempio per soccorrere i vari suoi galantuomini come Negri o Battisti.
      Pensare però che tiri pure la volata al Bomba (o chi per lui nel pd che di estremo poi non ha più nulla) mi riesce difficile.

  • Alessandro Colla
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    Di estremo non hanno più nulla, almeno apparentemente, nei programmi. Ma il metodo centralistico dei vertici e il cieco fideismo della base sono rimasti intatti.

  • Dino
    Rispondi

    Insomma, questo articolo non ha poi tanto senso. Il vostro amato sud, come un tossicodipendente svegliatosi da un lungo coma ha votato 5stelle, principalmente per togliersi di dosso i vari ras locali di centro destra e centro sinistra, particolarmente di area pd, le cui teste sono cadute una dietro l’altra. Non è configurabile come voto clientelare, in quanto l’offerta del reddito di cittadinanza è pur sempre generica, semmai voto proprio per affrancarsi da determinate relazioni, squallide e “ormai inutili”, dati i vincoli di bilancio del patto di stabilità. Hanno infatti votato ai 5s soprattutto persone del ceto medio, professionisti, imprenditori e commercianti inclusi. Poi non mi è chiaro cosa volesse dire la Sig.ra con: “Quando si vota “contro” e non “pro” qualcosa, il risultato non potrà mai essere diverso”, premesso che il guaio maggiore come giustamente ha sottolineato Colla in precedenza, è proprio quello di continuare a credere di poter delegare qualcuno a legiferare per risolvere i propri problemi e regolare la propria vita, mi chiedo: perché l’offerta elettorale era tale da poter esprimere un voto pro qualcosa?? ma soprattutto pro cosa? prima gli Italiani o l’Italia agli Italiani? un governo Tajani? lo status quo Renziano? la rivoluzione liberale dell’Arcorese? Gli unici esponenti politici, che hanno preso una certa e chiara posizione in merito a sprechi, spesa pubblica clientelare, società parastatali e “municipalizzate” nonché monopolisti pubblici, mi pare siano stati Riccardo Magi ed Emma Bonino, tuttavia determinate loro posizioni in altro ambito lasciavano molto a desiderare. Insomma non è credibile che milioni di persone che hanno espresso preferenza per i pentastellati, possano essere tutti imbecilli o coglioni o peggio ancora aspiranti parassiti, certo è che non è scusabile la loro totale ignoranza dell’Economia, che poi è aspetto imprenscindibile per potersi avvicinare al liberalismo politico. Durante le elezioni Americane dell’anno scorso, vidi un intervista a Lew Rockwell, che mi auguro la Sig.ra esule in Francia lo conosca, dove analizzava la situazione generale dei due fronti populisti contrapposti: l’Alt right Trumpiana e la sinistra di Sanders, dove il tasso di partecipazione giovanile in entrambi gli schieramenti era altissimo, commentava positivamente quest’ultimo aspetto, notando come ci fossero giovani motivati comunque da buoni e genuini sentimenti sia nell’uno che nell’altro campo; ecco mi sembra una visione di speranza da riproporre all’Italia. Magari può essere solo un inizio, ma la sensazione è che qualcosa stia iniziando a cambiare e nel frattempo tento di consolarmi molto umilmente con il fatto che, se ci sono arrivato io al libertarismo, che altro non è se non liberalismo politico nella sua essenza integrale, può tranquillamente arrivarci chiunque, ma evito di dare del coglione in modalità random a chiunque la pensi diversamente da mè.

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