In Anti & Politica, Economia

DI MATTEO CORSINI

Intervistato dal Fatto Quotidiano, il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, ha affermato: “Considerare la società una somma di individui è un errore analitico prima ancora che politico. Solidi legami sociali sono la condizione per il progresso del genere umano e per lo sviluppo della persona.

L’intervistatore gli aveva fatto la classica questa domanda:

La Thatcher disse: “La società non esiste, esistono solo gli individui”. Non pensa sia finita l’epoca del neoliberismo?

Il tutto nel contesto delle solite discussioni in merito alle centinaia di miliardi da spendere e sulla necessità di mutualizzare il debito necessario a finanziare tali spese.

Ovviamente il “neoliberismo”, magari con molte “b”, pare essere colpevole anche del Covid-19. E pazienza se ad andare in tilt è il sito dello statalissimo INPS, oppure se Consip non sta dimostrando grande efficienza nel reperire mascherine e altri dispoditivi di protezione. Quella sarà sfortuna…

Il fatto è che da un punto di vista logico non si può dimostrare che esista una entità chiamata “società” che sia qualcosa di diverso dall’insieme di individui che la compongono. Perché solo gli individui pensano e agiscono. Qualsiasi gruppo, a prescindere dalle sue dimensioni, non agisca in quanto tale, ma sono gli individui che lo compongono ad agire. E, prima di agire, a pensare.

Chi parla di “errore analitico” dovrebbe cercare di dimostrare il contrario.

Il vero errore è, a mio avviso, trarre la conclusione che se si afferma (prasseologicamente) che sono solo gli individui a pensare e ad agire, si debba escludere che “solidi legami sociali sono la condizione per il progresso del genere umano e per lo sviluppo della persona”.

Ogni individuo deve essere libero di associarsi con altri nel rispetto del principio di non aggressione. Quello che non dovrebbe essere costretto a fare è associarsi contro la sua volontà e, peggio ancora, essere forzato a contribuire alle spese altrui.

Posto che tutto questo ha poi poco a che fare con quello che generalmente viene definito “neolibbberismo”.

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  • Alessandro Colla
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    Certo, solidi legami sociali purché obbligatori. Questo e solo questo può essere nella mente di intervistato e intervistatore. Però predicano il “distanziamento sociale”. Non sia mai che con vicinanze volontarie, qualcuno riesca a organizzare la ribellione. Altrimenti avrebbero parlato di distanziamento fisico. Quanto al liberismo, non sanno cosa sia né il giornalista né il ministro. Per quest’ultimo la cosa è più grave visto che proviene da studi filosofici.

  • Fabio
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    Vero Alessandro, anche io sono stato colpito da quelle parole “Solidi legami sociali” che mi hanno richiamato alla mente un’immagine di ceppi e catene a caviglie e polsi.
    Quelli preferiti dalla Casta per i ‘liberi’ cittadini.
    http://uomoqualunque.net/wp-content/uploads/2018/12/schiavitù-nel-mondo.jpg

  • vetrioloblog
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    “Considerare la società una somma di individui è un errore analitico prima ancora che politico. SOLIDI legami sociali sono la condizione per il progresso del genere umano e per lo sviluppo della persona.” Coraggio, Robe’, ce la puoi fare! Basta che sostituisci la parola SOLIDI con VOLONTARI (andrebbe bene anche LIBERI, ma c’è il rischio che questa parola ti sia sconosciuta)

  • Alessandro Colla
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    Ma gli è sconosciuta anche la parola “volontario”, per lui è possibile solo ciò che è imposto. La sua società ideale è quella raffigurata nell’allegato che ha inserito Fabio nel suo commento.

  • Giuseppe
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    Sono davvero due modi diversi di guardare il mondo.
    Anch’io alle parole “solidi legami sociali” sono stato percorso da un brivido sulla schiena, e ho subito pensato a catene, manette e ceppi.
    E non sono certo un eremita o un asociale.

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