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di REDAZIONE

Crollati quei 155 Kilometri di Muro, nel 1989, sulle ceneri dei partiti comunisti sono sorte “nuove” formazioni politiche socialdemocratiche, che hanno ottenuto un seguito di massa, riuscendo nei diversi paesi a coprire ruoli di governo. I consensi elettorali raccolti dai postcomunisti sono legati in buona misura alle ovvie sofferenze sociali causate dai regimi precedenti, ma addossate al neoliberismo durante il timido passaggio all’economia di mercato. L’Ovest ha esportato ad Est la democrazia, non il capitalismo!

PRESENTAZIONI

Breve calendario degli incontri a novembre con l’autore:
3 Novembre, NON È L’ARENA (LA7).
4 Novembre, LODI, presentazione del libro IL MURO E I SUOI CALCINACCI.
9 Novembre, BOLOGNA, evento dell’Associazione “il dito nell’occhio” sui 30 anni della caduta del muro di Berlino. Per l’occasione, parlerò di un capitolo del libro IL MURO E I SUOI CALCINACCI.
13-14 Novembre, VIENNA, partecipazione all’evento organizzato dall’Austrian Economic Center.
30 Novembre, FORLÌ, incontro sul Venezuela organizzato dall’associazione “il dito nell’occhio”.

I neosocialisti hanno convinto le masse che una versione democratizzata del socialismo non sarebbe solo più umana, ma anche economicamente più produttiva ed efficiente.

Oggi, nel pieno dei festeggiamenti dei 30 anni della caduta del Muro di Berlino (vedi evento DITO NELL’OCCHIO), ritengo ci sia poco da festeggiare, perché non ha schiacciato il comunismo e i comunisti! Anzi. Il suo crollo ha, paradossalmente, tolto all’Occidente un alibi per chiamare, ed additare, quell’ideologia criminale nel modo più appropriato: dittatura!

PRENOTATELO FIN D’ORA!!!

Titolo: IL MURO DI BERLINO E I SUOI CALCINACCI

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Sottotitolo: Cosa c’è da festeggiare?

Autore: Leonardo Facco

Prezzo: € 13,00; Pagine: 164

Prefazione di PAOLO L. BERNARDINI
Con un saggio conclusivo di JAVIER MILEI

TRAMEDORO EDIZIONI

Il libro uscirà il 9 novembre 2019, il giorno del 30° anniversario della caduta del Muro di Berlino.

PAGINA FACEBOOK DEL LIBRO

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Mostrati 2 commenti
  • Davide
    Rispondi

    Condivido in pieno.
    Ci hanno fregati.

  • vetrioloblog
    Rispondi

    Il comunismo non riconosce la proprietà privata e ti costringe a lavorare per lo Stato (che nel “socialismo reale” sono i burocrati di partito). La democrazia, passo dopo passo, sta prendendo la stessa direzione, erodendo proprietà privata e lavoro: Hayek c’aveva visto lungo. I parassiti sono diversi e proliferano inarrestabili, alimentando un esercito di complici, utili idioti ed indifferenti : politici, banchieri, industriali “con i soldi altrui”, burocrati timorosi di perdere le briciole elargite dallo Stato-padrone: sono sempre di più…
    e votano per essere mantenuti dalla effettiva minoranza dei “produttori.

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