IL COMUNISMO AGRICOLO

DI PIETRO AGRIESTI

Quindici anni fa il governo di un piccolo stato dell’India, il Sikkim, decise di eliminare gradualmente l’uso di sostanze chimiche fertilizzanti in agricoltura.[…]

La transizione a un modello tradizionale di agricoltura venne avviata nel 2003 grazie al primo ministro dello stato, Pawan Kumar Chamling, e attraverso la creazione della Sikkim Organic Mission (Som). Da allora sono state emanate una serie di leggi prima per limitare e poi per vietare totalmente l’uso di sostanze chimiche nei processi agricolo-produttivi a favore di fertilizzanti naturali, gli agricoltori sono stati aiutati a certificare circa 76 mila ettari di terreni agricoli come biologici, sono state create migliaia di unità per la produzione di compost e sono stati fatti investimenti nella ricerca e per la formazione degli agricoltori. Lo stato ha anche vietato l’uso di oggetti in plastica (sui banchi dei mercati si usano ad esempio piatti modellati dalle foglie) e infine, lo scorso aprile, è stata vietata l’importazione di molte verdure non biologiche provenienti da altri stati del paese.[…]

La transizione è durata più di dieci anni e non è stata facile: alcuni agricoltori hanno protestato per la diminuzione dei raccolti e del loro reddito, altri si sono lamentati per non essere stati abbastanza sostenuti dal governo chiedondo un migliore accesso ai mercati, altri ancora hanno cambiato mestiere o hanno avuto grosse difficoltà a eliminare i parassiti.[…]

Il recente divieto sull’importazione di alcuni prodotti non biologici dagli stati vicini ha creato nuovi problemi e rinnovate proteste: i prezzi sul mercato di alcune verdure sono triplicati, i commercianti si sono lamentati e il partito di opposizione ha deciso di organizzare una marcia di protesta.[…]

I funzionari dello stato dicono che la transizione a un modello di agricoltura tradizionale ha avuto benefici sulla salute delle persone, ma anche sulla fauna e sulle api. La produzione di cardamomo, per cui è fondamentale l’impollinazione delle api, è aumentata per esempio di oltre il 23 per cento dal 2014. Ci sono state delle conseguenze positive anche per il turismo: dal 2011 i visitatori sono più che raddoppiati, secondo i dati del dipartimento del Turismo dello stato, e il turismo ha cominciato a incidere con una percentuale sempre maggiore sul prodotto interno lordo (ma non è chiaro quanto questo sia direttamente collegato con l’agricoltura biologica).[…]

La preoccupazione per i pesticidi e il desiderio di cibo privo di sostanze chimiche stanno alimentando un mercato che cresce del 25 per cento all’anno, più della media del 16 per cento a livello mondiale, secondo un recente studio delle Camere di commercio dell’India.[…]

LEGGI LO STATO INDIANO CHE HA ABOLITO I PESTICIDI

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2 Responses

  1. Fabio
    Fabio at | | Reply

    Vanno di moda gli esperimenti sociali da quelle parti.

    Prima la lotta al contante http://vocidallestero.it/2017/01/07/un-segreto-di-pulcinella-ben-custodito-dietro-il-brutale-esperimento-dellindia-di-abolire-gran-parte-del-contante-ce-washington/

    ed ora questo.
    Davvero triste

  2. Albert Nextein
    Albert Nextein at | | Reply

    Sento puzza di fallimento.

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