MIGRANTI O ANIMALI DA TRASPORTARE?

DI ALBERTO VENEZIANO

La cosa che più mi dà il voltastomaco in tutta la vicenda “migranti” è il classismo razzista solidale che traspare da tutti quelli che se ne occupano.

I 629 presenti nella nave sono da considerarsi esseri umani o animali da trasportare?
Se sono esseri umani, come io penso, sono depositari di una prerogativa che li qualifica come tali e che si chiama “responsabilità delle proprie azioni e delle conseguenze delle proprie azioni.”

Ma non sono considerati esseri umani bensì animali da trasportare, per cui la responsabilità delle conseguenze delle loro azioni viene presa in carico da una pletora di intermediari.

Alcuni intermediari, travolti dalla loro solidarietà, si accaparrano la merce per custodirla e dimostrare che può essere redditizia in una ottica macroeconomica di lungo periodo bla bla…
Altri intermediari, poco convinti della redditività delle “risorse” preferirebbero dirottare i carichi “se li prenda qualcun altro”, magari i perfidi maltesi, ma sempre sviando il discorso.

Perché il discorso è molto semplice.

Secondo decisioni prese democraticamente in un paese civile (utopia per cialtronia), quelle persone, siano esse 10, mille o un milione, hanno il PERMESSO di entrare in italia ?
Se la risposta è sì entrino e siano i benvenuti.
Se la risposta è no non si entra.

Una volta fatto capire il concetto, e, ripeto – se i destinatari della comunicazione non sono considerati animali, basta farglielo capire – la responsabilità delle loro azioni e delle conseguenze delle loro azioni sarà LORO come é giusto che sia. Sarà loro cura preoccuparsi degli esiti incerti di una traversata intrapresa nel tentativo di entrare in un territorio dove non sono i benvenuti.

Ma per il “poppolo” italico, evidentemente, non sono esseri umani. Sono animali da trasportare, senza il dono del raziocinio. Che poi li si tratti a coccole o a calci in culo, cambia poco.

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7 Responses

  1. Giovanopoulos
    Giovanopoulos at | | Reply

    “Che poi li si tratti a coccole o a calci in culo, cambia poco”.
    Ecco un classico esempio in cui i principi generali e astratti, ancorché condivisibili, sono completamente avulsi dalla vita pratica e reale.
    Mi spiace per l’articolista, ma nella vita reale tra Coccole e calci in culo c’è una bella differenza. Se avessimo iniziato con i “calci in culo” vent’anni fa non saremmo ridotti così.
    Lasciamo ai compagni le utopie e i principi astratti.

    1. liberalista
      liberalista at | | Reply

      Sbagliato. E’ proprio l’applicazione del principio di non aggressione, che è astratto e valido sempre e comunque, che sta alla base della pacifica convivenza. Ed il piegarlo alle esigenze contingenti è invece alla base della nascita di organizzazioni politiche che si arrogano il diritto di decidere quando e quanto deve essere derogabile il principio astratto.

      I compagni di sinistra e di destra, nel caso specifico, continuano a non seguire il principio e aumentano l’intervento statale, in un modo (col buonismo ipocrita) o nell’altro (con il pugno di ferro). Sono errori entrambi, sebbene in questo momento si possa dire che la reazione della destra è appunto, una reazione alle idiozie di sinistra. Ma rimane una idiozia anche la reazione della destra, perchè non è risolutoria e crea solamente nuovi conflitti.

      1. Pedante
        Pedante at | | Reply

        Al livello dirigenziale non sono affatto idiozie! Gli esiti infelici sono voluti, eccezion fatta per gli utili idioti.

      2. Giovanopoulos
        Giovanopoulos at | | Reply

        Mah, a me pare che chiudere i porti sia un perfetto esempio di reazione legittima ad una aggressione.
        Con l’ingresso di milioni di clandestini l’intervento statale aumenta, ne deriva che la lotta con qualsiasi mezzo, anche quella fatta da un governo che ci può fare schifo, è sacrosanta.
        La lotta all’invasione è un tema libertario anche se non crediamo nei “sacri confini della Patria”.

    2. Fabrizio Fv
      Fabrizio Fv at | | Reply

      Attenzione ….. se si considerano le coccole (tolleranza, comprensione, accoglienza , etc …..) come “roba da compagni” si rischia, senza volerlo, di fare una PUBBLICITA’ IMMERITATA agli stessi compagni, i quali hanno sempre dimostrato, fra l’altro, di non essere mai stati maestri di coccole (gulag e tutto il resto che conosciamo a memoria).

      1. Pedante
        Pedante at | | Reply

        +1!

  2. Pedante
    Pedante at | | Reply

    Facilitare l’arrivo di gente difficile da assimilare giova allo Stato di polizia. Il caos e la paura sono una manna per la classe dirigente.

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