In Anti & Politica

DI MARCO LIBERTA’

In Grecia nel 480 a.C. ci fu la battaglia delle Termopili. Serse I re di Persia ordinò agli Spartani schierati per la battaglia di consegnare le loro armi e di inginocchiarsi a lui.

Leonida I, re di Sparta gli rispose: “μολὼν λαβέ!” (Molon Labe), ovvero “vieni a prenderle!”. 
I 300 Spartani morirono tutti infliggendo perdite enormi ai persiani, il loro sacrificio ed il loro esempio portò tutti i Greci a combattere per la Libertà.

I persiani furono sconfitti.

Nel 1938 la Germania di hitler vietò le armi agli Ebrei, nel 1940 si inizia a parlare della “soluzione finale”. Nel luglio del 1942 iniziano le deportazioni sistematiche degli Ebrei nei campi di concentramento e sterminio.

Nel 1924 l’URSS vietò il possesso e porto d’armi ai civili con rare eccezioni per armi da caccia in limitate zone selvagge. Dal 1929 al 1933 avviene lo sterminio per carestia di 4 milioni di contadini Ucraini, detto Holodomor. Seguiranno decine di milioni di morti.

Nel 1911 la Turchia vieta le armi ai civili. Dal 1915 al 1917 avviene lo sterminio degli Armeni, 1,5 milioni di morti.

Nel 1935 la Cina proibisce di possedere e portare armi ai civili. Dal 1948 al 1952 vengono sterminati 20 milioni di dissidenti.

Nel 1964 il Guatemala ha introdotto leggi per proibire le armi. Dal 1981 al 1984 sono stati sterminati centomila indigeni Maya

Nel 1970 l’Uganda ha vietato le armi ai civili dal 1971 al 1979 sono stati sterminati trecentomila cristiani.

Nel 1956 la Cambogia vietò le armi ai cittadini. Dal 1975 al 1977 sono state massacrate un milione di persone.

Nel 2012 il Venezuela ha proibito le armi ai civili. Oggi, nel 2018 l’ONU accusa la polizia Venezuelana di aver ucciso centinaia di dissidenti.

Le leggi contro le armi sono l’anticamera del genocidio.

Esistono due tipi di individui:

Quelli che lottano per il loro diritto di possedere e portare armi in difesa della Libertà…

…e quelli già morti.

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  • Alessandro Colla
    Rispondi

    Due tipi soli? Ahi, ahi… qualcuno accuserà Marco Libertà di dualismo. E quel dualista di Lenin che affermava che dove c’è lo stato non c’è libertà e viceversa (salvo, poi, optare per lo stato come coerentemente in linea con le idee di Marx)?

    • Fabrizio Fv
      Rispondi

      Hey cretino !!!!! …. sarebbe anche ora di finirla. Torna a scuola di umorismo da martufello , che è meglio.

  • spago
    Rispondi

    La persecuzione avviene spesso a danno di categorie già malviste e antipatiche alla popolazione, percepite come diverse, aliene, non integrate, sfruttatrici, parassitarie, e spesso persino accusate di compiere riti satanici, sacrifici umani, atti perversi e mostruosi di varia natura. Per cui la persecuzione viene propagandata e percepita dalla popolazione stessa come una reazione, un atto liberatorio, non una aggressione. “Se lo sono meritati”, “Se la sono cercata”, “Non se ne poteva più”, “Hanno iniziato loro”.

    Magari si parte da qualche atto vero, da qualche episodio di cronaca, o da una serie di episodi di cronaca messi assieme e sfruttati a bella posta. Magari si procede in modo graduale, non si arriva subito allo sterminio: prima ci sono leggi speciali, sempre più aspre. Se durante questo percorso i perseguitati reagiscono questo diventa immediatamente la dimostrazione che “visto? sono pericolosi, sono dei criminali, avevamo ragione noi!”.

    I rom e gli immigrati, specie se di pelle nera, sono due categorie mal viste in Italia oggi. I rom chiedono spesso l’elemosina in modo molesto e sono spesso coinvolti in attività deprecabili come furti, ricettazione, spaccio,… d’altronde sono anche dipinti in modo discutibile: ad es. non c’è bisogno di farne un censimento, perché ci sono già quintali di informazioni su di loro, ed è abbastanza una leggenda che vivano qui senza che lo Stato abbia idea di niente. La gran parte è cittadina italiana con tanto di documenti e in maggioranza non vivono nei campi, ma in appartamenti. Poi vengono accusati di rapire i bambini, ma gli episodi reali, provati e certificati stanno a zero. E per carità qualche rapitore rom sarà esistito ed esisterà, ma così come esistono di tutte le etnie.

    I negri sono oggetto di campagne volte a dipingerli tutti come colpevoli di ogni fatto di cronaca nera che coinvolge un nero: sono tutti stupratori, sono tutti Kabobo. Vengono dipinti come scimmie, subumani, esseri mostruosi, privi di raziocinio, dominati dagli istinti più bestiali, sono invasori venuti a distruggere la nostra civiltà, ci rubano il lavoro e le donne, su di loro girano le storie più colorite come le accuse di cannibalismo nel caso di Pamela.

    Ora immaginiamo che un rom o un negro reagiscano, mettiamo che sparino a un aggressore, cosa succederebbe? con chi starebbe l’opinione pubblica? come verrebbe descritto l’episodio? a cosa darebbe adito? con chi starebbero i libertari italiani? molti, io penso, starebbero con la folla inferocita, con i pogrom, con la pulizia etnica.

    E chi si permettesse di biascicare parole come “razzismo, diritti umani, responsabilità individuale, giusto processo, legge uguale per tutti”, si sentirebbe dire “buonista, frocio col culo degli altri, radical-shit, hai sempre vissuto in centro, non conosci la vita vera, spero che stuprino te e tutta la tua famiglia, che tu e la Boldrina veniate stuprati assieme da rom e negri e via così”. Quali sono state in fondo le reazioni quando c’è stata qualche manifestazione nera? Critiche e arrabbiate: invadono le nostre strade, non hanno più vergogna, sono ospiti in casa d’altri e hanno pure delle pretese.. si è sentito dire in occasione di manifestazioni scatenate da vessazioni e violenze subite come a Rosarno o dopo l’episodio di Luca Traina. Di fronte a ogni episodio di discriminazione e razzismo d’altronde in molti ribadiscono risolutamente che il razzismo non esiste e tutto va bene.

    Poi la disumanizzazione non si riduce a sono tutti ladri, sono cannibali e rapiscono i bambini, ma investe i tratti somatici: hanno aspetti mostruosi, puzzano, hanno l’occhio rapace, il naso lungo, etc… la conclusione poi è ovviamente che a ben vedere non apparteniamo alla stessa razza, non abbiamo gli stessi diritti, e perseguitare e sterminare un nero, un rom (un frocio, un ebreo, un albino, un boero, etc.. secondo il luogo e il tempo) non è veramente come fare del male a un altro essere umano.

    Quindi mi chiedo se le armi, o comunque una legittima reazione di autodifesa, potrebbero avere una qualche utilità per una minoranza messa in queste condizioni e se la sola difesa non sarebbe la fuga, come fu nel caso di molti ebrei. Nessuno ricorderebbe come eroi 300 rom che asserragliati nel loro campo come Leonida resistessero di fronte a diecimila non-buonisti inferociti venuti a “fare giustizia”.

  • Alessandro Colla
    Rispondi

    Riflessioni sensate quelle di Spago, soprattutto quelle dell’ultimo capoverso. Il problema del diritto alla difesa, comunque, rimane e credo che i dati statistici elencati nell’articolo siano veritieri. Disarmare con la forza una popolazione potrebbe essere il prologo per le persecuzioni successive. Argomento difficile ma è piacevole leggere affermazioni che poggiano su basi serie. Altrettanto piacevole risulta essere apostrofati con il termine “cretino” da chi evidentemente ha la coda di paglia e aveva promesso di non leggere più i miei interventi. Se me lo avessero scritto Facco, Fidenato, Christian, Spago, GIG, Fabio, Giovanopoulos, Max, Don Giovanni, Dino di Ostuni ed altri mi sarebbe dispiaciuto. Ma dagli intolleranti per vocazione parlare di gioia per esprimere la sensazione che si prova è un eufemismo. Nasce il sospetto che uno svitato possa vedere svitati gli altri ma qui affrontiamo un tema medico che in quanto tale si allontana dalle mie conoscenze. Anche perché sui testi delle barzellette di Pierino, che evidentemente qualcuno conosce bene visto che è tanto informato sulle mie fonti di studio, questi argomenti non venivano trattati. Leggo anche che dovrei rivolgermi in un certo modo a mia sorella (quale delle tre?) anche se io non mi sono mai permesso di tirare in balle familari e parentele. Questione di stile, si sa: o lo si possiede o non lo si possiede (dualismo!). E’ un po’ come l’aspetto sintattico – grammaticale. In fondo “ehi” si scrive con le lettere “e”, “acca” e “i” nell’ordine elencato. Non “acca”, “e”, “ipsilon”. Dopo l’interiezione occorrebbe la virgola per qualificare il soggetto da colpire (che però non si è purtroppo sentito colpito). Anche Martufello, pur non essendo un nome proprio ma un nome d’arte, andrebbe scritto con la miuscola perché comunque sempre un nome rimane. A scuola da lui non sono andato e quindi non posso tornarci. In compenso sono stato allievo di un compagno di corso del suo mèntore Oreste Lionello, Silvio Spaccesi. Prima di lui era stato mio insegnante Luigi Infantino, marito della grande Sarah Ferrati. Anche lei ci trasmetteva interessanti tecniche sceniche. Ma ancora prima di loro fu utile la lettura del “Saggio sull’umorismo” di un autore agrigentino del quale non ricordo il nome, Luigi qualcosa credo. La dimenticanza è determinata dal fatto che le mie altre letture erano le succitate barzellette di Pierino e che solo un grande letterato può ricordarsi i nomi. Comunque quel testo lo consiglio a chi di umorismo ne parla senza sapere minimamente cosa sia. Sulla presenza di firme antecedenti la mia non ho mai avuto dubbi. Ma non è certo un elemento sufficiente per essere o non essere considerati, a torto o a ragione, appartenenti a una o ad un’altra categoria. Per esempio: se non ricordo male credo di frequentare questo sito prima di Max; ma questo non significa che possa essere considerato fisicamente alto (neanche mentalmente, per carità). Quando alcune persone non mi danno più del cretino mi chiedo dove sto sbagliando. Sull’ora di finirla, però, decido io. In fondo ho sempre e soltanto esercitato diritti di replica. Se qualcuno vuole proprio finirla può coerentemente cominciare. Del resto non avevo accusato nessuno personalmente ma solamente criticato a modo mio una certa maniera di porsi. Maniera comune a più di un soggetto. Tant’è che sullo scienziato pentito Lynas, mi riferivo a persone diverse da chi mi dà apertamente del cretino. Se poi in realtà il soggetto è uno solo con firme diverse, ho già detto più volte che non sono in grado di stabilirlo. Probabilmente, anche in questo campo l’intolleranza è quella descritta da Spago. I persiani sono tanti mentre noi siamo trecento, non siam giovani né forti e tra un po’ saremo morti. Però… se non sei sintetico ti danno del prolisso, se lo sei del cretino. Incontentabili. Ma strani libertari, vista la loro manifesta e già richiamata intolleranza. Ora la risposta sarà probabilmente “lo strano sarai tu e tua moglie o tua madre”. Sarebbe strano il contrario.

    • Fabrizio Fv
      Rispondi

      “Se qualcuno vuole proprio finirla può coerentemente cominciare” ….. che era esattamente quello che avevo fatto.
      Sei pregato anche tu di fare lo stesso, cosa che non hai fatto, visto che nelle parti finali di ogni post , l’unica parte che leggo, c’è sempre un riferimento a me.
      Ma sì ……. divertiti a sbrodolare parole che così ti senti bene.

  • VITO
    Rispondi

    Caro Spago il problema non e’ il colore della pelle o il gruppo etnico a cui si appartiene ma il rispetto delle leggi e delle regole come mai molti di questi signori da te’ citati come se fossero perseguitati non rispettano molte delle leggi dello stato che li ospita le infrangono quotidianamente molti entrano senza documenti infrangono la legge molti non posseggono documenti molti svolgono attivita illecite se vai in un centro urbano qualsiasi ti ritrovi centinaia di venditori ambulanti che in un sol colpo commettono diversi reati per non parlare poi dello spaccio di droga della prostituzione rapine e violenze varie. io non ho nessun problema col colore della pelle o con gli avi di chichessia ma consentimi se io da cittadino di questo stato vengo schedato controllato e sanzionato alla minima infrazione non capisco perche i tutti i tuoi perseguitati non subiscono alcun tipo di controllo e di severa punizione per gli innumerevoli reati che commettono quotidianamente.

  • Alessandro Colla
    Rispondi

    Forse mi sento bene a sbrodolare, non so. Il brodo effettivamente mi piace. Ognuno può vedere riferimenti alla propria persona, io non ho indicato alcun nome. Nel commento su Lynas, ad esempio, il riferimento era rivolto a chi considerava la genetista Levi Montalcini geneticamente incompetente. Quindi ad altre persone. Posso essere pregato di “fare lo stesso” ma non è detto che mi senta obbligato a esaudire la preghiera. Anche perché non sono l’onnipotente. Io questo tipo di preghiera non l’ho rivolta a nessuno, ironizzavo solo su chi afferma di non leggermi e poi si sente colpito. Vorrà dire che i riferimenti, invece che nelle parti finali, li inserirò in quelle iniziali o centrali. C’è chi si sente bene a insultare gratuitamente e a essere incoerente. Meglio il mio sbrodolare, in fondo sto diventando anziano e se mi sbrodolo posso essere compreso.

    • Fabrizio Fv
      Rispondi

      Se sono arrivato agli insulti è soltanto perchè mi ritrovo davanti una tale testa di granito pieno , che le argomentazioni sintetiche o analitiche non riescono ad oltrepassare la barriera encefalica.

      Comunque scrivi quel che vuoi, una sola cosa non sono disposto a tollerare, le tue subdole e vili insinuazioni (“qualcuno dice che ….”) sul fatto che io usi più firme, e adesso ti leggerò bene (pur senza risponderti) e se per caso leggo ancora qualcosa di quel tipo sarò molto coerente nel darti quello che ti ho promesso un paio di settimane fa.

      Per il resto sbizzarrisciti pure su “acca” maiuscole minuscole , quel certo Luigi agrigentino e prestigiosi curriculum di studi , che neanch’io ti ho chiesto ……… merce rara la coerenza.

      E se insisto sull’anzianità dela mia firma non è certo per guadagnarmi una posizione di superiorità, ma è soltanto per dire che Fabrizio Fv (pur senza cognome) è una persona sola ………………. CAPITOOOOOOOOO , a mARtUfeLLo si risponde con Vanna Marchi (se ci fossero 2 T sarebbe Jerry Calà.

      • Dino
        Rispondi

        Quindi Fabrizio, quando Max fraccazzo da velletri insinua le peggiori cose su di me, cosa dovrei fare? querelarlo?? Dai diamoci una calmata, cerchiamo di prenderci tutti meno sul serio. Buona vita.

        • Fabrizio Fv
          Rispondi

          Ma no dai ……… Max scherza,
          Colla insinua in modo viscido.
          Infatti a Max ho risposto con una battuta e l’ho addirittura, sempre scherzosamente, invitato ad usare la mia sigla.

  • Spago
    Rispondi

    Non rispettano le leggi… bisogna vedere quali.

    Prostituzione.. appartengo a me stesso e vado con chi voglio posto che abbia il suo consenso. Puro libero scambio.

    Droga.. di per sé produrre vendere comprare consumare droga non viola i diritti di proprietà di nessuno e non costituisce aggressione. La violenza e la criminalità collegate vengono per il 99% dalla criminalizzazione, che è responsabilità di politici italianissimi.

    Possesso illegale di armi.. il possesso di armi dovrebbe essere sostanzialmente libero.

    Tasse… se non pagano le tasse tanto meglio. Non voglio pagarle neanche io.

    Entrata illegale nel paese.. sono d’accordo che non si possa entrare clandestinamente, e che non si debba essere mantenuti o ricevere alcunché gratis dallo stato. Ma bisogna pure dire che l’entrata legale nel paese dovrebbe essere semplice e poco costosa, che chi viene deve poter cercare lavoro, e chi sta qui deve poter assumere e che chi trova lavoro non deve essere sottoposto a tutte quella inutili vessazioni burocratiche che oggi subisce.

    Venditori ambulanti.. io non ho alcun problema con il piccolo commercio degli ambulanti finché si svolge in maniera educata e rispettosa. È un lavoro molto piu onesto di quello di un dipendente pubblico.

    La maggior parte dei rom non vive in campo è italiana ha documenti ed è conosciuta allo Stato.

    Atti criminali ne compiono certo ma è sbagliato sostenere colpe collettive di interi gruppi etnici o intere categorie di persone per atti compiuti da alcuni membri. Io non ritengo la Chiesa una associazione di pedofilo nonostante i noti episodi.

    • Pedante
      Rispondi

      Perché l’entrata legale nel paese dovrebbe essere semplice e non costosa? Le persone sono molto di più delle semplici unità economiche. Il Bhutan per esempio ha politiche molto rigide sull’immigrazione per “proteggere la cultura”.
      https://tinyurl.com/yczr3wov

  • Douglas Mortimer
    Rispondi

    La proibizione delle armi e della possibilità di difesa è il preludio per la schiavitù.
    Concetto scritto 250 anni fa da Thomas Jefferson.

  • Pedante
    Rispondi

    Sono i portatori di armi e non le armi stesse che contano. Nel Regno Unito il governo fa di tutto perché i cittadini si focalizzino sul coltello (da vietare/spuntare?) e basta. Mai sull’accoltellatore (razzismo!).
    https://tinyurl.com/ydxe32bo

    • Pedante
      Rispondi

      Idem per l’uso di acidi come arma, fenomeno nuovo per la Gran Bretagna. Limitare la vendita dell’acido muriatico. Guai a parlare della cultura sottostante questi attacchi.

  • spago
    Rispondi

    @Pedante perché l’entrata dovrebbe essere semplice e non costosa?

    Diciamo che mi sono espresso male. I costi e gli oneri burocratici imposti dallo stato dovrebbero essere minimi (non potendo essere assenti finché uno Stato esiste). Allo stesso tempo chi desidera venire qui dovrebbe contare solo sulle sue forze, o sull’aiuto privato. Non dovrebbe avere accesso al welfare, non dovrebbe avere la cittadinanza, non dovrebbe avere alcun privilegio, né alcuna forma di aiuto statale.

    Questo vuol dire che a seconda delle condizioni di mercato, della cultura e della disposizione dimostrata dagli autoctoni, delle qualità dell’immigrato, per qualcuno potrebbe essere estremamente semplice e per qualcun altro molto difficile stare qui. La scelta su chi accogliere e chi respingere potrebbe avere qualsiasi motivo, ma dovrebbe essere lasciata ai privati e al mercato. Non è questione di mera economia, la libertà di discriminazione e la libertà di associazione/non associazione sono diritti individuali.

    La cultura di un popolo non la definisce e non la difende lo Stato, ma si dimostra nei comportamenti dei cittadini e nei loro risultati.

    • Pedante
      Rispondi

      OK. Grazie del chiarimento.

  • Alessandro Colla
    Rispondi

    A questo punto mi vedo costretto a rivolgermi agli altri amici libertari per una possibile presa di distanze da chi non rispetta le più elementari regole di buona creanza. E neanche quelle del rispetto della verità. Il “CAPITOOOOOOOOO” senza punto interrogativo si può interpretare come quello di uno che finalmente ha capito ma in realtà non mi pare affatto. Allora visto che sono state rievocate le due settimane precedenti sarà opportuno ricordare la realtà. Avevo espresso le mie opinioni civilmente, sono state contestate all’inizio in modo normale. Alle mie controreplice, si è passati poi agli insulti gratuiti come “dualista infantile” e via dicendo. Non mi sono scomposto più di tanto, ho replicato ironicamente e qualcuno si è imbestialito. Legittima opinione quella della mia testa presumibilmente piena di granito, non mi offendo per questo e ritengo di essere altrettanto legittimamente in diritto di pensare altrettanto della testa del grande accusatore. Il fatto che io risponda sempre senza isterismi, mentre dall’altra parte questi sono sempre presenti, dimostra che non ho nulla da nascondere. Dall’altra parte non lo so, potrebbe essere solo un aspetto caratteriale ma comunque non mi interessa. Anche se uno volesse nascondere qualcosa avrebbe il mio appoggio perché non ho mai creduto ai cosiddetti obblighi di trasparenza. Certo, è difficile considerare argomentazioni che vengono definite sintetiche (e questo forse è vero) come analitiche; ciò in quanto di analisi, nelle suddette e cosiddette argomentazioni, non si vede traccia ma solo livore ingiustificato e dettato da evidenti manifestazioni di intolleranza. Sullo scrivere quello che voglio non ho bisogno del permesso di chi mi contesta perché non è il proprietario del sito. Le “vili insinuazioni” non sono mai esistite, forse occorrerebbe leggere bene. Quando dico che qualcuno sospetta che dietro più firme ci sia una persona sola non sostengo di essere d’accordo. Ho semplicemente detto che la prosa degli intolleranti è similare e che non sono in grado di stabilire se dietro firme diverse si nasconda un solo soggetto. Oltre a non essere in grado, per incompetenza in merito, la cosa non mi interessa. Rispondo sui contenuti, non sulla natura delle firme. Onestà intellettuale vorrebbe che si riconoscesse che la continuazione della polemica non è stata una mia iniziativa. Ho pronunciato dei riferimenti, rigorosamente senza nome, dopo aver letto un riferimento che in teoria poteva anche riguardare me. Nel battibecco con Max, lì sì che si adombra l’ipotesi delle firme diverse per un solo commentatore, si ironizza (formalmente anche bene, devo dire) sulle critiche nei confronti degli anglismi linguistici ad opera di un presunto grande letterato. Non c’era nessun nome, la frecciata poteva essere rivolta a chiunque e non ho conseguenzialmente risposto. Solo che se io commento nello stesso modo sul dualismo o su altro, immediatamente partono le invettive. Non solo non ho scritto il nome o la firma di chi mi ritiene dualista ma non ho usato neanche altri nomi. Avrei potuto divertirmi a giocare nella scomposizione del mistero che può celarsi dietro la sigla “Fv”. Viticultore nel senso che “Fa Vino”? Estimatore dell’attore Favino? Fiorentino Verace? O semplicemente Fervente Villano, visto il modo in cui si rivolge a chi non la pensa come lui? Potevo fingere che alcune frasi fossero di personaggi storici ma non ho scritto proposizioni del tipo “l’ha detto Marx, lo sostiene Cacciari, lo pensa Fassina”. Potevo inventare nomi. Potevo dire che un’idea era stata esposta da l’onorevole Bricolle di Gioia del Colle; o dall’assessore Arpagone di Brescia; dal professor Isemati della Ca’ Foscari di Venezia; forse dal dottor Lifriddi degli Ospedali Riuniti di Caltanissetta; o magari dall’architetto Arrigoni di Firenze, tanto per non lasciare sguarnita l’Italia centrale. Sulle promesse delle due settimane precedenti, siamo alle minacce pure. Non controminaccio, non rispondo alle sfide a duello, non mi interessano i retaggi di epoche passate che servivano solo a tenere in vita i gradassi. Non passo mai alle denunce per varie ragioni, una delle quali è quella dell’implicita violenza legislativa che emerge all’interno dei reati di opinione. Ho sempre contestato la validità etica e giuridica di questi reati e la coerenza, quella vera, mi impone un profilo lineare. Certo è che prediligere l’uso della violenza non è in linea con l’appartenenza all’area libertaria se non altro perché viene violato il principio di non aggressione. E a proposito di coerenza, non ho mai vantato alcun curriculum di studi. Ho solo citato chi sono stati i mei inseganti di recitazione perché ero stato invitato a seguire corsi di aggiornamento da Martufello. Sul piano professionale mi conoscono in pochi, non ho avuto il successo di altri e forse è anche giusto così. Dove starebbe la mia presunta incoerenza? In cosa? Quando esprimo le mie opinioni mi piace citare alcuni autori a rinforzo di ciò che penso ma non ho mai millantato di essere un cattedratico. Né ho mai sosternuto che meriterei di esserlo e che non lo sono diventato per colpa del sistema. E sempre coerentemente non chiedo mai il curriculum a nessuno. Né ho mai sostenuto che chi sottolinea l’anzianità della propria presenza su questo sito voglia guadagnarsi posizioni superiori. Mi è oscuro, tra l’altro, in qual modo potrebbe guadagnarsele. E comunque, detta anzianità l’ho sempre riconosciuta. Il finale dell’intervento non mi è facilmente comprensibile ma da una testa di granito quale sono stato definito non si può pretendere tanto. La cosa non mi offende perché anche questa definizione afferisce agli ambiti della libertà di opinione. E di manifestazione della stessa. Mi dispiace solo che dai due personaggi citati dopo Martufello non credo di avere molto da imparare. La recitazione è un’altra cosa. Martufello non sarà Vittorio Gassman o Vincenzo Salemme ma conosce il mestiere ed è una maschera moderna in continuità con la tradizione della commedia dell’arte. Gli altri due non so definirli, la mia barriera encefalica non riesce ad essere oltrepassata da citazioni così dotte e con sì grande stile formulate.

    • Fabrizio Fv
      Rispondi

      La sfida a duello richiama antiche nobili tradizioni, che hanno preceduto la giustizia spesso corrotta dei tribunali di stato, chiamare gli amici (“A questo punto mi vedo costretto a rivolgermi agli altri amici libertari”) invece richiama a tradizioni molto meno nobili risalenti alle scuole medie anni 70 della periferia torinese (forse anche romana).

      Io non ho detto …. io non ho detto …. io non ho detto ……… Hai presente quella, forse abusata, frasetta “Non pensare ad un elefante viola”?

      Per il resto è solo roccia ignea intrusiva, dammi poi l’indirizzo del tuo fornitore di materiale informatico , che gli chiederò una provvigione per tutte le tastiere che ti ho fatto consumare.

      • Fabrizio Fv
        Rispondi

        …… aggiungo ancora due parole sugli “amici libertari” (sì , ne ho anch’io).
        Molti , purtroppo, hanno preso le distanze dalla lettura di questo sito , anche a causa della logorroica , tediosa e onnipresente invadenza di Alessandro Colla.

  • giorgio
    Rispondi

    la logica da queste parti non è proprio di casa. quindi, tutto l’occidente si deve aspettare l’imminente genocidio da parte dello stato, dato che il possesso di armi è sottoposto a un rigido controllo statale. però, fino a che aspettiamo questo imminente genocidio, se confrontiamo i dati delle morti per arma da fuoco nell’occidente, l’america è ancora lì che comanda in solitaria fuga. va beh, ma loro però non si devono aspettare questo genocidio imminente…
    che poi, veramente crediamo che ci sia una relazione diretta causa effetto tra il disarmo della popolazione e il genocidio? ma si può veramente essere così sempliciotti dico? in ogni caso, la relazione tra questi due eventi è ovviamente aleatoria, tant’è che per quanto ne sappia nessuno storico ha messo in relazione le due cose, almeno direttamente. ovvio che è più facile catturare una persona senza armi, ma la ratio di una legge contro il possesso delle armi a danni di un gruppo etnico rientra nella sfera della discriminazione contro di esso, e di sicuro quando questo è successo non ha sempre avuto come esito un genocidio. ma che lo dico a fare poi…
    siamo invece sicuri che la proliferazione delle armi causa stragi e continue morti. i dati sul possesso delle armi per abitante e morti per armi da fuoco sono in relazione diretta: i paesi che hanno più armi pro capite sono gli stessi paesi che hanno più morti per arma da fuoco. questo è un fatto, il resto sono chiacchiere.

    • Pedante
      Rispondi

      Gli Stati Uniti sono un paese multirazziale. Esistono diversi tassi di omicidio a seconda della comunità.
      https://tinyurl.com/jtx6hrh

      • Pedante
        Rispondi

        Baltimore non è Boise e St. Louis non è Lincoln.
        https://www.thetrace.org/2018/04/highest-murder-rates-us-cities-list/

        • Pedante
          Rispondi

          Boise, Idaho.
          https://www.youtube.com/watch?v=2GqjKrfF2EI
          Baltimore, Maryland.

          • Dino

            la delinquenza intesa come microcriminalità dilagante violenta, li come ovunque, è sempre funzionale agli interessi del “big government”, dello stato ipertrofico: militarizzazione delle forza di polizia come risposta organica da parte di esso alle esigenze del ceto medio o di quel che ne rimane e delle parti di popolazione indifese; pertanto è una ragione di vita per lo stato mantenere in piedi livelli di delinquenza essenziali alla propria esistenza. C’è un conflitto d’interessi enorme!
            A pensarci bene tutta la crisi migratoria potrebbe essere un’enorme montatura, del resto chi controlla il monopolio del denaro fiduciario accetterebbe di buon grado governi similari a quello confusionario italiano; questi fascio leghisti in passato si vendettero per trenta vili denari ai calabresi, questa volta invece la posta in palio è mooolto più alta.

          • Dino

            E ti confermo in aggiunta a quanto scritto prima, che nella mia regione la puglia, la mafia prima degli anni ’80 non esisteva, ce l’ha portata lo stato con i soggiorni obbligati dei siciliani e dei calabresi e dei trasferimenti di questi ultimi con i cutoliani della camorra, nelle già affollate carceri pugliesi. Credo che situazione analoghe siano avvenute nel settentrione.

          • Max

            “Credo che situazion-i analoghe siano avvenute nel settentrione.”

            Caxxo che deduzione !!!!!!!! – Certo che se hai preso il posto di charliebrown a sparare cazzate & ovvietà, lo fai meglio dell’originale. La storia dei soggiorni obbligati che hanno portato la mafia al Nord e trasformato ladri di polli in criminali con i controcazzi (mai sentito parlare di Felice Maniero e la mala del Brenta?) ormai la insegnano pure ai remigini.

          • Dino

            Ah il conte max è arrivato. Ma quante ne sa e quante ne scrive soprattutto. Piu colto che fine ed intelligente…. uncazzolaro da città portuale. No io non ne so niente del brenta, forse vidiqualcosa di Lucarelli in Tv anni fa, ma preferisco parare di ciò che conosco ed ho vissuto in prima persona.

          • Max

            Quanta modestia Ciccio, trasformati in diaz così la storia di Maniero la insegni tu a me. Hai i privilegi della psicopatia: sfruttali!

          • Dino

            Tu hai i privilegi del ricchione invece, vedi di non esagerare perche non sono un signore elegante come il Colla. Ma perche commenti ogni mio post, scusa non dicevi di studiare Lombroso??….. anzi no di fare trading mi pare:” se facessi ancora il trader comprerei adesso (5mesi fa) il bitcoin a 9000 per il rimbalzone….. ” peccato per fineco che tu non faccia piu trading, anche se non doveva essere un gran business per te….. col bitcoin a 5000 oggi. Vabbe cuggi non te la prendere, magari eri solo sfortunato nel trading, prova col poker o con i cavalli, non quelli zoppi miraccomando.

          • Max

            Ciccio-Stasi ha un dossierino su di me dove si segna tutto?
            Troppa grazia Sant’Antonio, non merito tanto!

  • Alessandro Colla
    Rispondi

    Invece le chiacchiere sono quelle di chi manipola i dati statistici. Se ci sono venti morti in una nazione con duecento milioni di abitanti e diciotto in una con dieci milioni, la percentuali di morti è superiore nella seconda. Non sempre c’è stato un genocidio ma il numero delle indicazioni dell’articolo è dieci di cui nove solo negli ultimi centodieci anni. Se gli storici ufficiali preferiscono non occuparsene evidentemente c’è un motivo poco pulito. Anche di Armenia e foibe si sono sempre occupati in pochi.

  • giorgio
    Rispondi

    colla, la statistica per cortesia. ho capito che lei è onnisciente, in grado di passare dalla climatologia all’ornitologia in un tempo inferiore al numero di plank, però insomma dovrebbe conoscere il termine americano “rate”. e gli usa hanno il tasso di omicidi più alto in tutto il mondo occidentale. va da sè che gli usa detengono pure il record di armi da fuoco possedute per abitante.
    si vada a vedere le statistiche per Firearm-related death rate da qualsiasi parte nel web. poi ne riparliamo.
    ripeto, la relazione disarmo genocidio non regge. oppure, sig. colla, tutta l’europa deve aspettarsi un genocidio? se sì, quando? perché in italia siamo disarmati da sempre. siamo benevoli, consideriamo la storia d’italia dal 45 a oggi, periodo in cui siamo stati disarmati. sono passati 73 anni, quanto ancora dovremo attendere per il genocidio che secondo la vostra elucubrazione dovrebbe accadere? questo ovviamente vale anche per francia, spagna, uk, germania, ecc.

  • Alessandro Colla
    Rispondi

    Al secondo commento rispondo con altrettanto invito: le statistiche se le legga bene chi preferisce glissare sulle percentuali. Nessuno ha detto che dobbiamo aspettarci un genocidio per forza ma che comunque in passato è avvenuto. Se oggi abbiamo barattato il rischio di genocidio e il servizio militare obbligatorio con la perdita della libertà e la pressione fiscale a mille, evidentemente rischiamo di meno la vita solo perché come schiavi siamo più utili. Quanto alla mia presunta onniscienza, non ho mai vantato titoli del genere. Se chi me li affibbia è ignorante patentato, provi a chiedere lezioni private di alfabetizzazione. L’eventuale risultato positivo gli eviterà le brutte figure. Di ornitologia non ho mai parlato, anche perché non distinguo un gufo da un chiù. L’ironia sarebbe opportuna lasciarla a chi se ne intende ma è giusto proteggere anche la libertà degli incompetenti su tutto.
    Al primo commento rispondo con l’invito a saper leggere. Chiedere una presa di posizione è cosa ben diversa dal chiamare gli amici della periferia per ragioni di rissa. Ho scritto chiaramente di “presa di distanza”, non di intervento armato. E non per me ma perché minacciare l’intervento fisico contro qualcun altro è in contraddizione con il principio di non aggressione e quindi con il libertarismo. Del resto non posso aspettarmi che comprenda la differenza chi ritiene nobile tradizione l’esercizio del duello. Il pronunciare la frase “io non ho detto” è esercizio di ristabilimento della verità. Anche qui non mi meraviglio che quest’ultima non sia gradita dai maleducati. Visto soprattutto che mi sono state attribuite frasi che non ho mai pronunciato. L’elefante viola non vedo cosa c’entri ma si sa: i cervelli di granito come il mio nulla possono di fronte a tanta fantasia letteraria espressa in una prosa che richiama lo stil novo. Roccia ignea intrusiva è una legittima opinione come lo è la mia di altrettanta disistima. La terzietà di chi è in grado di giudicare dove sia il buon senso o meno non verrà scalfita dalle parzialità dei contendenti. Ognuno prenda le provvigioni che vuole, io non ne ho bisogno perché sono ricco di famiglia e consumo tastiere per il semplice piacere di consumarle. Gli intolleranti di tutte le latitudini e di tutte le epoche possono, se credono, farsene una ragione.

  • Alessandro Colla
    Rispondi

    Non avevo letto il terzo commento dove si sostiene che molti avrebbero preso le distanze dal sito per colpa mia. Se la cosa dovesse essere confermata dai responsabili del sito, concorderò eventualmente con loro un’azione autocritica che riporti questi molti a riavvicinarsi. Altri hanno sostenuto il contrario e che preferiscono leggermi. Che la mia sia una presenza logorroica e tediosa è una legittima opinione. Che sia onnipresente è l’ennesima falsità: il sito è pieno di articoli senza miei commenti. Che la mia sia invadenza è un parere di qualcuno. Qualcun altro considera invadenti i miei detrattori. Per notarlo basta farsi un giro sul sito. Quelli che affermano che nel Movimento Libertario manchi la logica (e sono i primi a esserne sprovvisti) mi attaccano e hanno collezionato un indice di scarso gradimento continuato. Gli altri non mi pare mi attacchino, qualcuno ha perfino parlato di “divina e schubertiana lunghezza” ma il paragone è eccessivamente lusinghiero. Ai libertari autentici, amici o non amici, l’ardua sentenza.

    • Fabrizio Fv
      Rispondi

      “Chiedere una presa di posizione è cosa ben diversa dal chiamare gli amici della periferia per ragioni di rissa.” ……. piaccia o non piaccia questa è una rissa , verbale , ma pur sempre rissa , se non ti urta l’uso dell’inglese , ai tempi di Martufello si chiamava “flame”, quindi , non rompere il cazzo , hai chiamato gli amici e basta , adesso avvitati pure su te stesso per dimostrare che non è vero.

      Non eri tu che dicevi che avevo tirato la pietra (intifada) e nascosto la mano?

      Sarò villano e intollerante, detto da te , fra l’altro non mi urta neanche un po’, ma la memoria non mi manca.

    • GIG
      Rispondi

      scrivi Alessandro che io ti leggo piu’ che volentieri

  • Alessandro Colla
    Rispondi

    Invece nei precedenti interventi è proprio la memoria mancante ad emergere. Ho già detto che ho “chiamato gli amici” ad esprimersi, non necessariamente a prendere le mie parti. Quindi non ho chiamato “e basta” ma solo chiesto una riflessione sulla possibilità che sia compatibile la minaccia con l’appartenenza a un movimento che si richiama al principio di non aggressione. Anche in questo ci si dimostra di memoria corta, una lunghezza di memoria inversamente proporzionale alla volgarità gratuita. Oltre che alla ripetitività, visto che viene sempre fuori il nome di Martufello con scarsa fantasia. Comunque sono ancora i suoi tempi, è del 1951, non è in pensione e lavora. Il vero avvitarsi è quello di chi non vuole ammettere di aver affermato quello che ha affermato, di non essere in grado di prendere atto delle smentite e di essere incapace di vedere chi realmente tira i sassi, Palestinese o no. Io non ho nascosto nulla, né nome né argomenti. Non chiedo agli altri di non nascondersi se lo vogliono, ho solo evidenziato il paragone tra me che rispondo a ciò che ritengo insensato e firmandomi per esteso da chi invece insulta e minaccia coperto da pseudonimi. Anche in questo ci si dimostra di memoria corta. Alla britannica “flame” rispondo con l’italica flemma. Se non urtano le mie considerazioni sono contento. Del resto, che gli insulti degli energumeni non mi interessassero lo avevo già detto io. Non che mi serva una primogenitura o un diritto d’autore ma in genere il copia e incolla non viene praticato con i discorsi dell’avversario. Ho imparato una cosa nuova: il pappagallismo nelle risse verbali. Operato, evidentemente, da chi di argomenti è perennemente a corto.

    • Fabrizio Fv
      Rispondi

      Inserirò anch’io un pezzo di autobiografia non richiesta (e adesso mi aspetto un profluvio di blah blabla io non avevo chiesto , eri tu che avevi detto perchè io perchè tu blah blah bla perepepe) , comunque martufellianamente , con umorismo alla Luigi agrigentino, andiamo avanti con l’autobiografia , devi sapere che, essendo io un fervente villano e non un divino schubertiano (mi fermo un minuto a ridere da solo), ho un hobby molto alla moda di questi tempi, che è quello della cucina , ho imparato a fare delle preparazioni abbastanza elaborate come ad esempio cozze vongole cianuro e champagne, ma una cosa sola non mi è mai riuscita molto bene , la comune frittata, un piatto nutriente che noi villani usiamo per recuperare le forze fra una rissa , un duello e un’aggressione ai ricchi teatranti e sopratutto agli esperti di virgole “acche” e “ipsilonS”, adesso grazie al divin Colla ho imparato a rigirarla perfettamente.

  • Alessandro Colla
    Rispondi

    Più che altro l’esperienza a girarla era già frutto del passato. Tanto è vero che in questo recente passato avevo letto “non ti leggo più”, poi “ti leggo solo alla fine”, poi ancora “ti leggo ma non ti rispondo più” e via dicendo, tutto in nome della coerenza e della autoreferenziale memoria lunga. A ridere da solo continui pure chiunque vuole, sarà solitario in tante altre cose; compreso l’autolesionismo. Visto che, non pago di essere stato già smontato in passato sul fatto che si possono preferire le cozze ma non c’è motivo di chiamarle vongole e che il cianuro c’entrava come i cavoli a merenda, il signor qualcuno ha voluto immolarsi sull’ara del ridicolo ricordando quell’episodio. I “blabblà” sono di chi non avendo nulla di concreto da dire si rigira (anzi, per dirla con lui si avvita) come la sua stessa frittata fingendo di non essere il vero autore dell’involontario non senso. Questo dal momento che quando si è costretti ad affermare di non aver detto una determinata cosa, evidentemente è perché qualcuno sostiene spudoratamente il falso. Io non ho rigirato niente; ho sempre risposto alle sciocchezze pronunciate parlando di quelle sciocchezze. Il neorigiratore aspirante cuoco cambia discorso ogni volta. Come fanno i tanti denigratori di questo sito. Le cozze e le vongole hanno la stessa valenza della “chiamata degli amici”. Il non capire la differenza tra chiamare un arbitro, o se si preferisce la polizia, e chiamare i rissaioli per farsi dare man forte è chiaro indice di non conoscenza delle vera essenza libertaria. Almeno una maschera è stata sia pure involontariamente gettata. Comunque questa non è una rissa verbale ma un duello verbale. Per la partecipazione a rissa occorrono almeno tre componenti. Questa volta non lo dico io ma il legislatore. Che sarà pure corrotto come gli antichi tribunali ma certo non è peggiore di chi preferisce il duello fisico dove a vincere non è chi ha subito il torto ma solo il fisicamente più forte. E magari più prepotente.

    • Fabrizio Fv
      Rispondi

      Forse è il caso di chiamare il 118, più che l’arbitro o gli amici.
      Ma sta tranquillo divin shubertiano, l’essenza libertaria la conosco piuttosto bene e non chiamo nessuno.

  • Alessandro Colla
    Rispondi

    Il paragone con Schubert, che si scrive con la “ci” prima della “acca”, non è mio e avevo già detto che lo consideravo eccessivamente lusinghiero. Lo avevo citato in risposta a una presunta fuga dei libertari da questo sito per colpa mia. Anche il non voler ammettere questo è sintomo non solo di scarsa conoscenza, autoreferenzialità a parte, dell’essenza libertaria; ma anche delle basi dell’onestà intellettuale. In questo si dimostra facilmente chi è più viscido. Io non insinuo, affermo apertamente che quanto è stato scritto dal presuntuoso che mi attacca è un coacervo di sciocchezze. Sulle firme diverse per un’unica persona non ho mai neanche ipotizzato ma solo riportato sospetti degli altri che possono essere ingiustificati e che, ribadisco, per ragioni di scarsa conoscenza informatica non sono in grado né di supportare né di smentire. Autorizzo chiunque a chiamare tutti i centodiciotto che vuole. Ogni operatore sano capirà subito chi è quello da curare.

  • Fabrizio Fv
    Rispondi

    ” ma solo riportato sospetti degli altri ” ……. appunto , proprio questa è l’essenza della viscidità.
    Poi usa tutti i nomi e cognomi , patende e libbretto (H-E-Y ho scritto sbagliato apposta, precisazione ad uso delle teste di granito) che vuoi, ma questo è proprio quello che io intendo essere viscido, affermare qualcosa per poi dire subito dopo che stai solo riportando sospetti di altri, aggiungerò l’anguilla al mio ricettario.

    “Autorizzo chiunque a chiamare tutti i centodiciotto che vuole” …… addirittura autorizzi, alla prossima scriverai che autorizzi Gesù Cristo a predicare, Buddha a meditare e Mosè ad aprire il Mar Rosso.

    Mi fai sognare con le tue precisazioni sulle “acche”

  • spago
    Rispondi

    ma andrete avanti ancora molto?

  • christian
    Rispondi

    Ammettendo fondata l’indicazione che varie persone hanno abbandonato il sito per ragioni inerenti problemi presenti nel sito stesso (e non altre motivazioni), questo sarebbe da attribuire alla scarsa moderazione (nel senso di gestione dei commenti scritti sul sito) dovuta ad uno spirito Libertario di non voler censurare nessuno. Tale gestione, purtroppo, porta Troll narcisisti, psicolabili, psicopatici od affetti da altri disturbi, sia in forma patologica che non, ad invadere tali spazi, con la conseguenza, ovvia, che persone più sane decidono o di abbandonare i menzionati spazi o di intraprendere una lotta impari con queste Figure. Figure che in un sito normale sarebbero state prima avvertite poi, come si dice in questi casi, permabannate a seguito di ripetute ingiurie ad personam (con eliminazione dei relativi post, ovviamente).

  • Alessandro Colla
    Rispondi

    @Spago. Non lo so. “Andrete” sembra un’equiparazione. Avrò forse torto io e ragione lui ma non siamo in nessun caso equiparabili. Io commento e vengo insultato, rispondo agli insulti senza volgarità e vengo reinsultato volgarmente, puntualizzo e la risposta vira su altre questioni. Con completa assenza di onestà intellettuale. Lo si vede anche dall’ultimo intervento delle 18.19 del 27 giugno: “… essere viscido è AFFERMARE qualcosa per poi dire che stai solo riportano sospetti di altri.” Non l’ho mai “affermato”, appunto, ma “riferito”. Gli analfabeti in cattedra non conoscono la differenza tra i due verbi. E ho sempre puntualizzato di non essere in grado di dare ragione o torto a chi avanza un certo tipo di sospetto. Pietosa e infantile, questa veramente così, l’idea a scoppio ritardato di giustificare l’errore grammaticale nella firomulazione delle interiezioni con la formula “scritto apposta”. Le farneticazioni oniriche sull’uso delle consonanti sono un modo maldestro per nascondere la non conoscenza di come si scrive correttamente, in questo caso Schubert. Sul centodiciotto, “autorizzo”, significa che non me la prendo e che se qualcuno lo chiamasse davvero non dovrebbe avere timore di essere querelato. Lo avrebbe capito anche un cretino, evidentemente non sono il solo a dover essere giudicato come tale. L’esortazione esposta nel primo modo, potrebbe portare a pensare che invece di chiamare amici o arbitro avrei dovuto chiamare il pronto soccorso ma non per me. Potrei condividere. Anche perché vedo che involontariamente qualcuno, qui affermo e non insinuo, è convinto di essere una reincarnazione sintetica di Mosè, Gesù e Buddha. A questo punto la lotta non è solamente impari come giustamente e acutamente afferma Christian, è anche inutile sul piano pratico. Forse il bisogno dell’affermazione della verità popperiana, quella che corrisponde a i fatti, è l’unico elemento che spinge a volte alla risposta. Ma se i miei interventi provocano calo di lettori, posso rivedere questo mio personale bisogno. C’è stato qualcuno che mi ha suggerito di raccogliere e pubblicare quanto scrivo, può darsi che sia in minoranza. Gli arbitri, se vorranno pronunciarsi, potranno aiutarmi in questa crisi di coscienza.

  • Spago
    Rispondi

    Alessandro non credo che tu possa aver causato alcun calo dei lettori, anche perché se uno non vuole leggere i tuoi interventi non li legge, come quelli di chiunque altro. Io dico solo che dopo che ci si è detti quel che ci si doveva dire, e quando il confronto non va più da nessuna parte, è saggio proseguire per la propria strada, anche se sul momento sembra una soluzione insoddisfacente.

  • Fabrizio Fv
    Rispondi

    Ma certo che si può smettere.
    Comunque caro Martufello che si crede Wittgenstein, evita di recitare il ruolo dell”angioletto che dice continuamente “io non insulto” , perchè , anche se usi un linguaggio più forbito del mio, come si dice in quella bella città che non è la mia “ca nisciuno è fesso” (ammetto di non essere esperto di gafia napoletana).
    Quanto a christian che addirittura invoca bannature permanenti e affibia etichette, non posso far altro che ricordare ripetitivamente (Colla-style ;)) l’anzianità della mia presenza.
    Fra l’altro è la prima volta che faccio lunghe polemiche ……. ma a volte il disgusto è tale che non si può resistere.
    Tanti cari saluti e statemi bene tutti, tranne Colla.

  • christian
    Rispondi

    Mio caro Fabrizio non ho invocato “bannature” ma rappresentato cosa normalmente accade in altri forum, sulla base anche dell’esperienza personale di moderatore (uno tra i tanti) di un forum, avuta molti anni addietro.
    Non ho nemmeno affibbiato etichette a chi che sia visto che il mio era un discorso generale (l’anno scorso, ad esempio, c’è stata una invasione di “disturbatori” molesti che intasavano di commenti i vari post ed a volte insultavano e si insultavano a vicenda). Se ti senti chiamato in causa, anche se non espressamente citato, nei commenti altrui questo è un tuo problema.
    Infine “l’anzianità” di presenza su un forum non ha alcun rilevanza (non si capisce su quale principio si baserebbe questo assunto, come se ci fosse una sorta di “scatto di anzianità” come nella PA). Quello che conta, nella sostanza, è la reputazione; in questo ambito, effettivamente, il tempo è uno dei parametri che entra in gioco, essendo necessario impegno per costruire la reputazione e tale impegno richiede tempo, ma non si tratta di un automatismo (per distruggerla la reputazione ci vuole, al contrario, ben poco). Su vari forum (ma anche da altre parti, si veda commenti di Amazon o eBay, per citare degli esempi illustri) si implementano, appositamente, dei sistemi di reputazione.

    • Fabrizio Fv
      Rispondi

      Ma sì , qui è un continuo dire e poi negare, vabè nessun problema (nè mio e nè tuo).
      Passiamo a discorsi più generali e (almeno spero) un po’ più interessanti.
      Il linguaggio scritto si porta sempre dietro la possibilità di malintesi , a volte enormi, il fatto che da un momento all’altro si passi da un gentile scambio di opinioni ad un diluvio di insulti è connaturato al web fin dai tempi dei newsgroup (quelle cose fatte più o meno così alt.news.argomento.com ).
      Per quanto le liti possano risultare inutili e noiose ( ma qualche rara volta anche divertenti) servono sempre a ricordare che dietro ogni sigla (nome e cognome vero, solo nome , nome più sigletta etc. …..) c’è un essere umano , che aldilà di razionalismi randiani, catallassi e prasseologie varie è fatto anche di emozioni, intuizioni e supposizioni.
      Il sistemi di reputazione non sono male in effetti, ma anche loro sono soggetti a degenerazioni anche peggiori, come ad esempio la fuga da Tripadvisor dovuta a commercio di recensioni positive, o , ancor peggio, minaccia di recensioni distruttive (es. “offrimi il pranzo oppure scrivo su Tripadvisor che ho visto i topi correre in mezzo alle padelle”)

  • Giorgio
    Rispondi

    Esistono due tipi di uomini, quelli armati e quelli no. Anche oggi abbiamo la prova che sono quelli armati a commettere stragi

    • Max
      Rispondi

      Ed esistono quattro tipi di Giorgio:
      1° si firma maiuscolo e non usa le maiuscole;
      2° si firma minuscolo e usa le maiuscole;
      3° si firma minuscolo e non usa le maiuscole;
      4° si firma maiuscolo e usa le maiuscole.

      Penna e calendario: segnatevi tutti che oggi abbiamo avuto un raro incontro ravvicinato del 4° tipo.

    • Pedante
      Rispondi

      È ovvio che le stragi sono commesse da aggressori armati. Mancano prove che l’essere armati porti alla violenza. L’effetto-deterrenza è incalcolabile.

  • christian
    Rispondi

    Fortuna vuole che in questo sito non sia possibile modificare ciò che si scrive e quindi, nonostante qualcuno tenti di distorcere il significato degli scritti altrui questi rimangono inalterati in modo tale chiunque possa decidere quale sia il senso effettivo di ciò che viene letto senza dover dipendere da terze parti. Sono contento per te, Fabrizio, che non vedi come un problema il sentirti chiamato in causa nei commenti anche quando non vieni citato (nemmeno in modo indiretto, allusivo e/o subdolo).
    Conosco bene i newsgroup (Usenet) i BBS che frequentavo, “il fatto che da un momento all’altro si passi da un gentile scambio di opinioni ad un diluvio di insulti” non è connaturato al web ma ne è una patologia (diciamo un cancro) presente anche prima ed anche oltre il web. Le liti non sono sempre inutili e noiose, ma a volte anche utili (tipo per chiarirsi o sfogarsi in qualche modo, se alla fine portano a qualcosa di costruttivo od ad un risultato, anche se accade sporadicamente) od interessanti (per far ragionare sui motivi e/o gli argomenti che hanno portato alla lite), divertenti forse per qualche spettatore esterno che può abbandonare i litiganti ed il luogo del litigio senza problemi e senza che gli venga arrecato disturbo o fastidio (il contrario dei poveri lettori di questo sito). Per il resto non vedo come qualcuno possa scordarsi che dietro le sigle, in un litigio, ci siano degli esseri umani, i BOT non litigano, sarebbe una perdita di tempo (al massimo provocano se sono programmati per questo). I sistemi di reputazione hanno le loro pecche ed i loro problemi che aumentano in modo esponenziale al crescere della base di utenti e del valore dei commenti stessi, ma in un forum, soprattutto di dimensioni medie o piccole, è il sistema migliore.

  • Fabio
    Rispondi

    Marco menziona gli enormi esempi nel mondo, io aggiungo il piccolo esempio nostrano romano delle fosse ardeatine: le SS pretesero la deposizione in caserma delle armi da parte dei carabinieri prima di procedere alla raccolta della gente dalle prigioni e tramite rastrellamenti.
    L’arma dei carabinieri l’ha completamente sulla sua coscienza quell’eccidio che conferma che la popolazione disarmata ha tutto da temere dal proprio governo.

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