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DI MARCO LIBERTA’

Molti mi chiedono il significato della bandiera col serpente, ovvero la “Gadsden Flag”

Christopher Gadsden fu un generale americano che durante la guerra d’indipendenza utilizzò per primo la bandiera con il serpente a sonagli su sfondo giallo con la scritta “Don’t tread on me”, ovvero “Non calpestarmi”. Di fatto la bandiera di Gadsden fu una delle prime bandiere dei neonati Stati Uniti d’America. Ma ahimé, la bandiera fu subito soppiantata da quella a stelle e strisce e il serpente a sonagli dall’aquila. Si passò quindi da un animale in atteggiamento difensivo ad uno in atteggiamento aggressivo e dalle reminiscenze imperiali. Da quel momento in poi la bandiera di Gadsden si perse nella storia e ritornò di nuovo come simbolo del movimento libertario più di cento anni dopo. Ad oggi è sicuramente il simbolo più utilizzato dai gruppi libertari per il suo significato simbolico di non aggressione del vivi e lascia vivere.

Il serpente in atteggiamento difensivo sulla bandiera di Gadsden è un “Diamondback rattlesnake” ovvero un crotalo diamantino (crotalus adamanteus). Non è un normale serpente a sonagli, è un gigante velenoso, non il più lungo ma il più grosso certamente.

Quando i Coloni Americani decisero di creare un simbolo per incutere timore, non avrebbero potuto scegliere meglio… è un animale pacifico e non attacca se non costretto, ma stai attento a non calpestarlo e presta attenzione ai cespugli e dietro le rocce.

Se lo disturbi o lo calpesti sarà tardi quando ti accorgerai di lui, e per allora ti avrà già morso.

Il serpente simboleggia le Colonie, il messaggio “non calpestarmi” è da intendersi come: “non calpestare i miei diritti individuali” o ti morderò.
Il messaggio è diretto al Re Giorgio III, il serpente per l’appunto è pronto a scattare in attacco.

Tutto deriva dal “JOIN, OR DIE”.

“Join or Die” è un simbolo creato da Benjamin Franklin e pubblicato la prima volta nella sua “Pennsylvania Gazette” il 9 maggio 1754.
Rappresenta un serpente diviso in otto parti, il serpente rappresenta le Colonie Americane nella seconda metà del ‘700 (viste sulla mappa sembravano un lungo serpente). Il serpente è diviso in otto parti rappresentanti le colonie nella loro divisione del 1754 (successivamente divise in 13)
Originariamente creò tale xilografia per donare un simbolo di unità alle Colonie ma non contro la madrepatria, bensì contro i nemici di allora: Francesi e Nativi.
Infatti tale simbolo fu creato per agevolare un fronte Coloniale unito nella lotta al fianco della corona britannica contro i francesi ed indiani nel conflitto chiamato appunto “guerra franco-indiana” (che ha creato le basi dei contrasti tra Coloni e corona). Franklin voleva dire:

“Coloni, la madrepatria sta combattendo una guerra sulla frontiera contro francesi e nativi, arruolatevi nella vostra Militia locale e date il vostro contributo uniti”

Tale simbolo assunse un significato molto diverso con l’arrivo dei venti rivoluzionari. Lo stesso Franklin inizialmente si oppose al suo utilizzo “sovversivo” avendo a cuore la pace nelle Colonie, tuttavia dal 1765 venne usato proprio come simbolo di unione nella lotta contro la corona per la Libertà delle Colonie.
Join, or die… “unitevi o perite”, divenne il primo simbolo di autentica lotta Libertaria nella storia umana.
Il primo simbolo abbracciato spontaneamente da uomini che si erano uniti sotto la volontà di essere Uomini Liberi.

“Join or die” è per i Libertari l’equivalente di “in hoc signo vinces” per i cristiani.
É la rappresentazione su tela della prima scintilla di Libertà moderna.

Il suo messaggio è primitivo e vitale: “se non vi unirete come uomini liberi, morirete da schiavi”
Un messaggio puro ed attuale in eterno.

Un messaggio che noi, da Libertari, non possiamo schivare.

Potete essere Libertari pronti a dare la vita per la Libertà, o potete non essere Libertari, nessuna scala di grigi.

Ma se vivete per Lei, combattete per Lei, soffrite per Lei e sareste disposti a morire per Lei

… allora siete miei fratelli, e da fratello vi dico che divisi non arriveremo a niente.

Uniamoci o periamo.

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Mostrati 4 commenti
  • jimmy
    Rispondi

    Sul Crotalo Adamantino come perfetto interprete della filosofia difensiva libertaria (e russa), ci ha scritto uno splendido articolo il Saker:

    http://sakeritalia.it/attualita/tienimi-la-birra-e-guarda-questo/

  • Max
    Rispondi

    Già, la guerra franco-indiana.

    Basta dare un’occhiata alla cartina della NF per comprendere che i veri territori selvaggi – dai freddi e selvaggi canadesi alle afose paludi della Louisiana – furono colonizzati dai francesi, celtico popolo tosto, ma tutto cattolico (agli ugonotti era proibita la NF) e che tra l’altro non aveva problemi di razzismo, commerciava con i nativi e ne sposava le donne.

    L’esigua fascia costiera inglese conferma in pieno l’opinione di Napoleone: l’Inghilterra era una fondamentalmente solo una nazione di bottegai.

    https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/6/65/Nouvelle-France_map-fr.svg

  • Giuseppe Borgato
    Rispondi

    Sono contento di avervi conosciuto.

    • leonardofaccoeditore
      Rispondi

      Grazie mille Giuseppe!
      Se vuoi conoscerci di persona, il 30 ottobre organizzeremo una festa a Bologna, in occasione dell’uscita del mio primo romanzo

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