In Esteri

DI REDAZIONE

In un contesto che complessivamente soddisfa le autorità cittadine – dal settore hi-tech il Comune di Chiasso ha incassato circa 1,5 milioni di imposte – suona come una nota stonata l’andamento dell’iniziativa lanciata dal Comune con l’incasso di parte delle imposte in Bitcoin.

Lo scorso febbraio, davanti al Legislativo, Arrigoni aveva enfaticamente annunciato il primo versamento effettuato da un contribuente con moneta virtuale. Ebbene, quello «finora è rimasto l’unico caso concreto. Me ne aspettavo qualcuno in più, ma l’obiettivo di fare marketing territoriale è stato raggiunto» commenta il nostro interlocutore. Sembra tuttavia lecito chiedersi se quei soli 250 franchi incassati in Bitcoin possano confermare la bontà dell’iniziativa chiassese, una prima a livello cantonale.

«Va bene così. L’obiettivo era di far passare il messaggio che a Chiasso, o meglio nel basso Mendrisiotto e in Ticino in generale vi è un terreno fertile per le nuove start-up nel settore Fintech. Non dimentichiamoci che l’iniziativa è costata nulla».

FONTE: Corriere del Ticino

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Commenti
  • Albert Nextein
    Rispondi

    C’è sempre una prima volta.

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