In Anti & Politica

DI REDAZIONE

AUTODICHIARAZIONE AI SENSI DEGLI ARTT. 46 E 47 D.P.R. N. 445/2000

Il sottoscritto __________________________________________________________________, nato il ___.___.______ a ______________________________________________________ (___), residente in ____________________ (___), via _________________________________________, e domiciliato in ____________________ (___), via _____________________________________, identificato a mezzo __________________________________ nr. __________________________ rilasciato da __________________________________________________ in data ___.___.______ utenza telefonica fissa ____________________, consapevole delle conseguenze penali previste in caso di dichiarazioni mendaci a pubblico ufficiale (art. 495 c.p.)

DICHIARA SOTTO LA PROPRIA RESPONSABILITÀ

di sottoscrivere il presente modulo non di propria libera volontà ma in quanto costretto da norme e da decreti liberticidi del governo presieduto dal signor Giuseppe Conte, questi ultimi atti amministrativi di rango inferiore che rifiuto perché emanate in contrasto con la Costituzione Italiana che riserva esclusivamente alla legge la facoltà di limitare la libertà persona e, anche in questo caso, con limiti territoriali e temporali strettissimi;

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  • di non essere sottoposto alla misura della quarantena ovvero di non essere risultato positivo al COVID-19 (fatti salvi gli spostamenti disposti dalle Autorità sanitarie) perché il governo italiano non ha provveduto alla messa a disposizione di tamponi ed esami clinici a sufficienza;
  • che lo spostamento è coperto dal diritto alla riservatezza stabilito dall’art. articolo 12 della dichiarazione universale dei diritti dell’uomo secondo il quale nessun individuo potrà essere sottoposto ad interferenze arbitrarie nella sua vita privata, nella sua famiglia, nella sua casa, nella sua corrispondenza, né a lesioni del suo onore e della sua reputazione. Ogni individuo ha diritto ad essere tutelato dalla legge contro tali interferenze o lesioni, ritengo pertanto di non essere obbligato a rivelare il luogo dal quale è iniziato lo spostamento e la sua destinazione;
  • di non essere a conoscenza delle misure di contenimento del contagio vigenti alla data odierna ed adottate ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legge 25 marzo 2020, n. 19, concernenti le limitazioni alle possibilità di spostamento delle persone fisiche all’interno di tutto il territorio nazionale in mancanza di informazioni affidabili, essendosi limitato ad ascoltare alcune informazioni diffuse mediante la televisione che non hanno contribuito in alcun modo a fare chiarezza, e di essere pertanto molto confuso circa i contraddittori ordini emanati dal governo;
  • di non essere a conoscenza delle ulteriori limitazioni disposte con provvedimenti del Presidente della Regione ____________________ (indicare la Regione di partenza) e del Presidente della Regione ____________________ (indicare la Regione di arrivo) e che lo spostamento rientra in uno dei casi consentiti dai medesimi provvedimenti _____________ __________________________________________________ (indicare quale), in particolare i provvedimenti regionali non mi sono stati comunicati in alcun modo e non ho alcuna possibilità di informarmi circa il loro contenuto e che in ogni caso, anche se esistenti, non possono, ancora una volta a norma di Costituzione, limitare i diritti fondamentali garantiti nella prima parte della stessa essendo materia riservata allo Stato;
  • di non essere a conoscenza, per le medesime ragioni, delle sanzioni previste dall’art. 4 del decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19;
  • che lo spostamento è determinato da:

o comprovate esigenze lavorative;

o assoluta urgenza (“per trasferimenti in comune diverso”, come previsto dall’art. 1, comma 1, lettera b) del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 22 marzo 2020);

o situazione di necessità (per spostamenti all’interno dello stesso comune o che rivestono carattere di quotidianità o che, comunque, siano effettuati abitualmente in ragione della brevità delle distanze da percorrere);

o motivi di salute;

o dall’esercizio del diritto previsto dall’art. 13 della Costituzione di cui si riporta il testo: La libertà personale è inviolabile. Non è ammessa forma alcuna di detenzione, di ispezione o perquisizione personale, né qualsiasi altra restrizione della libertà personale, se non per atto motivato dall’Autorità giudiziaria e nei soli casi e modi previsti dalla legge. In casi eccezionali di necessità ed urgenza, indicati tassativamente dalla legge, l’autorità di pubblica sicurezza può adottare provvedimenti provvisori, che devono essere comunicati entro quarantotto ore all’autorità giudiziaria e, se questa non li convalida nelle successive quarantotto ore, si intendono revocati e restano privi di ogni effetto. È punita ogni violenza fisica e morale sulle persone comunque sottoposte a restrizioni di libertà. La legge stabilisce i limiti massimi della carcerazione preventiva;

o dalle norme di cui alla dichiarazione universale dei diritti dell’uomo che si trascrivono:

Articolo 9

Nessun individuo potrà essere arbitrariamente arrestato, detenuto o esiliato.

Articolo 13

  1. Ogni individuo ha diritto alla libertà di movimento e di residenza entro i confini di ogni Stato.
    2. Ogni individuo ha diritto di lasciare qualsiasi Paese, incluso il proprio, e di ritornare nel proprio Paese.

A questo riguardo, dichiara che l’ufficiale di pubblica sicurezza che sottoscrive il presente modulo dovrebbe trasmettere alla competente procura della repubblica una comunicazione di notizia del reato previsto e punito dall’art. 283 del codice penale (attentato alla Costituzione) e altri eventuali reati connessi a dette azioni nei confronti del signor Giuseppe Conte e degli altri membri del governo della repubblica italiana, anche compiute da altri soggetti pubblici che avrebbero il dovere di disubbidire a ordini che configurano violazioni dei diritti citati, essendo il pubblico ufficiale tenuto alla denuncia del reato di cui venga a conoscenza ai sensi dell’art. 361 del codice penale e che ___________________________________________________ _________________________________________________________________ (lavoro presso …, devo effettuare una visita medica, urgente assistenza a congiunti o a persone con disabilità, o esecuzioni di interventi assistenziali in favore di persone in grave stato di necessità, obblighi di affidamento di minori, denunce di reati, rientro dall’estero, altri motivi particolari, etc….).

 

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__________________________ Data, ora e luogo del controllo

 

Firma del dichiarante                                      L’Operatore di Polizia

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Showing 4 comments
  • Virgilio
    Rispondi

    Copio di seguito mio commento generale sulla situazione che ho postato già in altro blog.
    Finché s’accetta l’idea che sia indispensabile o giusto il comando di Qualcuno, che comandare gli altri a prescindere dal loro consenso chiaro, diretto, e individuale sia giustificato, questo è, sarà, uno dei tanti risultati sociali e politici. Repressione, diffidenza fra cittadini, sottomissione generica immotivata, abusi polizieschi e tutto finalizzato all’abolizione del libero arbitrio. I semplici, comuni e dis-istruiti cittadini non ne sono i diretti responsabili ma le vittime. Tal operazione è scientificamente condotta soprattutto tramite i mass-media. Quel che si sta manifestando esisteva già in potenza, ora sta mutandosi in atto (non mi riferisco esclusivamente all’Italia). Il libero arbitrio bisogna esercitarlo, coltivarlo in sé, alimentarlo, per arrivare a possederlo e saperne far uso. Se si sputa costantemente su esso per merito di chi gestisce l’informazione che si converte in propaganda, e questo pure da chi vorrebbe contrastar i dominanti con argomentazioni opposte ma d’egual natura: non proibiamo questo ma proibiamo quell’altro! Moto di pensiero criminalizzante che sospinge pure chi si definisce difensore del Popolo. Gli ultimi venti anni, anche col parziale consenso di voi che ora contestate, sono indicativi. Vedasi “nuovo Codice Stradale”, io fin da quell’occasione profetai che se s’approvava una disposizione legale simile avrebbe potuto, alla lunga, divenir legge qualsiasi imposizione. Ricordate questo: ogni restrizione, ogni oppressione, parte sempre e prosegue passetto dopo passetto, costantemente con apparenti buoni motivi fondati sul solito ricatto morale: Vita in cambio di Libertà. Ma pare che quasi nessuno l’abbia voluto capire e adesso magari si lamenta. Quando la Libertà comincia a venir menomata di Lx-1, si stabilisce “il precedente”, perciò prima o poi seguirà: Lx-2, Lx-3, Lx-4…

    • Fabio
      Rispondi

      concordo. La storiella della rana bollita non è appunto questo?
      E spontaneo, per chi no sa ancora dove vogliono andare a parare gli statalisti, dare credito e cedere su qualcosa. La risposta che ti danno quando allarmato segnali le iniziative è “ma che sarà mai” o che si è prevenuti, o semplicemente inerzia. Chi si mette a lottare contro l’organizzazione statale e statalese? E’ in effetti pesante, non se ne vedono risultati nell’immediato ed il possibile vantaggio personale è modesto.
      Ma non lottare ed opporsi vuol dire che alla lunga esserne travolti.
      Ne abbiamo numerosi esempi storici, mai pensare che a noi non capiterà.

  • Alessandro Colla
    Rispondi

    “Col parziale consenso di voi che ora contestate” non è certo riferibile ai libertari e a tutti coloro che hanno protestato ben prima del nuovo codice stradale o del codice di procedura penale Vassalli. Gli altri non mi sembra che in questo momento stiano protestando. Anzi, la tendenza appare in evidente richiesta di “maggiori giuste procedure di contenimento”. I libertari non appartengono a quel “quasi nessuno”.

  • Nestore Antonio Sabatano
    Rispondi

    Salve, di sicuro l’autocertificazione ha una marea di lacune dal punto di vista normativo e di contrasto con le normative vigenti. Di sicuro è discutibile e impugnabile, ma chi ha buon senso resta a casa, ma non perchè ne usciremo da questa pandemia, ma semplicemente per ridurre o meglio ancora rallentare il fenomeno di contagio per poter mantenere in questo modo più spazio per le sale intensive che scarseggiano a seguito di una scellerata scelta politica fatta in passato e anche adesso.

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