In Anti & Politica

di MARCO LIBERTA’

Oggi, vorrei parlarvi di un esperimento particolare fatto da un’artista, Marina Abramovic, il nome dell’esperimento è “Rythm 0”.

“L’esperimento si dimostrava semplice: l’artista Abramovic doveva restare immobile come se fosse un oggetto inanimato, per un periodo di 6 ore. Durante questo periodo, i partecipanti e i visitatori, potevano interagire con il suo corpo ed usare su di esso, i 72 oggetti esposti su un tavolo vicino.
istruzioni:

– Ci sono 72 elementi sul tavolo e si possono usare liberamente su di me.
– Premessa: io sono un oggetto. Durante questo periodo, mi prendo la piena responsabilità di ciò che accade.
– Durata: 6 ore (20:00-02:00)

L’esperimento è iniziato quasi con timore. Qualcuno le girava intorno. Qualcuno le alzava braccia in aria … qualcuno la toccava intimamente…
Ma poi un uomo ha usato una lama di rasoio per farle un taglio sul collo e un altro ha scelto di usare le spine di una rosa per graffiarle la pancia.
Un terzo, ha iniziato a tagliare i suoi vestiti con una lama di rasoio. Verso la fine, le stesse lame hanno cominciato a ferirle la pelle. Iniziano diversi approcci sessuali, ma lei era così concentrata nella sua parte, che avrebbe resistito ad uno stupro o anche al suo assassinio.
Estremo il momento in cui nelle mani dell’Abramovich viene messa la pistola carica, appoggiata e diretta al collo.
“Sono stata violentata”, ricorda l’artista Marina Abramovic. “Hanno tagliato i miei vestiti e sono stata parzialmente denudata, mi hanno frustata con le spine di una rosa sul ventre.” Il risultato?
Quest’opera d’arte ha dimostrato quanto rapidamente la violenza contro gli altri si intensifichi quando le circostanze sono favorevoli.

Questo lavoro rivela qualcosa di terribile sull’umanità. Dimostra quanto velocemente una persona può far male in circostanze favorevoli. L’esperimento mostra come sia facile disumanizzare, abusare, di una persona che non lotta, che non si difende. Dimostra inoltre, che fornendo lo scenario adatto, la maggior parte delle persone apparentemente “normali”, può diventare estremamente violenta.”

Il risultato di questo esperimento/forma d’arte ci mostra quindi come sia insito nella natura umana l’aggredire il più debole.

Non è la vittima ad essere tale perchè oggetto di aggressione e violenza, ma è l’esatto contrario.
La violenza arriva quando la vittima non lotta o non può lottare.

Ecco perchè, al fine di un’esistenza libera, pacifica e felice, è di vitale importanza essere in grado di combattere.

Ecco perchè è di vitale importanza essere liberi di possedere e portare armi.

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Mostrati 8 commenti
  • Max
    Rispondi

    Cose peraltro già messe in evidenza dal famoso esperimento di Milgram.

    Particolarmente significativo invece che questo happening sia avvenuto nella città di Bennato, proprio nel periodo in cui lo stesso cantava: ♫♪♫♪ qua almeno, bene o male, c’è ancora un po’ d’umanità ♫♪♫♪

    • Dino
      Rispondi

      Sì, come li definiva De Crescenzo “popolo d’amore”… i luoghi comuni sono insopportabili da qualsiasi versante.

  • Albert Nextein
    Rispondi

    Uno strano soggetto questa Abramovic.
    E’ riuscita a dimostrare qualcosa di ben noto.
    Maramaldo, tu uccidi un uomo morto!

  • Pedante
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    Proprio un bel tipo l’Abramovic.

    • Pedante
      Rispondi

      • Dino
        Rispondi

        Era coinvolta nel pizzagate. Organizzava gli ormai famosi “spirit cooking”, ovviamente grande amica di Hillary Clinton e di tutto il suo staff, a quanto pare. Certe cose di quella faccenda fanno rabbrividire cmqe.

    • Max
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      Da ridere, Petronio faceva meglio 2000 anni prima.

  • Dino
    Rispondi

    Il fatto che durante una violenza non bisogna essere remissivi ed anzi reattivi e ben allenati è un fatto acclarato, è la prima cosa che spiegano durante i corsi di autodifesa. Ovviamente con dei distinguo, perché il fine principale è quello di portare la pellaccia in salvo; poi che le armi ed in particolar modo quelle da fuoco siano un deterrente importante è un altro dato di fatto. Non capisco questa comparazione con l’esperimento di questa “artista”. Io da rozzo ignorante quale sono, preferisco sempre Edvige Fenech.

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