In Anti & Politica

di MAURO GARGAGLIONE

C’è un impulso umano che si manifesta spesso dopo che un consumatore ha scelto un prodotto e l’ha acquistato, il suo prodotto è il più bello, il più funzionale, il più conveniente, insomma, si deve auto-convincere di aver fatto la scelta giusta e succede sovente che si accapigli con qualcuno che ha scelto diversamente il quale, a sua volta, si è auto-convinto di aver saputo scegliere meglio. La cosa succede anche quando è palese che qualunque scelta puoi fare è cattiva.

Rivediamo il fenomeno in politica. Per decenni gli elettori scelgono e per decenni ogni governo fa rimpiangere quello precedente e, invariabilmente, ciascuno si ritiene il depositario della scelta giusta. Fanno pure le claques di sostegno a questo o a quello. Il fatto è che nel mercato puoi scegliere questo o quello ma anche niente se non sei convinto di aver trovato ciò che desideri.

In politica, al contrario, chi vota obbliga tutti a sottostare agli eletti, anche chi disprezza i candidati di una parte e dell’altra.

I comunisti risolvono il problema, niente mercato e partito unico. Ma anche i regimi democratici hanno risolto il problema, una classe politica che recita la commedia di essere divisa nelle ricette, anche se in realtà hanno un loro fortissimo interesse comune, per catturare il consenso di chi è convinto di saper individuare quello giusto da votare.

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Showing 2 comments
  • Albert Nextein

    Io ho risolto.
    Non voto più.
    E spendo il meno possibile.

  • Max

    I politici il mercato delle vacche lo gestiscono alla grande e funziona benissimo da sempre: transfughi, alleanze per convenienza, accordi sottobanco e via dicendo. Ancor meglio gustabile col doppio turno.

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